ATTIVITA’ SVOLTE NEL 2004

[35] ATTIVITA’ SVOLTE DALL’ASSOCIAZIONE NELL’ANNO 2004
Tra le varie attivitΓ  svolte ricordiamo le visite:

  • Al Museo Civico G. Zannato di Montecchio Maggiore effettuata il 18 aprile, dove abbiamo ammirato le esposizioni dei minerali, dei fossili, dei reperti archeologici paleoveneti, romani e longobardi;
  • alla palladiana villa Caldogno, nel paese omonimo, dove abbiamo ammirato gli affreschi del Fasolo ed il restaurato bunker della Croce Rossa tedesca, realizzato nell’ultimo conflitto mondiale. Ci siamo poi recati sul fare della sera nel Bosco di Caldogno per ammirare in un’oasi ambientale incontaminata le sorgenti del Bacchiglione, la sua fauna e la sua rigogliosa flora. Abbiamo concluso la serata in allegra armonia in un agriturismo della zona (19 giugno);
  • al Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo con le interessanti raccolte paleovenete provenienti da Canaro, Frattesina, San Bellino, e romane rinvenute nel territorio circostante la cittΓ . Nel pomeriggio abbiamo visitato la villa palladiana Badoera a Fratta Polesine e poi brevemente i resti dell’Abbazia di Badia Polesine (12 settembre);
  • alla zona archeologica di Montebello accompagnati dal prof. Luigi Bedin (3 ottobre).

ANNIVERSARI
600 anni sono trascorsi dalla dedizione alla Repubblica di Venezia del territorio vicentino e della ComunitΓ  di Montebello (1404).
La ComunitΓ  di Agugliana 300 anni fa inaugurava l’altare dedicato alla Madonna del Rosario.

(dal NΒ° 5 di AUREOS – Dicembre 2004)

Figura: Il prof. Luigi Bedin, durante la passeggiata a Montebello il 3 ottobre 2004, mentre ci illustra le varie localitΓ  dove sono stati rinvenuti reperti archeologici retici, paleoveneti e romani (foto a cura del redattore).

AI LETTORI:
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I ROMANI A MONTEBELLO

[30] RITROVAMENTI AL LEGNON
Vi aggiorno sulle novitΓ  riguardanti il ritrovamento avvenuto nella localitΓ  Legnon, di Montebello, nella primavera del 2003. Nel precedente notiziario avevo soltanto accennato a questa scoperta; vi riassumo ora cosa Γ¨ stato trovato e avvenuto in questo periodo.
Nella primavera scorsa appreso che in localitΓ  Legnon, una via ormai dimenticata di Montebello, nei pressi della ferrovia, era stato trovato qualcosa di “strano“, ho fatto un sopralluogo. Il materiale che ho rinvenuto sul posto Γ¨ stato ritenuto interessante anche dai soci della nostra Associazione e dall’Assessore dei Beni Culturali di Montecchio Maggiore Prof. Beschin, e componente della Direzione Museale del Comprensorio di cui fa parte anche Montebello. Quando ci ha detto che erano del periodo Romano potete immaginare la nostra soddisfazione per l’importanza della scoperta. E’ stata quindi avvisata del ritrovamento la dott.ssa Rigoni, della Sovrintendenza Archeologica di Padova. Con il consenso ufficioso della dott.ssa Rigoni e d’accordo con il proprietario del podere abbiamo ripulito lo scavo, in precedenza effettuato dall’Enel per lo spostamento di un traliccio, dalle dimensioni di circa 4 mt. x 3 mt.
A un metro e venti centimetri circa di profonditΓ  abbiamo visto uno strato di embrici rotti di circa 25-30 cm. di spessore, posti in ordine e non alla rinfusa. Sotto allo strato di embrici si intravvedevano tantissimi cocci di vasellame vario e, a circa 140 cm. di profonditΓ , elementi di un selciato. Purtroppo la dott.ssa Rigoni non ha avuto la possibilitΓ  di fare un sopralluogo; Γ¨ venuta perΓ² la dott.ssa Alexia Nascimbene, Conservatore Archeologo del Museo civico G, Zannato di Montecchio Maggiore, la quale confermava l’interesse del materiale. Abbiamo quindi consegnato tutta la documentazione in nostro possesso, relativamente al materiale trovato, alla dott.ssa Nascimbene che lo ha fatto vedere alla dott.ssa Rigoni l’8 aprile 2004, la quale confermava l’ipotesi che poteva trattarsi di reperti di epoca Romana risalenti al I secolo a.C. Uno scavo sistematico dovrebbe essere effettuato ora da una squadra di archeologi ma non sappiamo se ciΓ² sarΓ  possibile in quanto le disponibilitΓ  finanziarie degli organi preposti sono assai limitate.
Attualmente il proprietario del podere ha chiuso lo scavo per poter proseguire con i lavori agricoli. Rimaniamo quindi in attesa di nuovi sviluppi che ci auguriamo positivi.

Adelino Fioraso (dal NΒ° 5 di AUREOS – Dicembre 2004)

Figura:Β L’embrice Romano era un tipo di tegola in laterizio, a forma di lastra trapezoidale ed i cui due orli erano rialzati. Tra un embrice e l’altro veniva posizionato un coppo a copertura. L’embrice cosiddetto alla “romana” Γ¨ tuttora largamente utilizzato, soprattutto nell’Italia centrale, e per la copertura di edifici appartenenti ai centri storici (a cura del redattore).
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