FRA LUIGI MARIA VERLATO

FRA LUIGI MARIA VERLATO

[394] FRA LUIGI MARIA (FRANCESCO) VERLATO
Figura esile ma insieme carattere robusto, frate dei Servi di Maria, sacerdote

Una vita di fede e servizio
Luigi Maria (Francesco) Verlato, un frate dei Servi di Maria e sacerdote, ha vissuto una vita dedicata alla fede e al servizio. Nato a Montebello Vicentino il 3 agosto 1925, in una famiglia di fornai con sette figli, ha mostrato fin da giovane una profonda vocazione religiosa. All’età di 17 anni, nel 1942, è entrato nel seminario minore dell’Ordine a Follina. Dopo il noviziato a Isola Vicentina (1943-1944), ha preso il nome di fra Luigi e ha pronunciato i voti semplici il 24 agosto 1944, confermati con la professione solenne il 14 ottobre 1947 nella comunità di Udine. Fra Luigi ha completato gli studi di filosofia a Udine (1945-1948) e il corso di teologia alla facoltà Marianum a Roma (1948-1952), dove è stato ordinato sacerdote il 22 dicembre 1951. La sua vita religiosa è stata segnata da un lungo impegno in vari conventi della Provincia Veneta e della Spagna. Ha vissuto e servito a Monte Berico (1952-1954; 1968-1976; 1997-2023), Arco (1976-1979), Mestre (1979-1997), e in Spagna a Valencia (1954-1955), Plasencia (1955-1956; 1959-1961; 1964-1968), Tuy (1956-1959), Villaluenga (1961-1963), e Yecla (1963-1964).
Nel corso della sua vita, fra Luigi ha svolto prevalentemente il ruolo di insegnante, cappellano di ospedale e di monasteri femminili. Negli ultimi venticinque anni della sua vita, è stato un confessore instancabile nel santuario di Monte Berico, dove desiderava costantemente tornare per donare misericordia.

Una vocazione precisa e costante
Fra Luigi ha sempre attribuito la sua scelta di diventare religioso a una profonda devozione alla Madonna. In una relazione scritta in vista del noviziato il 28 giugno 1943, confessava di aver deciso di farsi religioso “verso i 14 anni: per santificarmi e diventare sacerdote”. Questa vocazione è stata riconosciuta e supportata dai suoi maestri di formazione. Fra Filippo Mondin attestava che il giovane Verlato aveva dato segni evidenti di vera vocazione religiosa, descrivendolo come un giovane docile e pio. Il maestro Anselmo M. Zordan, alla fine del noviziato, dichiarava che fra Luigi si era sempre comportato bene, mostrando buona volontà, retta intenzione, e spirito di pietà e sacrificio.
Alla vigilia della sua professione solenne, fra Luigi scriveva con consapevolezza e determinazione la sua rinuncia al mondo per dedicarsi all’Ordine dei Servi di Maria, promettendo di seguire Cristo per salvare tutti e di rispettare gli obblighi dello stato religioso. Un’affermazione non firmata documentava che il giovane fra Luigi, grazie alla sua pietà e capacità nello studio, prometteva una buona riuscita nella vita religiosa.

Un uomo di studio e spiritualità
Fra Luigi è stato anche un assiduo frequentatore della Biblioteca Berica di Monte Berico, come testimonia Francesca, la bibliotecaria. Dal 2007 agli inizi del 2023, ha effettuato ben 676 prestiti, dimostrando una grande curiosità di conoscere, leggere, e studiare. Si interessava principalmente alla storia della Chiesa, delle religioni, in particolare asiatiche, e alla spiritualità dei Padri della Chiesa, con un occhio sempre attento alle discipline teologiche, specialmente della sezione dogmatica.
Molti lo ricordano come un frate che pensava molto e parlava poco, riflettendo profondamente sulla sua fede e vocazione. Un aspetto meno noto della sua vita era la sua passione per la Palestina. Nel 1981, dopo un pellegrinaggio in Terra Santa in occasione del trentesimo anniversario del suo sacerdozio, proponeva che la Famiglia dei Servi di Maria avesse una casa in Terra Santa, un luogo dove poter partecipare da vicino ai fatti religiosi e umani della redenzione.

Un servizio instancabile
Fra Luigi ha servito in vari contesti, rispondendo alle necessità della sua comunità e dei fedeli. Dopo la sua ordinazione, è stato inviato in Spagna, dove ha contribuito ad aprire nuovi conventi e a rafforzare la fondazione dell’Ordine. Tornato in Italia nel 1968, ha servito come cappellano delle monache di Arco e ha assistito i confratelli anziani e malati del convento maschile di Arco. Dal 1979 al 1997, è stato cappellano della clinica Villa Salus delle Serve di Maria a Mestre.
Il suo impegno è stato contrassegnato da due momenti significativi: l’aiuto a chi era in necessità e l’assistenza ai sofferenti, seguendo l’esempio di Maria. Anche a Monte Berico, dove è tornato nel 1997 e ha vissuto fino alla sua morte, ha continuato a diffondere la devozione a Maria, diventando un confessore molto ricercato.

Un addio commovente
Fra Luigi ha concluso la sua esistenza terrena il 17 maggio 2023 nella sua cella della comunità Istituto Missioni, dove era stato accolto per cure adeguate dopo una caduta accidentale. Il giorno precedente, era stato dimesso dall’ospedale di Noventa Vicentina, dove era stato curato per una seria polmonite.
Il 19 maggio, nella basilica di Monte Berico, si è tenuta la liturgia di commiato, presieduta dal priore provinciale fra Giuseppe M. Corradi, accompagnato da 22 concelebranti. Durante l’omelia, il presidente ha tracciato la vita del defunto, ringraziando il Signore per aver donato fra Luigi alla comunità e invocando altri a seguire il suo esempio di dedizione e fede.

Eredità e ricordo
Fra Luigi Maria Francesco Verlato ha vissuto 97 anni, di cui 78 come frate e 73 come sacerdote. La sua vita è stata un esempio di dedizione, studio, e servizio. Ha seguito il cammino di Maria, dedicandosi agli altri e diffondendo la devozione alla Madonna. È sepolto nel cimitero del suo paese natale, Montebello Vicentino, accanto ai suoi cari, lasciando un ricordo indelebile nella comunità dei Servi di Maria e in tutti coloro che lo hanno conosciuto.
La sua eredità spirituale continua a vivere attraverso i suoi insegnamenti, il suo esempio di vita, e la sua profonda fede, ispirando future generazioni di religiosi e fedeli. Fra Luigi ha incarnato i valori dei Servi di Maria, mostrando come la devozione, il servizio, e la conoscenza possano essere strumenti potenti per una vita di santità e dedizione al prossimo.

MONTE BERICO: INTERVISTA DI P. STEFANO BORDIGNON A P. LUIGI MARIA VERLATO, PUBBLICATA IL 9 FEBBRAIO 2022


LEGGI...

 

P. Stefano: Ciao carissimi amici e amiche vi presento qui il nostro padre Luigi. Fra Luigi che da poco ha celebrato quanti anni di sacerdozio?

P. Luigi: dal 51.

P. Stefano: dal 51 al 2022 quindi 71, bene complimenti. E allora questa è l’occasione un po’ per raccontarci alcune cose della sua storia; conoscere un po’ la vita che ha vissuto Luigi, ci vuoi raccontare qualcosa per esempio, ci puoi raccontare come è cominciata la tua vocazione?

P. Luigi: Quella volta che andai dal parroco a dirgli che volevo fare o il monaco o il frate o il prete, lui è rimasto incantato e ha detto “non è la stessa cosa!”, e mi ha lasciato in sospeso per mesi.

P. Stefano: Quanti anni avevi?

P. Luigi: 16, 17. Aspettando una risposta mi sono ammalato. E un giorno sono andato a stendermi nel campo vicino la fonte ho sperato di andare in cielo.
Dopo verso sera ha cominciato a fare freddo e sono tornato a casa mia mamma ha misurato la febbre e mi ha detto di stare a letto. Ha chiamato il medico ma non c’erano malattie. La mamma è andata dal prete e ha detto bisogna decidere e lui mi ha accompagnato qui a Monte Berico. Io, in sacristia, ho visto il padre Alba che mi ha chiesto cosa vuoi? O prete o frate o monaco. E lui mi ha detto va e prepara mi ha dato una lista di cose da portare un vestito la biancheria, e così mi ha dato appuntamento devi avere gli esami di maturità e allora ho cominciato a studiare.

P. Stefano: Che anno, che anno era più o meno? tu sei nato nel?

P. Luigi: 25, 35, 42. Eravamo in piena guerra, uno sfacelo. Andavo portare il pane dopo averlo fatto, nel paese e la polizia mi seguiva in bicicletta, quindi sotto controllo anche il lavoro.
Una volta mi hanno accompagnato in caserma, un altra ancora però, a un certo momento è arrivato il permesso del provinciale e il mio fratello mi ha accompagnato in bicicletta a Monte Berico siamo arrivati verso sera, poi il giorno dopo sono partito per andare a Follina non sapevano che arrivavo. Comunque mi han dato il letto soltanto che il giorno dopo non avevo più trovato né i panni né il vestito nuovo e così sono rimasto semplice studente.  Dopo un paio di mesi abbiamo fatto gli esami di prima ginnasio, dopo un mese di seconda ginnasio e sono entrato in terza ginnasio. Di là sono passato a Isola Vicentina a fare il noviziato.

P. Stefano: Quanti eravate in quel tempo?

P. Luigi: una quindicina o 16.

P. Stefano: Cosa facevate quando eravate novizi?

P. Luigi: Da novizi ci faceva istruzione il padre maestro poi andavamo a coltivare l’orto qualche lettura della vita dei santi sì ho detto lì la vita dei santi ho avuto modo di leggere qualche libro di filosofia e allora mi hanno chiamato “IL FILOSOFO”. Così che con questo titolo sono arrivato giù a Roma. Non è stata facile la mia vita a Roma. A metà anno mi hanno ordinato sacerdote, non avevo ancora terminata teologia.

P. Stefano: E qual è stata la tua prima esperienza da prete?

P. Luigi: La prima esperienza è stata qui a Monte Berico nel 52. Nei mesi per terminare la scuola dicevo Messa da solo in cappella a Roma, qui la mia esperienza di confessore e poi insegnante al collegio, non mi dava soddisfazione perché non avevo terminato gli studi di Roma e chiedevo sempre di andare a terminali.
E il Generale, perché mi passasse la mania di studiare mi ha mandato in Spagna è scritto così nella obbedienza. Quando sono tornato dalla Spagna 18 anni dopo mi ha fatto vedere quello scritto quindi ho saputo perché sono andato: perché mi passi la mania di studiare.
In Spagna, arrivato non sapevano che io arrivavo insomma, mi hanno dato da mangiare. 7 o 8 mesi di Spagna li ho passati come cappellano di ospedale a Valencia poi si è aperto il seminario  e quindi assieme a due o tre compreso il padre Clemente Payá Martí (1930-2002) siamo andati ad aprire il seminario a Plasencia, a dare il bianco alle pareti mettere, in piedi qualche letto e si è iniziato a fare scuola.
Sono passati i fratelli Montà e mi hanno portato a Tuy ad aprire la casa di Tuy dovevamo mangiare e bisognava far scuola e chi aveva i titoli? Nessuno! Le scuole dove andavo a dir messa mi hanno fatto il diploma di maestro e quindi abbiamo aperto la scuola elementare, fino a che non mi hanno chiamato ad Arco, dicevo messa alle monache coltivavo l’orto, la preghiera la facevo con le monache quando non andavo al monastero la dicevo solo. Mi sono letto libri di spiritualità sempre e sempre ancora non che sia diventato un mistico ho sempre avuto la zappa.

P. Stefano: Del mondo in cui viviamo adesso, no, che impressione hai? Cosa pensi di come sta andando il mondo?

P. Luigi: Il mondo è rotondo, pieno di guai, ma io ne ho sempre avuti da bambino, la Prima guerra mondiale, la nostra famiglia, la mia famiglia che era ricca è sprofondata, seconda guerra, morti cugini. Come va il mondo? Ecco qui dipende dal Signore noi certamente tentiamo questo o quell’altro ma se non ci vengono le forze dal cielo rimaniamo soli.

P. Stefano: cosa è stato per esempio per te è molto importante del tuo cammino?

P. Luigi: Il fare la volontà di Dio. Questo è molto importante sempre, sia qui che la, quindi una ricerca di un incontro personale con Dio, quindi certamente un luogo può attirare come questo Monte Berico, ma sono stato anche sedici anni si o diciassette Mestre, sono stato ad Arco, in Spagna, ma certamente questo luogo è il migliore dove io credo che me ne andrò, in paradiso, si trovare un luogo con una scala per andare in paradiso, l’ho cercato da giovane sdraiato nel campo e non sono arrivato in paradiso, sono arrivato nel letto con la febbre, me l’hanno tolta e ho ripreso il cammino, camminando verso il cielo quindi mi sono avvicinato monaco o frate o prete? Li ho fatti tutti e tre si può dire!

P. Stefano: Da sacerdote, la cosa che più ti ha dato gioia, soddisfazione?

P. Luigi: Quando sono stato ordinato prete è la più grande soddisfazione. Ma il periodo di tempo è sempre stato di lavoro, la presenza in mezzo i malati mi ha dato la maggiore soddisfazione perché si arrivava al cielo, come cappellano d’ospedale il periodo che maggiormente mi ha così dato coraggio contento dove il Signore mi ha messo! Vicino alla mia terra vicino al cielo.

P. Stefano: Grazie dai da una benedizione a tutte le persone che ci seguono. Vuoi dare una benedizione?

P. Luigi: Sotto la tua protezione troviamo rifugio Santa Madre di Dio io confido in te benedici o Signore noi e tutti coloro che ascoltano nel nome del Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Amen.
E qua ho scritto molto perché da bambino, ci hanno insegnato a fare il diario da bambino.

P. Stefano: È il diario della tua vita?

P. Luigi: SI.

Il video dell’intervista è visibile qui…

Umberto Ravagnani

NOTA: * Direttore della Biblioteca Berica di Monte Berico è p. Giorgio M. Vasina, bibliotecaria Francesca Gaianigo.
FOTO
: Archivio storico della Provincia Veneta OSM (Vicenza) (email: archivio@pvosm.it).
1) Foto scattata il 22-12-2021 a Monte Berico per il 70° di ordinazione di p. Luigi Maria Verlato.
2) Foto scattata il 22-12-2021 a Monte Berico per il 70° di ordinazione di p. Luigi Maria Verlato.
3) Monte Berico: intervista di p. Stefano Bordignon a p. Luigi Maria Verlato, pubblicata il 9 febbraio 2022.
VIDEO: L’intervista di P. Stefano Bordignon a p. Luigi Maria Verlato del 9 febbraio 2022 è visibile qui…
FONTE
: Archivio storico della Provincia Veneta OSM (Vicenza) (email: archivio@pvosm.it).

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