TONI DA ZERMEGHEDO

[204] TONI DA ZERMEGHEDO


Dal libro “Montebello Novecento” di Amelio Maggio e Luigi Mistrorigo, pubblicato nel 1997, vi proponiamo questa settimana la storia di quando Zermeghedo divenne una frazione di Montebello:

 « Con una decisione am-ministrativa presa dall’alto, il 28 maggio 19291, Zermeghedo cessΓ² di godere lo status di comune. In pratica, si vedeva abbassato al rango di frazione di Montebello. Impensabile, in quel momento, da parte degli abitanti dell’ex comune, ogni forma di protesta. Ormai non si parlava piΓΉ da anni di libere consultazioni. Allora non rimaneva altro che mugugnare, brontolare, esprimere il proprio dissenso sottovoce, sempre tra persone fidate. Si viveva nel pieno di un regime autoritario che non teneva in alcun conto nΓ© la storia nΓ© gli usi e costumi locali.
A tutti veniva imposto dall’alto β€œobbedire e tacere” Zermeghedo era allora un paese povero, tutto all’opposto di quello che risulta oggi, un paese di grande sviluppo industriale. SennonchΓ©, la prospettiva di far parte di un comune come quello di Montebello, che a sua volta ricco non era, voleva dire per davvero venirsi a trovare alla periferia di quest’ultimo, non soltanto in senso geografico, ma pure in senso sociale.
Tuttavia, ciΓ² che piΓΉ di tutto disturbava gli abitanti di Zermeghedo era la loro perduta municipalitΓ , la loro smarrita identitΓ  comunale. Era questo per loro un boccone amaro da digerire. Senza poi aggiungere, come spesso accade in questi casi, che al danno si univa la beffa: si intende dire che agli abitanti dell’ex comune, in non pochi casi, veniva ricordata, attraverso battutelle spiritose ed ironiche, la loro perduta autonomia comunale. Talora si esagerava un po’, da parte di quei montebellani del centro, avvezzi alle battute mordaci. Quando in pieno centro del paese s’incontrava uno che proveniva da Zermeghedo, veniva detto ad esempio: Toh! guarda chi si vede, un rappresentante della nostra colonia, la colonia dei β€œbroccoli”. Il piΓΉ esposto di tutti, a tanti lazzi, era β€œToni” da Zermeghedo, procaccia presso l’ufficio postale di Montebello, bidello delle Scuole elementari di Zermeghedo, e lavorante, a tempo libero, presso la salumeria del centro del paese. Dinamico, gran lavoratore, assai simpatico nel parlare, fondamentalmente buono, Toni veniva preso di mira dalle ironie dei montebellani, soprattutto quando si concedeva una meritata sosta, al caffΓ¨ Due colonne. Amava tanto giocare qualche partitella a carte, ma spesso non poteva arrivare alla fine perchΓ© disturbato dai tanti sfottΓ² che gli giungevano addosso, sempre a proposito del fatto di appartenere a un ex comune diventato una frazione di Montebello. Ma Toni, nonostante tutto, non demordeva affatto. Sempre con fare allegro e sorridente, rispondeva a tono, battuta su battuta. Alla fine lanciava il suo grido di battaglia: β€œβ€¦ e voi suonate le vostre trombe e noi suoneremo le nostre campane”. Il suo auspicio trovΓ² conferma una sera del mese di febbraio 19462, allorchΓ© a Candido, il carismatico capo della rivendicata autonomia di Zermeghedo, arrivΓ² un telegramma da Roma che annunciava la decisione presa in un Consiglio dei Ministri, di ridare a Zermeghedo quella autonomia municipale che diciassette anni prima gli era stata tolta dal fascismo. Stavolta le campane della bella chiesa, posta sopra l’abitato, tornarono a suonare per davvero.Β Β»

Note:
1) Secondo una ricerca dello studioso Silvino Biscotto, ben documentata e riportata nel suo libro β€œZermeghedo, Storia, cultura e società” (2017), il Comune di Zermeghedo venne soppresso e aggregato a quello di Montebello con decreto reale il 28 marzo 1929, nonostante le proteste della popolazione.
2) Ancora, dal libro di Silvino Biscotto leggiamo che, nel gennaio 1946 venne inoltrato Β un memoriale al Prefetto di Vicenza, sottoscritto dai capofamiglia di Zermeghedo, in cui si faceva osservare che il decreto di soppressione era stato fatto contro la volontΓ  popolare. Il ricorso fu accolto e annunciato dal Ministro Guido Gonella con telegramma datato a Roma 26 marzo 1947. Infine il decreto di ricostituzione del Comune di Zermeghedo fu emanato il 6 maggio 1947 e firmato dall’allora Presidente Enrico De Nicola.

Foto:Β Salumeria di Giovanni Sacchiero in Piazza Italia con al centro Toni da Zermeghedo. (Archivio fotografico Crosara – rielaborazione grafica Umberto Ravagnani).

Umberto Ravagnani

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