AMICI DI MONTEBELLO

2024_03_CASTELL’ARQUATO-VIGOLENO-VELEIA

7 aprile 2024: CASTELL’ARQUATO-VIGOLENO-VELEIA ROMANA 

  7 aprile 2024 - CASTELL'ARQUATO: IL BORGO MEDIEVALE
  7 aprile 2024 - CASTELL'ARQUATO: IL BORGO MEDIEVALE
  7 aprile 2024 - CASTELL'ARQUATO: IL BORGO MEDIEVALE
  7 aprile 2024 - CASTELL'ARQUATO: IL PALAZZO DEL PODESTA'
  7 aprile 2024 - CASTELL'ARQUATO: LA COLLEGIATA DI SANTA MARIA ASSUNTA
  7 aprile 2024 - CASTELL'ARQUATO: LA COLLEGIATA DI SANTA MARIA ASSUNTA
  7 aprile 2024 - CASTELL'ARQUATO: LA COLLEGIATA DI SANTA MARIA ASSUNTA
  7 aprile 2024 - CASTELL'ARQUATO: LA COLLEGIATA DI SANTA MARIA ASSUNTA
  7 aprile 2024 - CASTELL'ARQUATO: LA COLLEGIATA DI SANTA MARIA ASSUNTA
  7 aprile 2024 - CASTELL'ARQUATO: IL BORGO MEDIEVALE
  7 aprile 2024 - IL CASTELLO DI VIGOLENO
  7 aprile 2024 - IL CASTELLO DI VIGOLENO
  7 aprile 2024 - IL CASTELLO DI VIGOLENO (interno)
  7 aprile 2024 - IL CASTELLO DI VIGOLENO - Il Teatro più piccolo d'Europa
  7 aprile 2024 - IL CASTELLO DI VIGOLENO - Il Teatro più piccolo d'Europa
  7 aprile 2024 - IL CASTELLO DI VIGOLENO (interno)
  7 aprile 2024 - IL CASTELLO DI VIGOLENO
  7 aprile 2024 - IL CASTELLO DI VIGOLENO
  7 aprile 2024 - IL CASTELLO DI VIGOLENO
  7 aprile 2024 - IL CASTELLO DI VIGOLENO
  7 aprile 2024 - IL CASTELLO DI VIGOLENO - Foto ricordo con gli "AMICI"
  7 aprile 2024 - Sulla strada tra VIGOLENO e VELEIA...
  7 aprile 2024 - VELEIA ROMANA - CHIESA DI SAN ANTONINO
  7 aprile 2024 - VELEIA ROMANA - CHIESA DI SAN ANTONINO (interno)
  7 aprile 2024 - VELEIA ROMANA - CHIESA DI SAN ANTONINO (interno)
  7 aprile 2024 - VELEIA ROMANA - LA ZONA ARCHEOLOGICA
  7 aprile 2024 - VELEIA ROMANA - LA ZONA ARCHEOLOGICA
  7 aprile 2024 - VELEIA ROMANA - LA ZONA ARCHEOLOGICA
  7 aprile 2024 - VELEIA ROMANA - IL MUSEO DEI REPERTI
  7 aprile 2024 - VELEIA ROMANA - IL MUSEO DEI REPERTI

CASTELL’ARQUATO
L’antico borgo medioevale di Castell’Arquato – in piena Val d’Arda, in provincia di Piacenza – è un luogo di rara bellezza, carico di storia, dove forte è il senso delle tradizioni d’arti e mestieri. La parte vecchia conserva intatta un’atmosfera magica, d’altri tempi, con le antiche case, i vicoli stretti che portano alla parte superiore del colle, sulla cui sommità si apre l’ampia Piazza monumentale incorniciata dalla Rocca Viscontea, dal Palazzo del Podestà e dalla Collegiata.
L’edificazione della Rocca, una delle fabbriche militari più notevoli del Nord Italia, ha inizio nel 1342 sotto il dominio di Luchino Visconti, sulle fondamenta del preesistente Castrum Quadratum, edificato dai romani nel III sec. a.C. L’imponenza dell’edificio, che scende verso valle, ne denuncia la sua importanza difensiva
Il Palazzo del Podestà è una complessa costruzione formata da più volumi architettonici in cotto, che si dipartono da un unico grande blocco a tre piani. Questa struttura, la parte duecentesca dell’edificio, è contraddistinta da una merlatura a coda di rondine. La sua costruzione, voluta da Alberto Scoto, fu ultimata nel 1296. Del 1447 è, invece, la doppia loggia. Il Palazzo fu sede del governo del Podestà e abitazione del Conte di Santa Fiora.
Le prime notizie della Collegiata risalgono al secolo VIII, precisamente al 756 e 758, e riferiscono di una chiesa, tra le più antiche del territorio piacentino, con funzione di pieve battesimale. Un edificio completamente ricostruito dopo il terremoto del 1117 e consacrato nel 1122. La facciata dà su quella che fino alla metà del Trecento doveva essere la piazza del borgo.
La parte più affascinante dell’intera costruzione è costituita dalle quattro absidi, dogmaticamente rivolte a est, verso la piazza monumentale, con il loro meraviglioso gioco volumetrico che si contrappone al tetto a capanna della chiesa e al minuto campanile quadrato.

VIGOLENO
Vigoleno è uno dei borghi fortificati meglio conservati d’Italia, un “fazzoletto medioevale” circondato da viti e dominato dall’alta torre del castello, fatto edificare dagli Scotti nel XII secolo. L’originaria cinta muraria, ancora oggi come sette secoli fa, difende il piccolo abitato, l’oratorio della Madonna del Latte (detto anche della Beata Vergine delle Grazie) e la parrocchiale di San Giorgio, che nella tipica agiografia medioevale consente di ripercorrere le vicende del santo cavaliere uccisore del drago.
La parrocchiale, di potente bellezza romanica, con tutta probabilità risale alla metà del XII secolo. Oltrepassato il bel portale, che si apre su una facciata realizzata in pietra locale, l’interno appare austero, buio, trasposizione di quella costrizione dell’anima che esplode nella bellezza di capitelli antropozoomorfi, tipicamente romanici.

VELEIA ROMANA
Tutto inizia nel 1747, quando viene casualmente scoperta in un campo di una frazione del comune di Lugagnano Val d’Arda un’enorme lastra di bronzo scritta, la maggiore finora rinvenuta in tutto l’impero romano (m 1,38 x 2,86), contenente la Tabula alimentaria traianea, un complesso documento censuario del territorio veliate risalente alla prima metà del II° sec. d.C., che elencava i nomi di tutti i proprietari terrieri, l’ubicazione dei fondi ed i loro valori in sesterzi. Una specie di cartella esattoriale collettiva, forse poco apprezzata dai diretti interessati. Poco dopo venne rinvenuta nello stesso luogo, che poi si rivelerà essere la basilica, un’altra lastra bronzea contenente un frammento della Lex Rubria de Gallia Cisalpina, un testo giuridico emanato da Giulio Cesare tra il 49 e il 42 a.C.
Filippo di Borbone, fratello minore di Carlo, re di Napoli, diede il via agli scavi nel 1760.
Cominciarono ad affiorare dall’oblio le fondamenta delle terme, strade porticate, negozi, taverne, magazzini, laboratori e diversi quartieri residenziali, il tempio e la curia, nonché un’enorme cisterna idrica scambiata – a causa della sua forma ovale – per i resti di un anfiteatro, il tutto attorno ad un monumentale foro centrale – considerato oggi come il meglio conservato in Italia – con annessa basilica, quest’ultima contenente un pregevole gruppo di dodici statue in marmo apuano della famiglia imperiale giulio-claudia. Gli scavi di Veleia furono alla base della creazione dell’attuale Museo Archeologico Nazionale di Parma, uno dei primi a sorgere in Italia.
E per almeno due secoli, dalla tarda età repubblicana alla piena epoca imperiale, Veleia costituì una vera oasi di tranquillità e di prosperità, celata tra le selve dell’Appennino piacentino. Sorprende la modernità e la funzionalità del complesso: tutti gli edifici pubblici e privati erano dotati di fognature e di impianti di riscaldamento: potere dell’ingegneria idraulica romana. Una visita merita infine anche il piccolo Antiquarium, non sappiamo cosa ne decretò il declino nel IV° secolo e la scomparsa definitiva poi.

( L. 89 )

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