UNA DONNA CONTESA

[184] L’ALBERGO, IL MERCATO E UNA DONNA CONTESA

Un click qui per ingrandire l'immagine

I rogiti cinquecenteschi del notaio NicolΓ² RoncΓ  non sono solo semplici e freddi documenti, ma spesso costituiscono una finestra aperta sulla vita e le vicende della comunitΓ  montebellana.
Nel 1559, tale Silvestro Bettega detto β€œTamagno” del fu Stefano, era il gestore dell’albergo di Montebello. Proveniente da Fossacan di Lonigo, non si poteva certo lamentare degli introiti garantiti dalla numerosa clientela del suo albergo.
Dei cospicui ulteriori guadagni possibili se ne accorse anche Antonio del fu Francesco detto β€œFetta” de’ Miolati, che considerando la grande mole di persone che transitavano per Montebello, di molto superiore alla capacitΓ  ricettiva dell’albergo, pensΓ² di aprire un nuovo esercizio nella sua casa. Per realizzare la sua idea doveva perΓ² chiedere il permesso, a pagamento, al gestore del citato albergo locale.
Silvestro Bettega accettΓ² la proposta per la cifra di Lire 12 mensili con inizio del contratto dal giorno 15 febbraio 1559 e validitΓ  fino alla fine di dicembre dello stesso anno. Impose perΓ² delle limitazioni: Antonio non avrebbe potuto dare nΓ© alloggio nΓ© cibo ai forestieri transitanti da Verona a Vicenza e viceversa. E non ultimo avrebbe potuto esercitare l’attivitΓ  di albergatore solo con quei viandanti provenienti dai paesi limitrofi che sarebbero stati presenti a Montebello per il mercato con l’obbligo di vendere il vino allo stesso prezzo praticato dal suo albergo.
Questo documento del 1559 conferma che a Montebello si teneva il mercato piΓΉ di cento anni prima di quello ufficialmente istituito con il permesso della β€œSerenissima Repubblica”, e reso possibile con l’allargamento della piazza praticato nella seconda metΓ  del β€˜600.
Si sa che tre anni piΓΉ tardi Silvestro Bettega era ancora in affari a Montebello. Infatti nel 1562 Silvestro era presente alla lettura della sentenza arbitraria emessa dai giudici Domenico Nievo, Fabio Sangiovanni e Francesco Sala al termine di una vicenda dai contorni non proprio chiari.
Tutto fa supporre che, causa del contendere tra Domenico Galiotto e Stefano figlio Silvestro Bettega detto β€œTamagno”, sia stata Bartolomea figlia di detto Domenico e moglie di Francesco di Gasparo Nardi.
Il Notaio RoncΓ  dice che la lite riguarda β€œcerte differenze”. Nel linguaggio notarile di quel tempo β€œle differenze” altro non sono che i danni materiali e morali che devono essere ripianati dalle parti colpevoli.

PoichΓ© i giudici sentenziarono che Bartolomea avrebbe dovuto vivere con il marito Francesco e che i contendenti avrebbero dovuto riporre le armi, tutto fa credere che ci troviamo davanti ad una mancata promessa di matrimonio o ad un tradimento (il 1562 e 1563 sono gli ultimi anni del Concilio di Trento in cui si dettano nuove regole per il matrimonio). Si ipotizza pertanto che Bartolomea fosse stata ambita da due diversi pretendenti o che forse avesse lasciato Stefano Bettega. L’unione della citata donna con Domenico Nardi aveva scatenato l’ira del pretendente rifiutato (Stefano) che non si rassegnava al voltafaccia e minacciava l’uso delle armi.
I giudici ordinarono a Domenico Galiotto (detto Pelizon ?) di pagare al Bettega 100 Ducati entro il mese di aprile di quell’anno ed altri 40 Ducati a Gasparo Nardi, padre di Francesco, per le spese giudiziarie sostenute. Condannarono poi Gasparo Nardi e Silvestro Bettega a pagare gli arbitri convenuti come segue: 3 capretti – 3 pezze di formaggio di pecora da libbre 6 l’una – 3 mazzi di asparagi β€œdomestici” nel termine di tre giorni. Condannarono Gaspare, Silvestro, Stefano e Domenico a pagare il presente notaio con 2 Scudi d’oro, 2 paia di capponi nonchΓ© 12 Grossi (48 Lire) per l’onorario dell’Ufficiale.

Tratto da: “Montebello nella quotidianitΓ  del β€˜500” di OTTORINO GIANESATO

Foto: Una cartolina postale di Montebello Vicentino dei primi anni del ‘900. A sinistra il famoso albergo Due Ruote che si dice abbia ospitato anche Gabriele D’Annunzio con Eleonora Duse nei loro incontri amorosi. Da notare il bellissimo balcone con il parapetto in ferro battuto ancora oggi visibile (APUR – Umberto Ravagnani).
Umberto Ravagnani

Se hai FACEBOOK e l’articolo ti ha soddisfatto metti MI PIACEΒ 
Oppure lascia un commento qui sotto…