UN SITO PER LA PACE ETERNA

[261] CAMBIA IL SITO, MA LA PACE ETERNA E’ GARANTITA

L’argomento trattato in questo scritto non Γ¨ certamente dei piΓΉ allegri, tuttavia serve a far luce su quella storia di Montebello meno conosciuta, ma pur sempre importante. Nella prima decade dell’Ottocento, i francesi comandati da Napoleone si insediarono stabilmente in gran parte dell’Italia, facendo seguito ad un’altra breve occupazione di fine Settecento interrotta dagli austriaci.
Per un buon governo i nuovi occupanti transalpini emanarono delle leggi che interessarono settori economici e civili differenti: la scuola, il catasto, la leva militare, l’anagrafe civile ed altri con indubbie innovazioni. Tra queste l’editto di Saint-CloudΒ 1, ossia il β€œDecrΓ¨t Imperial sur les sepultures” emanato in Francia il 12 giugno 1804 ed esteso in Italia nel settembre 1806, che fissΓ² nuove regole anche per l’inumazione dei cari estinti. CosΓ¬ furono vietate le fosse comuni e le sepolture sia all’interno delle chiese che delle mura cittadine.
Tutti i defunti avrebbero dovuto essere collocati in tombe di uguali fattezze, ordinanza che perΓ² non fu sempre rispettata, salvo che per i cimiteri di guerra.
Come scrisse nei suoi rogiti il notaio montebellano Gian Paolo Cenzatti, fin dall’aprile 1809 la ComunitΓ  del suo paese, per erigere il nuovo camposanto in sostituzione di quello antistante la chiesa parrocchiale, β€œoccupò” un terreno di proprietΓ  di Giacomo Roselli. Si sa che l’appezzamento di un campo ed un ottavo (circa 4300 metri quadrati) nella contrΓ  della Chiesa era solo una piccola parte della campagna del citato venditore e che quella terra era ubicata presso una viuzza detta la strada comune Piacentina (toponimo oggi estinto n.d.r.) con un altro confinante: il signor Marco Cristofari. I lavori per la costruzione del cimitero, costituiti principalmente dall’erezione del muro di cinta, iniziarono nel mese di giugno del 1812. Durante il completamento dell’opera, per perfezionare quanto sancito dai disegni, il Comune di Montebello, diretto dal Sindaco signor Giovanni Brunello fu Bortolo, ritenne necessario acquisire un ulteriore ottavo di campo sempre da Giacomo Roselli, sicchΓ© il totale da pagarsi a quest’ultimo ammontΓ² a Lire 9470,70. Il tutto con l’approvazione della Prefettura.
Giusto un anno piΓΉ tardi si conclusero i lavori al nuovo sito cimiteriale. Gli ultimi sfortunati a riposare per sempre nel vecchio cimitero davanti alla Chiesa Parrocchiale di santa Maria furono:
il 30 giugno 1813 Maria figlia di Natale Castaman dell’etΓ  di 3 mesi circa e il 5 luglio la trentaseienne Bortola figlia di Antonio Storato, nonchΓ© moglie di Luca Guarda, in assoluto l’ultima sepoltura nel vecchio camposanto.
Il giorno 6 luglio 1813 si inaugurΓ² il nuovo luogo sacro per ricevere i defunti. Agghiacciante la sequenza di piccole vite innocenti venute a mancare:
il primo giorno di apertura, furono sepolti i gemelli Gio.Batta e Sansone figli di Luca Guarda di soli 10 giorni di vita. La loro mamma Bortola era venuta a mancare il giorno prima e pertanto non poterono essere collocati vicini a chi li aveva messi al mondo. Una vera ironia della sorte.

il 14 luglio 1813 β€œuna creatura di Giovanni Sacchiero” spirata tra le braccia dell’ostetrica;
il 25 luglio Giacomo di Antonio Agnolin di 5 giorni;
il 26 luglio Gioacchino figlio di Giovanni Pajusco di 2 anni;
il 29 luglio la prima vittima adulta: Giovanna Sgreva.

Nel 1828, quindici anni piΓΉ tardi, sotto la dominazione austriaca, fu steso il progetto per il recupero della vecchia area cimiteriale antistante la chiesa. Questo si realizzΓ² con il patrocinio della Provincia di Vicenza che dettΓ² le regole per la costruzione del nuovo spazio adibito a piazzale della chiesa.
Per ottenere un luogo sufficientemente funzionale, il Comune acquistΓ² ulteriori 2109 metri quadrati di terreno, in parte dal signor Gaetano Pasetti, padre del futuro sindaco di Montebello, e in parte dalla contessa Chiara Ghellini, usufruttuaria del defunto marito conte Sangiovanni.
Uno dei capitolati per la pavimentazione del piazzale, obbligΓ² le maestranze ad utilizzare i sassi bianchi e neri del Chiampo, gli stessi che tutt’oggi ricoprono in piccola misura quel lato dell’area che lambisce la strada principale del paese. L’Amministrazione Provinciale lasciΓ² a discrezione dei dirigenti comunali la scelta di far disporre a scacchiera i ciottoli utilizzati, giusto come era giΓ  stata lastricata la piazza antistante il municipio. Non si sa se questa ultima opzione sia stata eseguita.
Nel corso degli anni il piazzale Γ¨ stato molto rimaneggiato facendo spazio ai giardini pubblici, abbelliti da grandiosi alberi e dall’antica vera da pozzo che un tempo si trovava all’interno della proprietΓ  che fu dei conti Sangiovanni.

OTTORINO GIANESATO

Note:
(1) SAINT-CLOUD: Castello (oggi distrutto) residenza preferita dall’Imperatore Napoleone, dove fu emanato l’omonimo editto, a una decina di chilometri da Parigi

Foto:
(1) La pavimentazione del piazzale davanti alla Chiesa di Santa Maria, fu fatta utilizzando i sassi bianchi e neri del Chiampo, gli stessi che tutt’oggi ricoprono in piccola misura quel lato dell’area che lambisce la strada principale del paese (foto Umberto Ravagnani – 2010).

Umberto Ravagnani

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