RICCHEZZA E MODERNITΓ€

[259] RICCHEZZA E MODERNITΓ€ NELL’ABBIGLIAMENTO DELLA β€œDOTE” DI CATERINA

I componenti della famiglia Tomba probabilmente erano arrivati a Montebello nei primi decenni del Settecento. GiΓ  nel 1721 Nicola Tomba (senior) era stato incaricato dal nobile Giulio Sangiovanni di eseguire un trasporto di vestiario militare per conto della β€œSerenissima” fino a Caldiero per il prezzo di 15 Troni. Servizio ben pagato perchΓ© ritenuto delicato e da affidarsi solo a persone degne di grande fiducia. Si sa poi che, nel 1747, Gio.Maria Tomba aveva preso in affitto la grande possessione della PrΓ  di proprietΓ  dei conti Lodovico e fratelli Sangiovanni. La gestione di questa affittanza richiedeva l’ausilio di numeroso personale in considerazione delle consistenti e varie produzioni agricole. Ad esempio il bovaro di fiducia del Tomba era tale Domenico Orsi che diede al padrone qualche grattacapo dai risvolti violenti, che furono perΓ² saggiamente ripianati dal conduttore della possessione.
In passato Gio.Maria Tomba era stato anche β€œgastaldo” dei ricchi Castellan e, grazie alla sua competenza, non era stato difficile per lui cambiare e ottenere nuove affittanze. Pertanto nel 1759 era diventato fittavolo del marchese Francesco Malaspina che lo aveva nominato suo procuratore nelle riunioni del Consorzio della 3a Β Presa torrente GuΓ  verso Verona e della 4a Presa torrente Chiampo detta del Triangolo.
Quello stesso anno aveva pure assunto l’incarico di perito, assieme ad Angelo Pellizzari, per valutare i danni della rotta del Chiampo al Triangolo avvenuta qualche mese prima. Incarico affidatogli dai fratelli Conforti eredi dei Castellan.
Quindi, frutto del suo lavoro ed impegno, non gli mancavano certo i denari per costituire alla figlia Caterina una dote come poche si leggono nei documenti notarili del tempo.
La giovane donna, Il 17 marzo 1763, era andata in sposa a Antonio Branse detto β€œmestelin”, un soprannome che Γ¨ tutto un programma visto che poi sarebbe diventato l’oste dell’Hostaria Granda dei Valmarana.
Quì di seguito sono riportate solo alcune righe del corposo e colorato guardaroba della sposa che comprende sia vestiti nuovi che usati che la moda odierna chiamerebbe vintage:

Due camise da donna di drappello (tessuto di seta pura – n.d.r.) fornite di merli e stimate Lire 22
Due come sopra usade valgono Lire 16
Due camise β€œCostanza” (tessuto del lago di Costanza – n.d.r.) fornite con merli nuove valgono Lire 62
Tre β€œfassoli” di renso (tessuto di Reims in Francia – n.d.r.) novi Lire 10.10
Una pettorina con stoletta ricamata all’antica vale Lire 24
Sette pettorine diverse di seta, parte con poco argento valgono Lire 16
Otto cavezzi (scampoli – n.d.r.) di filisello (seta di 2a scelta – n.d.r. ) e seta … marron valgono Lire 32
Una polacca sguarda (polacca detta anche mezzo abito/sguarda = rossa – n.d.r.) usada e voltada con poco argento dorato vale Lire 24
Una polacca di seta in opera fornita con cordella sguarda (rossa) tacconada vale Lire 18
Un corpetto di filisello β€œPompadour” vecchio vale Lire 8
Un corpetto di seta con mostre rosse usado vale Lire 7
Un corpetto cioΓ¨ camisola β€œSiviglia” tacconado vale Lire 3
Tre polacchette filo e Indiana (sorta di tela bambagina – n.d.r.) tutto vecchio e tacconado valore Lire 8
Due polacchine di Fiandra, cioè due camisole strissade e tacconade valore Lire 6
Un busto usado di seta con ossi di balena color limon vale Lire 10
Una cottola con polacca Indiana o Persiana vale Lire 40
Una imbottitura nova con balena vale Lire 28
Una vesta con polacca tacconada di amuer (moerro, stoffa di seta massiccia a onde – n.d.r.) valore Lire 66
Un paro di calze verdi nove e quattro di filisello di colori diversi – valore Lire 7
Due para manopole bianche – valore Lire 3…

Seguono numerose altre voci.
Nell’elenco degli abitanti benestanti di Montebello soggetti al Dazio della Macina del 1789 Caterina era stata definita vedova di Antonio Bransi (e) e di vivere in una famiglia di 6 persone maggiori di 5 anni, mentre quelle dei fratelli Nicola e Antonio contavano rispettivamente 9 e 3 soggetti. Per tutti e tre i nuclei la fortuna di appartenere alla cinquantina di famiglie che godevano di un certo benessere economico.

OTTORINO GIANESATO

Foto:
(1) L’area della Pra’ in una ripresa dal monte di Sorio (foto Umberto Ravagnani – 2015).

Umberto Ravagnani

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