LA FAMIGLIA GALLO

[106] LA FAMIGLIA GALLO

E’ una piccola famiglia residente nella contrà di Vigazzolo. Il cognome Gallo viene citato per la prima volta in un rogito del 9 Agosto 1500: Antonio del fu Filippo Gallo, il cui nonno Leonardo è presente in Montebello nei primi anni del Quattrocento. Il nome Gallo, che compare in quella data solo dopo un lungo periodo in cui mai questo appellativo aveva accompagnato i predecessori, rende improbabile il legame che questi potrebbero avere con tale Giordano detto “Galloda Montebello che nel 1277 prende a livello un terreno da Uguzzon Novello da Carturo. Tuttavia una contrada di Montebello, vicina a quella del Legnon, è chiamata nel ‘400 contrà del campo de’ gallo che ipotizzerebbe essere stata così denominata per la presenza dell’omonima famiglia. Nell’Estimo del 1544-45 Domenico Gallo risulta possedere oltre cinquanta campi montuosi, ma di scarso valore. Mattio è consigliere comunale nel 1617, Iseppo nel 1621, Antonio nel 1655 e nel successivo estimo vi si registrano due famiglie Gallo con scarsissimi beni patrimoniali.

Ottorino Gianesato (Nome … e Cognome (2007))

Figura: Nel Quattrocento esisteva una contrà del campo de’ gallo (una parte dell’attuale contrada Fara) che probabilmente diede origine a questo cognome (a cura del redattore).

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NOTAIO CHIARELLO CAMILLO (1)

[85] I NOTAI DI MONTEBELLO NEL SEICENTO
Notaio CHIARELLO CAMILLO del fu MARC’ANTONIO (attivo tra il 1570 e il 1620, prima parte)

Riportiamo qui un estratto di alcuni atti notarili rogati a Montebello, nelle date indicate, dal Notaio Chiarello Camillo del fu Marc’Antonio che risulta essere domiciliato in Contrà della Piazza (corrispondente all’attuale Piazza Italia N.d.R.). Nel Fondo dei Notai defunti, presso l’Archivio di Stato di Vicenza, sono presenti 12 volumi di atti rogati da Chiarello Camillo. Nel 1600 Montebello aveva una popolazione di circa 2000 abitanti e furono attivi ben 25 Notai, addirittura 7 contemporaneamente nel biennio 1690-1692. Tale abbondanza di Notai nel corso del Settecento si riduceva lentamente, tanto che nel secolo successivo la figura di questo professionista scompariva nella maggior parte delle piccole e medie comunità. Attualmente in provincia di Vicenza i Notai sono presenti in meno di 30 Comuni.

17 DICEMBRE 1600 ALESSANDRO REGAU’ è il Vicario di Montebello.
ANNO 1601 GIROLAMO PALMIERI è detto “pignata”.
5 MARZO 1601 Frà MARCO GUGLIELMO è Padre Guardiano nel Convento di S. Francesco.
ANNO 1601 Il Rev. BELLISARIO MAGISTRELLI, Prevosto nella Chiesa di Santa Maria di Montebello, “recupera” una pezza di terra da FRANCESCO CASTELLAN, posta nella Contrà delle Bassure alla Miera (Mira).
ANNO 1601 SILVESTRO BRAGHETTO è “ciroicho” (medico che pratica i salassi).
ANNO 1601 GIACOMO BRUSCO fa l’oste.
ANNO 1601 In un atto si legge: Contrà del Prà Buso alla Selva.
ANNO 1601 GIO. BATTA FASOLATO è detto “Vanzan“.
ANNO 1601 Dopo la morte di ZANDOMENGO ORBANOTO gli eredi fanno la divisione dei beni, nella Contrà dell’Agugliana ossia degli Orbani. Una porzione di casa è detta “la cosina” (cucina).
ANNO 1601 Nella Contrà del Maso, alla Selva,  una pezza di terra è detta “il Bertusan”.
ANNO 1602 Nella Contrà del Legnon appresso la Fossa del Legnon.
15 GENNAIO 1602 Il Conte VICENZO BRASCO riceve in questa data la dote della moglie CATERINA SANGIOVANNI, ossia 3500 Ducati.
ANNO 1602 Tre paia di scarpe “da homo” sono stimate 8 Troni (Lire).
16 GIUGNO 1602 Si riunisce il “clan” dei BILLO, una delle famiglie più numerose di Montebello,  per spartirsi l’eredità  del loro parente VIAL BILLO morto senza eredi diretti.  Questi i partecipanti: ZUANE del fu ZAMARIA BILLO, GREGORIO del fu AGNOLO BILLO, PELLEGRIN del fu GIACOMO BILLO, GASPARO e FRANCESCO del fu GERONIMO BILLO, GIACOMO figlio di donna PASQUA BILLO, ZAMARIA BILLO.
29 DICEMBRE 1602 In piazza, sopra il balcone della bottega di ANTONIO GRESTA, “merzaro” si redige un atto notarile (non sarà l’unico scritto in questo posto insolito – n.d.r.) avente come parti interessate alcuni clienti del commerciante.
28 APRILE 1603 Nella lite scoppiata tra MORANDIA del fu LODOVICO BRAGHETO e CATERINA del fu GIACOMO DANESATO (mio avo – n.d.r.) moglie di EVANGELISTA TANFURINI da Valdagno, la prima ha la peggio restando ferita. Inevitabile la denuncia contro CATERINA che si vede condannata a pagare un risarcimento di 50 Troni (Lire).

Continua …
Ottorino Gianesato
(Fondo dei Notai defunti – Archivio di Stato di Vicenza)

Figura: Il sigillo tabellionato che il notaio Chiarello Camillo inseriva nei documenti che produceva (a cura del redattore).

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UN GREGGE INVADENTE

[80] UN GREGGE INVADENTE

Il 16 Ottobre 1534 Bartolomeo detto “Mio” figlio di Domenico Cazzolato si trovava in certi suoi prati nella Contrà dell’Albiera (1) per caricare del fieno su di un carro. Vedendo il pastore Antonio figlio di Michele de’ Losi di Campo d’Albero pascolare le sue pecore sopra i suoi prati disse al pecoraio: ”para fora quelle piegore!”. Ma il pastore non si curò di farlo al che Bartolomeo discese dal carro e con la forca cacciò le pecore fuori dai suoi prati. Antonio, armato di “spontone” (lancia) si scagliò allora contro Bartolomeo che si difese e questo con un coltellaccio lo ferì tanto gravemente da causarne la morte il 1° Novembre successivo.

Dopo il processo Bartolomeo Cazzolato fu bandito.

Bartolomeo Cazzolato 6 anni dopo, probabilmente dopo aver scontato la pena, partecipò alla spedizione punitiva contro i Gualdo che gli valse una nuova condanna ad un lustro di bando (questo episodio verrà raccontato più avanti). Sicuramente la scontò solo in parte o non la scontò affatto, (forse in seguito ad un ricorso) dato che nel 1542 partecipò ad una sparatoria a Montebello.  Ma la striscia delittuosa dei Cazzolato doveva continuare …

Ottorino Gianesato (BBVi – RASPE CRIMINALI del ‘500 – Busta n° 1126 sentenze dal 1535 al 1537)

Note:
(1) Contrà dell’Albiera o dell’Alberia appare, per la prima volta, in un atto notarile del Notaio Antonio Revese di Vicenza del 1418. In tale atto venivano dati in affitto da Gasparo de Braschi a Domenico di Montebello alcuni campi nella zona della contrà del Corso, della contrà della Fontanina, della contrà del Borgo, della contrà del Legnon e, appunto, nella contrà dell’Albiera, per cui si presume che tale contrada si trovasse tra l’attuale Borgo, la contrada Frigon e la contrada Fara. (N.d.R)

Figura: Ricostruzione di fantasia dell’episodio narrato nell’articolo (a cura del redattore).

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I ROMANI A MONTEBELLO

[30] RITROVAMENTI AL LEGNON
Vi aggiorno sulle novità riguardanti il ritrovamento avvenuto nella località Legnon, di Montebello, nella primavera del 2003. Nel precedente notiziario avevo soltanto accennato a questa scoperta; vi riassumo ora cosa è stato trovato e avvenuto in questo periodo.
Nella primavera scorsa appreso che in località Legnon, una via ormai dimenticata di Montebello, nei pressi della ferrovia, era stato trovato qualcosa di “strano“, ho fatto un sopralluogo. Il materiale che ho rinvenuto sul posto è stato ritenuto interessante anche dai soci della nostra Associazione e dall’Assessore dei Beni Culturali di Montecchio Maggiore Prof. Beschin, e componente della Direzione Museale del Comprensorio di cui fa parte anche Montebello. Quando ci ha detto che erano del periodo Romano potete immaginare la nostra soddisfazione per l’importanza della scoperta. E’ stata quindi avvisata del ritrovamento la dott.ssa Rigoni, della Sovrintendenza Archeologica di Padova. Con il consenso ufficioso della dott.ssa Rigoni e d’accordo con il proprietario del podere abbiamo ripulito lo scavo, in precedenza effettuato dall’Enel per lo spostamento di un traliccio, dalle dimensioni di circa 4 mt. x 3 mt.
A un metro e venti centimetri circa di profondità abbiamo visto uno strato di embrici rotti di circa 25-30 cm. di spessore, posti in ordine e non alla rinfusa. Sotto allo strato di embrici si intravvedevano tantissimi cocci di vasellame vario e, a circa 140 cm. di profondità, elementi di un selciato. Purtroppo la dott.ssa Rigoni non ha avuto la possibilità di fare un sopralluogo; è venuta però la dott.ssa Alexia Nascimbene, Conservatore Archeologo del Museo civico G, Zannato di Montecchio Maggiore, la quale confermava l’interesse del materiale. Abbiamo quindi consegnato tutta la documentazione in nostro possesso, relativamente al materiale trovato, alla dott.ssa Nascimbene che lo ha fatto vedere alla dott.ssa Rigoni l’8 aprile 2004, la quale confermava l’ipotesi che poteva trattarsi di reperti di epoca Romana risalenti al I secolo a.C. Uno scavo sistematico dovrebbe essere effettuato ora da una squadra di archeologi ma non sappiamo se ciò sarà possibile in quanto le disponibilità finanziarie degli organi preposti sono assai limitate.
Attualmente il proprietario del podere ha chiuso lo scavo per poter proseguire con i lavori agricoli. Rimaniamo quindi in attesa di nuovi sviluppi che ci auguriamo positivi.

Adelino Fioraso (dal N° 5 di AUREOS – Dicembre 2004)

Figura: L’embrice Romano era un tipo di tegola in laterizio, a forma di lastra trapezoidale ed i cui due orli erano rialzati. Tra un embrice e l’altro veniva posizionato un coppo a copertura. L’embrice cosiddetto alla “romana” è tuttora largamente utilizzato, soprattutto nell’Italia centrale, e per la copertura di edifici appartenenti ai centri storici (a cura del redattore).
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ATTIVITA’ SVOLTE NEL 2003

[26] ATTIVITA’ SVOLTE NEL 2003

L’Associazione Amici di Montebello, nell’ambito delle sue finalità della conoscenza e approfondimento delle tematiche storiche ed artistiche del patrimonio locale, organizza visite a Musei, Mostre e luoghi di particolare interesse. Nel corso dell’anno 2003 abbiamo realizzato le seguenti attività: 13 Aprile – Visita alla mostra “L’oro dei Carpazi” al Museo Civico di Legnago. 9 Maggio – Conferenza tenuta da Don Mario Dalla Via su “I Conventi Carmelitani di S. Egidio e della Madonna dei Prati”. 10 Maggio – Visita all’antica Chiesa della Madonna dei Prati (a Brendola vicino al confine con il Comune di Montebello N.d.R.). 5 Luglio – Visita all’Abbazia di Praglia (PD) fondata nel 1080 dai Conti Maltraverso, Signori di Montebello. 20 Luglio – Visita al Museo Etnografico di Giazza, al Museo dei Trombini di S. Bortolo delle Montagne, al Museo di Chiampo.
Nel mese di Aprile due nostri soci, i coniugi Fioraso, si sono imbattuti in un ritrovamento di grande interesse, in località Legnon. Dallo scavo per la demolizione di un traliccio della corrente elettrica, hanno visto riaffiorare una notevole quantità di cocci di terracotta che sembrano risalire all’età romana, inseriti nel terreno in una modalità affatto casuale. Abbiamo informato l’Intendenza alle Antichità Belle Arti di Padova e stiamo attendendo la risposta per un eventuale sopralluogo.
Un nostro socio, il Sigor Ottorino Gianesato, ha presentato una pubblicazione sul Balanzon dell’Estimo della Comunità di Montebello del 1544, frutto delle sue ricerche e dei suoi studi, che è di grande interesse in quanto risulta essere il primo documento per conoscere in dettaglio le proprietà dell’epoca; un vero e proprio estimo con l’elenco delle famiglie e delle loro proprietà. Risulta che in quell’anno Montebello contava 1916 abitanti.
A questo punto è doveroso un incoraggiamento ai nostri soci più appassionati che dedicano parte del loro tempo alla ricerca di documenti che vanno ad accrescere le nostre conoscenze.

(dal N° 4 di AUREOS – Dicembre 2003)

Figura: L’antica Chiesa della Madonna dei Prati conserva incastonate nella sua struttura alcune pietre già utilizzate in epoca Romana (foto a cura del redattore).
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VALUTAZIONI DI UN SOCIO

[22] VALUTAZIONI DI UN SOCIO E PENSIONATO

Non sono un grande amante della storia, anche perché, io e lei, non siamo mai andati d’accordo (anzi sono una frana). Però, visto che la storia del mio paese non la conosco molto, ed essendo sempre interessato a cose nuove, ho deciso di iscrivermi all’Associazione Amici di Montebello, per tentare di colmare questa lacuna verso il mio paese.
Figuratevi il mio stupore nell’apprendere che Montebello era già un centro molto importante fin dai tempi dei Romani e che la famosa strada costruita da loro, la Postumia, probabilmente passava per il paese. Scoprire che i nostri due torrenti, il Chiampo e il Guà già dal XI° secolo creavano grossi problemi alle popolazioni per le loro piene catastrofiche. Che nel millecinquecento circa vennero i Senatori della Serenissima per cercare di trovare una soluzione limitando i danni provocati nella bassa  Padovana e Veronese durante le piene, e tutto questo è documentato. Scoprire che per Montebello sono passati, e vi hanno alloggiato, personaggi che con le loro azioni hanno contribuito a scrivere la storia, altri ancora, nati qui, danno lustro alle nostre vie.
Non mi dilungo ulteriormente su queste considerazioni personali perché le cose da dire sarebbero molte. Potrei parlare della piazza di Montebello con il suo pozzo ancora visibile, della Loggia, del Pissolo con le sue funzioni, delle varie Confraternite esistite, della nostra Chiesa con le sue opere d’arte interne. Ho visto nel suo internoparte della vecchia Chiesa usata per costruire quella attuale; ho visto e toccato dei reperti paleoveneti rinvenuti sul nostro colle. Sono a conoscenza di un ritrovamento in località Legnon: pare si tratti del tetto di una casa romana sepolto sotto un metro e mezzo di terra alluvionale. Il rinvenimento è avvenuto casualmente togliendo il basamento di un traliccio dell’alta tensione.
Mi domando, come doveva essere la vita e il paesaggio a quei tempi? L’unico mio rammarico è che non so se si procederà con uno scavo archeologico per verificare l’ipotesi che i reperti recuperati suggeriscono.
Dimenticavo le uscite fatte per le vie del paese ad esplorare angoli storici, del Castello, della lunga passeggiata fatta l’anno scorso, partendo da Montebello attraverso Zermeghedo fino all’Agugliana, con ritorno a Montebello. Bella e piacevole escursione lungo le colline dei Lessini che mi hanno “svelato” aspetti di cui non avevo mai sentito parlare. Concludo ringraziando l’Associazione Amici di Montebello per le cose belle e interessanti che mi ha fatto scoprire. Sono pronto a proseguire con quest’avventura. Ciao Ciao

NONNO ADE (dal N° 4 di AUREOS – Dicembre 2003)

Figura: Il castello di Montebello visto da via Pegnare (Foto a cura del redattore).
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