AMICI DI MONTEBELLO

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6-8 settembre 2024: GENOVA

6-8 settembre 2024 - GENOVA: La Cattedrale di San Lorenzo
6-8 settembre 2024 - GENOVA: La Cattedrale di San Lorenzo
6-8 settembre 2024 - GENOVA: La Cattedrale di San Lorenzo
6-8 settembre 2024 - GENOVA: Davanti alla Cattedrale di San Lorenzo
6-8 settembre 2024 - GENOVA: Chiesa dei SS. Ambrogio e Andrea
6-8 settembre 2024 - GENOVA: panorama
6-8 settembre 2024 - GENOVA: Ascensore panoramico
6-8 settembre 2024 - GENOVA: Zona portuale
6-8 settembre 2024 - GENOVA: L'Acquario
6-8 settembre 2024 - GENOVA: L'Acquario
6-8 settembre 2024 - GENOVA: L'Acquario (Gino Lanciai)
6-8 settembre 2024 - GENOVA: Piazza Raffaele De Ferrari
6-8 settembre 2024 - GENOVA: Piazza Raffaele De Ferrari (Gino Lanciai)
6-8 settembre 2024 - GENOVA: Il Museo del Mare
6-8 settembre 2024 - GENOVA: Il Museo del Mare
6-8 settembre 2024 - GENOVA: Il sottomarino "Nazario Sauro"
6-8 settembre 2024 - GENOVA: Il sottomarino "Nazario Sauro"
6-8 settembre 2024 - GENOVA: Il sottomarino "Nazario Sauro" (interno)
6-8 settembre 2024 - GENOVA: Il sottomarino "Nazario Sauro" (interno)
6-8 settembre 2024 - GENOVA: Palazzi dei Rolli
6-8 settembre 2024 - GENOVA: Palazzi dei Rolli
6-8 settembre 2024 - GENOVA: Palazzi dei Rolli
6-8 settembre 2024 - GENOVA: Palazzi dei Rolli
6-8 settembre 2024 - GENOVA: La spiaggia di Boccadasse
6-8 settembre 2024 - GENOVA: L'Hotel Tower Genova
6-8 settembre 2024 - GENOVA: L'Aeroporto
6-8 settembre 2024 - GENOVA: panorama dalla Spianata Castelletto (Gino Lanciai)
6-8 settembre 2024 - GENOVA: panorama dalla Spianata Castelletto (Gino Lanciai)
6-8 settembre 2024 - GENOVA: Chiesa di San Donato (Gino Lanciai)
6-8 settembre 2024 - GENOVA: Porta Soprana (Gino Lanciai)

STORIA DI GENOVA

La storia di Genova è un mosaico complesso di eventi, protagonisti e legami che, attraverso i secoli, ha plasmato la città rendendola una delle potenze marinare più influenti del Mediterraneo. Dalla sua fondazione fino alla dominazione napoleonica, Genova ha attraversato periodi di grande splendore economico e politico, seguiti da declini che hanno segnato la sua storia.

Le origini e il legame con Roma

Le prime tracce di insediamento nell’area di Genova risalgono al Neolitico, ma è nel V secolo a.C. che la città prende forma sul colle di Castello. Situata in una posizione strategica lungo le rotte commerciali tra la costa ligure e l’interno, Genova inizialmente subì l’influenza degli Etruschi. Nel corso della Seconda Guerra Punica (218-201 a.C.), la città si schierò con Roma, un’alleanza che avrebbe segnato il suo destino nei secoli successivi​.
Il momento più drammatico arrivò nel 205 a.C., quando Magone Barca, fratello di Annibale, assediò e distrusse Genova per la sua fedeltà a Roma. Tuttavia, la città venne presto ricostruita dal proconsole romano Spurio Lucrezio e riprese il suo ruolo di emporio commerciale, consolidando il suo status di alleata fedele di Roma. Da quel momento, Genova divenne una base strategica per le campagne militari contro le tribù liguri e un crocevia di commerci con le colonie romane come Piacenza e Tortona​.

La Compagna Communis e l’ascesa nel Medioevo

Nel Medioevo, Genova si consolidò come una delle repubbliche marinare più potenti del Mediterraneo. Nel 1099, con la creazione della Compagna Communis, la città unì i vari distretti sotto una federazione che ne rafforzò la struttura politica. Questo nuovo sistema si rivelò fondamentale per sostenere le spedizioni durante le Crociate, dove i genovesi giocarono un ruolo cruciale, in particolare con Guglielmo Embriaco durante la conquista di Gerusalemme. Il successo nelle Crociate segnò l’inizio dell’espansione coloniale genovese in Oriente, con la fondazione di empori e colonie commerciali in Terra Santa​​.

La rivalità con Pisa e Venezia

Una delle fasi più turbolente della storia di Genova fu la sua lunga rivalità con Pisa. Le due repubbliche marinare si contendevano il dominio delle rotte commerciali mediterranee. Questo scontro culminò nella Battaglia della Meloria del 1284, dove Genova ottenne una vittoria decisiva che segnò la fine della potenza marittima pisana. Dopo aver eliminato il rivale toscano, Genova dovette affrontare Venezia per il controllo delle rotte verso l’Oriente. La guerra tra le due città culminò nella Battaglia di Curzola nel 1298, dove la flotta genovese inflisse una pesante sconfitta ai veneziani​.
Tuttavia, nonostante i successi militari, la lotta contro Venezia si protrasse a lungo e culminò con la guerra di Chioggia, senza che nessuna delle due potenze riuscisse a prevalere in modo definitivo. Questi scontri, pur logoranti, consolidarono la reputazione di Genova come potenza navale​.

L’espansione nel Mediterraneo e il Banco di San Giorgio

Il periodo successivo alla vittoria su Pisa vide Genova espandere la sua influenza in tutto il Mediterraneo. La Repubblica fondò colonie in Spagna, nelle isole Baleari, e ottenne il controllo di importanti città in Oriente, come Costantinopoli e il Mar Nero. Nel 1407, la creazione del Banco di San Giorgio segnò una svolta nella gestione economica della città. Il Banco, una delle prime banche pubbliche al mondo, svolse un ruolo cruciale nel finanziamento delle campagne militari e nel mantenimento delle colonie genovesi​.
Questa fase di prosperità si estese fino al XVI secolo, quando Andrea Doria, ammiraglio e riformatore politico, ristabilì l’indipendenza di Genova dalla dominazione francese e portò la Repubblica sotto l’influenza dell’Impero Asburgico. Doria, considerato uno dei più grandi statisti della storia genovese, riorganizzò la costituzione della Repubblica, garantendo un periodo di stabilità e prosperità noto come il “Siglo de los Genoveses” (Il Secolo dei genovesi)​.

Il declino: la dominazione spagnola e la crisi economica

Nonostante il successo di Andrea Doria, la forte dipendenza economica di Genova dalla Spagna portò a una serie di difficoltà. Il crollo finanziario dell’Impero spagnolo ebbe gravi ripercussioni sulla città, che vide un declino del suo potere economico e commerciale. La situazione peggiorò ulteriormente nel 1684, quando Genova fu bombardata dalla flotta francese di Luigi XIV. Questo attacco segnò l’inizio di una fase di crisi che culminò con la cessione della Corsica alla Francia nel 1768, un evento che simbolicamente segnò la fine del dominio genovese​.

La caduta di Genova e l’epoca napoleonica

Alla fine del XVIII secolo, con l’ascesa di Napoleone Bonaparte, Genova vide la sua indipendenza scivolare via. Nel 1797, Napoleone abolì la Repubblica di Genova e creò la Repubblica Ligure, un’entità satellite dell’Impero Francese. Nonostante vari tentativi di resistenza, Genova fu infine annessa al Regno di Sardegna nel 1815, in seguito al Congresso di Vienna. Questa annessione segnò la fine della millenaria Repubblica di Genova​.

Genova nel XIX e XX secolo: una città in trasformazione

Nel XIX secolo, Genova continuò a prosperare come porto commerciale all’interno del Regno di Sardegna e, successivamente, del Regno d’Italia. La città divenne uno dei principali punti di partenza per l’emigrazione italiana verso le Americhe. Molti genovesi si stabilirono in Argentina, dove contribuirono alla fondazione del famoso quartiere della Boca a Buenos Aires​.
Durante il XX secolo, Genova subì pesanti bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale, ma il suo porto continuò a essere un elemento centrale per l’economia italiana. Nel dopoguerra, Genova divenne uno dei principali centri industriali e portuali del paese, anche se negli anni ‘80 e ‘90 la città affrontò una profonda crisi industriale e demografica.

Conclusione

La storia di Genova è un racconto di adattamento e resilienza. Da città ligure a grande potenza navale, da centro finanziario a porto industriale, Genova ha dimostrato una straordinaria capacità di reinventarsi attraverso le epoche. Sebbene abbia perso la sua indipendenza, il suo ruolo strategico e la sua eredità storica continuano a renderla una città di grande importanza nel panorama italiano e mediterraneo.

Umberto Ravagnani

BIBLIOGRAFIA:
– Federico Donaver, Storia di Genova, Genova, Nuova Editrice Genovese, 2001.
– Alessandro Sacheri, Genova nostra, Firenze, R. Bemporad & figlio, 1910.

( L. 452 )

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