COGNOMI MOLTO LONGEVI

COGNOMI MOLTO LONGEVI

[382] COGNOMI MOLTO LONGEVI

Alcuni documenti dell’Archivio Parrocchiale di Montebello, senza un collegamento logico con gli altri con essi conservati, riportano notizie molto interessanti che riguardano i cognomi del nostro paese. Riportiamo qui la trascrizione dei due più significativi.

«19 Febbraio 1822

Conforme l’uso cristiano anche qui i defunti delle famiglie benestanti venivano seppelliti nella Chiesa Prepositurale oppure nell’Oratorio di S. Francesco come lo addimostrano le lapidi che in esso si conservano, la più antica delle quali risale al 1582. Però molte di più e di epoca più lontana dovevano essere quelle della Chiesa Prepositurale ma purtroppo molte furono distrutte, però sino al 1798* epoca in cui cessò l’accennato uso ben 235 defunti furono in questa Chiesa tumulati e d’alcuni diamo il sito che occupavano.
I R.R. Prevosti venivano seppelliti nel Coro, li semplici sacerdoti in tomba comune presso il coro stesso.
Nella Cappella di S. Brigida avevano tomba le famiglie Million e Million nob. Chiarello. In quella di S. Martino le famiglie Frigo, Crosara, Costa e Miolati. In quella della Concezione le famiglie Agnolin e Zuffellato. Le famiglie Celadon e Tomba in quella di S. Giuseppe. Le famiglie Fuga, Ruzzene presso l’altare di S Croce e in quello del S. Rosario la famiglia Camèra. Aveva sepolcro proprio presso la porta laterale la famiglia dei nobili Sangiovanni (ancor prima del 1500?). Le famiglie Pellizzari, Collalto, Billo e Ferro nell’andito maggiore.
Sotto l’organo le famiglie Gianese e Marchetto. Presso la porta maggiore le famiglie Gobbi, Muzzi, Donadello, Dalla Grana. Tomba di Milion Francesco di anni 12 e la sua sorella Angelica di anni 6 nello stesso giorno tumulati (1701). Sulla tomba del Prevosto Caprini è collocata questa lapide: (manca il testo).

22 Marzo 1838

Famiglie che esistevano nel 1600 e la cui discendenza si conserva tuttora.
Miolati. Negretto (oriundi da Arzignano). Pellizzari (1660 oriundi da Trissino). Scapin. Storato. Sgreva. Nardi. Gianese. Longo (da Vicenza). Valbona. Bevilacqua. Crosara. Dalla Grana. Zanesco. Valentini. Lovato. Penasa (1690). Signorini. Celadon. Pizzardini. Cerato. Baldisserotto. Bacilioro (1690). Cenzatti. Grumolato. Pellizzaro (1690). Brendolan. Schiavo. Colla. Cristofari (1699). Bonomo (1699 da Gambellara). Pretto (oriundi da Trissino 1690). Albertini (da Sambonifacio 1691). Bortolamai (1690). Dal Cortivo (1690). Castegnaro (da Zermeghedo 1690). Fanton (da Chiampo). Cisco (1698 da Chiampo). Ziggiotto. Giusti (da Posina). Ruzzene. Pajarin. Gallo.
Nel 1700. Tasson (da Montorso). Agnolin (1704). Arguello (da Venezia 1704). Pieropan (da Agugliana 1720). Bonvicini (dal Lombardo, qui sposa Lucia Garzetta di Lorenzo qui domiciliati). De Cristoferi (1700). Bassetto (oriundo di Vicenza 1706). Ceresato (1708). Bortolamai (1709). Tibaldo (1709). Cenzi (da Arzignano 1709). Gagiarsa (da Montecchio M. 1700). Guarda (1714 Agugliana). Braggio (da Lonigo 1714). Camerlo (1714 da Montecchio M.). Zuffelato (1710 da Arzignano). Feltre (1718). Pajusco (1723 dalla parrocchia di S. Felice in Vicenza). Frighetto. Massari. Prosdocimo. Michelini (1714). Guarda Francesco e fratelli (1715). Rossato (da Marostica 1716). Limonato. Bassetto. De Biasi (1719). Bettero (1719). Martello (1719). Guerra (1716 da Udine). Zoccante (1719 da Vestena). Mion (1720). Brasco conte Alessandro (era qui nel 1721). Andriolo (ora Andrioli 1720).
Gardini (1721). Simonato. Gualda. Fasolato (1722). Perin (da Lonigo 1723). Fornasa (1723). Costa (da Selva di Cadore 1710). Rossetti (qui possidenti abitavano a Vicenza). Fuga (1714 farmacista oriundo da Treviso). De Franceschi (1714 da Castelgomberto). Miolato (dottor 1717). Sangiovanni (conti). Castellani. Viviani. Andrea Quinto figlio del conte Giovanni Francesco Quinto. Gabriele dei Gabrieli (da Bergamo). Righi. Chiarello (1700 da Vicenza parrocchia di S. Pietro). Grandis (da Caldogno Lodigiano 1726). Bedin (oriundo da Villabalzana).
Oltre a quelle famiglie del 1600 sono da aggiungere le seguenti: Benvegnù. Milion. Zampironi. Bari. Donadello. De Luca. Fasolato. Collalto. Ghelfo. Bimbino. Sgreva. Signorini. Sala. Longhini. Zambellin. Celadon. Camera. Sbalzo. Baciliero. Campi. Maschio. Perona. Nicolato. Valmarana (conti). Trombetta. Scaramella. De Tomasi Mastrotto.» (Da documenti sfusi dell’Archivio Parrocchiale di Montebello trascritti anche dal prof. Luigi Bedin nel suo libro “Santa Maria de Montebello” Vol. II).

IMMAGINE: Ricostruzione, in base a un disegno del 1725, della Chiesa di Montebello precedente a quella attuale. Un muro circondava quasi completamente la Chiesa e al suo interno vi era il cimitero. La facciata era rivolta a ovest.

NOTE: * La data del 1798 è riportata in relazione alla costruzione della nuova Chiesa di Santa Maria di Montebello. In realtà la legge napoleonica sui cimiteri fu promulgata nel 1806. Prima della pubblicazione dell’editto di Saint-Cloud, voluto da Napoleone Bonaparte nel 1804, esteso all’Italia nel 1806, si era soliti seppellire i defunti, specie quelli di ceto elevato e quelli religiosi, all’interno delle Chiese o nelle immediate vicinanze, quasi a voler implorare la protezione divina sui morti. Napoleone dispose il divieto di seppellire i defunti non solo all’interno delle Chiese, templi, sinagoghe, ospedali, cappelle pubbliche o luoghi chiusi dove i cittadini si riunivano per la celebrazione dei loro culti, ma anche all’interno delle comunità. I cimiteri dovevano essere costruiti almeno alla distanza di 35-40 metri dai luoghi abitati, su terreni espressamente consacrati per l’inumazione dei morti. Dovevano essere costruiti in posizione elevata, esposti a nord in luoghi soleggiati ed arieggiati per garantirne la ventilazione da eventuali cattivi odori ed essere cinti da mura di almeno due metri di altezza.

Umberto Ravagnani

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