ANTONIO ZANESCO

[316] ANTONIO ZANESCO
Un eroe di altri tempi

Oggi vogliamo parlare di un altro eroe montebellano: Antonio Zanesco, un eroe d’altri tempi, tempi nei quali il direttorio di allora, riuscΓ¬ a fondere idee, aspirazioni, frustrazioni dei reduci della Grande Guerra, in un movimento politico che fin dall’inizio ebbe una chiara ispirazione rivoluzionaria.
Antonio nacque a Montebello il 13 giugno 1907 e morΓ¬ in terra d’Africa il 3 dicembre 1935. Bruno Munaretto nell’opuscolo a lui dedicato cosΓ¬ lo descrive: β€œUna fronte vasta e pensosa incorniciata da biondi, ondulati capelli, uno sguardo fermo e sereno ombreggiato dall’arco di sopracciglia perfette, un naso di romano, profilo volitivo pari al taglio della bocca, alla mascella possente, al mento quadro, al collo saldo, vigoroso come l’intera persona”.
Da giovanetto, al contrario dei suoi coetanei, amava fantasticare su quanto aveva imparato a scuola sulle eroiche battaglie, come quella dell’8 aprile del 1848 a Montebello, o quelle della Grande Guerra che costarono 100 caduti al nostro paese, o ancora al Generale Giuseppe Vaccari che fu decisivo per la vittoria dell’Italia dopo la disastrosa disfatta di Caporetto.
Antonio Zanesco, che lamentava spesso di non aver potuto partecipare alla Grande Guerra perchΓ© troppo giovane, fu tra i fondatori del Nucleo Azzurri di Dalmazia di Montebello. Egli, con i suoi amici, sognava che un giorno la terra Dalmata sarebbe tornata italiana.
Quando nell’azienda del padre il lavoro cominciΓ² a scarseggiare Antonio lasciΓ² Montebello per portarsi nell’Agro Pontino per partecipare come assistente alla costruzione di Sabaudia che, quindi, diventΓ² la sua nuova patria adottiva. TrovΓ² modo anche di concorrere, in una piccola parte, alla realizzazione del film β€œPassaporto rosso” del 1935, diretto da Guido Brignone, i cui esterni furono girati proprio a Sabaudia.
Nello stesso anno 1935 l’Italia di Mussolini riprese la via dell’Impero e cercΓ², con l’azione propagandistica che lo distinse, volontari per la terra d’Africa. Antonio non ci pensΓ² due volte e abbandonΓ² il lavoro per portarsi verso nuovi lidi. Dopo aver rassicurato i genitori con una lettera andΓ² a Napoli per imbarcarsi sulla nave β€œBelvedere” diretta in Africa.
Sbarcato sul suolo africano Antonio venne preso subito da una β€œfebbre eroica”. CosΓ¬ scrisse ai suoi genitori a Montebello: Β« Non so quanto rimarremo qui, ma certo pochi giorni. Poi si partirΓ  alla volta dei confini in attesa dell’ordine di attaccare e di andare avanti, sicuri e certi della vittoria, tutta nostra, questa volta, perchΓ© non ci sono alleati come nella guerra passata Β». Ma sta per giungere per lui la prova piΓΉ importante, quella del sacrificio. Il suo martirio non avviene su un campo di battaglia, come tante volte aveva sognato, ma con una tragica imboscata: mentre era uscito dall’accampamento con altri tre compagni per raccogliere legna da ardere, un numeroso gruppo di nemici li circondava e, nonostante la strenua ed eroica resistenza, furono in breve sopraffatti. A terra rimasero i corpi straziati di Antonio e degli altri tre commilitoni. Ad uno di essi fu anche recisa una mano! Tutto Γ¨ finito, per Antonio Zanesco e i suoi eroici compagni Francesco Garzoni, Antonio Pozzato e Giuseppe Cipollina rimase il solo premio al loro sacrificio: una medaglia di bronzo al valor militare. La motivazione, riportata in Gazzetta Ufficiale il 27 giugno 1936 fu questa: β€œComandato di servizio con altre tre camice nere veniva proditoriamente attaccato da un numeroso stuolo di armati. Impegnato volontariamente il combattimento, pur in manifeste condizioni di inferioritΓ , tenacemente lottava reagendo fino a che sopraffatto dal numero dieci volte superiore, cadeva trafitto, fronte al nemico, nel compimento del dovere – DebrΓ¬ (Eritrea) 3 dicembre 1935 XIV”. Questa Γ¨ in breve la storia di un eroe di altri tempi che ha sacrificato la sua vita sognando una Patria migliore.

Fonte: B. Munaretto, Antonio Zanesco, Vicenza, 1936 – Biblioteca Civica Bertoliana, Vicenza.
Foto:
Antonio Zanesco prima di lasciare Montebello (rielaborazione grafica di Umberto Ravagnani).

Umberto Ravagnani

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