[229] 2020 LA SOLENNE MANCATA

E’ mancata in questo 2020 la tradizionale Solenne dedicata alla Madonna di Montebello. La pandemia, non ancora debellata, ha reso impossibile organizzare lo svolgimento di questa importante Festa del nostro paese. Siamo certi, però, che ognuno di noi, nel mese di maggio, ha rivolto almeno un pensiero o una preghiera alla Santa Vergine. La Solenne del 2020 è stata sicuramente attenuata, quasi malinconica, non celebrata in pompa magna come nelle altre occasioni, ma c’è stata! Un sentito ‘grazie’ alle molte persone che, con impegno, hanno contribuito, dedicando il loro tempo, alla realizzazione di quello che si è potuto fare per questa amata Festa, in particolar modo a don Lidovino, don Guido e don Gianfranco. La straordinaria venerazione Mariana, specialmente sentita nella nostra comunità, si concretizza nel culto per la Madonna di Montebello, attestato dall’antica statua custodita nella nostra Chiesa Prepositurale. Ecco la sua storia.
La storia della Madonna di Montebello
« L’immagine della Madonna nel 1500 era venerata sotto il titolo della “Concezione”. È da supporre, quindi, che un tal nome le sia stato dato subito o poco dopo, quando nel 1476, Papa Sisto IV aveva prescritto che in tutto il mondo fosse celebrata la festa della Concezione, oppure che appositamente, dopo il 1476, sia stata lavorata la statua che doveva portare un tal titolo, Il lavoro eseguito nel XV secolo, lascia libero campo tanto all’una che all’altra ipotesi.
Quando nel 1834, Mons. Cappellari, Vescovo di Vicenza, compi la visita pastorale alla nostra parrocchia, osservò che male conveniva il titolo di Madonna della Concezione ad una immagine effigiata in quelle forme, per cui da quel tempo, anche fra il popolo, andò diminuendo l’uso di chiamarla con quel nome, dicendola piuttosto “la nostra Madonna”, senza altre aggiunte, finché, nel 1885 la si disse “Madonna di Montebello”, titolo che conserva tuttora e che suona con quello antico della parrocchiale dedicata a “Sanctae Mariae de Montebello”. La statua della Madonna fu portata in processione per la prima volta il 29 Luglio 1793 a causa di una grande siccità. In quell’occasione, ancora nella sera stessa, cadde la desiderata pioggia; ogni qualvolta poi il popolo venne a trovarsi in simile necessità, ricorse fiducioso alla Vergine, la quale quasi sempre, esaudì le fervide preghiere dei Montebellani.
Ci prepariamo a celebrare la 27a edizione della festa quinquennale in onore della Madonna. Il motivo che ha generato la Festa della Solenne va ricercato, indietro nel tempo, circa un secolo prima dell’indizione della festa.
Nel 1791 si diffuse per parecchi mesi un’epidemia di tifo, che causò moltissimi morti specialmente tra i giovani. I provvedimenti sanitari applicati non portarono alcun beneficio e non limitarono l’espandersi dell’epidemia. Vedendo vano ogni rimedio, la popolazione di Montebello si rivolse “con fede viva” alla Madonna e l’epidemia improvvisamente cessò.
Memore di questo prodigio, due anni dopo, il 28 luglio 1793 al culmine di un prolungato periodo di siccità che faceva presagire la totale distruzione di tutti i raccolti agricoli, la popolazione portò in processione la statua della Madonna e fatto sorprendente, la tanto sospirata pioggia iniziò a cadere nella serata, prosegui tutta la notte e parte del giorno seguente portando ristoro alla popolazione e salvando i raccolti. La popolazione riconoscente tributò solenni ringraziamenti alla Madonna nei giorni 5 e 17 agosto. In quei due giorni vennero offerte, alla Madonna, una quantità straordinaria di olii, cere e moltissimo denaro il quale venne destinato per sostituire il vecchio altare in legno nel quale era riposta la Madonna con un altro in marmo, una volta che fosse stata ultimata la nuova (attuale) chiesa.
Le notevoli spese per la costruzione della chiesa probabilmente assorbirono anche i soldi destinati alla costruzione dell’altare e di questo non se ne parlò più fino al 1811 quando, grazie ad un lascito testamentario “in onore della Madonna” di Antonio Bevilacqua, fu acquistato l’artistico altare in marmo del soppresso monastero del Corpus Domini di Vicenza, opera degli scultori Orazio Marinali e Giovanni Cassetta. Tale altare era però imponente e troppo ampio per poter essere inserito nella cappella a questo scopo destinata, pertanto esso venne smembrato e ricomposto in qualche modo all’interno della stessa.
Quanto realizzato risultò, fin da subito, sgradevole e non incontrò la soddisfazione della popolazione pertanto quasi subito venne modificato con la realizzazione di un paramento centrale in mattoni che lo abbruttì ancora di più. Per attenuare questa nuova bruttura venne installata una raggera in legno dorato che contenne la disarmonia ma non la risolse del tutto.
Finalmente nel 1885, con il Prevosto Capovin, fu incaricato di riordinare l’altare, oggetto del malcontento popolare mai assopito, lo scultore Francesco Cavallini di Pove del Grappa, il quale riadattò con sapienza l’altare ottenendo quel notevole effetto artistico, che ancora oggi ammiriamo, tale da sembrare un’opera di prima mano. Per consentire l’esecuzione dei lavori la statua della Madonna venne rimossa dalla cappella e non si sa per quale motivo venne portata in maniera riservata nell’antica chiesa di San Francesco ubicata sul colle soprastante la Piazza nell’angolo est tra via Castello e via San Francesco.
Terminati i lavori dell’altare per la sua inaugurazione e per il rientro della statua della Madonna il Prevosto Capovin propose di farlo festeggiando in maniera pubblica per il 26 di aprile con una solenne processione dalla chiesa di San Francesco alla Prepositurale. Per l’occasione il paese si vestì a festa addobbando le vie con fiori, archi e festoni sempreverdi. A tale processione parteciparono, sia dalle parrocchie dipendenti dal Vicariato di Montebello, sia dagli altri paesi circostanti oltre agli abitanti di Montebello, talmente tante persone che fecero diventare l’evento una cosa straordinaria. Alla fine della processione, dopo aver riposto la statua della Madonna nella nicchia allo scopo predisposta nell’altare, il Prevosto Capovin cogliendo l’entusiasmo generale dei partecipanti decretò che la processione Solenne con la Madonna sarebbe stata ripetuta con cadenza quinquennale alla prima Domenica del mese di maggio.
Ebbe così origine la festa della Solenne, che fu celebrata fedelmente ogni cinque anni. Tale festa ha segnato profondamente la vita e la storia della comunità parrocchiale e civile di Montebello: i cittadini radicati nel territorio e quelli acquisiti negli ultimi anni hanno sempre considerato questa solennità quinquennale una espressione di fede, di intensa devozione a Maria, di comunione profonda e di appartenenza alla comunità.
La festa con le sue celebrazioni, con i suoi momenti di riflessione e di cultura, di festa e di divertimento, con i suoi molteplici addobbi sparsi per tutte le vie ha sempre creato amicizia, collaborazione, fusione di spirito, gusto e gioia di fare comunità.
Ci auguriamo che la 27a edizione della Solenne, programmata con competenza e precisione dal Comitato Festeggiamenti, come si può notare in questa pubblicazione, sia un’esperienza di fede e di comunione, di serenità e di gioia, di festa e di speranza per tutta l’Unità Pastorale. » (Da “Solenne 2020” di Don Lidovino, Don Guido e Luigi Dainese)
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| Alcuni avvenimenti, in Italia e nel mondo, dell’anno 2020 dal calendario di FRATE INDOVINO:
Santa Pasqua: 12 Aprile – Presidente della Repubblica: Sergio Mattarella. Papa: Jorge Mario Bergoglio con il nome di Francesco 1 Gennaio la Croazia assume la presidenza di turno dell’Unione Europea per la prima volta. MUOIONO NASCONO PREMI NOBEL SANREMO SPORT |
Umberto Ravagnani
Foto: L’antica statua della Madonna di Montebello (Archivio privato Umberto Ravagnani – 3 maggio 2020).
Slide: Alcune foto della Chiesa Prepositurale nel 2020 (Archivio privato Umberto Ravagnani – 3 maggio 2020).
Figura: La copertina del calendario di Frate Indovino del 2020 (Archivio privato Umberto Ravagnani).
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