UN TRAGICO DESTINO

[281] UN TRAGICO DESTINO


Sabato 20 giugno 1964 β€œIl Giornale di Vicenza” riportava una drammatica notizia: β€œFulmine uccide padre figlia e nipote mentre cercano rifugio sotto un albero”. Come Γ¨ potuto succedere? Teresina Rondon, suo marito Eugenio Schio e il figlio Giuseppe di 14 anni abitavano a Montebello, in localitΓ  Frigon, mentre Vittorio Rondon, padre di Teresina, abitava in localitΓ  Crestani a Meledo nel Comune di Sarego dove possedeva un po’ di terra. Vittorio Rondon aveva chiesto alla figlia e al nipote di aiutarlo nel lavoro di mietitura perchΓ©, essendo il grano giΓ  avanti nella maturazione, era necessario provvedere in fretta al taglio e alla successiva preparazione dei covoni; Teresina era sempre rimasta in stretti rapporti con il padre e si offrΓ¬ volentieri, assieme al figlio, ad aiutarlo nel lavoro, come del resto faceva spesso. Nel pomeriggio di venerdΓ¬ 19 giugno Vittorio, Teresina e il giovane Giuseppe stavano sistemando alcuni covoni di grano in un campo di sua proprietΓ  quando, verso le ore 18.00 si abbattΓ© sulla zona un forte temporale. L’abitazione del Rondon era troppo lontana e i tre decisero quindi di mettersi al riparo sotto una grande acacia, vicino a un fossato ai bordi del campo. Che cosa sia successo dopo nessuno lo sa perchΓ© non ci sono stati testimoni di questo tremendo fatto, ma le tracce lasciate da una violenta scarica elettrica provocata da un fulmine erano evidenti, sia sull’albero che sulle vittime. Poco lontano dal luogo della tragedia correva una linea elettrica che potrebbe aver attirato il fulmine il quale, diramandosi, si sarebbe poi riversato sull’acacia e sui poveretti che si riparavano sotto.
Solamente un paio d’ore dopo alcuni contadini che tornavano a casa dopo una faticosa giornata di lavoro sui campi, scorsero i corpi dei tre sventurati distesi poco lontano dall’albero e con ancora gli attrezzi da lavoro in mano: la morte li aveva colti all’improvviso. Inutili furono i primi soccorsi prestati nel tentativo di rianimarli, oramai era passato troppo tempo da quando era avvenuta la disgrazia.
Dopo il nulla osta per la rimozione delle salme i tre furono portati nella casa dei Rondon dove, per tutta la notte, furono vegliati da partenti e vicini. La tragedia che ha coinvolto tre membri della stessa famiglia ha suscitato molta commozione nelle comunitΓ  di Meledo e di Montebello. Dopo brevi indagini degli inquirenti si celebrarono i riti funebri e i tre famigliari furono sepolti nel cimitero di Montebello dove, dopo solo due anni, probabilmente stremato dall’immane tragedia che aveva colpito la sua famiglia, li raggiunse il marito di Teresina, Eugenio Schio.

Nel Bollettino Parrocchiale di Meledo, il 6 luglio del 2014, venne così ricordata la tremenda sciagura:

« 50ΒΊ DEL FULMINE CHE UCCISE TRE PERSONE – Il 19 giugno 1964, in via Crestani, localitΓ  β€œPrΓ  Tondo, un fulmine, uccise tre persone della stessa famiglia: Rondon Vittorio, la figlia Teresa e il nipote Schio Giuseppe di 14 anni. Si Γ¨ trattato di tre membri della stessa famiglia che abitava, al di qua del GuΓ , in contrΓ  Frigon di Montebello. La localitΓ  β€œPrΓ  Tondo”, dove Γ¨ avvenuta la disgrazia si trova nel territorio di Meledo, ma a pochi metri dal confine con Montebello. Un temporale aveva colpito improvvisamente i tre mentre stavano mettendo a crocetta il frumento che era stato tagliato sul campo e si erano rifugiati sotto un albero, quando un potente fulmine li ha uccisi. Una tragedia che ha sconvolto non solo il marito di Teresa rimasto privo della moglie e del figlio in un solo istante, ma tutta la popolazione di Meledo e di Montebello che conoscevano le vittime della terribile disgrazia, specie quelli che hanno fatto l’orribile scoperta dopo varie ricerche nei campi. Una lapide ricorda la tragedia avvenuta 50 anni fa. Una S. Messa in suffragio delle tre vittime sarΓ  celebrata sul luogo, nel 50ΒΊ anniversario della disgrazia, il giovedΓ¬ 10 luglio alle ore 20,00. Tutta la popolazione Γ¨ cordialmente invitata.Β Β»

Foto: La stele funeraria della famiglia Schio nel camposanto di Montebello (foto Umberto Ravagnani)

Nota: PerchΓ© si viene colpiti da un fulmine?
Durante un temporale scariche elettriche si generano per la differenza di potenziale tra due nubi o tra una nuvola e gli oggetti a terra o il suolo. Il corpo umano Γ¨ conduttore e dunque puΓ² β€œattirare” il fulmine. Secondo una statistica attendibile ogni anno circa 4 mila persone nel mondo muoiono colpite da un fulmine. Fortunatamente, quasi 10 volte tante vanno incontro alla stessa esperienza ma sopravvivono e possono raccontarlo.

Umberto Ravagnani

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4 Commenti

  1. Giovanni
    Il povero Eugenio, che da prigioniero era passato attraverso piΓΉ campi di concentramento in Germania e lascio a voi immaginare quante ne abbia viste e vissute, mi raccontava che la cosa piΓΉ sconvolgente per lui era la sera quando tornava a casa dal lavoro e si trovava solo nella casa vuota.
  2. Aldo
    Commovente memoria di un tragico evento che non conoscevo. Sicuramente degno di non essere affidato all’oblio. La memoria possa essere per loro una carezza eterna.
  3. Ceresato Carla
    Ricordo anch’io avevo l’etΓ  del ragazzo era a scuola con mio cugino imparammo anche la paura dei temporali e per tanti anni abbiamo raccontato questa tragica notizia ❀️
  4. graziana
    Io ho scoperto questa tragica storia anni fa grazie all’allora Vs. presidente Luigi Dainese, andando a fare una visita al cimitero di Montebello. Ho sempre conservato la foto di questa lapide. Ho sempre cercato notizie di questa tragedia.

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