AMICI DI MONTEBELLO

26_06_PIEVE_DI_CADORE

17 ottobre 2026: PIEVE DI CADORE (BL)

  17 ottobre 2026 - PIEVE DI CADORE - Museo Archeologico Cadorino.
  17 ottobre 2026 - PIEVE DI CADORE - Museo Archeologico Cadorino.
  17 ottobre 2026 - PIEVE DI CADORE - Museo Archeologico Cadorino.
  17 ottobre 2026 - PIEVE DI CADORE - Museo Archeologico Cadorino.
  17 ottobre 2026 - PIEVE DI CADORE - Museo Archeologico Cadorino.
  17 ottobre 2026 - PIEVE DI CADORE - Museo Archeologico Cadorino.
  17 ottobre 2026 - PIEVE DI CADORE - Museo Archeologico Cadorino.
  17 ottobre 2026 - PIEVE DI CADORE - Museo Archeologico Cadorino.
  17 ottobre 2026 - PIEVE DI CADORE - Museo Archeologico Cadorino.
  17 ottobre 2026 - PIEVE DI CADORE - Museo Archeologico Cadorino.
  17 ottobre 2026 - PIEVE DI CADORE - Museo Archeologico Cadorino.
  17 ottobre 2026 - PIEVE DI CADORE - Museo Archeologico Cadorino.
17 ottobre 2026 - PIEVE DI CADORE - Chiesa di Santa Maria Nascente.
17 ottobre 2026 - PIEVE DI CADORE - Chiesa di Santa Maria Nascente.
17 ottobre 2026 - PIEVE DI CADORE - Chiesa di Santa Maria Nascente.
17 ottobre 2026 - PIEVE DI CADORE - Chiesa di Santa Maria Nascente.
17 ottobre 2026 - PIEVE DI CADORE - Chiesa di Santa Maria Nascente.
17 ottobre 2026 - PIEVE DI CADORE - Chiesa di Santa Maria Nascente.
17 ottobre 2026 - PIEVE DI CADORE - Veduta.
17 ottobre 2026 - PIEVE DI CADORE - La casa natale di Tiziano Vecellio.
17 ottobre 2026 - PIEVE DI CADORE - La casa natale di Tiziano Vecellio.
17 ottobre 2026 - PIEVE DI CADORE - La casa natale di Tiziano. Pavimento in legno a tronchetti.
17 ottobre 2026 - PIEVE DI CADORE - La casa natale di Tiziano Vecellio.
17 ottobre 2026 - PIEVE DI CADORE - I pigmenti usati da Tiziano Vecellio.
17 ottobre 2026 - PIEVE DI CADORE - I pigmenti usati da Tiziano Vecellio.
17 ottobre 2026 - PIEVE DI CADORE - La casa natale di Tiziano Vecellio.
17 ottobre 2026 - PIEVE DI CADORE - La casa natale di Tiziano Vecellio.
17 ottobre 2026 - PIEVE DI CADORE - La casa natale di Tiziano Vecellio.
17 ottobre 2026 - PIEVE DI CADORE - La casa natale di Tiziano Vecellio.
17 ottobre 2026 - PIEVE DI CADORE - La casa natale di Tiziano Vecellio.
17 ottobre 2026 - PIEVE DI CADORE - Piazza Tiziano Vecellio.
17 ottobre 2026 - PIEVE DI CADORE - veduta.
17 ottobre 2026 - PIEVE DI CADORE - Il museo dell'occhiale.
17 ottobre 2026 - PIEVE DI CADORE - Il museo dell'occhiale.
17 ottobre 2026 - PIEVE DI CADORE - Il museo dell'occhiale.
17 ottobre 2026 - BELLUNO - Piazza Martiri.
17 ottobre 2026 - BELLUNO.
17 ottobre 2026 - BELLUNO.
17 ottobre 2026 - BELLUNO.
17 ottobre 2026 - BELLUNO.
17 ottobre 2026 - BELLUNO.
17 ottobre 2026 - BELLUNO - Basilica Cattedrale di San Martino Vescovo.
17 ottobre 2026 - BELLUNO - Basilica Cattedrale di San Martino Vescovo.
17 ottobre 2026 - BELLUNO - Basilica Cattedrale di San Martino Vescovo.
17 ottobre 2026 - BELLUNO - Piazza Martiri.

PIEVE DI CADORE – Nel paese di Tiziano, tra arte e memoria
Arrivando a Pieve di Cadore, nel cuore delle Dolomiti bellunesi, la prima impressione è quella di trovarsi in una cittadina raccolta, dove le montagne sembrano fare da cornice a una storia molto più grande delle sue dimensioni. Qui il passato non è qualcosa di lontano, chiuso nei libri: si incontra nelle piazze, negli edifici, nei musei e soprattutto nei luoghi legati a Tiziano Vecellio, il pittore che nacque proprio a Pieve e che avrebbe lasciato un segno profondo nella storia dell’arte italiana.
Pieve si trova a 878 metri di altitudine e occupa una posizione importante nel territorio del Cadore, tra la valle del Piave e quella del Boite. Per secoli questo centro è stato un punto di riferimento per la comunità cadorina, come racconta anche la presenza del Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore, affacciato sull’attuale Piazza Tiziano. L’edificio, la cui storia risale al Quattrocento, non è soltanto una testimonianza architettonica del passato: al suo interno oggi si trova anche il Museo Archeologico Cadorino, il MARC, uno dei luoghi più interessanti per comprendere le origini e le trasformazioni di questo territorio.
Entrare nel museo significa fare un passo indietro di molti secoli. Le raccolte conservano reperti provenienti da diversi siti del Cadore e permettono di seguire la presenza delle popolazioni che abitarono queste montagne prima e durante la romanizzazione. Tra i materiali più importanti ci sono quelli provenienti da Lagole di Calalzo, un antico santuario legato a sorgenti d’acqua considerate terapeutiche. Bronzi, armi, ceramiche, oggetti legati ai culti e iscrizioni in lingua venetica restituiscono l’immagine di una società molto lontana nel tempo, ma tutt’altro che astratta.
Proprio le iscrizioni aiutano a capire quanto fosse articolata la storia del Cadore prima che il territorio entrasse pienamente nell’orbita romana. Il museo conserva inoltre il mosaico romano rinvenuto a Pieve di Cadore, una testimonianza concreta della presenza romana nell’area. Davanti a questi reperti, la montagna cambia prospettiva: non appare più soltanto come un paesaggio naturale, ma come un territorio attraversato, abitato e trasformato da generazioni di persone.
Pochi passi più in là, però, il viaggio nella storia assume un volto preciso. È quello di Tiziano Vecellio. In via Arsenale si trova la sua casa natale, una costruzione del Quattrocento che restituisce un’immagine molto concreta dell’ambiente nel quale il pittore trascorse l’infanzia. La casa apparteneva alla famiglia Vecellio, una famiglia locale di una certa importanza, e conserva caratteristiche tipiche dell’architettura tradizionale cadorina.
La costruzione è semplice e funzionale, con muratura e legno, ballatoi, una scala esterna e un tetto coperto dalle cosiddette scandole, sottili assicelle di legno utilizzate tradizionalmente per la copertura degli edifici. All’interno si incontrano ambienti che aiutano a immaginare la vita quotidiana di una famiglia del Cadore tra Quattrocento e Cinquecento. C’è la cucina con il grande focolare e c’è la stùa, la tradizionale stanza rivestita di legno, con il soffitto a cassettoni.
È difficile non fermarsi un momento davanti a questi spazi. Tiziano avrebbe poi lavorato soprattutto a Venezia e sarebbe diventato uno dei protagonisti assoluti della pittura del Rinascimento, ma la sua storia personale comincia qui, in una casa di montagna, all’interno di una realtà molto diversa da quella della grande città lagunare. Dopo il trasferimento a Venezia, il pittore continuò comunque a mantenere un legame con il Cadore e tornò in patria durante i suoi soggiorni.
La sua presenza continua oggi anche nel cuore della cittadina, dove il nome di Tiziano accompagna la piazza e diverse iniziative culturali. Tra queste c’è la mostra dedicata al pittore, ospitata nel Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore. Nel 2026 l’esposizione “Tiziano e il paesaggio” propone un approfondimento sul rapporto tra l’artista e la natura, concentrandosi sul ruolo che il paesaggio assume nella sua pittura. È un tema particolarmente suggestivo proprio qui, nel luogo in cui Tiziano nacque e crebbe, circondato dalle montagne del Cadore.
Il paesaggio, nelle opere di Tiziano, non è soltanto uno sfondo sul quale disporre i personaggi. La mostra permette di osservare come la natura possa diventare parte integrante della costruzione dell’immagine e contribuire all’atmosfera e al significato della scena. In questo modo, il territorio nel quale il pittore trascorse i primi anni della sua vita torna idealmente dentro la sua opera, anche quando il dipinto nasce lontano dal Cadore.
Ma la storia di Pieve non si ferma al Rinascimento. Per scoprirne un altro capitolo bisogna entrare nel Museo dell’Occhiale, un luogo che racconta una vicenda molto più recente e strettamente legata alla storia economica e sociale del Bellunese. L’origine del museo risale alla mostra “dell’occhiale attraverso i secoli”, organizzata a Pieve nel 1956 in occasione dei Giochi Olimpici Invernali di Cortina. Il museo vero e proprio sarebbe nato nel 1990 e nel 2007 avrebbe trovato la sua sede a Pieve di Cadore.
Le collezioni seguono l’evoluzione dell’occhiale e degli strumenti ottici attraverso epoche e forme diverse, mostrando come un oggetto oggi del tutto familiare abbia attraversato una lunga storia di trasformazioni. Ma il museo racconta anche qualcosa di più: la nascita e lo sviluppo dell’industria dell’occhiale nella provincia di Belluno, diventata una delle attività economiche più caratteristiche del territorio.
È un passaggio importante, perché permette di leggere Pieve e il Cadore non soltanto attraverso i grandi personaggi o le testimonianze più antiche. Accanto all’archeologia e all’arte c’è la storia del lavoro, dell’artigianato e dell’industria. In altre parole, c’è la vita quotidiana di una comunità che ha saputo costruire nel tempo una propria identità, conservando il legame con il territorio e trasformandolo insieme alle esigenze delle diverse epoche.
Alla fine della visita, Pieve di Cadore appare quindi sotto una luce diversa. Non è soltanto il paese natale di Tiziano e non è soltanto una località immersa nelle montagne. È un luogo nel quale epoche molto lontane riescono a stare una accanto all’altra. Le testimonianze archeologiche raccontano le popolazioni antiche e la presenza romana; il palazzo della Magnifica Comunità ricorda l’organizzazione storica del Cadore; la casa natale conserva la memoria dell’infanzia di Tiziano; la mostra ne approfondisce l’eredità artistica; il Museo dell’Occhiale racconta invece una storia più recente, fatta di lavoro, tecnica e trasformazioni industriali.
Ed è forse proprio questo il fascino di Pieve: non serve immaginarla come un luogo fermo nel passato. Basta attraversarla con un po’ di attenzione. Tra una piazza, una casa, un reperto e un paio di occhiali d’altri tempi, la cittadina racconta una storia fatta di persone, paesaggi e cambiamenti. Una storia che parte da molto lontano e che, in modi diversi, continua ancora oggi.
Umberto Ravagnani

( L. 2 )

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