BORGOLECCO STORY (12)

[305] BORGOLECCO STORY (12)
Il Cinema Parrocchiale in Via Borgolecco

LINO TIMILLEROCONISTON – Nuovo Galles del Sud (AUSTRALIA)


Da qualche anno la mia famiglia abitava alla fine della Via Borgolecco. Dopo la nostra casa, il resto della strada era β€œStrada Fonda”, fino alla Mira.
Erano i primi giorni di Dicembre del 1951. Nevicava ed io, ero a casa da scuola, quindi doveva essere di Sabato oppure di Domenica.
Arrivarono due uomini. Uno alto e grosso, l’altro alto e magro. Ambedue con cappello e cappotto. Mia madre li fece entrare in casa. Si mise a parlare con loro di cose che io, a sei anni appena compiuti, non capivo. Mentre tutto ciΓ² procedeva nel mondo degli adulti, io guardavo la neve che cadeva. Ora, piΓΉ abbondantemente. Ero davanti alla porta a vetri dell’entrata, col naso accostato ad un vetro. La parte destra del mio volto toccava la tendina che era raccolta su un lato. Forse piΓΉ tardi, sarei potuto uscire per giocare sulla neve con gli altri bambini che, come me, stavano anche loro guardando la neve che cadeva dal cielo. Nelle altre case lungo la strada abitavano: Luigi, Silvano, Andrea… Qualche tempo dopo quella visita dei due uomini che non conoscevo, venni a sapere che ambedue erano i nostri zii. Uno, quello grosso, era in America. L’altro, quello magro, era in Francia. A Parigi questo ed a Detroit l’altro. Queste cose le venni a sapere durante un pomeriggio molto piovoso. Ascoltando mia madre che raccontava ad una sua conoscente le cose riguardanti quei due suoi fratelli. L’Americano aveva fatto la Ia Guerra Mondiale come Bombardiere. Tornato a casa, da subito decise di emigrare. Negli Stati Uniti c’erano giΓ  dei parenti della sua β€œmorosa”, e lΓ  decise che sarebbero andati anche loro. Cosa che attuarono. Prima dell’avvento del fascismo. Il suo nome era Giovanni, come mio nonno Bertola. Il Francese era piΓΉ giovane. Non aveva partecipato alla Ia Guerra. Ma era preoccupato per come andavano le cose in Italia durante quel periodo che seguΓ¬ la fine dell’Armistizio. E partΓ¬ per la Francia nel 1924…
LΓ  si sposΓ² ed ebbe, dopo qualche anno, una bambina. Nel 1939 la Francia entrΓ² in Guerra, assieme alla Gran Bretagna, contro la Germania di Hitler. Il mio zio Francese fu catturato e rimase prigioniero di Guerra per la durata del conflitto a cui aveva dovuto partecipare in quanto Cittadino francese. A questo punto, mia madre quasi piangeva perchΓ© il racconto, come sentii piΓΉ avanti, volgeva nella tristezza. Lo zio, tornato dalla prigionia, scoperse che la consorte, per tutto il tempo dell’Occupazione Nazista, si era tramutata in una β€œcollaborazionista”. Da come parlava mia mamma, pur non sapendo io il significato di tale parola, doveva essere una brutta cosa. Mia madre raccontΓ² anche che Guerrino, cosΓ¬ si chiamava quello zio, aveva β€œdivorziato” la moglie. Significava, spiegΓ² la mamma alla conoscente, che non era piΓΉ sposato con quella donna. E mia madre spiegΓ² anche come le dispiacesse molto per la bambina del fratello. Abitava con lui, ma senza la mamma. Mentre la mia di mamma raccontava tutto questo, stava lavorando l’intreccio per dei ricami da aggiungere alle tovaglie che coprivano gli Altari delle Chiese. Durante il Ferragosto del 1953, lo zio Guerrino tornΓ² a farci visita per un paio di settimane. Era giΓ  stato due settimane in un albergo di Recoaro per fare la Cura delle Acque. Cosa che io non capivo e che non mi interessava. Il primo GiovedΓ¬ sera che lo zio era con noi, mi chiese se volevo andare al Cinema con lui. Anche la sala del Cinema era in Via Borgolecco. Poco piΓΉ avanti della casa dei Gamba. Io, tutto contento, risposi affermativamente. CosΓ¬, dopo mangiato, m’incamminai con lo zio per andare al Cinema. Il film era in bianco e nero. Una storia che raccontava della Corona di Ferro, con tanti Cavalieri, lance, spade e frecce scoccate da una infinitΓ  di arcieri. Piccolo com’ero, mi sedetti su un sedile delle prime file, dove non c’era davanti nessuno che potesse impedirmi di vedere. Il giorno dopo, nessuno mi disse nulla. Mio zio bevve il suo caffΓ¨ per colazione e se ne andΓ² in piazza a comprare il Gazzettino per leggerselo con calma. Allora, ancora non c’era la Via IV Novembre. Quando questa fu terminata, si poteva arrivare al Cinema dopo le lezioni di Catechismo e, per i piΓΉ grandi, aver assistito ai Vesperi pomeridiani della Domenica. Si girava l’angolo della β€˜strada nova’ e si era quasi davanti all’entrata. Ben piΓΉ tardi venni a conoscenza di ciΓ² che mi era accaduto quella sera, quando andai al Cinema con lo zio. Che ci fece visita due anni dopo. Stesso periodo di vacanze estive. Lui stesso mi chiese se mi fosse stato detto nulla in proposito… Quando, due anni prima, il Film terminΓ², non vedendomi, lo zio s’incamminΓ² verso casa. Quando arrivΓ², la mamma gli chiese dov’ero. Lo zio si meravigliΓ² che io non fossi giΓ  a letto. Allora, dopo aver detto che, per poter vedere, ero andato a sedermi nei primi sedili, si convinsero che mi fossi addormentato e che, sicuramente, ero ancora al Cinema che dormivo. Lo zio Guerrino ed uno dei miei Fratelli piΓΉ grandi, andarono a casa dell’operatore della macchina proiettrice. Il quale abitava poco prima della piazza ed il cui figlio aveva il mio stesso nome. Batterono alla porta di casa: cosa c’è, cosa non c’è. Spiegazioni date sottovoce per non svegliare tutto il vicinato. In fretta aprirono la porta del Cinema. Accesero le luci in Sala. Camminarono verso le prime file di sedie e mi trovarono. Avevo il capo appoggiato sul bracciolo del sedile. E dormivo cosΓ¬ bene che non vollero svegliarmi. Lo zio mi prese dolcemente in braccio e mi portΓ² a casa. E dolcemente mi sdraiΓ² sul letto e mi coperse con solamente le lenzuola perchΓ© era caldo. Ed io forse sognavo e vedevo i Cavalieri, le lance e le spade che s’incrociavano. E, certamente, anche le frecce scoccate da una infinitΓ  di arcieri. Lo zio Guerrino viveva in Francia. Ci diceva che poteva andare al centro di Parigi in poco tempo. Con la Metropolitana impiegava 28 minuti. Il posto dove abitava si chiamava: Noisy-le-Grand. Ed era una MunicipalitΓ  della periferia parigina. Quando ero un po’ piΓΉ grande, andavo da solo al Cinema. Il piΓΉ bello, con Robert Taylor ed Elizabeth Taylor, sia per me che per i miei coetanei, Γ¨ stato, certissimamente, β€œIvanhoe” (dopo 50 anni seppi che si pronunciava β€œAivan-ho”). Datosi che anche Robin Hood faceva la sua parte nella storia del film, per noi ragazzi tra dieci-dodici anni, β€œIvanhoe” diventΓ² qualcuno da imitare. Come? Correndo su fino al Castello. A volte contando ad alta voce chi doveva essere Robin Hood. Tutti volevano essere l’arciere piΓΉ bravo della foresta di Sherwood. Ma qualcuno doveva fare da Sceriffo. Anche se si doveva sempre perdere. PerciΓ² si faceva la Conta. Chi di qua e chi di lΓ . Forse ancora qualche persona si ricorda, anche se da tanti anni, in Via Borgolecco il Cinema Parrocchiale non c’è piΓΉ. (Linus DownUnder Coniston Saint Pius the X day 21-8-2019)

Foto: Il cinema parrocchiale di Montebello (collezione privata e rielaborazione grafica Umberto Ravagnani).

Umberto Ravagnani

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