STRADELLA E CONTRADA MUZZI

[166] STRADELLA E CONTRADA MUZZI
Storia e curiositΓ  sui Personaggi delle vie di Montebello

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La Stradella Muzzi Γ¨ una piccola via che unisce Viale Verona, vicino alla Parrocchiale di Montebello, con l’argine destro del Chiampo. Attraversando il torrente all’altezza di un ponte pedonale e la Strada Regionale 11, termina in un gruppo di case assumendo il nome di Contrada Muzzi.
Nei documenti dell’archivio della Parrocchia di Montebello la troviamo nominata per la prima volta, nel 1838, quando vi abitava un piccolo nucleo composto solamente da 4 famiglie: Rigolon Giuseppe con Corato Catterina e 2 figli, Rizzo Giuseppe con Pellizzari Maria e 2 figli, Marini Giambattista con Simonato Margherita e 3 figli, Zanuso Domenico con Zampieri Marianna senza figli. C’erano inoltre 2 case vuote. (1)

Ma da chi ha preso il nome questa stretta via, oggi molto popolata? Il nostro Personaggio era Clemente Muzzi (1712-1775), un famoso pittore, nobile ed abate, del Settecento vicentino. Nell’antico Oratorio di San Giovanni Battista, che si trova accanto al Municipio, posta sull’altare maggiore, Γ¨ presente una splendida pala di questo autore che raffigura la nascita del Santo a cui Γ¨ dedicata la chiesetta. All’inizio degli anni 80 del Novecento (il dipinto era stato da poco restaurato e sistemato in una posizione diversa) lo Storico dell’Arte Fernando Rigon cosΓ¬ descrisse quest’opera del Muzzi:

β€œ… L’oratorio, situato in piazza a Montebello, oltre ad una splendida statua di Orazio Marinali con « S. Giovanni BattistaΒ Β», conserva ancora una pala con la « NascitaΒ Β» del Precursore. Essa si trova non piΓΉ sull’altar maggiore che porta la scritta « Confraternitas et piorum aere 1767Β Β», ma sulla parete meridionale, subito a destra della porta d’ingresso. Il recente restauro dell’opera ne consente una buona lettura, anche se i danni subiti dalla tela non han potuto essere completamente eliminati. Bella e animata Γ¨ la composizione: sul letto, provvisto di baldacchino, Γ¨ stesa una vecchissima S. Elisabetta assistita da due inservienti con desco da parto e la tazza da brodo « della comareΒ Β»; due fantesche in piedi una delle quali con fantasioso copricapo reggono il neonato mentre il S. Zaccaria, steso a terra e col capo, dalla ricca e fluente barba, reclinato su di un libro, sta tracciando il nome « Johan…Β Β». Dal MaccΓ  che, come egli stesso ci dice, raccolse la notizia archivistica « di prima manoΒ Β», veniamo a conoscenza che il dipinto fu eseguito nel 1759.”

Anche lo storico Remo Schiavo, negli anni β€˜90, ci illustra la pala di Clemente Muzzi:

β€œβ€¦ La pala Γ¨ tra le opere migliori del Muzzi per l’abile impostazione della scena su due piani: e con diversa illuminazione. Nel fondo raccolta nell’ombra dell’alcova protetta da seriche cortine Santa Elisabetta prende il primo cibo dopo il parto, in primo piano due signore amiche della famiglia presentano il bambino a San Zaccaria che, muto per non aver creduto all’annuncio dell’Angelo, scrive il nome del fanciullo su una tavoletta. Vicino c’è l’agnello che accompagna sempre la figura del Battista. Bello l’effetto di luce che scende dall’angioletto librato sulla nuvola. Il MaccΓ  riporta le notizie « di prima manoΒ Β» che il quadro fu eseguito nel 1759 quando dunque la grande pittura del Tiepolo era ben conosciuta a Vicenza. Ma il Muzzi sembra rimanere fedele ai vecchi tenebristi nel tono drammatico del racconto e ancor piΓΉ della stesura del colore, sempre su una gamma calda e piuttosto bassa.”

Non ci sono molte notizie su questo importante pittore del Settecento, considerato a torto “minore”, e gran parte delle sue opere sono β€œscomparse”, alcune distrutte assieme agli edifici che le ospitavano, altre rubate. Clemente Muzzi, nato nel 1712 e morto nel 1775, fu sepolto nella Chiesa dei Santi Faustino e Giovita in Vicenza (2). Troviamo, ancora visibili, sue opere a Carmignano di Brenta, Cornedo, Montecchio Maggiore, Recoaro, Torreselle di Malo e, naturalmente, a Vicenza. Interessante per noi la pala conservata nella Chiesa Parrocchiale di Torreselle perchΓ© Γ¨ β€œgemella” di quella di Montebello: ha la stessa composizione pittorica, cioΓ¨ la nascita di San Giovanni Battista al quale Γ¨ dedicata la Chiesa, con solo piccole ma significative varianti.
Il già citato Fernando Rigon così la descrive:

β€œβ€¦ Lo stesso soggetto della pala di Montebello offre il destro al Muzzi per una saporita variazione sul tema. Forse quest’opera fu eseguita prima di quella di Montebello che Γ¨ del 1759. Lo denunciano una minore scioltezza nella composizione, certi impacci, anche cromatici, dei personaggi, la durezza del disegno (vedi ad esempio il viso della fantesca, pur cosΓ¬ tipico del pittore-abate, dal lungo e strano naso e dalle piatte gote). Stavolta Elisabetta Γ¨ seduta e coperta, una sola fantesca regge il piccolo Giovanni, mentre sono presenti gli Angeli in gloria. Belli i profili della testa e della mano ossuta di S. Zaccaria, che sta scrivendo il nome del figlio. In basso un Agnello con croce e cartiglio.”

Umberto Ravagnani

Note:
1) Archivio Parrocchiale di Montebello Vicentino – 1838, Stato Generale degli abitanti della Parrocchia di Santa Maria Assunta di Montebello.
2) La Chiesa dei Santi Faustino e Giovita in Vicenza, di origine antichissima, fu ricostruita nel 1774 con la facciata di Ottavio Bertotti Scamozzi. Nel maggio 1907 venne sconsacrata e, per qualche tempo fu adibita a cinema.

Foto: La pala di Clemente Muzzi nella Chiesa di S. Giovanni Battista a Montebello (APUR – Umberto Ravagnani).

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