VILLA ANSELMI-SCHROEDER

[205] VILLA ANSELMI-SCHROEDER A MONTEBELLO


Di questa villa si conosce ben poco. Riportiamo quello che hanno scritto di essa alcuni storici importanti. Il montebellano Bruno Munaretto, riporta una sintetica descrizione di questa ottocentesca dimora, dal 2013 sede di un laboratorio della prestigiosa azienda ‘Bottega Veneta1:
Β« La Villa Schroeder fu eretta nel 1847 dai fratelli Luigi e Gio. Batta Anselmi, i quali la circondarono di un bosco di pini di cui oggidΓ¬ non rimane che poca cosa. Essa, che Γ¨ di stile classico con bugnature rustiche, ha l’ingresso principale fiancheggiato da due statue e decorato da pilastri bugnati con capitello e architrave dorico. Questa villa che sorge sul confine tra Montebello e Brendola e perciΓ² alquanto lontana dal paese, dagli Anselmi passΓ² ai Dal Molin e da questi al Dottor Pio CorrΓ , il quale la vendette al signor Otto Schroeder attuale proprietario (il Munaretto ha scritto queste note nel 1932 ndr).Β Β»

Lo storico montecchiano Remo Schiavo, scrivendo su questa villa ne fa solo una breve descrizione: Β« Ai confini tra Montebello e Brendola fu eretta dalla famiglia Anselmi nel 1847. Le imponenti dimensioni dei due corpi di fabbrica fanno ricordare vagamente l’idea di un castello medioevale secondo i gusti di un certo romanticismo che a Vicenza e nel vicentino era seguito al periodo neoclassico o neopalladiano. In realtΓ  quello che si nota nel prospetto di Villa Anselmi e un eclettismo di maniera che affastella alla brava stilemi di epoca diversa. Colpisce la bellezza del sito arricchito di un piccolo parco con montagnola. Β»

Nella sua collana ‘Conoscere la valle del Chiampo‘, Vittoriano Nori la descrive, in modo molto sintetico, cosΓ¬: « Villa Bisognin giΓ  Anselmi – Di imponenti dimensioni Γ¨ la villa Bisognin, giΓ  Anselmi, ai confini con il comune di Brendola, dotata di un bel parco con piccola collina artificiale. Eretta nel 1847 dalla famiglia Anselmi, passΓ² ai Dal Molin, al dott. Pio CorrΓ  e ad Otto Schroeder, che la tenne piΓΉ a lungo, facendo dimenticare il nome degli Anselmi. Fu pure del conte Manfredo da Porto, che la cedette alla famiglia Bisognin. La villa indica un aspetto dell’architettura vicentina, che dopo il neoclassicismo, volge verso un eclettismo di vago gusto romantico. Infatti i due diversi corpi della fabbrica, come sostiene Remo Schiavo, dovrebbero dare l’idea del castello, anche se viene esplicitamente citato pilastro e bugnato con capitello di ordine dorico.Β Β»

Bernardetta Ricatti, nella sua scrupolosa ricerca sulle opere realizzate da Antonio Caregaro Negrin, riporta un intervento di questo prestigioso architetto sulla Villa Anselmi nell’anno 1851: « Brendola (Vi). Riforma e restauri della casa di Luigi Anselmi per adattarla ad abitazione dei mugnai, mulino e granai. Β» (In realtΓ  la villa si trova vicino al confine con il Comune di Brendola, ma rientra nel territorio del Comune di Montebello, ndr).

All’interno del grande parco della villa (circa 55.000 mq) Γ¨ ancora visibile un’antica ‘giazzΓ ra‘:
La giassΓ ra o glazzΓ ra (ghiacciaia) Γ¨ una costruzione molto diffusa nella Lessinia, adibita alla conservazione del ghiaccio. Il ghiaccio era tagliato in inverno da vicine pozze che, ancora adesso, sono utilizzate in estate come abbeveratoi per le mandrie all’alpeggio. Parte dell’edificio Γ¨ interrato per consentire la conservazione del ghiaccio nei mesi caldi. In estate, il ghiaccio era caricato in blocchi su carrette a traino animale e portato nottetempo nei centri abitati della Pianura Padana, primo tra tutti Verona, per essere poi venduto e utilizzato per la conservazione dei prodotti alimentari nei negozi e nelle case. Questo fino agli anni cinquanta, dopo di che l’attivitΓ  si Γ¨ perduta con la diffusione degli impianti di refrigerazione domestica e industriale.

Note:
1) ‘Bottega Veneta Γ¨ un’azienda italiana operante nel settore dei beni di lusso e rinomata per i suoi prodotti in pelle; possiede un atelier situato in una villa settecentesca (in realtΓ  la villa Γ¨ stata costruita nel 1847, ndr) a Montebello Vicentino, ha sede a Lugano, in Svizzera, e uffici italiani a Milano e Vicenza. Fondata nel 1966 a Vicenza, la societΓ  viene acquisita nel 2001 dal Gruppo Gucci, oggi parte della multinazionale francese Kering. (Da Wikipedia, l’enciclopedia libera)

Foto:
1)Β La Villa Anselmi-Schroeder in una immagine degli anni 70 del Novecento. (Archivio fotografico Crosara – rielaborazione grafica Umberto Ravagnani).
2)Β La giazzΓ ra all’interno del parco della Villa Anselmi-Schroeder. (Rielaborazione grafica Umberto Ravagnani).

Umberto Ravagnani

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VILLA CAPRA A MONTEBELLO

[144] LA VILLA PALFY DAŇN-VERONESI PESCIOLINI A MONTEBELLO (nota come villa CAPRA)

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Purtroppo anche nel caso di questa ottocentesca villa di Montebello, il nostro concittadino Bruno Munaretto non ci dice molto. Nel suo libro “Memorie storiche di Montebello Vicentino” pubblicato nel 1932 ecco cosa riferisce a proposito di villa Capra.

Β« Questa villa fu eretta nel 1872 dal Conte Palfly Daňn Magnate Ungherese su disegno dell’architetto Caregaro Negrin di Vicenza. Essa sorge in collina, Γ¨ di forme eleganti ed Γ¨ circondata da parco. Attualmente ne Γ¨ proprietario il Conte Capra di VicenzaΒ Β».

Fortunatamente esiste una raccolta quasi completa delle opere realizzate dall’architetto Caregaro Negrin, progettista a Montebello, oltre che di villa Capra, anche di villa Pasetti, dell’Obelisco di Sorio-Montebello e della “Scuola vecchiaΒ  Elementare” (1). Bernardetta Ricatti, laureatasi nell’anno accademico 1969-70 con una tesi proprio su Caregaro Negrin, Γ¨ anche l’autrice del libro “Antonio Caregaro Negrin un architetto vicentino tra eclettismo e liberty“, dove prende in considerazione le sue opere e le illustra con perizia. Di villa Capra cosΓ¬ scrive:
Β« A 68. 1872 – Montebello Vicentino (VI). Villa Palfy Daňn, ora Veronesi Pesciolini. Sul colle di Montebello, che scende dolcemente verso il paese, sorge la villa che domina il parco romantico al quale si accede mediante una maestosa cancellata limitata da due robusti pilastri, i cui capitelli sono impreziositi da una cornice ad archetti ciechi e da lanterne. Il disegno del Caregaro Negrin mette in luce l’articolazione dei tre piani dell’edificio, semplice nella struttura architettonica. La facciata a mezzodΓ¬ presenta un corpo centrale rialzato e leggermente aggettante rispetto alle due ali ed Γ¨ collegato al parco con una loggia alla quale si accede per mezzo di una gradinata a due rampe ad andamento curvilineo accompagnate da ringhiera in ferro battuto. La bifora centrale Γ¨ tipica dello stile lombardesco, mentre il bugnato delle due ali, ora scomparso per l’applicazione del nuovo intonaco. Γ¨ di gusto neoclassico. L’ingresso della facciata a nord comunica col parco con un ponte in pietra dalla elegante balaustra traforata. Si devono al Nostro (Caregaro Negrin n.d.r.) anche le costruzioni rustiche. L’architettura della villa, esaltata dal contorno della natura, presenta alcuni elementi decorativi che anticipano certe forme moderniste: le sagome delle finestre, in particolare, sono assunte da edifici boitiani, come per esempio dall’Ospedale Civile di Gallarate (MI), realizzato nel 1871… Β».

Note:
(1) Per quanto riguarda l’arch. Caregaro Negrin e la Scuola Elementare di Montebello ne abbiamo parlato lungamente nel libro da poco uscito, di Ottorino Gianesato – Umberto Ravagnani – Maria Elena Dalla Gassa, LA “SCUOLA VECCHIA” ELEMENTARE DI MONTEBELLO VICENTINO.

Umberto Ravagnani

Immagine: Dai disegni originali di villa Palfy Daňn dell’arch. Antonio Caregaro Negrin, datati 1873, l’imponente e maestosa facciata (APUR – Umberto Ravagnani).

Foto: Particolare dell’entrata della villa Capra in via Marconi, anch’essa attribuita all’arch. Antonio Caregaro Negrin (APUR – Umberto Ravagnani 2004)

 

CHI ERA LINO LOVATO?

AI LETTORI: L’Associazione Amici di Montebello sta preparando un evento per ricordare il nostro concittadino LINO LOVATO, pittore e scultore buono, generoso, sensibile, autore di molte opere artistiche. Chi avesse informazioni, aneddoti, suoi quadri, etc., Γ¨ invitato a mettersi in contatto con la redazione tramite e-mail, sms o cellulare (informazioni a fondo pagina).

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