DA UN MONTEBELLO ALL’ALTRO

DA UN MONTEBELLO ALL’ALTRO

[375] DA UN MONTEBELLO ALL’ALTRO

Nell’autunno del 1889 Amalia Pasetti, figlia trentacinquenne del dottor Giuseppe, già sindaco di Montebello, convolò a nozze con il conte Luigi Sparavieri di Verona. La cerimonia fu celebrata nella villa paterna di Amalia conosciuta come palazzo Sangiovanni, e nel corso del Novecento chiamato Freschi-Sparavieri. Nel 1887 Luigi, figlio di Carlo, era rimasto vedovo della baronessa Emma Vranyezany Dobrinovic, morta all’età di 35 anni, figlia di Giovanni e di Anna Schwarz. Il cui cognome tradisce forse l’origine ungherese se non austriaca.
Amalia Pasetti non era montebellana di nascita. Era venuta alla luce a Vicenza nel 1854 nella parrocchia di san Michele nella quale era ubicato il palazzo dei cugini Gualdo e Pasetti.
Il conte Luigi Sparavieri a sua volta era nato a Verona nella parrocchia della Cattedrale. Incredibile la sequela di ben 12 nomi con cui fu battezzato, tutti per ricordare questo avo piuttosto che un altro: Luigi – Vittorio – Ferdinando – Giovanni – Carlo – Pietro – Antonio – Bartolomeo – Leopoldo – Galeazzo – Giulio – Maria. Circa 15 anni prima Giulia Pasetti, sorella di Amalia, sempre a Montebello, aveva sposato il fiorentino Giovanni Pelli-Fabbroni figlio di Giuseppe e di Rosalia Antinori che nel Battistero di Firenze gli furono dati “soli” 6 nomi ovvero Giovanni – Pietro –Leopoldo – Vincenzo – Giuseppe – Luigi.
Quindi i novelli sposi Luigi ed Amalia erano entrambi figli di madri nobili: come Amalia Pasetti lo era della marchesa Bianca Villani così Luigi Sparavieri lo era della contessa Giulia di Bagno dei marchesi Guidi. Molto interessante la storia di quest’ultimo casato che in passato vantò tra i suoi membri anche un paio di cardinali.
I Bagno dei Guidi erano i signori di Montebello (ebbene sì un altro Montebello) frazione di Poggio di Torriana nell’appennino riminese. Il castello di questi nobili romagnoli si trova sopra un colle a 436 metri di altezza e domina dall’alto la valle del fiume Marecchia ed è famoso per un presunto fantasma, di nome Azzurrina, che la tradizione popolare vuole che si aggiri tra le sue mura medievali.1
Tra l’altro la vita della contessa Giulia Bagno dei marchesi Guidi e della sua famiglia ispirò alla scrittrice Olga Visentini (1893 – 1961) l’opera “La Pensierosa” edita nel 1949 e più volte ristampata per il successo ottenuto. E’ lunghissimo l’elenco dei pregevoli lavori che nel corso degli anni hanno avuto la luce grazie alla penna di questa straordinaria scrittrice.
Quindi tornando al matrimonio tra i nostri Amalia e Luigi, è singolare e casuale come il palazzo Sangiovanni – Pasetti, in occasione di un matrimonio avesse ospitato gli abitanti o gli originari di due paesi entrambi chiamati Montebello, ma distanti 200 e più chilometri tra loro.
Alla morte del dott. Giuseppe Pasetti, avvenuta nel 1891, Amalia ereditò la villa paterna che acquisì il nome di palazzo Sparavieri.
Non era certo l’unico palazzo a fregiarsi di questo cognome dato che da Desenzano, sulla sponda bresciana del lago di Garda, fino a Montebello Vicentino passando per Sona, Verona Cerea, Caldiero, citando solo alcune località, non si contavano e non si contano tutt’oggi, le ville così nominate.
Amalia morì abbastanza giovane nel 1902 e fu sepolta nel Cimitero Maggiore di Vicenza, nella stessa tomba che accolse l’anno seguente anche le spoglie del marito Luigi Sparavieri e più tardi quelle della zia Anna marchesa Villani.
Lo storico montebellano Bruno Munaretto ci ricorda nelle sue “Memorie Storiche di Montebello Vicentino”, come nel 1932, anno dell’edizione del libro, la proprietaria della villa, che già fu dei Sangiovanni fosse la contessa Eleonora Freschi-Sparavieri. Questo probabilmente dopo il 1903 quando Luigi Sparavieri cessando di esistere non lasciò eredi diretti.
La contessa Eleonora Sparavieri, erede di Luigi perché sua parente, sposò Carlo Freschi, friulano di Cordovado (PN) che legò il suo cognome e quello della moglie alla villa di Montebello. Carlo Freschi morì nel 1925, suo unico erede maschio fu Antonio Luigi. La storia della famiglia Freschi racconta che Antonio Luigi morì assai giovane, durante la Seconda Guerra Mondiale, per cui la sorella Nicoletta (mancata nel 2005) divenne sua erede. Nicoletta moglie di Lorenzo Piccolomini, nobile senese, ebbe 10 figli. (OTTORINO GIANESATO)

FOTO: 1) Eleonora Sparavieri Freschi di Cucagna con i figli in una bella foto dei primi del ‘900. (Rielaborazione di una foto da Wikipedia).
2) Stemma dei conti Sparavieri. Blasonatura: d’oro al capriolo di rosso, caricato di tre rose d’argento, bottonato d’oro ed accompagnato da tre sparvieri di nero volanti, i due superiori affrontati. Cimiero: un angelo in maestà nascente, crinito ed alato d’oro, vestito d’argento, portante un pendaglio d’oro. Motto = pax huic domui (Pace a questa casa) (Data di creazione XIV secolo. Rielaborazione da Wikipedia).

NOTE: 1) La leggenda di Azzurrina: la bambina albina che durante il medioevo scomparve misteriosamente senza lasciare alcuna traccia di sé… e che ancora oggi infesta il Castello di Montebello a Torriana! La leggenda narra che il Signore di Montebello, Ugolinuccio Malatesta, avesse una figlioletta di nome Guendalina dai capelli completamente bianchi. La bambina era albina e proprio per questo motivo, a causa del suo aspetto, veniva tenuta nascosta all’interno del castello per proteggerla dalle accuse di stregoneria. A nulla servivano i tentativi disperati della madre di tingerle i capelli con colorazioni naturali che puntualmente scolorivano in un inquietante colore azzurrino… da qui il soprannome Azzurrina.
Una notte, durante il solstizio d’estate del 1375, imperversava un violento temporale e la bambina giocava con la sua palla di pezza per le stanze del castello, sempre sorvegliata a vista da due guardie personali. Improvvisamente la palla rotolò giù nei sotterranei e cadde nella ghiacciaia (un pozzo profondo chiuso da un’unica botola e senza altre via di uscita). Improvvisamente le guardie udirono un urlo straziante, ma accorse sul luogo dell’accaduto, presso la ghiacciaia, non trovarono nulla: la bambina era svanita, di lei non rimase alcuna traccia e non venne mai più ritrovata. Ancora oggi il suo fantasma si aggira per i sotterranei del castello e durante le notti del solstizio d’estate (ogni cinque anni) si possono udire i suoi pianti e lamenti. C’è chi dice di averla vista e addirittura dipinta: il quadro appeso sopra il luogo della sua scomparsa infatti sarebbe postumo, creato in seguito alla visione del suo fantasma!

Umberto Ravagnani

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