I DECORATI DELLA 1a GUERRA M…

[242] I DECORATI DI MONTEBELLO DELLA 1a GUERRA MONDIALE

Un vecchio detto recita “chi dimentica la Storia è destinato a ripetere gli errori del passato” e oggi è tanto più importante perché, parlando della prima guerra mondiale, la nostra comunità è sempre più privata della voce diretta dei protagonisti, i soli in grado di raccontare fedelmente i fatti accaduti. Non resta che la Storia, quella dei grandi storici ma, nondimeno, quella che nasce dalla passione e dall’impegno di chi, in una piccola comunità locale, conosce l’importanza di tramandare, far rivivere fatti accaduti, ricordare personaggi più o meno importanti. Vi presentiamo oggi, dal libro di OTTORINO GIANESATOI SOLDATI DI MONTEBELLO CHAMATI ALLE ARMI NELLA GUERRA 1915-18”, l’elenco dei decorati al Valor Militare nella guerra 1915-18 e nella campagna di guerra italo-turca del 1911-12. Giusto per non dimenticare il loro sacrificio:

ABBREVIATO GIUSEPPE classe 1895 – decorato con una medaglia d’ARGENTO e una di BRONZO 1
BATTISTELLA GIUSEPPE
classe 1893 – decorato con medaglia di BRONZO
BATTISTELLA RAIMONDO classe 1890 – decorato con medaglia d’ARGENTO (caduto in guerra)
BELTRAME PIETRO classe 1889 – decorato con medaglia di BRONZO
CENZATTI GIUSEPPE classe 1892 – decorato con medaglia d’ARGENTO (caduto in guerra)
CESARINI MARIO classe 1896 – decorato con medaglia d’ARGENTO 1
COLLALTO SANTE
classe 1893 – decorato con medaglia di BRONZO
COSTA ARTURO classe 1876 – decorato con una medaglia d’ARGENTO e una di BRONZO 2
COZZA DAVIDE
classe 1893 – decorato con medaglia d’ARGENTO
DONATI GIOVANNI classe 1890 – decorato con medaglia d’ARGENTO
FELTRE PIETRO classe 1885 – decorato con medaglia di BRONZO
FLORIO GIUSEPPE classe 1897 – decorato con medaglia d’ARGENTO (caduto in guerra)
FREALDO RODOLFO classe 1894 – decorato con medaglia di BRONZO (caduto in guerra)
GOLLI GIOVANNI classe 1890 – decorato con medaglia d’ARGENTO
GUARDA ILARIO classe 1894 – decorato con medaglia di BRONZO 3
MARANA EUGENIO
classe 1895 – decorato con medaglia di BRONZO (caduto in guerra) 3
NICOLETTI SILVIO
classe 1892 – decorato con una medaglia d’ARGENTO e una di BRONZO 3
ROSA LUIGI
classe 1894 – decorato con medaglia di BRONZO
SCHIAVO SILVIO classe 1898 – decorato con medaglia di BRONZO
SOLDA’ VITTORIO classe 1893 – decorato con medaglia di BRONZO
TONELATO LUIGI classe 1893 – decorato con medaglia d’ARGENTO (caduto in guerra)
Gen. VACCARI GIUSEPPE classe 1866 – decorato con una medaglia d’ORO e due d’ARGENTO (un’altra d’ARGENTO guadagnata nella Campagna di guerra Italo-Turca del 1911-12)

Dai fogli matricolari dei soldati che hanno combattuto la Grande Guerra, si evince che, in precedenza, alcuni di loro erano stati impiegati in Libia nella Campagna Italo-Turca del 1911-12. In questo conflitto si era distinto l’allora Maggiore dei Bersaglieri Giuseppe Vaccari, decorato con medaglia d’argento, ma altre due medaglie erano state assegnate ad altrettanti soldati montebellani. Ad essere premiati DONATI GIOVANNI classe 1890 con medaglia d’ARGENTO e DOTTO ERNESTO classe 1891 con medaglia di BRONZO.

Note:
1) ABBREVIATO GIUSEPPE figlio di Cecilio (cantoniere ferrovario) e Barcaro Luigia. Nato a Montebello Vicentino il 15/4/1895. Residente a Montebello in Contrà Vigazzolo – non figura tra i residenti nello Stato d’Anime del 1899 della Parrocchia di Santa Maria perché la sua famiglia era emigrata altrove. L’Archivio Anagrafico di Montebello segnala il suo matrimonio avvenuto il 24/11/1920 a Badia Polesine in provincia di Rovigo dove era quindi emigrato ancora bambino. Ancor oggi le uniche famiglie Abbreviato esistenti in Italia si trovano nella provincia sudddetta. Abbreviato Giuseppe ha partecipato alla Grande Guerra nel V° Reggimento Bersaglieri ciclisti.

CESARINI MARIO figlio di Metello (custode idraulico ?) e Fuselli Eulalia. Nato a Montebello Vicentino il 2/4/1896. Residente a Montebello – come Abbreviato Giuseppe non figura tra i residenti nello Stato d’Anime del 1899 della Parrocchia di Santa Maria perché emigrato ancora bambino con la famiglia. L’Archivio dell’Anagrafe di Montebello segnala il suo primo matrimonio avvenuto nel 1927 ed il secondo nel 1951 a Bologna (aveva ottenuto il divorzio dalla prima moglie) Cesarini Mario ha partecipato alla Grande Guerra nella Fanteria.

2) COSTA ARTURO Figlio di Giuseppe e Pianton Teresa. Nato a Montebello Vicentino il 28/4/1876. Residente a Montebello Vicentino (morto a Usumbura – Congo Belga il 25/9/1943).
1/12/1893: Soldato volontario nel 6° Reggimento Bersaglieri  –  Plotone Allievi Sergente per la ferma di anni 5;
31/5/1894: Promosso Caporale;
16/2/1896: Destinato alle Regie Truppe  partenti per l’Africa nel Battaglione Bersaglieri –  partito il 19/2/1896;
28/6/1896: Cessò di far parte delle Regie Truppe d’Africa per riduzione d’organico;
30/6/1896: Nel 6° Reggimento Bersaglieri con l’obbligo di ultimare la ferma in corso;
31/10/1898: Nella Scuola Militare – 5/1/1899  ammesso alla rafferma triennale nel 6° Reggimento Bersaglieri;
8/9/1900: SOTTOTENENTE nel 1° Reggimento Bersaglieri (allo scoppio della guerra 1915-18 è CAPITANO).
Decorato con una medaglia d’Argento e una di Bronzo al valor militare  nella guerra 1915-18.

3) MARANA EUGENIO E NICOLETTI SILVIO sono stati omessi da Bruno Munaretto nelle ”Memorie Storiche di Montebello” forse perché erano nati rispettivamente a Montecchio Maggiore e Castelgomberto, paesi nei quali sono elencati nel libro dei decorati vicentini. Non sono univoci i criteri adottati da coloro che negli anni venti hanno redatto il libro appena citato perché, a smentire quanto appena scritto, Beltrame Pietro, nato a Nogarole, è nella lista dei decorati di Montebello Vicentino!

GUARDA ILARIO figlio di Luigi non è stato elencato da Bruno Munaretto perché si trova tra i di decorati di Agugliaro. È chiaro che i compilatori dei ruoli matricolari hanno confuso Agugliana con Agugliaro, errore che si è poi ripetuto nei bollettini del “Nastro Azzurro”. Ilario era nato ed era residente a Montebello alla chiamata alle armi. Coincide il corpo di appartenenza del suo ruolo matricolare con quello dell’elenco del “Nastro Azzurro”: 8° Reggimento Artiglieria Campale.

(Dal libro di OTTORINO GIANESATOI SOLDATI DI MONTEBELLO CHAMATI ALLE ARMI NELLA GUERRA 1915-18”)

Foto: Cartolina postale che mostra il monumento ai caduti di Montebello dello scultore Giuseppe Zanetti inaugurato il 16 novembre 1924, uno dei più belli del vicentino (collezione privata Umberto Ravagnani).

Umberto Ravagnani

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1921 UN GRAVE FATTO DI SANGUE

[240] 1921 UN GRAVE FATTO DI SANGUE


Finita la disastrosa prima guerra mondiale la situazione sociale ed economica in Italia era, a dir poco, tragica. La nostra lira valeva un quinto della lira del 1914 e questo significò per certi gruppi sociali l’impoverimento e per altri addirittura la rovina. E che dire della “spagnola”? La prima ondata, nel 1918, fu relativamente blanda, come un’influenza stagionale e non scatenò il panico. Fu la seconda ondata della pandemia, scoppiata nella tarda estate dello stesso anno e durata fino a dicembre, a provocare la maggior parte dei decessi. Ma bisogna aspettare l’estate del 1920 per dichiararne la fine. la Prima guerra mondiale, durata più di quattro anni, causò dieci milioni di morti fra i combattenti, più alcuni milioni di vittime civili. Ma la pandemia fece molte più vittime: si è calcolato che morirono non meno di 50 milioni di persone su una popolazione mondiale di circa 1,8 miliardi.

Ma veniamo al nostro racconto. Nel diario parrocchiale del cronista, don Antonio Zanellato, il Prevosto della Chiesa di Montebello di allora, leggiamo, questo tragico fatto successo esattamente 100 anni fa:

« 27 Agosto 1921 – Domenica alle ore 7 1/2 del mattino presso una chiavica del Guà sull’argine destro a monte del ponte delle Asse avvenne uno scontro tra quattro ladri che avevano nascosto la refurtiva nella chiavica e due carabinieri. Rimasero morti da arma da fuoco e percosse il carabiniere Cipriani Riccardo [figlio] di Sante, di Loreo (Rovigo) frazione di Cavanella Po d’anni 21 e il ladro P.G., d’anni 17 di qui, noto comunista. Fu ferito l’altro carabiniere Zanini, che sentì dal carabiniere morto [sic!] il nome di ‘Besso’. Furono arrestati due fratelli del posto. Besso si diede alla latitanza. Il cadavere del carabiniere fu portato nella cella mortuaria dell’Ospedale, quello del P.G. in quella del cimitero. Il lunedì sera il P.G., al quale era stata negata la sepoltura ecclesiastica domandata dalla famiglia, fu gettato nella fossa. Il martedì alle ore 4 con intervento di 11 Sacerdoti e 2 Chierici dei comuni di Montebello e Gambellara, con le rappresentanze dei comuni di Montebello e limitrofi e di ogni sorta di associazioni con bandiere, con scorte di Carabinieri e una folla immensa di popolo, il Carabiniere Cipriani fu portato alla Chiesa, dove furono cantati il Vespro e le Esequie. Prima delle Esequie parlò il Prevosto, sulla porta della Chiesa parlarono il Sindaco di Montebello, il Colonnello comandante della Legione Carabinieri di Verona, un Maresciallo, il Commissario di P.S. di Vicenza Alverà, Pegoraro per il P. P. I., uno per i fasci di Combattimento, Guarda Attilio per i Combattenti. Al Cimitero parlò un Carabiniere. Vi furono molte corone, intervenne la musica cittadina. Assenti e nascosti i comunisti. »

Alcune considerazioni: il nostro era un Paese essenzialmente agricolo, nell’Italia del primo dopoguerra i nove decimi dei proprietari non possedevano, individualmente, neanche un ettaro, in tutti quasi tre milioni di ettari sul totale di 22 milioni. Questo consentiva un livello di vita che non era molto di più della pura sopravvivenza. Nelle campagne risuonava il grido “la terra ai contadini”. Nelle fabbriche, quasi tutte al Nord, il modello da imitare era la Russia e il suo comunismo. Nel 1920 ci fu l’occupazione delle fabbriche, che costituì il punto di ‘non ritorno’ della crisi. Tutto questo non fece che moltiplicare i fatti simili a quello raccontato qui e a preparare la strada all’avvento del fascismo.

Foto:
1) La fotografia, incollata sulla pagina del diario, riproduce parte del corteo prima dell’ingresso nella Chiesa Parrocchiale il 29 agosto 1921 (rielaborazione grafica di Umberto Ravagnani).

Umberto Ravagnani

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BEVENDO UNA BIRRA

 

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