GIUSEPPE CENZATTI

 

[187] GIUSEPPE CENZATTI MEDAGLIA D’ARGENTO AL VALORE MILITARE

Figlio di Domenico e di Bevilacqua Maria.
Nato a Montebello Vicentino il 28 Novembre 1892.
Professione (non presente) – Matricola nΒ° 25029 IIIa Cat.

La famiglia del giovane Giuseppe abita nella ContrΓ  del Castello ed il padre risulta essere possidente.1
Il 1Β° Agosto 1912 alla visita di leva della sua classe gli viene riscontrata un’ernia inguinale sinistra (art.97) a causa della quale viene riformato.
Allo scoppio del 1Β° conflitto mondiale vengono riviste le regole della leva per l’urgente necessitΓ  di rinfoltire le truppe, ed in base al Decreto legge del 1Β° agosto 1915 si sottopone ad una nuova visita il 24 settembre di quell’anno. E’ ritenuto abile ed arruolato di IIIa Categoria in quanto primogenito di padre entrato nel 65Β° anno d’etΓ .2 Giusti due mesi dopo Γ¨ chiamato alle armi, La sua alta statura (m. 1,80 e mezzo, ma alla prima visita era m. 1,79) lo fa arruolare nel 2Β° Reggimento Granatieri di stanza a Roma che comunque appartiene al Corpo della Fanteria. Il 28 Aprile 1916 viene promosso Caporale ed il 16 Giugno seguente Γ¨ in zona di guerra. Solo pochi giorni prima quasi 4500 granatieri su 6000 che ne contava l’intera Brigata si erano immolati sull’Altopiano di Asiago e soprattutto sul Monte Cengio.

Il Granatiere Cenzatti inizialmente giunge nella zona di Grisignano di Zocco dove la Brigata dei Granatieri dopo la falcidia patita sull’Altopiano di Asiago si sta ricostituendo per rientrare poi, dopo il 6 Agosto, sul fronte del Carso. Dopo appena qualche giorno di partecipazione ai combattimenti muore in uno di questi sul Monte San Michele (fronte dell’Isonzo), come da Atto di Morte inscritto al nΒ° 732 del Registro degli Atti di Morte del 2Β° Reggimento Granatieri – 14 Agosto 1916. PiΓΉ precisamente, come scritto nella motivazione per l’assegnazione della Medaglia d’Argento, la morte lo coglie ai piedi del Monte Pecinka che con il Monte Veliki Hribach il 13 e 14 Agosto era stato teatro di infruttuosi e sanguinosi attacchi degli italiani. È decorato con Medaglia d’Argento al Valor Militare perchΓ© β€œgiunto presso una trincea nemica con i pochi granatieri rimastigli della propria squadra e con pochi altri ch’egli aveva raccolti, quasi circondato da un contrattacco nemico, resisteva eroicamente fino al sopraggiungere dei rincalzi. Cadeva poco dopo colpito a morte – Monte Pecinka 14 Agosto 1916”. Gran parte dei Granatieri, Cenzatti Giuseppe compreso, sono sepolti nel Sacrario di Redipuglia Comune di Fogliano-Redipuglia.

Da “Montebello e i suoi caduti nella guerra 1915-18” di Ottorino Gianesato

Note:
1) Dall’Anagrafe parrocchiale di Montebello Vicentino del 1899 risulta che era l’ultimo di sette fratelli. Guglielma, la sorella maggiore nata nel 1880, Γ¨ stata una scrittrice e critica letteraria di primo piano all’inizio del Novecento. Con il nome di Guglielmina Cenzatti ha firmato il suo piΓΉ importante lavoro: β€œSulle fonti della intelligenza” nel 1906. Le sue spoglie riposano nel cimitero di Montebello (n.d.r.).
2) In realtΓ  il primogenito maschio fu Guglielmo, nato nel 1882, ma egli morΓ¬ all’etΓ  di 18 anni nel 1900 (n.d.r.).

Foto:
1
) Cartolina postale che mostra la tomba di Giuseppe Cenzatti prima del suo trasferimento in un loculo all’interno del sacrario di Redipuglia (APUR – Archivio privato Umberto Ravagnani).
2) Giuseppe Cenzatti in una rara immagine di quando aveva circa 20 anni (APUR – Archivio privato Umberto Ravagnani).

Umberto Ravagnani

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BREVE STORIA DI ZERMEGHEDO

[130] BREVE STORIA DI ZERMEGHEDO

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Dal libro “Memorie storiche di Montebello Vicentino” pubblicato nel 1932 da Bruno Munaretto, in breve, la storia di Zermeghedo e della sua Chiesa (1).

Da un atto di vendila esteso il 14 gennaio 1265 si rileva che Guidone quondam NicolΓ² da Lozzo, oltre che ai suoi beni di Montebello e della Mason, vendette pure alla cittΓ  di Vicenza quelli ch’egli teneva in Zermeghedo. Questo allora, da poco erasi costituito in libera parrocchia; pure cio nonostante, le prime notizie del suo rettore si hanno solo il 28 marzo 1351, epoca in cui nel codice F. dei feudi tra l’altro leggesi: « Vacantibus sacerdotali beneficio et prebenda in ecclesia Sancti Michaelis de Germezedo Dyoc. Vinc. per absentiam ultimi rectoris ecclesiae praedictaeΒ Β». Da questo documento si ricava inoltre che al parroco di Zerrneghedo spetta il titolo di Rettore, come infatti apparisce da vari scritti originali, e da una bolla del Pontefice Clemente X in data del 1675 in cui citasi: Β« Bartolomeo Brondin Rectori Paroehialis Ecclesiae Sancti Michaelis loci ZermeghediΒ Β». Quantunque, ancora dal principio della seconda metΓ  del secolo XIII, Zermeghedo fosse libera parrocchia, pure, nella visita pastorale fatta a questa chiesa il 30 novembre 1521 s’intitola: « Capela Prepositure de MontebelloΒ Β». CiΓ² dimostra che la parrocchia di S. Michele, sebbene allora fosse indipendente da molto tempo, pure riconosceva per matrice, la chiesa prepositurale di Montebello. Ed invero a quell’epoca il Rettore di Zermeghedo era obbligato ad assistere alla messa del Sabato Santo, nella chiesa dove pure si recava a ricevere gli Olii Sacri di Montebello. Inoltre la chiesa di S. Michele Arcangelo, nel giorno del Sabato Santo, non poteva suonare le campane prima di quelle della Matrice. A tali obblighi era pure soggetta anche l’Agugliana, di cui, come oratorio di Zermeghedo, si fa cenno nell’inventario della Parrocchia di S. Michele, esteso il 3 giugno 1444 e che cosi incomincia: « In Christi nomine amen. Inventarium omnium bonorum mobilium, et immobilium ecclesiae Sancti Michaelis de Zermegedo factum per honestum virum presbiterum Paulum Ioannis de Leonessa rectorem suprascriptae ecclesiaeΒ Β». La chiesa parrocchiale di Zermeghedo sorge sul colle ed Γ¨ di recente costruzione, come lo dice la scritta in lettere di bronzo posta sulla facciata: « Deo O.M. et S. Michaeli Arc. A.D. MCMXIIΒ Β». La facciata del tempio, sorto su disegno dell’ingegnere Borgo di Vicenza, Γ¨ stile romanico-bizantino. Essa perΓ² Γ¨ male proporzionata. L’interno semplice con quattro cappelle e l’altare maggiore, Γ¨ illuminato da varie bifore. L’altare maggiore, in marmo rosso di Piana ed in marmo lumachella di Novale, Γ¨ ornato da due angeli in pietra, eseguiti dallo scultore Federico Marzot, il quale riprodusse quelli della chiesa del Seminario di Vicenza dovuti allo Spazzi. Fra gli altri tre altari Γ¨ particolarmente ricordato il secondo, a destra di chi entra in chiesa, adorno da una pala rappresentante la Vergine in trono col Bambino ed i Santi Catterina e Michele Arcangelo. Questo lavoro viene attribuito al pittore Scabari, che fiori nel 1600. Ultimamente, e cioΓ¨ nel 1927, furono eseguiti gli stalli del coro dal falegname Silvestro Lovato di Montebello su disegno del Prof. Gianfrancesco Ghirotti di Vicenza. Oltre alla chiesa di S. Michele Arcangelo esiste tuttora la vecchia parrocchiale costruita nel secolo XVIII. Essa perΓ² non Γ¨ piΓΉ ufficiata. La stessa sorte ha serruito pure il piccolo oratorio dedicato a S. Gaetano Thiene nel 1687 dalla famiglia RegaΓΉ originaria da Zermeghedo. Questo pittoresco villaggio, durante il dominio della Veneta Repubblica, era eretto in comune e dipendeva dal Vicariato di Montebello, ma durante il predominio francese fu soppresso, e solo con la venuta dell’Austria, fu nuovamente istituito, e tale rimase anche con la venuta del Regno d’Italia. Con Regio Decreto del 28 marzo 1929 il comune di Zermeghedo fu soppresso e aggiunto a quello di Montebello. Durante la grande guerra questa frazione diede alla causa nazionale dei suoi figli, alcuni dei quali caddero sul campo, altri morirono per cause di guerra. Eccone i nomi: Albiero Giuseppe, Beggio Attilio, Bolcato Luigi, Braggion Giuseppe, Bruttomesso Rodolfo, Cecchin Giacomo, Consolaro Giuseppe, Feltre Vittorio, Pesavento Luigi, Tadiello Antonio. Zermeghedo conta pure un decorato al valor militare. Esso Γ¨ Franchetto Agostino, di cui trascrivo la motivazione: Franchetto Agostino da Zermeghedo – Sergente Maggiore 6Β° Reggimento Alpini – Medaglia d’argento. – Β« Durante un nostro contrattacco, sostituiva brillantemente e successivarnente il comandante di plotone e della compagnia caduti durante l’azione, dimostrando fermezza e coraggio mirabili – Monte Badonecche, 4 dicembre 1917. – B. U. 35 del 30 maggio 1919, pag. 2441Β Β». Alla memoria dei suoi Caduti, Zermeghedo murΓ² due lapidi, una sulla facciata dell’ex municipio con incisi i nomi dei Caduti e l’altra sul fianco sinistro della chiesa parrocchiale con la seguente Iscrizione :

PREGHIAMO
GLI ALLORI – SEMPITERNI
PEI FORTI
CADUTI SULLE CONTESE FRONTIERE
RICONQUISTATE
ALLA PATRIA COMUNE
RIAPERTE
ALLA ENERGIA MULTIFORME
DELLA NAZIONE

Note:
(1) Quando il nostro compaesano Bruno Munaretto scrisse il suo racconto, questo Comune era stato soppresso da alcuni anni e aggregato a quello di Montebello.

Foto: Zermeghedo – 1955 ca. (foto: APUR – Umberto Ravagnani).
Umberto Ravagnani


ZERMEGHEDO oggi …

 

Nota:
Per chi Γ¨ interessato, da parecchi anni Γ¨ stato istituito un premio letterario per scrittori di testi Poesia e Prosa nei dialetti di Lingua Veneta: si chiama “Premio letterario Raise 2019” e si tiene ad ArquΓ  Polesine nel mese di settembre. Anche il nostro Lino Timillero vi ha partecipato l’anno scorso con grande soddisfazione.

E’ possibile scaricare qui il Bando 2019.

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