NOTAIO CHIARELLO CAMILLO (3)

[91] I NOTAI DI MONTEBELLO NEL SEICENTO
Notaio CHIARELLO CAMILLO del fu MARC’ANTONIO (attivo tra il 1570 e il 1620, terza parte)

25 NOVEMBRE 1611
(UN DIFFICILE  VICINATO)

PRETENTIONI” di CRISTOFORO PRELATO
1) “che il detto Guglielmo levi via l’acqua dalli suoi pradie beni così che non scorri per le terre e beni di esso Prelato
2) che il detto Guglielmo debba levar via tutti gli impedimenti che s’attrovano nella valle dalla parte sua finchè l’acqua possi aver il suo libero corso,
3) che sia assegnato un piede di terra di quella che da Guglielmo nella Contrà di Prà esser stata usurpata,
4) che il detto Guglielmo sia tenuto levar via l’acqua dal fosso del “Roncheto”, essendo che essa apporta danno ad esso Prelato,
5) che il detto Prelato ed suoi di casa possi e possino valersi dell’acqua della valle, così per lavare come per beverare gli animali,
6) che siano lasciati cacciati (piantati) i termini alla terra degli olivari sotto la Chiesa,
7) che i figlioli del detto Guglielmo non gettino sassi né altro nella casa e sopra i coppi del detto Prelato, né meno offendino i suoi figlioli”.

Come si legge, ogni dispetto è valido per procurare fastidi e danni ai vicini e  soprattutto lo scolo delle acque,  se mal gestito, è origine di liti e conseguenti arbitrati documentati in numerosi atti notarili.

ANNO 1612 La Contrà chiamata “la Calcara sotto l’Agugliana
24 FEBBRAIO 1613
(TOPONIMI)

GUGLIELMO di GUGLIELMI è indubbiamente un personaggio di spicco nella vita della Selva e dell’Agugliana, e questo è avvalorato dal suo lungo e dettagliato testamento  che fa registrare al notaio. Molto interessanti i toponimi che individuano le sue proprietà.

Una pezza di terra  detta “il quartiero vecchio o la pezza grisa
Una pezza boschiva detta “la macchia
Una pezza boschiva   della “il bosco della vecchia
Una pezza chiamata “li olivari” (sino al trozo per il quale si serve il Rettor della Chiesa di S. Nicolò)
Una pezza chiamata “i campi del buso
Contrà de la Vale verso la fontana del Betega
Una pezza chiamata l’”Ongaro” ed in parte il “Francesco”, cioè dalla Vale sino alla croce in cima al bosco
Il prà del “Carniero
Nella Contrà del Maso, una pezza chiamata la “Riva” et in cima si chiama il “Falzeo” (Gambellara – n.d.r.)
Una pezza chiamata “il Francesco, il nespolaro o ronchi ?”
Una pezza chiamata “le Bogie

27 FEBBRAIO 1613 Una pezza di terra che si trova nella Contrà degli ORBANI ossia della STOBIA,  ha una vigna, 10 stroppari, e 2 pomari.
ANNO 1613 “Nella Contrà del LAGO inver la GUIANA
ANNO 1613 All’Agugliana c’è la Contrà del PERARO MOSCATELLO ossia la BASSA
ANNO 1614 Contrà della CINTA ossia del PONTE
ANNO 1615 AGNESE figlia del fu ANTONIO PISSOLATO detto “Chilò
21 SETTEMBRE 1615
(LA RISSA)
In questa data viene fatta la “riappacificazione” conseguente alla rissa scoppiata il 9 Giugno tra BATTA GALLO da una parte, e ZUANE MAULE e BATTA CASTEGNARO dall’altra. Nella disputa BATTA GALLO resta ferito e di lì a pochi giorni muore lasciando moglie e figli minorenni.
A risarcimento vengono pagati 10 Ducati da ISEPPO padre di ZUANE MAULE e 5  Ducati da PIERO padre di BATTA CASTEGNARO.
24 NOVEMBRE 1615
(L’EREDITA’ DEL PREVOSTO)
Il 21 Novembre muore il Prevosto di Montebello BELLISARIO MAGISTRELLI. Tre giorni dopo si inizia l’inventario delle sue “robbe” che si fa in due sessioni e della lunghezza di 10 pagine! Sbirciando nelle sue stanze fanno spicco tre “centenari di aglio”, una “ombrella di corame”,  due valige pure di corame. Nella camera del suo “germano” GIULIO “un arcobuso da roda”. Nella stalla una cavalla fornita di sella e basto e due paia di speroni. Nella camera verso la strada nella quale dormiva il Prevosto “due orinali di vetro”.
(Nel 1618 morirà il suo erede GIULIO e si rifarà l’inventario – n.d.r.)
13 GENNAIO 1616
(IL MUSICOFILO)
GIACOMO RONCA’,  fratello del defunto Notaio DANIELE, (in passato era stato “precone” del Comune) fa testamento lasciando la figlia VIRGINIA erede universale, ed in caso di morte di costei, i nipoti chierici MATTIO e NICOLO’. GIACOMO muore poco tempo dopo, tanto che  il 16 Marzo dello stesso anno si apre il suo testamento che elenca, stanza per stanza, i numerosi oggetti presenti. Curioso il nome dato al ripostiglio: “il camerino delle comodità”. Evidentemente aveva una residenza anche a Verona, poiché in questa città vengono inventariati dei beni, tra i quali “un arpicordo buono” (arpacordo, strumento a corde con tastiera, ossia spinetta o clavicembalo – n.d.r.) ed un liuto, quest’ultimo donato al nipote Prè Mattio.
20 GIUGNO 1617 Gli eredi di GIULIO GRATTON annoverano, tra i beni che si sono divisi,  un quadretto della Beata Vergine di Loreto, un quadro di S. Carlo ed un Cristo in croce.

Ottorino Gianesato (Fondo dei Notai defunti – Archivio di Stato di Vicenza)

Figura: La Contrà del LAGO all’Agugliana (a cura del redattore).

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