I FRANCESI A MONTEBELLO

[264] β€œL’ALBERGO” PREFERITO DAI FRANCESI (E DAGLI AUSTRIACI) E’ A MONTEBELLO

In un recente articolo sulla Prima Guerra Mondiale, si Γ¨ parlato ampiamente della numerosa presenza dei soldati francesi nel 1917-18 in quel di Montebello in veste di alleati dell’Italia. Tuttavia Γ¨ stato il Settecento a registrare piΓΉ volte la venuta dei militari d’Oltralpe nel nostro paese. La piΓΉ nota e destabilizzante calata fu quella del 1797 che fece cadere la millenaria Repubblica di Venezia con profonde ripercussioni sulla vita economica e civile. Meno note, ma non per questo meno indolori, furono le discese dei francesi e degli austriaci agli inizi del β€˜700 e quella avvenuta nel 1735, circa 30 anni dopo. Gli storici collocano nel 1705 il passaggio degli eserciti austriaci, antagonisti dei francesi, nella Repubblica di Venezia. Tuttavia i documenti redatti in quel periodo fissano nel 16 dicembre 1704 la data precisa di arrivo delle milizie belligeranti, giorno in cui la contabilitΓ  del Territorio (amministrazione Provinciale – n.d.r.) registrΓ² il conferimento alle truppe in β€œtransito” di ingenti quantitΓ  di vettovaglie, fieno e quanto necessario a superare il freddo inverno. Il conflitto, conosciuto come Guerra di Successione Spagnola, esplose tra il Re di Francia Luigi XIV e l’Imperatore d’Austria Leopoldo IΒ° affiancato dall’ alleato germanico. Quel giorno di metΓ  dicembre furono consegnati nelle localitΓ  vicentine di Piovene, Malo, Castelgomberto e Gualda, 29 carri di fieno. 12 carri di legna, 912 libbre di carne di manzo e altri animali, 625 porzioni di pane, 554 boccali di vino.
Due giorni piΓΉ tardi altri carri di fieno e di legna vennero recapitati a Montebello a beneficio delle milizie dell’Imperatore d’Austria. Verso la fine dell’inverno, il Vicario di Valdagno, preoccupato per la presenza invadente e pericolosa dei soldati tedeschi, β€œ per schivare maggior inconveniente delle truppe alemanne che sono in Montebello”, ordinΓ² al sindaco di Cereda di far condurre loro 8 carri di fieno.
Il medesimo ordine venne dato alla ComunitΓ  di Brogliano di consegnare ulteriori 7 carri. Finalmente, il 3 aprile 1705, il grosso dell’esercito austriaco si spostΓ² a San Michele Veronese (Extra). Questo cambiamento non esentΓ² i vicentini a dover fornire altri 200 carri di fieno. Proprio nel corso del 1705 venne a mancare l’Imperatore Leopoldo IΒ° d’Austria, senza, per altro, aver messo fine alla guerra che proseguΓ¬ fino ai trattati di pace di Utrecht del 1713 e di Rastatt del 1714.
Nel 1733 scoppiΓ² la Guerra di Successione Polacca che vide come antagonisti i filo Borbonici (Francia e Spagna) opposti agli Asburgo, con la Repubblica di Venezia sempre soggetta al passaggio e stazionamento dei contendenti. L’esercito francese, il piΓΉ numeroso, era acquartierato lungo l’asse Lonigo – Montebello – Arzignano. Quello spagnolo, alleato dei francesi, tra Lonigo ed Alonte. Quello alemanno a Thiene, Motta di Costabissara, Caldogno e Villaverla. Si sa che nel settembre di due anni dopo ben 5000 soldati francesi scelsero Montebello e dintorni come accampamento e vi rimasero per tre mesi, sostituendosi, inizialmente, ai legittimi proprietari nella β€œvendemmia” della quale si erano β€œvolontariamente” incaricati. I granatieri francesi di guardia all’entrata del paese nei pressi del cimitero, allora situato di fianco alla chiesa parrocchiale, scarseggiando la legna, tagliarono alla base tutte le piante di moraro e viti esistenti nei pressi. Per fermare lo scempio, fino al 24 ottobre, furono consegnati ai corpi di guardia dei granatieri 66 carri di legna e 13 di fieno. Di questa grande fornitura fu incaricato il gastaldo Bartolomeo Bevilacqua su invito dei suoi padroni i signori Roselli e Bettin. La famiglia Roselli era la proprietaria di gran parte dei campi esistenti vicino alla chiesa presi di mira dalle ruberie francesi. (Nei primi anni dell’ottocento gli eredi Roselli vendettero al comune una piccola parte di questi campi giΓ  depredati dai francesi per l’edificazione del nuovo cimitero).
Per scongiurare i danneggiamenti indiscriminati che, oltre al taglio delle piante, comprendevano la demolizione dei fabbricati per asportarne le travature e le assi dei solai, furono necessarie continue forniture di legna, costituita principalmente da fascine ottenute con la potatura delle viti. Una buona metΓ  arrivΓ² dai vari grandi proprietari terrieri presenti in Montebello. Tra questi Giustin Valmarana che consegnΓ² 110 carri, Annibale Sangiovanni 48, il conte Brasco 139, Antonio Castellan 69, Giulio Sangiovanni 109, Giacomo Benatti 50, Antonio (?) Ceroni 61 …
Contemporaneamente non si fermarono le forniture di fieno.
Per la cronaca, in occasione di una condotta di fieno verso Montebello, il Vicario di Valdagno lamentΓ² la sparizione di un carro con i relativi buoi nonchΓ© del conducente. C’è da supporre che la povera coppia di animali sia stata proditoriamente fatta svanire dai soldati francesi per cibarsene. Dopo la dipartita delle truppe straniere, nel 1736 si procedette alla stima dei danni, ma sino al 1737 tutte le richieste di rifusione inoltrate alla Camera Fiscale rimasero inascoltate e senza esito.

OTTORINO GIANESATO

Foto:
(1) Soldati francesi nei pressi di Montecchio Maggiore verso la fine della prima guerra mondiale (collezione U. Ravagnani).

Umberto Ravagnani

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