LA SOLENNE DEL 2005

[213] LA SOLENNE DEL 2005 A MONTEBELLO


Nel 2005, in occasione della Solenne della Madonna di Montebello, Dima Luisa Franchetto e Silvana Marchetto, attive collaboratrici della nostra Associazione, hanno pubblicato il libretto “La religiosità popolare nei Capitelli e gli Oratori a Montebello Vicentino“. Nella prefazione Don Luigi Dalla Bona così scriveva:
« Girando per le vie del nostro paese, è facile trovare nelle varie contrade dei “capitelli”, per la maggior parte dedicati alla Madonna. Alcuni sono molto antichi, altri più recenti, e questo testimonia come tutto il popolo cristiano, da sempre voglia molto bene alla Madre del Signore. La nostra fede ha il suo centro in Gesù Cristo, ma un posto particolare spetta a Maria, sua madre. La pietà popolare lungo i secoli ha espresso la fede in Maria in diversi modi: con le laude, le litanie, i canti, la musica, la pittura… ecc. Un aspetto caratteristico di questa devozione sono anche i capitelli. Nel corso del tempo essi sono diventati luogo di incontro, di preghiera e di aggregazione fra le persone di una determinata zona, come avviene ancor oggi soprattutto in occasione dei “fioretti del mese di maggio”. In questo 2005, in cui festeggiamo, con “la Solenne”, la Madonna di Montebello, sono quanto mai opportune le ricerche che le professoresse Dima Luisa Franchetto e Silvana Marchetto hanno fatto sui capitelli ed Oratori di Montebello e Le ringraziamo di cuore. La devozione mariana molto diffusa nel territorio ci fa capire il “sensus fidei” dei fedeli che pregano e sentono Maria veramente come: “Avvocata di grazia ed Aiuto dei cristiani”. Maria, che è stata un vangelo vissuto, ci aiuti a guardare alle realtà terrene, a viverle con gioia e spirito cristiano, così da trasformarle in realtà eterne. Siamo certi che queste pagine saranno un aiuto per risvegliare la nostra fede e viverla con maggiore pienezza.
Con affetto. Don Luigi Dalla Bona »

Il Presidente degli Amici di Montebello di quell’anno, Felice Castegnaro, presentò così questa interessantissima pubblicazione:
« L’evento della “Solenne”, la festa quinquennale dedicata alla Madonna che si celebra a Montebello, ogni cinque anni. da oltre un secolo, suscitava nel nostro Prevosto il desiderio di offrire alla comunità una pubblicazione di carattere storico religioso riguardante il passato del nostro paese. A tale scopo don Luigi Dalla Bona contattava l’Associazione culturale Amici di Montebello, attiva da circa quindici anni, il cui obiettivo è quello di far conoscere il passato comune del paese e quindi anche di far riscoprire le nostre radici culturali e religiose più autentiche. Le socie del gruppo, signora Dima Luisa Franchetto e signora Silvana Marchetto, hanno quindi realizzato il testo “La religiosità popolare nei Capitelli e gli Oratori a Montebello”, libretto dotato anche di un essenziale repertorio fotografico.
Nella prima parte si evidenzia. attraverso l’inventario e l’analisi dei Capitelli esistenti a Montebello, un modo concreto, spontaneo e genuino, di esprimere la fede cristiana, che, attraversando i secoli, si perpetua ancora oggi. L’indagine storica è basata sulla viva tradizione orale che via via individua in un voto per grazia ricevuta, in un avvenimento particolare da ricordare, o nell’iniziativa di un singolo devoto, l’origine dei nostri capitelli. Diverso discorso per quanto riguarda gli Oratori di Montebello. In questo caso l’indagine si è fondata su precisi documenti d’archivio. A Montebello, nei secoli scorsi, sorgevano parecchi Oratori, dei quali alcuni tuttora esistenti. Essi appartenevano ad antichi ordini e confraternite religiose e a famiglie nobili quali i Malaspina, i San Giovanni e i Valmarana. Trattavasi ora di vere e proprie chiesette, ora di semplici cappelle, a volte decorose, a volte modeste, ove un sacerdote in varie occasioni celebrava la messa. La ricerca evidenzia che alcuni di essi, pur nell’intrecciarsi di complicate vicende, sono stati a disposizione degli abitanti della contrada o dell’intera popolazione.
Certi che questo lavoro contribuirà a ricordare e a far Conoscere una parte di storia poco nota del nostro paese, ci si augura che incontri il vivo interesse delle famiglie di Montebello alle quali si rivolge.
Ringraziamo il Comitato della Solenne, la Cassa Rurale ed Artigiana di Brendola, il Signor Bruno Pellizzari che hanno contribuito finanziariamente alla stampa di questo volumetto e tutti coloro che si sono resi disponibili a vario titolo.
L’Associazione Amici di Montebello
Il Presidente Felice Castegnaro »

  LA SOLENNE - MONTEBELLO 1-5-2005 
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Alcuni avvenimenti, in Italia e nel mondo, dell’anno 2005 dal calendario di FRATE INDOVINO:

Santa Pasqua: 27 Marzo – Presidente della Repubblica: Carlo Azeglio Ciampi. Papa: Karol Wojtyla con il nome di Giovanni Paolo II. Dal 19 Aprile Joseph Ratzinger con il nome di Benedetto XVI


DAL MONDO - Leggi tutto...

10 Gennaio In Italia, entra in vigore l’applicazione del divieto di fumo nei locali pubblici.
16 Febbraio In Italia entra in vigore il trattato di Kyoto, con l’obiettivo di ridurre le quote di emissione del CO2 del 6,5% rispetto al 1990 entro il 2010. A fine 2003, queste erano aumentate del 7%.
4 Marzo Iraq: durante la liberazione di Giuliana Sgrena viene ucciso l’agente del Sismi Nicola Calipari.
6 Marzo Rubate alcune opere del pittore Edvard Munch appartenenti ad una collezione privata dell’albergo Refsnes Gods, a sud di Oslo, Norvegia. Le opere consistono in due litografie, un acquerello (Vestito blu), un autoritratto ed il ritratto del commediografo August Strindberg. Le opere verranno ritrovate il giorno seguente.
31 Marzo Principato di Monaco: Il principe Alberto assume la reggenza succedendo al padre malato, Ranieri III di Monaco, che si spegnerà il successivo 6 aprile.
2 Aprile Muore in Vaticano Papa Giovanni Paolo II. Migliaia le persone accorse spontaneamente davanti alla Basilica di San Pietro. L’8 aprile si svolgono i funerali del Pontefice, davanti a quasi tutti i capi di stato del mondo.
18 Aprile Inizia il Conclave che si scioglie il 19 con l’elezione al 4°scrutinio del nuovo Papa, il cardinale tedesco Joseph Ratzinger, salito al soglio di Pietro con il nome di Papa Benedetto XVI. L’annuncio dell’Habemus Papam è stato dato alle ore 18.41.
22 Aprile Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi incarica il Presidente del Consiglio uscente Silvio Berlusconi di formare un nuovo governo.
23 Aprile Nasce YouTube: alle ore 20:27 viene registrato il primo account e viene caricato il primo video, intitolato Mee at the zoo.
12 Luglio Alberto II di Monaco presta giuramento e diventa il nuovo principe di Monaco.
15 Agosto Nella Striscia di Gaza, ha luogo il ritiro coatto dei coloni israeliani.
16 Agosto Colonia, in Germania, ricorre la ventesima Giornata Mondiale della Gioventù, la prima dopo la morte del suo ideatore, Papa Giovanni Paolo II.
29 Agosto negli Stati Uniti, l’uragano Katrina si abbatte sulle coste e principalmente a New Orleans allagandola.
30 Agosto L’uragano Katrina devasta New Orleans.
12 Settembre viene inaugurato il parco a tema Hong Kong Disneyland dalla ditta Disney.
17 Novembre Il Canto degli Italiani, meglio conosciuto come Inno di Mameli viene adottato ufficialmente come Inno della Repubblica Italiana.
27 Novembre Il fiume Tevere esonda in Umbria e a Roma raggiunge i 12 metri, livello record che viene superato solo dai 12 metri e 41 centimetri del 1986.

FILM
1) La guerra dei mondi; 2) Le crociate; 3) Harry Potter e il calice di fuoco; 4) Star Wars – Episodio III – La vendetta dei Sith; 5) Ti amo in tutte le lingue del mondo; 6) Manuale d’amore; 7) La marcia dei pinguini; 8) Match Point; 9) La tigre e la neve.

MUOIONO
10 Febbraio Arthur Miller, scrittore e drammaturgo statunitense.
1 Marzo Alberto Castagna, presentatore televisivo.
2 Marzo Corrado Pani, attore di cinema e teatro.
20 Marzo Jader Jacobelli, giornalista.
6 Aprile Principe Ranieri III di Monaco.

PREMI NOBEL
Pace: International Atomic Energy Agency (IAEA) e il suo direttore Mohamed El Baradei.
Letteratura: Harold Pinter.
Medicina: Robin Warren e Barry Marshall.
Fisica: Roy J. Glauber, John L. Hall, Theodor W. Hänsch.
Chimica: Robert Grubbs, Richard Schrock, Yves Chauvin.
Economia: Robert J. Aumann, Thomas C. Schelling.

SANREMO
1) “Angelo” Francesco Renga; 2) “Come noi nessuno al mondo” Toto Cutugno e Annalisa Minetti; 3) “Echi d’infinito” Antonella Ruggiero.

SPORT
Ciclismo: Il Giro d’Italia va a Paolo Savoldelli. L. Armstrong saluta il ciclismo con la conquista del suo VII Tour de France consecutivo.
Motociclismo: Valentino Rossi si aggiudica il suo settimo Titolo Iridato.
Calcio: La Juventus conquista il XXVIII Scudetto della sua storia (revocato a seguito di “Calciopoli”); il Milan perde ai rigori la finale di Champions League contro il Liverpool.
Automobilismo: Alonso su Renault vince il Campionato di “Formula 1”.

Umberto Ravagnani

Foto: La grande folla alla Solenne del 1° maggio 2005 con la partecipazione del Vescovo di Vicenza Cesare Nosiglia (APUR – Archivio privato Umberto Ravagnani).
Slide: Alcune foto della Solenne del 2005 (APUR – Archivio privato Umberto Ravagnani).
Figura: La copertina del calendario di Frate Indovino del 2005 (APUR – Archivio privato Umberto Ravagnani).

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IL CAPITELLO DI RONCHI

[159] IL CAPITELLO Dl CONTRADA RONCHI A MONTEBELLO

Dal libro “La religiosità popolare nei Capitelli e gli Oratori a Montebello Vicentino” di Dima Luisa Franchetto e Silvana Marchetto, Amici di Montebello – 2005.

« Secondo le testimonianze raccolte, anche la Madonna che si trova in questo capitello, fa parte del gruppo di quattro acquistate dal Prevosto e destinate a “illuminare i punti più bui del paese”. La scritta testimonia anche le sofferenze di questa contrada patite specialmente nell’ultimo anno di guerra, quando nel nostro paese, c’erano continui mitragliamenti e bombardamenti. Dopo la ricostruzione delle case, il 16 Aprile del 1957 fu edificato il capitello, in segno di ringraziamento e di speranza. Con la scritta alla base della costruzione:

DOVE FUROR DI GUERRA ROVINE E MORTE RIPETUTAMENTE DISSEMINÒ, A MATERNA PROTEZIONE DÉ RICOSTRUITI FOCOLARI IL TUO CELESTIALE SEMBIANTE O VERGINE IMMACOLATA GLI ABITANTI DI RONCHI QUI VOLLERO SICURO PEGNO DI PACE E D’AMORE” ».

A proposito dei bombardamenti su Montebello nel 1944, riportiamo quanto scritto dal prof. Amelio Maggio nel libro “Montebello Novecento“, il quale riassumeva quanto riportato nel suo diario Mons. Antonio Zanellato che abbiamo ricordato nel precedente articolo:

I bombardamenti aerei su Montebello. Montebello s’accorse di essere entrato nel mirino degli aerei alleati in una giornata di pieno sole del mese di agosto 1944. Era un giorno feriale, un martedì, nel pieno della mattinata. I pochi sfaccendati dei giardinetti del ponte “Marchese”, che a quell’ora stavano godendosi l’ombra degli ippocastani, a un tratto, avvertirono i ronzii d’aerei provenire dalla volta azzurra del cielo, splendente quanto mai. Erano ronzii insoliti rispetto a quelli degli aerei tedeschi, ai quali da tempo ci si era fatto l’orecchio, e che di solito volavano a quota più bassa. Ma da mesi, ormai, aerei tedeschi se ne vedevano assai pochi volare in cielo. Non parliamo di quelli italiani che, dopo l’otto settembre, erano completamente spariti. Trascorsero ancora pochi istanti e poi quei ronzii divennero sempre più forti ed assordanti. Comparvero nel cielo due formazioni di apparecchi angloamericani da bombardamento, una di sei aerei e una di dodici e, dopo aver fatto un giro sopra il centro del paese, sganciarono 48 bombe in prossimità del ponte sul Guà e sul ponte della ferrovia ai Ronchi. Agli impauriti dei giardinetti del ponte non fu difficile capire che si era trattato di aerei da combattimento alleati venuti appositamente a colpire i ponti sul “Guà” della statale 11 e della ferrovia Milano – Venezia. Infatti osservando in quella direzione, potevano benissimo constatare grandi colonne di fumo e di sabbia, come mai era accaduto prima di allora. Improvvisamente i montebellani scoprirono, a malincuore, che il loro paese stava per diventare il bersaglio preferito dell’aviazione alleata. In pratica, Montebello era diventato un obiettivo militare di prima grandezza. Bisognava prenderne atto, anche perché quel primo bombardamento, in data 31.8.44, aveva mancato in pieno la distruzione dei ponti menzionati. Le bombe, infatti, erano andate ad esplodere o sul letto del torrente oppure sulle case vicine ai due mancati bersagli. Rimasero invece colpite parecchie persone di cui quattro morirono, poco dopo, per le ferite riportate e alcune case dei Ronchi furono sinistrate. Era facile, pertanto, pensare che gli aerei alleati sarebbero ritornati ancora, proprio con l’intento di far centro. A parte i due ponti menzionati, Montebello si prestava a venir colpito dall’aviazione militare anche per via delle sue arterie stradali, in modo particolare il tratto della statale Il, che va dal ponte “Marchese” a quello sul Guà. In questo tratto di strada, l’osservazione aerea aveva notato che si poteva colpire, con estrema facilità, ogni sorta di transito. In quel punto, infatti, l’arteria stradale si eleva di sei sette metri sul livello delle campagne sottostanti perché diventa, al tempo stesso, una diga. Nei periodi di piena, essa accoglie le acque straripanti del Guà e dell’Acquetta. Trovarsi lungo quella strada – diga, che ai suoi lati risulta spoglia di tutto, era allora come offrirsi spontaneamente al bersaglio di qualsiasi aereo, piccolo o grande che fosse. Impossibile tentare da quel luogo una qualsiasi fuga precipitosa. Era la domenica del 15 ottobre 1944. La giornata era lucida, soleggiata, tipica del migliore autunno. Doveva mancare poco alle ore undici, ora in cui presso la chiesa prepositurale stava per aver luogo la Santa Messa. Una colonna di salmerie tedesche, in parte appiedate e in parte su carri trainati da cavalli e muli, stava uscendo dal viale della stazione per dirigersi lungo la strada – diga di cui si è appena accennato, alla volta di Vicenza. Neanche a farlo apposta, non appena la colonna si trovò a percorrere tale tratto stradale, vide piombarsi addosso una formazione di 18 aerei da bombardamento e da mitragliamento americani. A quel punto della strada, neanche valeva gridare “si salvi chi può”. Nel giro di pochi secondi, la mal capitata colonna tedesca si trovò nel pieno di un vero e proprio uragano di fuoco, nella completa impossibilità di trovare un qualsiasi riparo. Agli aerei americani risultò un fin troppo facile obiettivo da bombardare e mitragliare. Furono sufficienti pochi minuti per annientarla completamente. Fu una vera e propria carneficina. Lo spettacolo che si presentò, non appena gli aerei presero ad andarsene via, fu tra i più allucinanti che si possono immaginare. Si videro dappertutto cavalli e muli uccisi, corpi di soldati morti od orrendamente feriti, martoriati, in un crescendo di urla strazianti. Sei soldati germanici feriti sono stati portati nel nostro ospedale e poi a quello di Lonigo. La casa di proprietà sorelle Zonato fu in parte atterrata e molte altre gravemente lesionate. Cinque furono le vittime. Gli abitanti delle contrade colpite avvertirono ben presto che non potevano più, d’ora in poi, abitare in quella zona. A partire dal pomeriggio di quella triste giornata di sangue, alcune famiglie cominciarono a sfollare lontano“.

Umberto Ravagnani

Foto: Il Capitello della Contrada Ronchi in una foto del 2015 (APUR – Umberto Ravagnani).

CHI ERA LINO LOVATO?

AI LETTORI: L’Associazione Amici di Montebello sta preparando un evento per ricordare il nostro concittadino LINO LOVATO, pittore e scultore buono, generoso, sensibile, autore di molte opere artistiche. Chi avesse informazioni, aneddoti, suoi quadri, etc., è invitato a mettersi in contatto con la redazione tramite e-mail, sms o cellulare (vedi a fondo pagina). L’evento è stato fissato per il 6-7-8 dicembre 2019.

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IL CAPITELLO Dl AGUGLIANA

[155] IL CAPITELLO Dl AGUGLIANA

Dal libro “La religiosità popolare nei Capitelli e gli Oratori a Montebello Vicentino” di Dima Luisa Franchetto e Silvana Marchetto, Amici di Montebello – 2005.

« Il capitello è dedicato a Gesù Redentore. Nel 1896 Don Beniamino Rancan, zelantissimo parroco per quarantaquattro anni di Agugliana, lasciò in testamento al fratello Candido di fare un capitello dedicato a Gesù Redentore. Il lavoro fu eseguito nel 1896. Recentemente è stato restaurato, i sassi sono stati smossi e il tetto ricoperto ».

Sulla base è riportata l’iscrizione che ricorda il desiderio di Don Beniamino Rancan che venisse costruito questo capitello:

DON BENIAMINO RANCAN
NATO IN S. PIETRO MUSSOLINO
LI 18 LUGLIO 1819
ZELANTISSIMO PARROCO DI AGUGLIANA
PER BEN 44 ANNI MORTO NEL BACIO DEL SIGNORE
ADDÌ 31 LUGLIO 1894
LASCIÒ IN TESTAMENTO AL FRATELLO CANDIDO
DA FARSI QUESTO CAPITELLO
LAVORO CHE SI ESEGUÌ NEL 1896

Anche Bruno Munaretto fa un breve accenno a questo capitello nel suo libro “Memorie storiche di Montebello Vicentino” pubblicato nel 1932:

« …Vicino [alla chiesa di Agugliana] si estende la Campagnola, non più malsana acquitrina, ma fertile campagna, ricca di messi e prospera di viti. E dove forse, nei tempi lontani, sorgeva il tempio dedicato alla mitologica dea pagana, ora si eleva un piccolo tabernacolo con la bianca statua del Redentore benedicente le terre opime, i casolari sparsi, la gente laboriosa, umile e forte di questi colli, dalle cui vette, nelle giornate tersissime, l’occhio spazia lontano, fino alla Veneta Laguna ». (1)

Per completezza, in tempi più recenti, Remo Schiavo nel suo libro “Montebello Vicentino – Storia e Arte”, così si esprime: « Capitello a Gesù Redentore, 1896. Agugliana – A prima vista parrebbe la piccola edicola appartenere a data più antica per le vistose citazioni rinascimentali e per le eleganti proporzioni, in realtà si vede però quel trito decadentismo tipico dell’architettura vicentina di fine Ottocento legata ad un eclettismo di dubbio gusto. Modesta e di fattura artigianale la statua del Redentore ».

NOTA:
(1) « Il sito di forma quasi circolare, conosciuto comunemente col nome di Campagnola, rassomiglia al bacino di un modesto laghetto, formatosi sul cratere di un vulcano spento. Taluni vogliono che in tempi andati, ivi esistesse il “Lacus Dianae” ovvero il lago di Diana, sulle cui rive, circondate da fitte boscaglie, sorgeva un tempietto dedicato alla mitologica dea dei boschi e della caccia. Ed invero se l’origine vulcanica dei nostri colli non esclude che la Campagnola, in epoche lontane, fosse occupata da un lago originato sul cratere di un vulcano spento, pure il supposto tempio dedicato alla dea pagana, ed il suo nome dato al modesto laghetto, sono infondata opinione di taluni, per l’assoluta mancanza di tutto ciò che si rende necessario a provare, per quanto parzialmente, la veridicità dell’asserzione. Taluni opinarono che dall’antica e supposta denominazione di “Lacus Dianae” traesse origine, dopo varie storpiature il nome di Lagugiana e più tardi quello attuale di Agugliana. Altri però, e più giustamente, dicono che Agugliana tragga le origini del suo nome da Aguglia o Aquila, denominazione che in seguito si trasformò in quella di Aquilaria e finalmente di Agugliana. E’ certo che delle due opinioni, la seconda è la più attendibile ».

Umberto Ravagnani

Foto: Il Capitello di Agugliana in una foto del 2010 (APUR – Umberto Ravagnani).

 

CHI ERA LINO LOVATO?

AI LETTORI: L’Associazione Amici di Montebello sta preparando un evento per ricordare il nostro concittadino LINO LOVATO, pittore e scultore buono, generoso, sensibile, autore di molte opere artistiche. Chi avesse informazioni, aneddoti, suoi quadri, etc., è invitato a mettersi in contatto con la redazione tramite e-mail, sms o cellulare (vedi a fondo pagina). L’evento è stato fissato per il 6-7-8 dicembre 2019.

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IL CAPITELLO Dl VIA TRENTO

[154] IL CAPITELLO Dl VIA TRENTO

Dal libro “La religiosità popolare nei Capitelli e gli Oratori a Montebello Vicentino” di Dima Luisa Franchetto e Silvana Marchetto, Amici di Montebello – 2005.

« Si tratta più di una cappella che di un capitello.
Descrizione: all’interno sono disposti dieci sedie con due inginocchiatoi un po’ mal ridotti, ma di ottima fattura. Il gradino che porta all’altare è in pietra rossa di Asiago, l’abside è quadrangolare.
Il dipinto è a olio su tela e rappresenta la Madonna, il Bambino e due angeli che suonano il liuto e il flauto. Lo sfondo e la cornice sono dorati, si possono datare tra la fine del ‘800 e l’inizio del ‘900.
La facciata presenta una porta ad arco con rosone. La recinzione è in ferro battuto con motivi floreali. L’altare è in legno (poi ricoperto) e nella parte anteriore è in marmo policromo e composito. L’unica notizia certa è che nel 1905 si trova segnato nella mappa catastale. Tutte le testimonianze raccolte sono concordi nell’attribuire la costruzione a “Bepi capomastro” (Giuseppe Guarda) che, avendo la madre inferma, voleva darle la possibilità di avere la Madonna vicina.
Ogni anno, il 15 Agosto, in via Trento si faceva festa, con addobbi, musica, balli, bancarelle e naturalmente preghiere. “Assunta in cielo, sagra al Capitello”. La “sagra” venne interrotta negli anni ‘50, perché il Prevosto preferiva che la Madonna Assunta venisse festeggiata in Parrocchia.
Nel 1996-97 fu restaurato. Le finestre furono ricoperte con vetro policromo e, su interessamento del Prevosto Don Antonio Mozzo, il dipinto fu sistemato a Padova e protetto da una lastra di vetro ».

 

Umberto Ravagnani

Foto: Il Capitello di via Trento e il dipinto al suo interno, in una foto del 2015 (APUR – Umberto Ravagnani).

 

CHI ERA LINO LOVATO?

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IL CAPITELLO DELLE CARPANE

[153] IL CAPITELLO DELLE CARPANE

Dal libro “La religiosità popolare nei Capitelli e gli Oratori a Montebello Vicentino” di Dima Luisa Franchetto e Silvana Marchetto, Amici di Montebello – 2005.

« Probabilmente si tratta del capitello più antico del paese e senza dubbio del più bello: l’immagine della Madonna è dolcissima. È situato all’inizio della stradella delle Carpane; il terreno della stradina è stato regalato dalla contessa Freschi perché gli abitanti delle contrade Borgolecco, Montegrappa, Castelletto potessero accedere più agevolmente alla Chiesa e la Madonna “vigilava” sul passaggio dei fedeli. Ne è testimonianza la scritta che il capitello portava: “Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù, pregate per noi”.

Varie testimonianze ricordano l’attaccamento della popolazione nei confronti della Madonna; un’anziana, ora deceduta, e altri ultraottantenni hanno parlato delle preghiere che ogni sera venivano recitate durante la Ia guerra mondiale.

Descrizione.

1) Il corpo centrale, probabilmente il più antico, è ricavato da un blocco di pietra tenera. (Bianca di S. Gottardo). È la tipica pietra proveniente dai Colli Berici e usata comunemente, fin da epoche remote, nelle costruzioni sia residenziali, sia civili in tutte le aree limitrofe. Di conseguenza il manufatto è locale, come presumibilmente lo stesso scalpellino.

2) Angeli genuflessi. Sono posti sulla sommità del muro di recinzione, ai lati del frontalino e sono anch’essi ricavati da blocchi di pietra tenera dei colli Berici. La loro insolita collocazione sopra il muro, la posizione leggermente “torta” verso il centro del capitello, una “mano” scultorea più sicura di quella rivelata nel corpo centrale, inducono a pensare che siano provenienti da un monumento funerario e collocati in epoca posteriore.

3) La statua poggia su di una lastra di pietra Rosa di PRUN, proveniente dalle cave a nord di Verona sui Lessini. Questa pietra è conosciuta e apprezzata “da sempre” per la resistenza, perché può venire estratta in lastre naturali e facilmente levigabili. È generalmente usata in costruzioni civili e religiose, meno in quelle residenziali.

4) Il rivestimento del muro, sicuramente moderno come impianto, è formato da lastre sottili, levigate meccanicamente, di pietra tenera dei Colli Berici e poste in opera con l’ausilio del cemento.

Restauri:

negli anni ‘50 ad opera di Munaretto;
1979 ad opera di Mistrorigo Sergio;
1983 vi è stato aggiunto lo zoccolo in pietra ed è stato rivestito il muro con lastre di pietra dei Berici;
1985 Valbona Michelangelo, l’interno della nicchia è stato rivestito con “vetricolor” (precedentemente era tinteggiato in azzurro e porpora);
1990 restauro della Statua della Madonna.

La statua è in gesso, fatta a mano; nella parte posteriore conserva una intelaiatura formata da un paletto verticale di acacia e da tre orizzontali. La statua è racchiusa da un vetro, prima incorniciato di legno poi di metallo. La cura dei vari restauri è oggi opera di Michelangelo Valbona ».

 

Umberto Ravagnani

Foto: Il Capitello delle Carpane in una foto del 2005 (APUR – Umberto Ravagnani).

 

CHI ERA LINO LOVATO?

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