AMICI DI MONTEBELLO

2023_05_REGGIO-EMILIA E BRESCELLO

Gita culturale a REGGIO EMILIA e a BRESCELLO (RE) (scarica la locandina).

Chiostri di grande fascino, piazze piene di vita, antiche botteghe artigiane, formaggi dop famosi in tutto il mondo, questo e molto altro è REGGIO EMILIA…

  21 maggio 2023 - REGGIO EMILIA: "Curiosa Meravigliosa", il Pavone di Fontcuberta
  21 maggio 2023 - REGGIO EMILIA: Piazza Martiri del 7 luglio
  21 maggio 2023 - REGGIO EMILIA: Piazza Prampolini
  21 maggio 2023 - REGGIO EMILIA: Il Duomo
  21 maggio 2023 - REGGIO EMILIA: Il Duomo
  21 maggio 2023 - REGGIO EMILIA: Il Duomo
  21 maggio 2023 - REGGIO EMILIA: Il Museo del Tricolore
  21 maggio 2023 - REGGIO EMILIA: Municipio, la sala consigliare
  21 maggio 2023 - REGGIO EMILIA: Municipio, la sala consigliare
  21 maggio 2023 - REGGIO EMILIA: Il Museo del Tricolore
  21 maggio 2023 - REGGIO EMILIA: Chiesa di San Pietro
  21 maggio 2023 - REGGIO EMILIA: Chiostri di San Pietro
  21 maggio 2023 - REGGIO EMILIA: Chiostri di San Pietro
  21 maggio 2023 - REGGIO EMILIA: Via Emilia San Pietro
  21 maggio 2023 - REGGIO EMILIA: Via Emilia San Pietro, Galleria Centrale
  21 maggio 2023 - REGGIO EMILIA: : Via Emilia San Pietro
  21 maggio 2023 - REGGIO EMILIA: Basilica di San Prospero (Giudizio Universale)
  21 maggio 2023 - REGGIO EMILIA: Basilica di San Prospero
  21 maggio 2023 - REGGIO EMILIA: Albergo alla Posta
  21 maggio 2023 - REGGIO EMILIA: Palazzo dei Musei
  21 maggio 2023 - BRESCELLO
  21 maggio 2023 - BRESCELLO: Chiesa di Santa Maria Nascente
  21 maggio 2023 - BRESCELLO: Chiesa di Santa Maria Nascente
  21 maggio 2023 - BRESCELLO

REGGIO EMILIA 21 maggio 2023

In epoca preistorica l’area era abitata da popolazioni di etnia celto-ligure. A partire del VI secolo a.C. si stabilirono, in quella che è l’odierna Provincia di Reggio Emilia, numerose colonie etrusche, attestate con certezza da ritrovamenti archeologici. Con la conquista romana della Gallia Cisalpina e la sottomissione della tribù celtica militarmente dominante dei i Galli Boi, la zona passò definitivamente ai romani, che vi impiantarono un presidio militare a difesa della via Emilia. La provincia romana della Gallia Cisalpina diventò ben presto una delle aree più floride dell’impero, e Reggio si sviluppò al rango di città; diventata municipio romano, venne chiamata Regium Lepidi derivando da Marco Emilio Lepido, fondatore della città e della via che dà il nome all’attuale regione. Stando ad alcuni ritrovamenti e indagini archeologiche, in piena età romana la città doveva essere dotata di monumenti imponenti, come la Basilica civile, i cui resti vennero individuati sotto l’attuale sede centrale del Credito Emiliano, o gli edifici per spettacoli come teatro e anfiteatro, la cui individuazione si deve a Paolo Storchi. Con la caduta dell’Impero romano d’Occidente la città venne quasi spopolata. Dopo la conquista longobarda, avvenuta nel VI secolo, la città fu capitale del Ducato di Reggio; nell’Alto Medioevo divenne sede vescovile e fu dichiarata libero comune, ma restò soggetta a lotte interne, che la portarono alla trasformazione in signoria sotto il dominio degli Este per poi diventare in seguito Ducato; in questo periodo la città prese il nome di “Reggio di Lombardia”, toponimo che ha le sue origini nell’Alto Medioevo. Durante il periodo delle invasioni napoleoniche, il 27 dicembre 1796 si riunì un’assemblea di 110 delegati presieduti da Carlo Facci per decretare la costituzione della Repubblica Cispadana, comprendente i territori di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia e nella omonima Sala nacque di lì a poco, il 7 gennaio 1797, il Tricolore Italiano.
Ad avanzare la proposta di adozione di una bandiera verde, bianca e rossa fu Giuseppe Compagnoni, che per questo è ricordato come il “Padre del Tricolore”. Successivamente, con l’annessione della Lombardia (e marginalmente di Veneto e Toscana), prese il nome di Repubblica Cisalpina. Dopo la Restaurazione del Ducato nel 1815, Reggio appartenne agli Austria-Este fino al 1860, quando fu unita al Regno di Sardegna, divenuto l’anno seguente Regno d’Italia. Il toponimo Reggio di Lombardia fu quello ufficiale durante tutta l’esistenza del Ducato di Modena e Reggio, fino all’annessione dei territori estensi al Regno di Sardegna quando fu introdotto il nome attuale.

BRESCELLO (RE)

Brescello è un borgo piccolo e suggestivo, sopravvissuto a numerose alluvioni e battaglie che, purtroppo, hanno cancellato molte delle suggestive costruzioni di epoca Estense o precedente.
Sorto ad opera dei Galli Cenomani, Brescello venne conquistato dai Romani, che lo rinominarono appunto Brixellum. Raso al suolo dai Longobardi dopo la caduta dell’Impero Romano, passò poi sotto la dominazione bizantina e, in seguito, sotto quella degli Estensi, durata fino al 1859.
Il borgo racchiude al suo interno la suggestiva Piazza Matteotti, cuore pulsante della vita del paese. Ancor più suggestivo è ripercorrere i luoghi della saga del “Piccolo Mondo”, per cui è davvero famosa Brescello, i luoghi di Don Camillo e Peppone. Giovannino Guareschi ha regalato a questo piccolo borgo emiliano un posto nell’olimpo della letteratura italiana, immortalando quella che era l’Italia del secondo dopoguerra, con tutte le sue contraddizioni. Queste ultime si concretizzano nel perenne scontro ideologico tra il compagno comunista Peppone e il prete intransigente Don Camillo, protagonisti dei romanzi di Guareschi e dei film da essi tratti.
Sono visitabili innanzitutto gli edifici e le location dei filmati: dalla casa in cui Peppone mostra il figlio appena nato, alla stazione ferroviaria, sino alla Madonnina della Discordia di uno dei primi film. Anche gli oggetti simbolo del set sono visitabili: la locomotiva, la campana che cade addosso a Peppone, il carro armato e un busto scolpito in omaggio a Giovannino Guareschi. La comunità di Brescello si impegna per valorizzare la sua parte letteraria, forse la più celebre, ma attività e bellezze nel borgo non mancano. Oltre ai due musei sul Piccolo Mondo, il Museo Peppone e Don Camillo e il Museo Brescello e Guareschi) vi è anche il Museo Archeologico. Gli edifici religiosi di spicco sono, invece, l’ex Monastero di San Benedetto, oggi centro polivalente, e la neoclassica Chiesa di Santa Maria Maggiore.

( L. 240 )

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