VILLA MIARI

[31] GHE GERA ‘NA VOLTA (3)
VILLA MIARI

Lo storico Vittoriano Nori, nel suo libretto “Montebello Vicentino – Guida illustrata”, cosΓ¬ ci descrive questa villa circondata da un grande parco a mezza collina: Β« Per la villa in parola, che ha avuto diversi passaggi di proprietΓ  (Righi, Zanuso, Herman, Mocenigo, Miari, Carlotti, Miari, Casarotti, ora della S. A. Giulianova) (1) situata in posizione dominante sul colle di Montebello, e che spazia sull’immenso panorama dei Berici da Altavilla a Lonigo e sulla pianura che corre da Montecchio Maggiore fino ai confini con il Veronese, ci serviamo della scheda preparata a suo tempo da Renato Cevese (2). Secondo lo studioso la fabbrica si compone di quattro piani e pertanto acquista un “inusitato piglio della sua monumentalitΓ “, apprezzabile soprattutto nella facciata anteriore e ancor piΓΉ nei fianchi; “lento Γ¨ il ritmo delle cinque aperture che vi si campiscono e la parete, cinghiata dalle fasce che la solcano per ogni lato, ha una ferma severitΓ  che non s’avverte nella facciata principale fitta di ben sette aperture, nel piano rialzato e in quello soprastante, ognuna delle quali con balconcino a balaustra sporgente“. Verrebbe fatto di credere, arriva a dire il Cevese, che in origine le finestre fossero prive di balaustre e che ne fosse provvista soltanto quella centrale al secondo piano e ritiene che le finestrelle del sottotetto siano state ingrandite. “Altissimo Γ¨ l’arco di ingresso, altissimo il finestrone che lo sormonta con stretto aggancio: il primo vieppiΓΉ alzato per la scala che lo lega al giardino; l’uno e l’altro a segnare, con inconsueta forza, l’asse mediano della composizione che trova sugello nel frontone triangolare, ed Γ¨ cosΓ¬ irrilevante la distanza tra gli archi e le finestre accanto che l’architetto, specie al primo piano, sembra quasi aver voluto proporre l’immagine della serliana, ma in versione pienamente libera“.
Per Renato Cevese l’edificio, sul cui fianco orientale furono murati stemmi e marmi di provenienza varia e di varia epoca, rientra nel clima di Carlo Borella. Che esso abbia subito ingenti modifiche lo denuncia la facciata posteriore, “la cui fisionomia originaria fu completamente travolta“. E ciΓ² dovrebbe essere accaduto in occasione di un ridimensionamento interno allorchΓ©, nel secondo Ottocento, si volle ricavare una nuova scala, abbandonando quella antica a chiocciola, nella quale sembra risuonare l’eco delle stupende idee palladiane. E fu cosΓ¬, soggiunge Cevese, che si sottrasse spazio ai due saloni mediani e si crearono piccole stanze di servizio, sacrificando la sala d’angolo nord-est. “Ma l’esame delle modanature al primo piano dei fianchi e la collocazione della scala a chiocciola portano al sospetto che in origine preesistesse un nucleo cinquecentesco, poi sostanzialmente modificato alla fine del secolo successivo con l’ingrandimento di tutta la fabbrica“.
Anche le cinque statue poste a coronamento della facciata anteriore appartengono al secondo Cinquecento e, secondo la scheda anzidetta, “esse presentano affinitΓ  con le statue dei poggi e dei pronai della Rotonda“.
Passando all’interno della costruzione, la scheda ci segnala il notevole salone al piano rialzato con quattro porte monumentali seicentesche di foggia non lontana da altre che i maestri valsoldani (3) attivi a palazzo Leone Montanari andavano creando in vari edifici di Vicenza e della provincia. E notevoli pure le due sale, ai lati del salone accennato, “belle di proporzioni ed eleganti per le porte monumentali che le adornano“.
Purtroppo la villa ed il parco subirono l’insulto di penose vicende connesse con la seconda guerra mondiale (4) Β».

Note:
(1) Il libretto del Nori Γ¨ stato pubblicato nel 1988 (N.d.R.)
(2) Renato Cevese era uno storico dell’arte e massimo esperto del paesaggio, per 23 anni docente di Storia dell’Architettura alla facoltΓ  di Ingegneria civile dell’UniversitΓ  di Padova, accademico olimpico dal 1962 (N.d.R.)
(3) La Val Solda Γ¨ una Valle della Lombardia occidentale in provincia di Como che ha “sfornato”, in quei tempi, molti abili maestri edili (N.d.R.)
(4) Qui ci si riferisce all’acquartieramento militare, in quel periodo, che ha provocato notevoli danni alla villa (N.d.R.)

(dal NΒ° 5 di AUREOS – Dicembre 2004)

Figura: La villa Miari, all’inizio del 1900, vista dalla portineria, nell’attuale Via Roma. Un po’ piΓΉ in alto le scuderie che ora sono semicrollate e in uno stato di completo degrado (cartolina da collezione privata del redattore)
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