BORGOLECCO STORY (13)

[313] BORGOLECCO STORY (13)
LINO TIMILLEROCONISTON – Nuovo Galles del Sud (AUSTRALIA)


Correva tra le acacie, silenzioso, sulla neve che diventava acqua. Il rastrellamento cominciava all’alba e, in quella notte nebbiosa, l’alba non sarebbe venuta. Mario aveva vent’anni, nel 1944! Scappava perchΓ© lo volevano al servizio militare, e, per i renitenti di leva, c’era la deportazione o la fucilazione. Molti giovani stavano nascosti. Il figlio del sacrestano nella cupoletta del campanile che, quando suonavano le campane, proprio sotto di lui, sentiva tremare tutto. Altri sulle colline, tra una casa sperduta, una grotta umida. O un buco sottoterra, nascosti a dovere. E Mario scendeva il bosco di acacie, incurante dei rami che gli sferzavano la faccia. La voce del rastrellamento, gliela aveva portata la ragazzina della famiglia che gli dava qualcosa da mangiare. Aveva sentito, a scuola, la maestra parlare ad alta voce col direttore: β€œDomattina presto li prenderanno tutti e, quando li fucileranno…”. Gli scarponi erano fradici di acqua e neve. Non sentiva piΓΉ i piedi. E una spina continuava a muoverglisi in petto, una lunga spina, resistente. Aveva paura che fosse giΓ  l’alba e, in quella scura nebbia, finire tra i fucili di chi lo cercava. Pensava a questo, Mario. GiΓ  gli facevano morire la madre, a furia di interrogarla per sapere dov’era lui. Pensava che sua madre sarebbe morta di crepacuore, se lo avessero preso. Se continuava a scappare, sapendolo vivo, le si sarebbe fatta forza. E avrebbe ancora resistito agli interrogatori. Da Pasqua non la vedeva; e adesso c’era la neve e la pioggia. ChissΓ  dove avrebbe passato Natale? La nebbia, piΓΉ scendeva dal colle piΓΉ s’infittiva. Si condensava sui rami delle acacie e dei castagni, spogli. E gli gocciolarono in faccia le lacrime delle piante. CosΓ¬ non poteva durare. Meglio passargli in mezzo e prendersi un colpo di fucile o una raffica di mitraglia… Ma, allora, avrebbe reso inutile il suo fuggire; gli stenti di sua madre, e suo padre, lassΓΉ, lo avrebbe preso a schiaffoni. E poi, chi gli assicurava che non gli avrebbero sparato… Era stato un β€œBalilla” anche lui. In Quinta classe, dalla β€œCorte di Bellini”, (andava a scuola per la Via Borgolecco, la Stradella, la Chiesa e arrivare alla Scuola. Per non passare dalla Casa del Fascio, la Piazza, la Via G. Vaccari e la Scuola. Aveva camminato per le strade del paese, β€˜implotonato’ coi compagni che marciavano. Disciplinati, agli ordini. E a scuola, sui libri, c’era solo lui, Mussolini, il salvatore della Patria. Le divise nere, adesso, erano proprio vestiti di lutto. Dov’erano, il funerale non tardava… Il latte e la polenta, trangugiati prima di partire, non lo scaldavano più’. Fu costretto a fermarsi per una improvvisa mossa di corpo. Saranno state le tre, ed era ancora lΓ¬! FinΓ¬ di abbottonarsi i pantaloni correndo. Doveva mancare poco al piano, la zona piΓΉ pericolosa. Tutte le strade sarebbero state comandate dai soldati. Restava solo la via dei campi; ma, con quella sporca neve per terra, ci avrebbe messo un’eternitΓ . Doveva attraversare dieci chilometri di piano e portarsi alle colline di fronte. Lo avevano rastrellato da poco. Sull’Agugliana sarebbe stato un po’ piΓΉ sicuro. Aveva dei parenti lassΓΉ che lo avrebbero aiutato, in qualche modo. Doveva attraversare il piano e rimaneva, ancora e soltanto la via dei campi. Con quella sporca neve per terra, sarebbero stati poco lontani da essere una palude. Avrebbe desiderato di bere un goccio di grappa nostrana, di quella fabbricata di nascosto. Quando ne restava poca nell’alambicco, per vedere se era ancora buona, le si dava fuoco e, finchΓ© bruciava, era buona. Almeno avesse fatto freddo, cosΓ¬ l’acqua degli innumerevoli fossi, tra un campo e un altro, si fosse ghiacciata per poter passare sopra. D’Estate, sapeva i posti dove il fosso si stringeva, e, con un salto bel fatto, si poteva trovare sul campo e andare a un altro fosso. Ma c’era la nebbia e la neve che diventava acqua. Non sapeva trovare una via d’uscita. La nebbia lo aveva favorito fino ad ora. Adesso avrebbe voluto il ghiaccio per far piΓΉ presto. Al colle del San Gaudenzio, come a Sarego, in pianura, camminava tra i campi. Dove la strada aveva due cunette, attraversΓ². Restava da arrampicarsi sulla alta scarpata della ferrovia, con molta attenzione. Scendere e poi c’era il Chiampo, che d’inverno, per fortuna, ha poca acqua o niente. Passati il Brendola, il GuΓ  e l’Acquetta, restava da arrampicarsi sulla alta scarpata della ferrovia, con moltissima attenzione. Attraversarla, scendere e poi per un sentiero per non salire sulla strada piΓΉ in giΓΉ. C’era anche un paese lΓ¬ vicino, il suo paese! Tra poco avrebbe saputo l’ora, quando le campane avessero chiamato per la Messa prima. Anche sua madre sarebbe andata alla Messa prima. Mario avrebbe desiderato di essere con lei… E che tutto il freddo che aveva non fosse vero… Pregare con sua madre… Assistere la Messa di suffragio per il padre morto e vedere contenta sua madre… Ma doveva far attenzione! Qua e la, c’erano delle buche, fatte dallo scoppio delle bombe gettate contro la ferrovia dagli aeroplani… Sorio, Terrossa, alla Santa Margherita ed era salvo… Era giunto sotto l’argine del Chiampo, suonarono le campane: erano le sei del mattino…
Ecco, ora ho finito. Mario lavora con me da Pellizzari. Ha quarant’un anni adesso. E lui mi racconta le vicende che gli sono capitate. Ed io, con la mia curiositΓ , sono soltanto un giovane e lo sarebbe stato anche lui, se le cose della guerra, se non fossero esistite. In Via Borgolecco, nell’aria di morte che alitava nella β€œCorte di Bellini”, dell’Autunno del β€œ1944”, la madre di Mario aspettava suo figlio ogni giorno. E Mario non odia nessuno. Molti sono morti, chi da una parte e chi da un’altra, e lui Γ¨ vivo e lavora. Ed ha assistito la sua cara mamma mentre moriva, contenta di averlo vicino… (San Valerio e Santa Costanza 27-11-1965 Revised 11-4-2022).

Foto: Panorama di Montebello dall’argine del Chiampo negli anni 50 del Novecento. (cartolina postale, collezione privata Umberto Ravagnani).

Umberto Ravagnani

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