5-12-19-26 Novembre 2025 LEZIONI SULLA SALUTE (2a serie)

PRIMA LEZIONE: CRETINO!!! CHE COSA C’ENTRA LA TIROIDE (Scarica la locandina)
(IL MEDICO Maria Grazia Maggio)
La parola “cretino” è una delle più usate nel linguaggio quotidiano. La tiriamo fuori con leggerezza, spesso per dire che qualcuno non capisce o combina disastri. Eppure, pochi sanno che questo termine nasce in ambito medico: “cretino” era il nome dato, in passato, a chi soffriva di cretinismo, una grave malattia causata da un malfunzionamento della tiroide. Dietro quell’insulto, quindi, c’è una storia di medicina e di biologia, che racconta quanto una minuscola ghiandola possa influenzare tutto il nostro corpo.
La tiroide è una ghiandola a forma di farfalla situata nella parte anteriore del collo, appena sotto il pomo d’Adamo. È piccola — pesa circa venti grammi — ma è una centrale di controllo formidabile. Produce due ormoni: la triiodotironina (T3) e la tiroxina (T4), che regolano il metabolismo, la crescita e lo sviluppo cerebrale. Il suo lavoro è coordinato da una ghiandola del cervello, l’ipofisi, che rilascia un ormone chiamato TSH (ormone tireostimolante). Quando i livelli di T3 e T4 nel sangue sono troppo bassi, il TSH aumenta per stimolare la tiroide; quando invece sono troppo alti, il TSH si riduce. Questo meccanismo di autoregolazione, detto feedback negativo, mantiene l’equilibrio ormonale in modo costante.
Quando la tiroide lavora troppo o troppo poco, tutto l’organismo ne risente.
Nel primo caso si parla di ipertiroidismo, una condizione in cui il metabolismo accelera come un motore impazzito. Chi ne soffre mangia molto ma dimagrisce, suda più del solito, è nervoso, dorme poco e ha il cuore che batte forte e veloce (tachicardia). A volte si sente costantemente agitato, come se fosse “sempre in corsa”. La diagnosi è semplice: basta un prelievo di sangue per misurare i livelli di T3, T4 e TSH. Il trattamento prevede farmaci che bloccano la produzione ormonale, come il methimazole (commercialmente noto come Tapazole), oppure — nei casi più gravi — terapie con iodio radioattivo o un intervento chirurgico. Dopo pochi giorni di cura, la pressione si stabilizza, il sonno migliora e la persona recupera serenità.
All’estremo opposto c’è l’ipotiroidismo, cioè una tiroide che lavora troppo poco. Il metabolismo rallenta e il corpo “va in risparmio energetico”: si aumenta di peso, ci si sente stanchi, si dorme molto, la pelle diventa secca e i capelli cadono facilmente. Anche l’umore cambia: tutto sembra più lento, più pesante. Una causa molto comune è la tiroidite di Hashimoto, una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario, invece di difendere il corpo, attacca la tiroide danneggiandola. Chi ne soffre può avere anche altre patologie autoimmuni, come il diabete di tipo 1 o l’artrite reumatoide.
La cura è semplice ma costante: assumere ogni giorno ormoni tiroidei sintetici, in genere sotto forma di levotiroxina (nome commerciale Eutirox). Con la terapia corretta, la persona torna a sentirsi attiva e lucida, ma deve continuare il trattamento per tutta la vita, perché la tiroide danneggiata non torna a funzionare da sola.
A volte la tiroide si ingrossa, formando il cosiddetto gozzo, che può comprimere la trachea o l’esofago e dare difficoltà respiratorie o di deglutizione. In questi casi è necessario rimuovere chirurgicamente parte o tutta la ghiandola. Dopo l’intervento, la terapia sostitutiva con levotiroxina consente di mantenere l’equilibrio ormonale.
Un’altra condizione, fortunatamente poco aggressiva, è il tumore della tiroide. La maggior parte dei casi riguarda forme “differenziate”, a crescita lenta, come il carcinoma papillare o follicolare, che hanno tassi di guarigione superiori al 90%. Dopo l’operazione, il paziente segue solo controlli periodici dei livelli di TSH, T3 e T4.
Ma la tiroide può anche mancare del tutto fin dalla nascita. È il caso dell’ipotiroidismo congenito, in cui un neonato nasce senza una tiroide funzionante. Il bambino cresce poco, dorme molto, appare poco reattivo. Oggi questa condizione viene scoperta quasi sempre subito grazie allo screening neonatale: un semplice test sul sangue del tallone che rileva le anomalie del TSH. Se la terapia con levotiroxina inizia entro le prime settimane di vita, il bambino cresce in modo del tutto normale.
In passato, invece, quando non si poteva diagnosticare precocemente, i bambini affetti da questa carenza sviluppavano un grave ritardo della crescita fisica e mentale, noto come cretinismo congenito. Fortunatamente, nei Paesi con buone condizioni nutrizionali e sanitarie, oggi questa malattia è praticamente scomparsa.
Diversa è la forma detta cretinismo endemico, legata alla mancanza di iodio nell’alimentazione. Lo iodio è l’elemento chiave per produrre T3 e T4: senza di esso, la tiroide non può funzionare. Nei secoli scorsi, in molte zone montane europee — comprese alcune valli alpine italiane — il gozzo e il cretinismo erano molto diffusi proprio per la carenza di iodio nel suolo e nell’acqua. Per risolvere il problema, negli anni ’50 è stata introdotta la diffusione del sale iodato, che ha ridotto drasticamente la malattia. Oggi la carenza di iodio sopravvive solo in aree povere del mondo, dove la malnutrizione e la scarsità di acqua potabile compromettono la salute dei bambini. In questi casi, una semplice integrazione di iodio e una dieta adeguata possono riportare lo sviluppo alla normalità.
Lo iodio, oltre che nel sale iodato, si trova in abbondanza in pesci e molluschi (come cefalo, merluzzo, salmone, sardine, cozze, vongole e gamberi), nelle uova, nel latte, nello yogurt e nell’acqua potabile. È quindi importante mantenere una buona idratazione e consumare pesce regolarmente.
Non a caso, un tempo, i bambini gracili o con problemi di crescita venivano mandati “a respirare l’aria di mare”. L’atmosfera marina, umida e ricca di microcristalli salini contenenti iodio, favorisce il benessere tiroideo. Oggi sappiamo che anche la qualità dell’aria gioca un ruolo nella salute endocrina: alcuni studi recenti indicano che l’esposizione a determinati inquinanti può alterare la funzione tiroidea, anche se la ricerca è ancora in corso e non vi sono prove definitive.
Accanto alla tiroide si trovano quattro minuscole ghiandole, le paratiroidi, che controllano il livello di calcio e fosforo nel sangue, fondamentali per la salute delle ossa. Se durante un intervento tiroideo queste ghiandole vengono danneggiate, può essere necessario integrare calcio e vitamina D per mantenere l’equilibrio.
In conclusione, la tiroide è una regista silenziosa che dirige il ritmo di tutto l’organismo. Influenza il cuore, il cervello, la crescita, l’umore e persino la fertilità. Quando funziona, non ci pensiamo nemmeno; quando si ferma, ci accorgiamo che regola quasi tutto. E forse, la prossima volta che diremo scherzando “sei un cretino”, varrà la pena ricordare che, dietro quella parola, si nasconde una storia di medicina e di progresso: la storia di una ghiandola piccola ma essenziale, che tiene in equilibrio la nostra vita ogni giorno.
Umberto Ravagnani
Sintesi di quanto abbiamo avuto il piacere di ascoltare nella 1a lezione della seconda serie 2025 di “Lezioni sulla salute” di Maria Grazia Maggio.
( L. 203 )