IL PRETE CON IL PALLINO DEL MAT…

[320] IL PRETE CON IL PALLINO DEL β€œMATTONE”
(Don Antonio Zonato)

Proseguendo la carrellata dei religiosi che Montebello ha ospitato o ai quali ha dato i natali, come don Gio.Batta Sgreva, don. Angelo Arguello, don Matteo RoncΓ  ed altri, un posto di rilievo, per la sua intraprendenza che ne onora le origini, lo merita senz’altro don Antonio Zonato. Il giovane Pietro Zonato si stabilΓ¬ nel 1854 a Montebello, sposando una ragazza del posto, Giustina Frigo. Quello stesso anno la coppia di sposi fu allietata dall’arrivo della primogenita Rosa destinata in futuro a condividere con la sorella Pia la vita quotidiana del fratello Antonio, nato nel 1867, e predestinato alla carriera sacerdotale.
Una vera nidiata di pargoletti quella messa al mondo da Giustina Frigo nell’arco di 17 anni, almeno una dozzina! A chiudere le nascite arrivΓ² nel 1877 Maria di ben 23 anni piΓΉ giovane della sorella maggiore.
Antonio Zonato fin dalla fanciullezza si dimostrΓ² un diligente scolaro con la vocazione del sacerdozio. Per raggiungere questo obiettivo si impegnΓ² intensamente negli studi e, dopo averli conclusi con successo, fu ordinato sacerdote. Alla fine di luglio 1892, celebrΓ² la sua prima messa nella chiesa di Santa Maria di Montebello. Credo che subito dopo questa data la famiglia Zonato abbia lasciato Montebello poichΓ© nello β€œStato d’Anime” parrocchiale del 1899 non Γ¨ presente alcuna famiglia con questo cognome.
Pochi mesi dopo la celebrazione della sua prima messa divenne cappellano a MagrΓ¨ di Schio. I quella sede nell’aprile del 1900, essendo venuto a mancare il parroco, fu nominato economo spirituale, incarico che ricoprΓ¬ fino all’arrivo del nuovo pastore. Sempre in quell’anno assunse la medesima carica di economo spirituale della parrocchia di san Pietro in GΓΉ e nel 1904, anche qui in seguito alla morte del suo parroco, ne prese la direzione pastorale.
Ma fu nella parrocchia di sant’Ulderico di Creazzo dove Don Antonio trascorse tutto il resto della sua vita. Pertanto durΓ² solo un anno la sua permanenza a san Pietro in GΓΉ, dopo che nel 1905, vincendo il concorso per diventare parroco di Creazzo, vi fece il suo ingresso il 22 ottobre dello stesso anno. Da questo momento le sorelle Pia e Maria coadiuvarono il fratello abitando nella canonica nei pressi della piazza del paese. Nei primissimi anni di apostolato si prodigΓ² per l’abbellimento della chiesa mettendola giustamente in sicurezza dopo alcuni precedenti crolli del soffitto, e provvide alla dotazione di 5 nuove campane per rimpiazzare anche le due da poco tempo andate in rovina. Alcuni manufatti da lui voluti, visibili anche dalla pianura, furono le tre croci collocate sopra la sommitΓ  di altrettanti siti delle colline. Essendo costruite di legno, durarono ben poco e dovettero ben presto essere sostituite da altrettante di cemento armato nel 1925. La loro inaugurazione vide la partecipazione di almeno 4000 persone provenienti anche dai paesi limitrofi.
Negli stessi anni in cui a Montebello il Prevosto don Domenico Giarolo dava inizio ai lavori di smantellamento della Chiesa di San Francesco per fare erigere al suo posto il nuovo asilo infantile, (1908) don Antonio Zonato, non da meno, si fece promotore della costruzione di una analoga opera vicina alla piazza di Creazzo. Solo che, senza alcun clamore, rimettendoci di tasca propria e aiutato dalla sua famiglia, nel breve volgere di un anno, vide benedire il nuovo asilo dal Vescovo Rodolfi. Com’era consuetudine in passato per altre analoghe strutture, l’organizzazione dell’asilo venne affidata a una congregazione religiosa femminile, in questo caso a quella delle Suore Mantellate di Bologna. A lavori conclusi, l’unico rammarico di don Antonio fu quello di non aver potuto aiutare economicamente la costituenda banda musicale essendo giΓ  gravosamente impegnato per l’asilo, non mancando perΓ² di incoraggiare questa lodevole iniziativa.
La costruzione dell’asilo ebbe un tale successo di iscrizioni (160) da risultare insufficientemente spazioso e perciΓ², nel 1913, il parroco don Antonio commissionΓ² il suo ampliamento con un costo di circa 4000 Lire. Pochi anni dopo scoppiΓ² la Grande Guerra e don Antonio si prodigΓ² non poco sia verso la comunitΓ , sia verso i soldati presenti in paese e non trascurando gli oltre 200 profughi provenienti da Roana che erano stati sfollati a Creazzo. Durante il conflitto ebbe anche l’onore di ospitare in canonica, tra gli alti ufficiali militari, il Generale Pezzella.
Al termine della guerra, complice la difficile situazione economica, don Antonio si fece in quattro per convincere i pochi possidenti terrieri del paese, come il barone Scola, a voler creare nuovi lavori nei campi per dare un minimo di reddito alla popolazione affamata.
Proseguendo nella sua volontΓ  innovativa, fece erigere all’interno del cimitero di Rivella, sopra la collina, una cappella dove anche il suo corpo, dopo la sua morte trovΓ² riposo, e non ultimo, fece ricostruire il bellissimo oratorio posto in pianura dedicato a san Marco. Quando poi, nel 1928, l’amministrazione comunale si propose di ricostruire il vecchio e fatiscente municipio, il suo assenso e parere furono determinanti perchΓ© l’opera trovasse realizzazione. Il precedente vetusto edificio, in passato adibito anche a scuola elementare, aveva registrato, nel 1865, la visita del Prevosto di Montebello, don Vittore Porra in quel tempo Ispettore Scolastico delle scuole di numerosi Comuni dell’Ovest vicentino. L’abitazione del cappellano, nonchΓ© insegnante scolastico, che era ubicata a fianco del medesimo vecchio edificio, trovΓ² cosΓ¬ nuova collocazione nel moderno palazzo comunale.
La sera del 31 dicembre 1932, al termine della cerimonia che chiudeva l’anno, dopo aver salutato in chiesa i suoi parrocchiani, fu colto da un improvviso malore e si spense nel tinello della canonica gettando nel dolore e nello sconforto una intera comunitΓ .

OTTORINO GIANESATO

Immagine: L’Asilo d’infanzia San Ulderico di Creazzo, costruito da don Antonio Zonato nel 1911.

Umberto Ravagnani

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