LA CASA DELLA SELVA

[292] LA CASA DELLA SELVA DEI NOBILI PACIFICATORI (Federico e Giuseppe Bambagioni)

Valmarana, Gualdo, Sangiovanni, Cozza, Brasco, Malaspina, sono i nomi di solo alcune delle famiglie nobili che secoli fa vantavano ingenti proprietΓ  di case e terreni a Montebello. Scorrendo i documenti notarili cinquecenteschi di questo paese incuriosisce il curioso e sconosciuto nobile cognome presente in molte transazioni, tra l’altro scritto spesso in maniera diversa, ossia Bambajono, Bombajono, Bambaglioni, Bambalioni. Premesso che la forma corretta tramandatasi nel tempo Γ¨ Bambagioni, questo cognome Γ¨ oggi presente per lo piΓΉ in Toscana ed Umbria, tuttavia non annovera nobili tra i suoi componenti.
Viene da chiedersi con una frase manzoniana, Carneade chi era costui? SΓ¬ perchΓ©, dai libri di storia locale consultabili per saperne di piΓΉ, poco d’importante si viene a conoscere dei Bambagioni. Il grande storico Giovanni Mantese cita la presenza di questa famiglia a Vicenza solo in alcuni documenti di metΓ  seicento, come pure Renato Cevese e Franco Barbieri, segno evidente che la famiglia Bambagioni era stata protagonista di ben poco d’importante per essere degna di menzione. Fortunatamente Γ¨ proprio grazie ai rogiti che emerge qualche particolare interessante di questa ricca famiglia.
Questi nobili mercanti di seta forse arrivarono a Montebello nei primi decenni del β€˜500 con il capostipite Sebastiano, il cui figlio Federico, nell’Estimo del 1545, era uno dei tanti, piΓΉ o meno titolati, ricchi possidenti terrieri di Montebello. Le sue proprietΓ , una casa padronale e circa 75 campi, erano situate principalmente alla Selva. Federico perΓ², quando non risiedeva in cittΓ , preferiva abitare a due passi dal centro di Montebello nella bella casa dei nobili Cozza esistente nella contra’ dei Monti ossia san Francesco. Anche il suo servo-gastaldo, GianAntonio FeragΓΉ, originario di ZanΓ¨, risiedeva poco distante in una casa nella contra’ della Piazza. In seguito diventerΓ  fittavolo dei Bambagioni. e abiterΓ  alla Selva in contra’ del Capitello nella casa presa in locazione, unitamente ad alcuni i campi, prima del 1549, anno in cui Federico Bambagioni morΓ¬ lasciando come erede il figlio Giuseppe.
La casa dei Bambagioni della Selva ospitΓ² il 7 giugno 1552 alcuni abitanti del posto, certamente anche loro fittavoli del nobile, la cui inimicizia era sfociata in una delle tante baruffe che avevano caratterizzato i reciproci rapporti. Questa volta avevano ecceduto, tanto che alcuni di loro rimasero feriti. Protagonisti: Gregorio del fu Pietro Bicelato (Bicele) e Jacobo figlio di Marco (?) del fu NicolΓ² Palmiero. Grazie all’ospitalitΓ  e all’intervento forniti da Giuseppe, le due fazioni si riappacificarono. Ma la pace non sarebbe durata per sempre. Purtroppo anche il citato successore dieci anni dopo venne a mancare lasciando dei figli ancora in tenera etΓ . Gli interessi dei piccoli eredi vennero allora tutelati da un curatore, il nobile Ghellino Ghellini, probabilmente loro parente, ma cosΓ¬ sparirono anche i validi pacificatori.
Si sentΓ¬ molto la mancanza dei Bambagioni nell’inverno del 1565 quando i soliti Bicele (Bicelato) e i Palmiero vennero nuovamente alle mani. Nulla avrebbe fatto presagire che quel giorno Meneghino Bicele e Silvestro Palmiero, saliti da buoni amici sulle colline della Selva per una battuta di caccia alle pernici, avrebbero tragicamente messo fine ai loro buoni rapporti. Accadde che al momento di dividere i volatili catturati i due si trovarono in grande disaccordo al punto di colpirsi reciprocamente con delle frecce e dei colpi di lancia. Paolo Bicele cercΓ² allora rifugio nella casa del suo amico Antonio Castegnaro per essere difeso dalla furia di Michele Palmiero che nel frattempo era intervenuto a dar man forte al fratello Silvestro.
La lite finΓ¬ inaspettatamente con l’uccisione di Michele da parte di Meneghino Bicele che fu per questo condannato al bando da Montebello.
Almeno fino al 1576 i beni dei Bambagioni continuarono ad essere amministrati dal curatore Ghellino Ghellini poichΓ© a quella data gli eredi erano ancora minorenni. CominciΓ² poi la dismissione delle proprietΓ  che nel giro di pochi anni furono per lo piΓΉ acquistate dai Valmarana. GiΓ  agli inizi del β€˜600 a Montebello non vi era piΓΉ traccia dei Bambagioni, ma in quello stesso secolo vivevano sicuramente in cittΓ .
Lo storico Giovanni Mantese ci racconta che i nobili in questione avevano scelto di avere le loro sepolture all’interno della chiesa di Santa Corona di Vicenza. Entrando dalla porta maggiore, sulla destra, esistevano alcune cappelle, la prima delle quali era dedicata a san Vincenzo Ferreri ed era utilizzata sia dai nobili β€œda Sarego”, sia dai Bambagioni. Questo lo si evince allorchΓ© nel 1584 arrivΓ² l’ordine apostolico di togliere la scultura dell’elefante, elemento araldico dei Bambagioni1 presente sopra l’arca delle sepolture e di trasferirlo nell’atrio della chiesa. Sta di fatto che fino al 1630 la figura dell’elefante rimase al suo primario posto dopo che era stata lΓ¬ collocata sulle ceneri di Federico morto alla metΓ  del cinquecento. Il simulacro fu tolto e fatto spostare solo nel 1657 da Sebastiano Bambagioni, omonimo del capostipite nonchΓ© padre di Federico. Nonostante le ricerche dopo di questa data, non Γ¨ stato possibile reperire ulteriori informazioni, e si intuisce che forse la famiglia, relativamente al territorio vicentino, era emigrata o si era estinta.

OTTORINO GIANESATO

Foto: Il monumento dei Bambagioni nella chiesa di santa Corona di Vicenza (foto Umberto Ravagnani, 2020).

Note: 1) Nella chiesa di santa Corona di Vicenza, sulla parete sinistra, collocato sotto il pronao della porta laterale, Γ¨ ubicato il monumento dei Bambagioni, costituito da due mensole squadrate reggenti una lastra di pietra con fregio a volute. Un elefante privo di proboscide, bardato di gualdrappa, sostiene, sopra una sottile base e due palle schiacciate, una piramide sormontata da una sfera. Tra le zampe dell’animale un’iscrizione onora Federico morto nel 1549, forse il primo ad essere sepolto in questo monumento.

CuriositΓ : Attualmente Federica Bambagioni Γ¨ una stimata giornalista della R.A.I.

Umberto Ravagnani

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