L’UFFICIO POSTALE DI MONTEB.

L’UFFICIO POSTALE DI MONTEB.

[371] L’UFFICIO POSTALE DI MONTEBELLO

L’Ufficio Postale di Montebello Vicentino ha origine nel 1837 ca., quando l’Amministrazione Postale austriaca ne decise l’apertura (fino al 1866 il Veneto fu dominio dell’Austria). La scelta di Montebello non era legata tanto alle dimensioni del paese né,  tantomeno, al numero dei suoi abitanti ma solamente alla posizione strategica in cui sorgeva. Esso si viene a trovare, infatti, da un lato sulla direttrice Milano-Venezia e dall’altro tra Lonigo e la valle del fiume Chiampo con l’ufficio postale di Arzignano a “monte”. In un primo tempo era servito dalla ‘messaggeria’ Vicenza-Arzignano e poi, con l’apertura della stazione ferroviaria, l’Ufficio Postale di Montebello andò ad acquisire ancora maggiore importanza ed autonomia istituendo un nuovo punto di partenza dei servizi di smistamento e di consegna della posta.
Montebello non è mai stato capoluogo di distretto (dipendeva da Lonigo) ma aveva ugualmente un proprio circondario con le località di  Sorio, Montorso (già facente parte del distretto di Arzignano), Zermeghedo, Torri di Confine. Montebello Vicentino offriva anche il servizio di cambio cavalli per le vetture adibite al trasporto postale, rivendicando una millenaria tradizione iniziata dai Romani i quali, avendovi fatto passare la loro via Gallica, fondarono una ‘mansio‘ o tappa militare e una ‘mutatio‘, appunto, un cambio cavalli.
La prima sede dell’Ufficio Postale di Montebello della quale sono venuto a conoscenza è quella posta in Piazza Umberto I (oggi piazza Italia) esattamente davanti all’ingresso del Municipio e attiva fino agli anni 30 del Novecento e che, almeno sino ai primi anni 50, a fianco dell’entrata mantenne la cassetta postale.
Nei piccoli centri il servizio postale, in quell’epoca, era gestito privatamente. Erano le cosiddette “Agenzie Postali”, date in appalto dalle Regie Poste ad operatori commerciali privati, con la possibilità di aprire in un proprio locale, sempre al piano terra, un ufficio postale con retribuzione a provvigione. Era richiesto all’operatore postale di avere già un’attività a contatto col pubblico e che questa gli garantisse un buon reddito; la scelta cadde spesso, come nel nostro caso, su rivendite di “Sale e Tabacchi”. Non erano abilitate per tutte le operazioni postali ma solamente per il “servizio corrispondenza”, “servizio vaglia” e “servizio pacchi”. L’Amministrazione postale forniva il materiale di consumo: timbri, moduli, sigilli, ecc. e i titolari dovevano provvedere ai locali, al personale e all’arredamento.

Uno dei primi gestori, a Montebello, fu Carlo Crosara (1876-1935) figlio di Giuseppe e Bassanello Maria. Alla morte di questi l’Ufficio postale passò al figlio Mameli e fu spostato sulla via Maggiore (ora via Giuseppe Vaccari) nella casa Crosara-Rizzi, costruita negli anni ’30 del Novecento in stile liberty e situata all’incrocio con via IV Novembre (oggi l’erboristeria ‘Il Filo d’Oro’). Nel 1947 cessò la gestione privata e subentrò Poste Italiane che acquisì, da Mameli, anche tutti i mobili inerenti la gestione della posta. Intorno al 1960 l’Ufficio fu trasferito dove si trova attualmente la macelleria Nardi, sempre in via Giuseppe Vaccari, e fu attivo in questo edificio fino al 1967. Passò quindi in una nuova sede, sempre nella stessa via, ma più vicino a piazza Italia, esattamente dov’era il negozio di Zanetti e davanti al cancello d’ingresso, in ferro battuto, di casa Tonelato. Infine, a partire dal 1987, è stato costruito un nuovo edificio nell’attuale posizione al numero 1 di via Giosuè Carducci. (Da la libro “Cartoline che raccontano…” di Umberto Ravagnani).

Foto: 1) L’Ufficio Postale di  Montebello in Piazza Umberto I (oggi Piazza Italia), in una cartolina degli anni 40 del Novecento. L’entrata è indicata dalla freccia e nell’ingrandimento si può notare l’insegna delle Regie Poste Italiane.
2) Una delle prime lettere spedite dall’Ufficio Postale di  Montebello, datata 30-7-1837 e diretta a Verona. Sul fronte compare l’annullo “MONTEBELLO”  in uso dal giugno 1837 al maggio 1840, molto raro. La lettera ha un ‘porto assegnato’ (non c’erano ancora i francobolli) di 2 carantani. Il carantano era l’equivalente, per i territori di lingua italiana, del kreuzer austriaco e valeva 5 centesimi. Destinatario della lettera è il nobile veronese conte Carlo Giusti, allora proprietario di un palazzo cinquecentesco a Verona e di uno dei più bei giardini all’italiana. Da notare la scritta in alto “Preme”, come si usava allora per segnalare l’urgenza del messaggio contenuto nella lettera (Collezione privata Umberto Ravagnani).

Umberto Ravagnani

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