IN CERCA DI FORTUNA OLTRE…

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[379] IN CERCA DI FORTUNA OLTREOCEANO

Il 1866, anno dell’annessione del Veneto al Regno d’Italia, non spalancò per niente le porte ad un periodo di prosperità e di benessere come tutti speravano. Anzi i dieci anni successivi videro la situazione economica dei più deboli peggiorare di giorno in giorno. Con il risultato che a molti non restò altro che prendere la via dell’immigrazione, soprattutto verso il sud America.
Purtroppo numerosi agenti prezzolati, al soldo talvolta di compagnie di navigazione inesistenti, reclutavano nel Veneto numerosi contadini con le loro famiglie con la falsa promessa di un viaggio al di là dell’Atlantico pieno di ogni comodità e privo di disagi. Mentivano perché già al momento dell’imbarco nel porto di Genova, gli emigranti si vedevano costretti a salpare con vecchie carrette del mare a vela anziché con moderni piroscafi a vapore per i quali avevano pagato il biglietto. Per non parlare del cattivo trattamento durante la traversata che durava almeno un mese con un piroscafo, ma molti giorni di più con un veliero.
La storie qui di seguito narrate sono solo alcuni episodi tra le tante vicende che videro protagonisti dei cittadini montebellani.
Il calzolaio Gio.Batta Festugato, sposatosi nel 1876, era poco più che quarantenne quando si accorse amaramente che aveva forti difficoltà a mantenere sé stesso, la moglie trentaquattrenne Angela Pelosato e la numerosa prole. Perciò, come avevano già fatto altri compaesani, decise di porre freno alla miseria trasferendosi con la famiglia in Brasile.
La prima decade di novembre del 1891 Gio.Batta Festugato si imbarcò a Genova con la famiglia sul piroscafo a vapore francese Aquitaine (Aquitania). Sembra di vederli sul molo: la moglie che tiene in braccio l’ultimogenita Amelia ancora in fasce e la piccola Ottavia di poco più di due anni appesa alle lunghe gonne della mamma. Poco distante gli altri figli più “grandicelli”: Domenica Maria, Eugenio con meno di dieci anni di età, poco lontano il primogenito quattordicenne Giuseppe con il padre Gio.Batta con due sacchi pieni di vestiario e robe di casa.
Dopo una ventina di giorni di navigazione, mentre il piroscafo Aquitaine era prossimo all’Equatore, la traversata atlantica della famiglia Festugato fu colpita da un grave fatto:
… dal Libro di Bordo del vapore Aquitaine comandato dal Capitano Sylvain Bonnot con armatore di Marsiglia:
« Oggi 28 novembre 1891, a un’ora della sera, in mare latitudine Nord 7° 26’ e longitudine Ovest 24°.
Noi, Sylvain Bonnot, capitano di lungo corso comandante il vapore “Aquitaine” della Società Generale di Trasporti Marittimi di Marsiglia, esercitante a bordo le funzioni di Ufficiale di Stato Civile in virtù dell’Art. 86 Libro I°, capitolo 1V°del Codice Civile, in presenza dei signori Luigi Franceschi, capitano di lungo corso esercitante a bordo le funzioni di capitano in 2a dell’età di 45 anni, domiciliato prima dell’imbarco a Marsiglia, Dipartimento delle Bocche del Rodano, e da Edmond Allemand, capitano occupato a bordo con le funzioni di Ufficiale contabile dell’età di 52 anni domiciliato prima dell’imbarco a Marsiglia, dichiarano e attestano aver costatato l’identità del cadavere di Ottavia figlia di Festugato Battista e di Belluzzato (errore è Pelosato) Angela, nata il 10 ottobre 1889 a Montebello, provincia di Vicenza, domiciliata prima dell’imbarco a Genova, Italia (talvolta gli emigranti passavano parecchi giorni al porto di Genova prima che la loro nave salpasse – n.d.r.) trasportata in ruolo di equipaggio in qualità di passeggero di 3a classe, è deceduta a un’ora della sera.
Documento conforme all’atto di decesso da essere consegnato all’autorità consolare di Rio de Janeiro perché possa essere trascritto sui registri conforme all’articolo 87 del Codice Civile. »
La 3a classe che ospitava i Festugato era la peggiore. Spesso il cibo carente sia di qualità che di quantità era foriero di malattie e decessi.
Il vapore Aquitaine attraccò nel porto di Rio de Janeiro il 7 Dicembre 1891 e il giorno seguente il consolato italiano appose il suo visto sul documento redatto per mano del capitano Edmond Allemand.
La comunicazione della scomparsa della piccola Ottavia giunse a Montebello nell’aprile del 1892.
E’ evidente che l’emigrazione in Brasile della famiglia Festugato iniziò sotto cattivi auspici. Sarebbe confortante sapere se, almeno in seguito, la sorte fosse stata benigna. OTTORINO GIANESATO

FOTO: 1) Il piroscafo a vapore ‘Aquitane’ in una cartolina di fine ‘800.
2) Una famiglia al completo in partenza per il viaggio della speranza in sud America. (da un articolo di Fabio Montella – Clionet.it)

Umberto Ravagnani

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2 commenti

  1. Cristina Festugato

    Grazie Umberto per questo racconto, mi hai permesso di scoprire qualcosa in più riguardo un ramo di questi miei avi.
    Quello che posso dirti a loro riguardo è che, pur essendo iniziata sotto cattivi auspici, poi le cose sono migliorate … una volta in Brasile hanno avuto altri 3 figli tra i quali una Octavia Mariana. Inoltre questa NUMEROSA famiglia ha continuato a crescere e da Caxias do Sul, dove di erano stabiliti, qualche anno fa una loro discendente ha sposato un cittadino italiano e prima di trasferirsi a Milano è venuta a visitare i luoghi dai quali i suoi avi erano partiti.
    Grazie davvero tanto. Cristina Festugato

  2. Buongiorno!
    Innanzitutto vorrei ringraziare Cristina Festugato per mi aver fatto conoscere questo blog!
    Mi chiamo Marian Festugato de Souza, sono italo-brasiliana e pronipote di Giovanni Battista Costi Festugato.
    Tanti anni fa un nostro parente ha fatto una ricerca per ottenere la Cittadinanza italiana, e grazie a lui ho potuto sapere un po’ di più riguardo alla mia famiglia e alle mie origini.
    In un pranzo di famiglia organizzato nel 1999, eravamo più di 100 persone e molti non erano potuti venire. Quindi … sembrerebbe se anche con l’inizio storto, poi qualcosa ha funzionato!
    (Anche se con tanti sacrifici, dolori e sofferenze)
    Ma torniamo alla storia.
    Ho qui con me l’albero genealogico della famiglia (in realtà non ufficiale, semplicemente un testo che mia mamma mi ha consegnato con alcune informazioni).
    Giovanni Battista Festugato, 40 anni, di Brendola e Angela Pesolato, 35 anni, di Montebello Vicentino, sono arrivati in Brasile il 8/12/1891. Con loro sono anche imbarcati i figli Giuseppe (14 anni), Antonio Natale (10 anni), Domenica Maria (8 anni), Eugenio (6 anni) Anna Maria (5 anni), Maria 1 anno – deceduta durante il viaggio – Forse hanno sbagliato nome? e Amelia, di solo 2 mesi!
    (Impossibile non immaginare la disperazione e le sofferenze che li hanno fatto correre il rischio di lasciare tutto alle spalle alla ricerca di una vita migliore. Affrontare un viaggio così lungo portando con sé tutti questi bambini!).
    In Brasile poi hanno avuto altri due figli Octavia e João Maria (in italiano sarebbe Giovanni), che è deceduto quando aveva 8 anni.
    Giuseppe, Antonio, Domenica, Eugenio Anna Maria e Domenico hanno tutti costituito famiglia (Eugenio si è sposato 3 volte). Amelia purtroppo non sono riusciti a contattare i discendenti.
    La famiglia si è stabilita in Brasile particolarmente negli stati del Rio Grande do Sul e del Paraná. Sono diventati medici, psicologi, architetti, politici, imprenditori veterinari, fotografi, insegnanti, eccetera…
    Purtroppo mio carissimo zio, che ci raccontava le storie di famiglia è venuto a mancare qualche anno fa. Ma qualcosa mi ricordo ancora e posso anche chiedere informazioni a mia mamma (se per caso potrebbe interessare!)
    Per ora chiedo scusa del messaggio lunghissimo! Leggere il tuo testo mi ha fatto emozionare!
    Grazie davvero!
    Marian

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