LA SOLENNE DEL 1995

[203] LA SOLENNE DEL 1995 A MONTEBELLO


Dalla raccolta di memorie della Parrocchia di Montebello Vicentino, tenuta da Don Antonio Mozzo (da San Giorgio in Bosco), Prevosto dal 1987, leggiamo la cronaca delle giornate dedicate alla Solenne nel 1995.

Da “Il Giornale di Vicenza” del 7 maggio 1995:

« Il 7 maggio la solenne processione mariana
Fervono i preparativi per la ventiduesima edizione della festa quinquennale in onore della Madonna denominata “La Solenne” prevista per il 7 maggio, durante la quale si venera la Vergine raffigurata in una statua del Cinquecento scolpita in tiglio. Il 26 aprile 1885 1’immagine fu trasferita solennemente dalla chiesa di S. Francesco (demolita agli inizi del secolo) dove aveva sostato durante i lavori alla chiesa prepositurale.
Fu una festa: le vie furono addobbate con fiori, archi di verde e alla sera da fiaccole multicolori. Dopo la solenne processione, mons. Giuseppe Capovin parlò alla folla fino a commuoverla. Egli propose in quell’occasione di riproporre ogni cinque anni la processione. Il popolo di Montebello accolse entusiasta la proposta e sorse cosi “La solenne”, che celebra da 110 anni. Il comitato organizzatore, presieduto dal prof. Amelio Maggio, da tre mesi lavora per dare lustro a questa edizione. Non mancherà l’illuminazione della chiesa prepositurale e la presenza degli archi nelle principali vie d’accesso al paese. Già stabilito il programma dei festeggiamenti, che iniziano il 25 aprile con la rassegna bandistica per le vie del paese; il 30 aprile l’esibizione della corale polifonica di Isola Vicentina diretta dal maestro Pierluigi Comparin e infine il 5 maggio il concerto dei Crodaioli diretti da Bepi De Marzi. Significativo anche il trittico di conferenze in preparazione alla festa di Maria. Il 28 aprile intervento dell’editorialista di Avvenire don Claudio Sorgi; il 2 maggio messa celebrata dal vescovo Pietro Nonis, con tutti i sacerdoti passati per Montebello; il 3 conferenza di don Oreste Benzi della Comunità Giovanni XXIII e il 4 maggio intervento di mons. Antonio Riboldi, vescovo di Acerra, sul ruolo di Maria nella società moderna. Domenica 7 maggio processione con la statua della Madonna: attese a Montebello più di 15 mila persone» (Fiorenzo Dotto)

Da “Il Giornale di Vicenza” del 15 maggio 1995:

« Processione della Madonna memorabile festa popolare
Cielo terso, nell’aria il profumo dei primi boccioli di rose; in questo scenario si è svolta la processione per le vie centrali del paese della Madonna di Montebello. Ad onorare questa devozione che ha 110 anni, diversi conterranei immigrati negli Stati Uniti ed in Australia che si sono aggiunti in un abbraccio festoso con tutti i concittadini che con tanto amore hanno imbandierato il paese con i tradizionali festoni bianchi e azzurri: il colore del mantello della Vergine. La fede popolare ricorda il trasporto, avvenuto nel 1885 della statua della Madonna, del 1500, riposta nella chiesa di S. Francesco (demolita purtroppo nel 1909) per dei lavori di rifacimento alla chiesa prepositurale, alla sua sede originale. Anche in quell’occasione tanto fu il concorso di popolo da indurre l’allora parroco mons. Capovin a proclamare che l’avvenimento fosse ricordato con cadenza quinquennale. Presenti alla processione di quest’anno 8000 persone, giunte anche dai paesi limitrofi; e la Madonna è stata accompagnata nel suo dolce peregrinare da mons. Renato Tommasi – delegato del Vescovo – da don Antonio Mozzo Prevosto coadiuvato da don Luigi Dalla Bona e da una decina di sacerdoti nati a Montebello o che vi hanno prestato servizio pastorale. Nella mattinata che ha preceduto il solenne trasporto, una serie di manifestazioni di preparazione e di contorno. Tra le più significative il concerto del Gruppo corale polifonico di Isola, diretto dal maestro Pierluigi Comparin. Successivamente il concerto dei Crodaioli di Bepi De Marzi insieme con il locale coro El Gramolon con le melodie di fede del repertorio del coro arzignanese introdotte con sapiente vena poetica dal compositore.
Molto apprezzato, sul piano socio-culturale, l’intervento sul tema della comunicazione di mons. Claudio Sorgi e la testimonianza davvero coinvolgente di don Oreste Benzi, fondatore della comunità Giovanni XXIII. La festa è stata ultimata con la fiaccolata notturna, il giorno seguente, seguita da 2000 persone che si è conclusa nella chiesa prepositurale. Don Antonio Mozzo, con la chiesa al buio, illuminata da una miriade di fiaccole, in una atmosfera coinvolgente, ha affidato a Maria l’intera comunità come buon auspicio per la prossima “Solenne” che cade nel 2000 ad inizio di millennio. È stata per Montebello una settimana di fede, di preghiera, di lavoro e di speranza che ha coinvolto tutte le persone, creando per un momento una atmosfera festosa e di gioia vera. » (Fiorenzo Dotto)

Scarica il libretto parrocchiale della Solenne 1995.

Alcuni avvenimenti, in Italia e nel mondo, dell’anno 1995 dal calendario di FRATE INDOVINO:

Santa Pasqua: 16 Aprile – Presidente della Repubblica: Oscar Luigi ScalfaroPapa: Karol Wojtyla con il nome di Giovanni Paolo II.


DAL MONDO - Leggi tutto...

1 Gennaio Austria, Finlandia e Svezia, diventano membri dell’Unione Europea; la quale così passa da 12 a 15 Stati.
31 Gennaio Il presidente statunitense Bill Clinton autorizza un prestito di 20 miliardi di dollari al Messico per stabilizzarne l’economia
25 Febbraio Massimo Moratti acquista l’Inter (Football Club Internazionale Milano).
20 Marzo In Giappone, i fanatici della setta “Sublime verità”, liberano gas nervino nella metropolitana di Tokyo: il bilancio è di 8 morti e più di 3 mila intossicati.
26 Marzo Entrano in vigore gli Accordi di Schengen in sette Paesi dell’Unione Europea e vengono aboliti i controlli sistematici delle persone, alle frontiere interne dell’UE; in Italia diverranno esecutivi il 26 ottobre 1997.
27 Marzo Viene assassinato, a Milano, Maurizio Gucci, erede della famosa casa di moda fiorentina.
11 Maggio A New York, più di 170 nazioni decidono di estendere indefinitamente e senza condizioni il Trattato di non proliferazione nucleare.
24 Giugno Leoluca Bagarella, spietato killer mafioso, viene arrestato dalla DIA.
Militari serbobosniaci deportano e trucidano circa 7.000 bosniaci musulmani: è il cosiddetto “massacro di Srebrenica”

FILM
1) Braveheart – Cuore impavido; 2) I ponti di Madison County; 3) Seven; 4) I laureati; 5) Viaggi di nozze; 6) Goldeneye; 7) Batman Forever; 8) Babe – Maialino coraggioso.

MUOIONO
13 Febbraio Alberto Burri, pittore.
4 Aprile Paola Borboni, attrice.
25 Aprile Ginger Rogers, ballerina ed attrice statunitense.
23 Giugno Jonas Salk, statunitense scopritore del vaccino antipolio.
29 Giugno Lana Turner, attrice statunitense.
17 Luglio Juan Manuel Fangio, pilota automobilistico argentino.
12 Agosto Achille Togliani, cantante.
21 Agosto Nanni Loy, regista ed attore.
19 Settembre Vincenzo Muccioli, fondatore della comunità di San Patrignano.

PREMI NOBEL
Pace: Pugwash Conferences on Science and World Affairs, Joseph Rotblat.
Letteratura: Seamus Heaney.
Medicina: Edward B. Lewis, Christiane Nüsslein-Volhard, Eric F. Wieschaus.
Fisica: Martin L. Perl, Frederick Reines.
Chimica: Paul Crutzen, Mario Molina, Frank Sherwood Rowland.
Economia: Robert E. Lucas Jr.

SANREMO
1) “Come saprei” Giorgia; 2) “In amore” Gianni Morandi e Barbara Cola; 3) “Gente come noi” Ivana Spagna.

SPORT
Sci: Alberto Tomba celebra a Bormio la vittoria della Coppa del Mondo di Specialità.
Ciclismo: Lo svizzero Tony Rominger vince il Giro d’Italia e Indurain trionfa per la quinta volta al Tour de France; primi successi di Marco Pantani.
Motociclismo: Si confermano Campioni del Mondo Biaggi nella 250 e Doohan nella 500.
Calcio: La Juventus torna Campione d’Italia e il Parma vince la Coppa Uefa.
Automobilismo: “Formula 1”, Michael Schumacher su Benetton-Renault bissa il successo dell’anno precedente.
Rugby: La Coppa del Mondo va al Sudafrica che sconfigge ai tempi supplementari la Nuova Zelanda.

Umberto Ravagnani

Foto: La processione della Solenne del 7 maggio 1995 (Rielaborazione digitale Umberto Ravagnani).

Figura: La copertina del calendario di Frate Indovino del 1995 (APUR – Archivio privato Umberto Ravagnani).

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LA SOLENNE DEL 1955

[179] LA SOLENNE DEL 1955 A MONTEBELLO

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Siamo nel 1955, l’anno di “Marcellino pane e vino” al cinema (chi non l’ha visto?), della prima metropolitana in Italia (a Roma), della nascita della popolare Fiat 600 simbolo degli anni del boom (chi non la conosce?). A Montebello è l’anno della XV quinquennale della Madonna.
Dal diario della Parrocchia di Montebello Vicentino, tenuto da Don Antonio Zanellato che fu Prevosto dal 1919 al 1952, e continuato da Don Mario Cola, Prevosto dal 1953 al 1978, leggiamo la cronaca delle giornate dedicate alla Solenne nel 1955:

« 1955 – XV Quinquennale della Madonna di Montebello Vic.

Se ne parlò fin dalla fine di Marzo e si costituì il Comitato parr.le con gli incaricati e per gli archi e per la raccolta di offerte, etc. Tutta la relazione si può trovare nella cartella relativa: “Festa quinq. 1955”. C’è il resoconto delle offerte raccolte e della pesca. In antecedenza si pubblicò nell’Avvenire d’Italia, sulla Voce dei Berici e sull’Operaio Coll. Il seguente articolo, che ne illustrava l’origine. Sarebbe opportuno però sentire gli anziani del paese per avere delle notizie più sicure.

L’incontro a Sua Ecc.za Mr Zaffonato Vescovo di Vittorio Veneto il giovedì 28 aprile ebbe qualche cosa di fantastico. Alle Alte di Montecchio convennero circa 80 moto, 25 macchine e le autorità. L’ingresso in paese, tra la folla plaudente, la Chiesa illuminata anche esternamente, fu grandioso, e impresse alla festa quel tono solenne, fin da principio, che andò elevandosi fino alla fine. Il triduo venne predicato anche il mattino, e convenne anche il Vicariato. L’orario della festa, il suo svolgimento, e le note per un’altra Solenne le troverai nella busta che racchiude gli atti della Solenne 1955. »

DALLA VOCE DEI BERICI – 24 aprile 1955
« MONTEBELLO VICENTINO – LA QUINQUENNALE DELLA MADONNA DI MONTEBELLO

Non ha titoli speciali, ma si chiama semplicemente la festa della “Madonna di Montebello”: è tradizione che venga celebrata con la massima solennità. La sua origine risale al 1885, quando la statua della Madonna scolpita in legno di tiglio, ripristinata nei panneggiamenti e nel volto dopo un abbandono secolare, venne trasportata da una chiesa secondaria, di S. Francesco ora sede dell’Asilo, ove aveva sostato per i lavori alla Prepositurale. Senza programmi prestabiliti si fecero degli archi, si addobbarono le vie, si invitò i popolo, concorsero i vicini e il trasporto riuscì un trionfo. Alla sera spari, fiaccole, banda, ecc.
Il Prevosto di allora, Mons. Giuseppe Capovin, commosso di una manifestazione così spontanea e devota prese la parola nella Chiesa affollatissima e all’auditorio egualmente commosso, propose di rinnovare ogni cinque anni nella prima domenica di maggio quel trionfo mariano. Il nobile popolo di Montebello accolse entusiasta il desiderio del Pastore. Sorse così la cosiddetta “Solenne”, la quinquennale di Maria. E ogni cinque anni la nostra parrocchia vide il trionfo della sua Madonna, con un ritmo sempre crescente di fede, di amore alla sua gran Madre benedicente.
Per il triduo avremo quest’anno fra noi Sua Ecc. Mons. Zaffonato, che pontificherà solennemente la domenica nella Parrocchiale. Il pomeriggio, oltre a Sua Ecc. Monsignor Zaffonato, sarà presente anche Sua Ecc. Mons. Carlo Zinato, nella processione che portando in trionfo la statua della Madonna onorerà degnamente la festa. Alla sera seguirà un programma bandistico e fuochi artificiali. Durante tutta la giornata funzionerà una ricca Pesca di beneficenza. »

Alcuni avvenimenti, in Italia e nel mondo, dell’anno 1955 dal calendario di FRATE INDOVINO:

Santa Pasqua: 10 Aprile – Presidente della Repubblica: Luigi Einaudi. Da l’11 maggio Giovanni Gronchi Papa: Eugenio Pacelli con il nome di Pio XII .

 

DAL MONDO - Leggi tutto...

1 Dicembre Il 1° dicembre a Montgomery in Alabama (Stati Uniti) Rosa Parks, 42 anni, di colore, rifiuta di cedere il posto sull’autobus a dei bianchi. È il primo atto di un’azione di protesta che andrà avanti fino al pronunciamento della Corte Suprema il 13 novembre 1956.
20 Dicembre Viene firmato l’accordo italo-tedesco per il reclutamento della manodopera italiana; nei decenni successivi si trasferiranno in Germania 4 milioni di connazionali.
Costo della vita: stipendio mensile di un operaio circa £. 40.000; una tazzina di caffè costa £. 40 e il pane £. 150 al kg; la Fiat inizia a produrre la 600 con un prezzo di vendita intorno a £. 600.000.

FILM
1) Il ferroviere; 2) Le amiche; 3) Caccia al ladro; 4) Quando la moglie è in vacanza; 5) La valle dell’Eden; 6) Siamo uomini o caporali?; 7) La rosa tatuata; 8) Gioventù bruciata; 9) Le amiche; 10) Lo scapolo; 11) Il segno di Venere; 12) Marcellino pane e vino.

MUOIONO
11 Marzo Alexander Fleming, batteriologo inglese.
18 Aprile Albert Einstein, fisico e matematico tedesco.
26 Maggio Alberto Ascari, pilota automobilistico.
12 Agosto Thomas Mann, romanziere tedesco.
30 Settembre James Dean, attore americano.

NASCONO

1 Marzo Gene Gnocchi, comico e conduttore televisivo.
9 Marzo Ornella Muti, attrice.
13 Marzo Bruno Conti, calciatore.
17 Maggio Francesco Nuti, regista e attore.
20 Maggio Diego Abatantuono, attore e sceneggiatore.
3 Luglio Walter Veltroni, politico.
25 Settembre Adelmo Fornaciari, in arte Zucchero, cantautore.
28 Ottobre Bill Gates, imprenditore statunitense dell’informatica.
3 Dicembre Pier Ferdinando Casini, politico.

PREMI NOBEL
Chimica: Vincent Du Vigneaud.
Fisica: Polykarp Kusch, Willis Eugene Lamb.
Letteratura: Halldór Kiljan Laxness.
Medicina: Axel Hugo Theodor Theorell.
Pace: Non assegnato.

 SANREMO
1) “Buongiorno tristezza” Tullio PaneClaudio Villa; 2) “Il torrente”Tullio Pane – Claudio Villa; 3) “Canto nella valle” Nuccia Bongiovanni con Bruno Pallesi e Radio BoysNatalino Otto con Trio Aurora.

SPORT
Ciclismo: Maspes conquista per l’Italia il primo Titolo Mondiale nel Campionato assoluto di Velocità su Pista al Vigorelli di Milano. Fiorenzo Magni si aggiudica il Giro d’Italia.
Calcio: Viene inaugurata la Coppa dei Campioni d’Europa. Il Milan vince lo Scudetto; la seconda classificata (Udinese) e il Catania retrocedono per illecito sportivo.
Automobilismo: Fangio, sempre su Mercedes, si conferma Campione del Mondo.
Ippica: Ribot, “pluripremiato” purosangue allevato dal grande Federico Tesio, corre per la prima volta e vince l’Arc de Triomphe.

Umberto Ravagnani

Foto:
1) Il corteo della Solenne il 1° maggio 1955 con la Madonna sul carro trainato da due cavalli neri.
2) Mons. Giuseppe Zaffonato (1899 – 1988) davanti alla Chiesa di Montebello Vicentino durante la Solenne del 1955.
È stato nominato vescovo di Vittorio Veneto il 27 settembre 1945 e il 31 gennaio 1956 fu promosso arcivescovo metropolita di Udine.
(Dal diario di Don Antonio Zanellato e Don Mario Cola – Archivio Parrocchiale di MB. Foto originali in bianco/nero dello Studio Fot. Crosara. Elaborazione grafica digitale e colore Umberto Ravagnani).

Figura: La copertina del calendario di Frate Indovino del 1955 (APUR – Archivio privato Umberto Ravagnani).

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LA SOLENNE DEL 1970

[177] LA SOLENNE DEL 1970 A MONTEBELLO

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Dal diario della Parrocchia di Montebello Vicentino, tenuto da Don Antonio Zanellato che fu Prevosto dal 1919 al 1952, e continuato da Don Mario Cola, Prevosto dal 1953 al 1978, leggiamo la cronaca delle giornate dedicate alla Solenne nel 1970:

« 1970 – … Devo aggiungere che l’illuminazione della Chiesa e del Campanile fu fatta dai ferrovieri locali, gratis, per concessione del loro capo Sig. Campesan. Per riconoscenza li ho invitati a cena il mercoledì 3 Giugno, ed è stato un incontro molto cordiale.
Questa volta non è stato invitato il Vicario perché venivano in pochi, ma ci fu il compenso di una partecipazione maggiore della parrocchia.
Il carro era tirato da un cavallo bianco: aggiungo alcune fotografie che illustrano il grande avvenimento. Presenti anche due carabinieri in alta tenuta. Per i programmi vedi cartella della Quinquennale e quella dei bollettini parrocchiali. Meglio posticipare la Processione alle 15.30, e che ci sia un tecnico alla porta della Chiesa per gli altoparlanti, che uniscono la preghiera comune della Processione. Curare meglio il trasporto degli ammalati. Il Canto fu tutto in italiano: in latino il Magnificat del Perosi al pomeriggio. »

DALLA VOCE DEI BERICI
MONTEBELLO VICENTINO 3-5-1970 – Oggi in parrocchia festa della Madonna

La « solenne »: è chiamata così l’odierna festa della Madonna di Montebello che ritorna ogni cinque anni e che è giunta alla diciassettesima edizione. La sua origine risale al prevosto Capovin, che nel trasporto dell’immagine da una cappella del paese alla chiesa parrocchiale, commosso per la partecipazione della folla, stabilì di rinnovare la processione ogni quinquennio. Alla celebrazione odierna sarà presente S.E. Mons. Mason. Il programma dettagliato è stato pubblicato su grandi manifesti. Il tributo di affetto e di venerazione che la parrocchia rende alla Beata vergine sua protettrice è veramente imponente. Vie infiorate, archi, banda, chiesa illuminata allo esterno, partecipazione cordiale di tutti i cittadini rendono più festosa la solennità. Non c’è famiglia che non si senta legata alla sua Madonna.

DALLA VOCE DEI BERICI
MONTEBELLO VIC. – Felice riuscita della quinquennale festa della Madonna.

Preparata da S.E. Mons. Edoardo Mason, vescovo missionario (dopo l’ingresso solenne fatto da S.E. Mons. Fanton per una breve assenza del primo, il giovedì 30 aprile), la festa quinquennale della Madonna di Montebello è riuscita vera apoteosi celeste. Le cerimonie sono culminate la domenica 3 maggio con la celebrazione di dodici sacerdoti nati o passati per ministero nella parrocchia, e la solenne processione del pomeriggio, attraverso le vie addobbate.
E non si pensi ad una sagra: la frequenza ai Sacramenti è stata come quella pasquale, con la presenza di Confessori straordinari, per cui la gioia del cuore si associa a quella esterna, espressa in archi costruiti con arte, nella banda, nei fuochi artificiali, ecc.
Le famiglie hanno invitato i parenti lontani, venuti anche dall’estero, e Montebello è ritornato in quei giorni una unica e mirabile famiglia spirituale. Le persone si sono calcolate alla solenne processione sulle 5.000. Gli ammalati, riuniti in chiesa, il lunedì seguente, hanno avuto il conforto di ammirare la vergine e di fare la S. Comunione per le mani di S.E. Mons. Vescovo.

Alcuni avvenimenti, in Italia e nel mondo, dell’anno 1970 dal calendario di FRATE INDOVINO:

Santa Pasqua: 29 Marzo – Presidente della Repubblica: Giuseppe SaragatPapa: Giovanni Battista Montini con il nome di Paolo VI.


DAL MONDO - Leggi tutto...

22 Gennaio 1970 Primo volo commerciale di un Boeing 747, da New York a Londra in 6 ore
5 Febbraio Viene trasmesso, per la prima volta, il Telequiz “Rischiatutto”.
5 Marzo entra in vigore il “Trattato di non proliferazione nucleare”.
10 Aprile Si scioglie il gruppo musicale dei Beatles.
14 Aprile Grave guasto dell’Apollo 13, navicella spaziale americana in orbita terrestre, con rientro il 17 aprile e fortunoso salvataggio dei piloti.
7 Giugno Si tengono per la prima volta le elezioni regionali.
11 Settembre Un tornado a Venezia e l’8 ottobre un’alluvione a Genova, causano gravi perdite di vite umane.

FILM
1) Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto; 2) Airport; 3) Gli Aristogatti; 4) Il Giardino dei Finzi Contini; 5) Zabriskie Point; 6) Uomini Contro; 7) Andromeda; 8) Asterix e Cleopatra; 9) Strategia del ragno.

MUOIONO
2 Giugno Giuseppe Ungaretti, poeta.
18 Settembre Jimi Hendrix, chitarrista e cantante USA.
25 Settembre Erich Maria Remarque, scrittore tedesco.
9 Novembre Charles de Gaulle, generale e statista francese.

NASCONO
13 Gennaio Marco Pantani, campione di ciclismo.
29 Aprile Andre Agassi, tennista statunitense.
4 Giugno Deborah Compagnoni, sciatrice italiana.
25 Agosto Claudia Schiffer, top model tedesca.

PREMI NOBEL
Pace: Norman E. Borlaug.
Letteratura: Aleksandr Isayevich Solzhenitsyn.
Medicina: Julius Axelrod, Ulf von Euler, Bernard Katz.
Fisica: Hannes Olof Gösta Alfven, Louis Eugène Félix Néel.
Chimica: Luis Leloir.
Economia: Paul A. Samuelson.

 SANREMO
1) “Chi non lavora non fa l’amore” Adriano Celentano – Claudia Mori; 2) “La prima cosa bella” Nicola Di Bari – Ricchi e Poveri; 3) “L’arca di Noè” Sergio Endrigo – Iva Zanicchi.

SPORT
Pallacanestro: 9 Aprile L’ italiana esulta per la conquista della Coppa dei Campioni da parte dell’ “Ignis Varese” che domina a Sarajevo la “Stella Rossa”. Il 26 settembre vincerà anche la Coppa Intercontinentale contro lo Slavia Praga.
Calcio: il Cagliari di Gigi Riva conquista il suo primo Scudetto, lasciando Juventus ed Inter in lotta per la seconda posizione. Il 17 giugno la Nazionale Italiana merita il plauso internazionale per la prova di carattere offerta in occasione dell’incontro vinto 4 a 3 contro la Nazionale della Germania Ovest. Allo stadio “Azteca” di Città del Messico (tempio mondiale del football), il 21 giugno la Squadra Brasiliana vince la Coppa Rimet battendo la nostra Nazionale per 4 a 1.

Umberto Ravagnani

Foto: Il corteo della Solenne il 3 maggio 1970 con la Madonna sul carro trainato da un cavallo dal bianco mantello (dal diario di Don Antonio Zanellato e Don Mario Cola – Archivio Parrocchiale di MB – elaborazione grafica digitale Umberto Ravagnani).

Figura: La copertina del calendario di Frate Indovino del 1970 (APUR – Archivio privato Umberto Ravagnani).

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LA SOLENNE DEL 1960

[173] LA SOLENNE DEL 1960 A MONTEBELLO

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Dal diario della Parrocchia di Montebello Vicentino, tenuto da Don Antonio Zanellato che fu Prevosto dal 1919 al 1952, e continuato da Don Mario Cola, Prevosto dal 1953 al 1978, leggiamo la cronaca delle giornate dedicate alla Solenne nel 1960:

« 75° dalla fondazione. 28 Aprile – 2 Maggio 1960.

Giov. 28-4
Incontro all’Arcivescovo alle Alte Montecchio – Un trionfo – Circa 50 macchine lo accompagnarono a MBello – Al Ponte sul Chiampo Confratelli – Baldacchino e Solenne processione alla Chiesa illuminata – Predica e benedizione – Il nome del Vescovo: Mr. Natale Moscati Arc. di Ferrara.

Ven. e Sab
Solenne venerazione alla Madonna per Contrade come nelle 40 ore partendo dall’Oratorio e offerta di Candele – Al Mattino, opportunamente distribuito il pellegrinaggio del Vicariato, con l’offerta di metà spesa da parte della parrocchia – Il tutto ben riuscito con numerose S. Comunioni.

Alla Domenica 1-5
Pontificale con l’assistenza di Chierici venuti dal Seminario e processione pomeridiana – una leggera minaccia di pioggia scompare tosto: unico inconveniente: non funzionarono all’ultimo momento gli altoparlanti che collegavano la Chiesa con tutto il percorso della processione, per cui sarà opportuno un’altra volta che un tecnico sia sempre presente in Chiesa. Discorso dell’Arcivescovo e del Prevosto: vedi relazione del giornale in apposita cartella.

Lunedì 2-5
Si volle far festa, e si mantenne la promessa – alla Messa dei malati, opportunamente trasportati in Chiesa, folla numerosa, come pure ai Vespri pomeridiani – Tutti furono meravigliati del concorso.

Osservazioni: opportuna la pubblicazione del bollettino di Febbraio, che dà il tono: l’invito di un Vescovo, che lo sostiene, la venerazione per contrade, l’offerta di una candela, il collegamento del percorso con altoparlanti, il trasporto dei malati, la festa del lunedì, etc. Vedi note nel bollettino. – La distribuzione di un’immagine – Un’altra volta: Il Cardinale di Venezia (?) Questa volta accettò e poi declinò l’invito – La televisione (?) Un maggiore reclam di stampa (?)

Sono stato contentissimo però delle S. Comunioni, anche di Uomini: alla distanza di 15 giorni dalla Pasqua non le aspettavo.

LAUS MARIAE – HODIE ET SEMPER »

Dal Bollettino Parrocchiale di Montebello dell’anno 1960:

« FESTA QUINQUENNALE DELLA MADONNA

E’ stato fatto un ampio resoconto nel giornale, Chi potrà dimenticare le tre giornate di “paradiso” che abbiamo trascorse? Quanto solenne l’incontro alle “Alte” a S. Ecc. Mans, Natale Mosconi, Arcivescovo di Ferrara! E come numerosi i turni di venerazione alla Madonna, per contrade!
Chiesa illuminata, campane a distesa, letizia serena in tutti, Comunioni e pellegrinaggio del Vicariato, hanno conferita alle solennità un carattere straordinario.
Alla domenica di chiusura poi, pontificale e processione, legata nel percorso da altoparlanti, hanno avuto come corona folla immensa, convenuta da ogni luogo.
Il lunedì fu dedicato agli ammalati, che ricevettero la S. Comunione in Chiesa da S. Ecc, l’Arcivescovo.
Esternamente le feste sono state sontuose: internamente le anime hanno confermata fa loro devozione alla cara Madonna di Montebello. »

Alcuni avvenimenti, in Italia e nel mondo, dell’anno 1960 dal calendario di FRATE INDOVINO:

Santa Pasqua: 17 Aprile – Presidente della Repubblica: Giovanni GronchiPapa: Angelo Giuseppe Roncalli con il nome di Giovanni XXIII.


DAL MONDO - Leggi tutto...

10 Gennaio 1960 – In Italia viene messa in onda la trasmissione radiofonica “Tutto il calcio minuto per minuto”.
29 Febbraio Un terremoto uccide un terzo della popolazione di Agadir in Marocco.
Si svolge a Squaw Valley, in California, l’VIII Olimpiade Invernale.
28 Marzo Giovanni XXIII eleva a cardinale Laurean Rugambwa, primo cardinale di colore nella storia della Chiesa.
22 Maggio Ancora un terremoto, il più forte del XX secolo, si abbatte sul Cile con magnitudo 9,5 gradi della Scala Richter (considerato il più potente terremoto mai registrato nella storia, con circa tremila morti n.d.r.).
Negli Stati Uniti, le elezioni presidenziali vedono vincitore John Fitzgerald Kennedy, che diventa il 35° Presidente.

FILM
1) L’appartamento; 2) La dolce vita; 3) Fino all’ultimo respiro; 4) Psyco; 5) Rocco e i suoi fratelli; 6) Spartacus; 7) Tutti a casa; 8) La ciociara; 9) Il figlio di Giuda.

MUOIONO
3 Febbraio Fred Buscaglione, cantante e attore.
1 Settembre Mario Riva, presentatore televisivo e attore.
16 Novembre Clark Gable, attore statunitense.

NASCONO
21 Marzo Ayrton Senna, pilota brasiliano di “Formula 1”.
28 Aprile Walter Zenga, calciatore.
8 Maggio Franco Baresi, calciatore.
16 Maggio Rosario Fiorello, conduttore radiofonico e televisivo.
4 Settembre Giorgio Panariello, comico e attore.
11 Settembre Francesco De Angelis, velista.
4 Ottobre Francesco Baccini, cantautore.
30 Ottobre Diego Armando Maradona, calciatore argentino.
17 Dicembre Moreno Argentin, campione di ciclismo.

PREMI NOBEL
Pace: Albert John Lutuli.
Letteratura: Saint-John Perse.
Medicina: Frank Macfarlane Burnet, Peter Brian Medawar.
Fisica: Donald Arthur Glaser.
Chimica: Willard Frank Libby.

SANREMO
1) “Romantica” Renato RascelTony Dallara; 2) “Libero” Domenico ModugnoTeddy Reno; 3) “Quando vien la sera” Joe SentieriWilma De Angelis.

SPORT
Olimpiadi: 25 Agosto il 25 agosto, si aprono a Roma i Giochi della XVII Olimpiade; emozionante il successo di Livio Berruti che riesce a dominare e vincere nei 200 metri; la maratona vede affermarsi Abebe Bikila, etiope che corre a piedi nudi. L’Italia porta a casa 36 medaglie, di cui 13 d’oro, posizionandosi al 3° posto della classifica generale.
Ciclismo: Il mondo del ciclismo e dello sport piange la scomparsa di Fausto Coppi, deceduto il 2 gennaio a causa di malaria non diagnosticata; Anquetil è il primo francese a vincere il Giro d’Italia; l’italiano, Gastone Nencini, torna ad aggiudicarsi il Tour de France.
Calcio: La Juventus vince trionfalmente lo Scudetto.
Automobilismo: Jack Brahbam si conferma Campione Mondiale di “Formula 1” con la Cooper-Climax.

Umberto Ravagnani

Foto: Il corteo della Solenne il 1° maggio 1960 con la Madonna sul carro trainato da due cavalli dal bruno mantello (dal diario di Don Antonio Zanellato e Don Mario Cola – Archivio Parrocchiale di MB. Foto originale in bianco/nero dello Studio Fot. Crosara. Elaborazione grafica digitale Umberto Ravagnani).
Figura: La copertina del calendario di Frate Indovino del 1960 (APUR – Archivio privato Umberto Ravagnani).

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IL CAPITELLO DELLA PEROSA

[156] IL CAPITELLO Dl CONTRADA PEROSA (1)

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Dal libro “La religiosità popolare nei Capitelli e gli Oratori a Montebello Vicentino” di Dima Luisa Franchetto e Silvana Marchetto, Amici di Montebello – 2005.

« Il capitello della Perosa – L’inizio dei lavori per la sua costruzione avvenne nel maggio del 1952. Fu costruito per la necessità di un ritrovo per le contrade lontane dalla Chiesa dove alla sera si recitavano i fioretti.
Il Prevosto di allora lo fece costruire proprio per questo motivo. Inizialmente fu posto sotto gli alberi del bosco un quadro della Madonna Pellegrina. Vedendo le persone di diverse contrade felici di questa iniziativa, si pensò di fare una cosa in grande, un capitello, ma mancavano i fondi per costruirlo. Allora le donne cominciarono a preparare dolci e venderli in piazza la domenica. In questo modo si potè iniziare a costruire un primo capitello. Espedito Perlotto, insieme ad altre persone si mise all’opera gratuitamente. Per impedire che il monte franasse fu costruito dietro al capitello un barbacane. La campana per la Madonna l’offrì la superiora dell’ospedale di Treviso, tutta in legno e vetro. Restava il problema della statua della Madonna. Una sera, mentre si recitava il S. Rosario si vide nel piccolo argine vicino, una scatola ben chiusa. Venne aperta e dentro fu trovata la statua della Madonna du Sacre Coeur. Una vecchietta fece un’offerta consistente perché si innalzasse un capitello degno della BONTÀ della Madonna e molti altri la imitarono ».

Umberto Ravagnani

Foto: Il Capitello della Contrada Perosa in una foto del 2015 (APUR – Umberto Ravagnani).

Nota:
(1) La Contrada Perosa è certamente tra le più antiche di Montebello. La troviamo citata, oltre 600 anni fa, in un atto di vendita del notaio Antonio Revese, stipulato in Vicenza, il 28 maggio 1418:

« ANNO 1418 – 28 MAGGIO Atto del Notaio Antonio figlio di Enrico Revese (de’ Aurificibus) –  V E N D I T A
In Vicenza, nel Palazzo del Comune, sopra il poggiolo presso la Torre.

Presenti: Enrico figlio di Nicolò Revese (padre del notaio), cittadino di Vicenza, Gerardo notaio del fu Bartolomeo de Caltrano ambi cittadini abitanti di Vicenza.

Per il prezzo di 40 Ducati d’oro, Battista del fu domino Zamboneto de Betone, cittadino e abitante di Vicenza nella Sindicaria di S. Giacomo, fu d’accordo con Giovanni di Vitale di Montebello di vendergli:

– una pezza di terra di 3 campi nelle pertinenze di Montebello in CONTRA’ VIA STRETTA, presso Bartolomeo di Giacomo e presso Pietro del fu Baldo,
– una pezza di terra di un campo nella CONTRA’ DI PEROSA presso Bartolomeo del fu Bartolomeo,
– un campo ed un quarto in CONTRA’ DEL BORGO presso Nicolò del fu Gaspare di Montebello, presso Giovanni del fu Bartolomeo del fu ser Lancio di Montebello e presso Giovanni di Michele,       
– un campo nella CONTRA’ DEL SUDENTRO presso le acque Delgade, presso i beni della Chiesa di S. Maria, presso l’acqua del Rodegoto ».

Ottorino Gianesato (“Nome e Cognome”, 2007).

 

CHI ERA LINO LOVATO?

AI LETTORI: L’Associazione Amici di Montebello sta preparando un evento per ricordare il nostro concittadino LINO LOVATO, pittore e scultore buono, generoso, sensibile, autore di molte opere artistiche. Chi avesse informazioni, aneddoti, suoi quadri, etc., è invitato a mettersi in contatto con la redazione tramite e-mail, sms o cellulare (vedi a fondo pagina). L’evento è stato fissato per il 6-7-8 dicembre 2019.

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L’OSPEDALE DI MONTEBELLO

[128] L’OSPEDALE CIVILE DI MONTEBELLO

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Ancora dal libro “Memorie storiche di Montebello Vicentino” pubblicato nel 1932 da Bruno Munaretto, in breve, la storia dell’Ospedale Civile di Montebello (ora Casa di riposo).

L’antico ospedale che sorgeva in piazza Umberto I (l’attuale Piazza Italia ndr) era cadente e inadatto ai bisogni del Comune, per cui nei 1868 fu aperto quello attuale in via Trento, come lo dice la lapide murata a ricordo e di cui trascrivo l’iscrizione: « Il dì della festa nazionale – 7 giugno 1868 – in questa casa – comperata e restaurata con i fondi – del Pio Istituto Elemosiniere di S. Giovanni Battista – si inaugurò l’Ospedale – tramutatovi con nuove forme di regolare disciplina – fu aperto l’Asilo infantile da essere mantenuto a spese del Comune – e con offerte private – Insediata la Congregazione di Carità – nuovamente istituita – il Consiglio Comunale – nel giorno 14 novembre 1869 fece scolpire questa lapide perchè del solenne avvenimento rimanesse perpetua memoria ».
In quei tempi però l’ospedale di cui ebbe gran cura il Prevosto Capovin, il quale lo affidò alle cure delle Suore di S. Dorotea, era ben poca cosa. Perciò nel 1909 fu ricostruito in parte e restaurati il Ricovero, le adiacenze e l’abitazione delle Suore con le offerte di tutti i parrocchiani.
Ma l’opera di completamento fu eseguita in questi ultimi anni per iniziativa del Presidente dell’Ospedale Angelo Luigi Arguello. Questi infatti con le offerte di tutti i Montebellani nel 1923 ampliò l’ospedale-casa di ricovero e, nel 1925 iniziò i lavori di costruzione dell’attuale padiglione Vittorio Emanuele III in ricordo del 25° anno di Regno del nostro Augusto Sovrano.
Fra le innovazioni apportate dall’Arguello alla benefica istituzione giova ricordare che i letti da 25 furono portati a 100, e che la vecchia cucina nel 1929 fu sostituita da una nuova con sistemi modernissimi (1).
Annessa all’Ospedale vi è una piccola chiesetta con altarino in legno in cui figura una pala, lavoro di buona mano, ma di sconosciuto autore. Il quadro rappresenta la Vergine in trono col Bimbo Gesù e con ai lati i Santi Ignazio di Loyola e Luigi Gonzaga. Sulla facciata dell’Ospedale figurano varie lapidi murate a ricordo dei benefattori, delle quali trascrivo le iscrizioni: « Le soavi sembianze – Di – Don Giuseppe Capovin – Prevosto meritissimo – per opere di cristiana beneficenza – nei cuori più che nel sasso scolpite – qui parlano ancora – il linguaggio della fede e dell’amore  – n. 24-10-1834 – m. 24-4-1907 ». – « Dietro l’austera figura – Che l’occhio ammira – riconoscano beneficati e visitatori – il nobile cuore di – Pietro Albertini – che legava morendo tutto il suo – a sollievo dei concittadini sofferenti – n. 3-5-1838 – m. 10-3-1911 ». Queste due epigrafi sono sormontate dai medaglioni dei due filantropi cittadini e ciò a differenza delle iscrizioni che trascrivo incise su piccole e semplici lapidi di marmo bianco: « La carità pel povero – che nutrì vivente – il Prevosto Don Girolamo Vaccari – rese perenne in morte – legando parte di sua sostanza – a questa Congregazione di carità ». – « Nobile esempio – di civica e cristiana carità il Cav. Ing. Luigi Brunelli – a questo pietoso ostello – parte cospicua di sua ricca sostanza – generosamente legava.  I-I-MCMXXIII. Anno primo E. F. ». – « I sudati risparmi – di onorata professione – Milion Augusto – Chimico Farmacista – lasciava in retaggio – in questa  Congregazione di carità. – XXIX-X-MCMXXVIII. Anno VII E. F. ».
Una lapide in marmo rossigno e di forme modeste con la scritta « Benefattori » porta incisi i nomi di filantropi cittadini, posti in ordine cronologico. Sarebbe bene però che in questa fossero menzionati indistintamente tutti i benefattori, senza ricorrere a particolari ricordi che per lo più si riducono a epigrafi del medesimo tenore. Si avrà così un unico ricordo più decoroso, più semplice e più economico.
Ecco i nomi dei Benefattori: « Dai Zovi Don Pietro, Prevosto, 1867 – Porra Don Vittore, Prevosto, 1877 – Bonomo Gioconda fu Bortolo, 1904 – Albertini Don Silvestro e Pietro fu Gio. Batta, Capovin Don Giuseppe, Prevosto, 1907 – Gaspari Angela fu Domenico, 1913 – Giarolo Don Domenico, Prevosto, 1919 – Peruffo Cav. Giuseppe, 1929 ».
Sulla facciata dell’Ospedale figura pure la lapide che una volta era posta sopra l’entrata della chiesa di S. Giovanni, dove speriamo che tra poco ritorni. Sotto a quella vi è la seguente iscrizione elle una volta figurava sulla facciata dell’antico ospedale: Eccola: « Perillust. ac Escul. D. D. Francisco Viviani – Iuris cons. D. Ioanni Baptistae – Hospitalis Patrono liberalissimo – Io. M. Collaltus Massarius et coeteri gubernatores – Ut tanti viri benemeriti – nomen aeternum vivat – Honoris ergo P. P. – Anno salutis MDCLXXIV ».

Note:
(1) Al signor Angelo Luigi Agnello si deve pure la fondazione della Scuola di Disegno e Plastica per artieri inaugurata il I gennaio 1920. Essa diede sempre ottimi risultati, nteritandosi il pretnio alle mostre Didattiche di Bologna Firenze e Venezia.

Foto: L’Ospedale Civile di Montebello (foto: APUR – Umberto Ravagnani – 1955).

Umberto Ravagnani

Nota: Per chi è interessato, da parecchi anni è stato istituito un premio letterario per scrittori di testi Poesia e Prosa nei dialetti di Lingua Veneta: si chiama “Premio letterario Raise 2019” e si tiene ad Arquà Polesine nel mese di settembre. Anche il nostro Lino Timillero vi ha partecipato l’anno scorso con grande soddisfazione. E’ possibile scaricare qui il Bando 2019.

AI LETTORI:
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DON GIUSEPPE CAPOVIN

[67] DON GIUSEPPE CAPOVIN – Prevosto a Montebello dal 1877 al 1908
Don Giuseppe Capovin è nato a Schio il 23 Ottobre 1834 dal farmacista Pietro Capovin e da Cecilia Sartori. Fu consacrato sacerdote nel 1857 e, per circa vent’anni, prestò servizio nella sua Schio con entusiasmo e grande passione. Nel 1861 fondò con altri la Compagnia di S. Luigi; dal 1864 fu cappellano delle suore Canossiane; nel 1869 fondò la Congregazione delle Figlie di Maria, la prima della Diocesi aggregata alla primaria di Roma, e ne fu anche il direttore; nel 1870 introdusse gli Esercizi per le operaie presso le Canossiane, nel 1876 istituì la Congregazione di S. Angela Merici la prima in Diocesi e ne fu anche il direttore.
Durante il suo apostolato nella sua cittadina natale ha lasciato un segno profondo, e, come dice don Giovanni Prosdocimi nella sua memoria, «… seppe tanto entrare nelle anime da spandere a Schio un vero profumo di virtù, della quale non pochi ricordano ancora il fascino …»
Ma ecco, come succede spesso ancora oggi, venne il momento di dover abbandonare la sua missione a Schio per iniziarne una nuova in un’altra Parrocchia. Era il 1877 e venne informato dal Vescovo Mons. A. Farina che sarebbe divenuto Prevosto di Montebello. La scelta non entusiasmò don Giuseppe Capovin che supplicò il Vescovo di ripensarci. Ma alla fine, con molta trepidazione, accettò l’incarico.
In un prezioso libricino, dove don Capovin annotava i suoi pensieri, scriveva rivolgendosi a se stesso: « Che temi? Perché ti angusti? Stolto. Sei tu che scegliesti quella via che chiaramente or ti vedi aperta innanzi, o non fu piuttosto Iddio che ti impose per dovere di percorrerla? Oh sì, oh mio Gesù, lo conosco. Dimenticherò me stesso per seguire puntualmente l’additatomi sentiero. La sua novità mi sorprende e mi conturba! Non importa. So con chi cammino e mi basta. »
E quando la sera del Sabato 14 Settembre 1877 arrivò a Montebello e fu accolto con una grande festa ne rimase commosso e poi annotò: « Alla stazione: Sindaco, Giunta, fabbricieri, musica, popolo: mio Dio quali momenti per me! »
Si mise subito all’opera aiutato da altri sacerdoti che lo apprezzarono e stimarono fin dal suo insediamento, ma non tardarono ad arrivare le prime difficoltà. Costituita la Congregazione delle Figlie di Maria, che, all’inizio, raccoglieva solo poche giovani ragazze, ci furono proteste da parte della Giunta e della Fabbriceria che rassegnarono presto le dimissioni. Don Giuseppe Capovin non si scompose e ai suoi più stretti collaboratori disse: « Ma che si pensa da quei signori? Forse che io con un drappello di bimbe devote vada congiurando contro l’unità della patria? »
Nel suo apostolato non smise mai di predicare con ardore la divina parola del Vangelo e di abbellire la Chiesa che, ripeteva: «… non è mai abbastanza ricca e bella, perché è la casa di Dio, ed è il solo luogo in terra dove il popolo tutto sentendosi indistintamente padrone, è veramente fratello! »
Il 26 aprile 1885 venne inaugurato l’altare dell’Immacolata Concezione, splendido lavoro di Francesco Cavallini di Pove e, nello stesso giorno, fu istituita la festa Quinquennale in onore di Maria.
Nel 1887 venne inaugurato il nuovo Oratorio della Sacra Famiglia che egli fece erigere in soli nove mesi, suscitando grande entusiasmo nei fedeli. Esso fu fatto su disegno del maestro muratore Giuseppe Guarda di Montebello.
Fece risorgere l’Ospedale e il Ricovero che versavano in pietose condizioni, affidandone nel 1902 la direzione alle Suore di S. Dorotea. Né trascurò i suoi figli più poveri e abbandonati offrendo loro tutto ciò che poteva.
Non si stancava mai di studiare e passava lunghe ore con i suoi libri, leggendo, cercando, tanto da diventare un esperto di storia, sia sacra che profana. Arricchiva continuamente la sua biblioteca di nuovi libri che divorava con molta passione. Amava moltissimo la sua terra: ne aveva studiato a fondo la storia mettendo assieme tutte le notizie, anche le più insignificanti, con molta precisione e passione. Scrive ancora don Giovanni Prosdocimi: « fortunato chi saprà servirsi di tanta dovizia di ricerche per compilare la storia di questo bello e storico paese! ». Aveva alcuni sacerdoti collaboratori ma lui li guidava con fermezza, ma con rispetto e spesso diceva loro: « Non abbiate timore, avanti! Il biasimo e le dicerie cadranno sempre sopra di me, ed io, lo sapete, non ne faccio conto. »

Umberto Ravagnani (dal N° 10 di AUREOS – Marzo 2018)

Figura: 125 anni fa, in occasione delle celebrazioni pasquali, il Prevosto Don Giuseppe Capovin faceva stampare questo bigliettino per la popolazione di Montebello Vicentino (collezione privata Umberto Ravagnani).

Con l’occasione la redazione augura una BUONA PASQUA a tutti i lettori

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FESTE CENTENARIE (4)

[50] FESTE CENTENARIE CELEBRATE A MONTEBELLO
(Mons. Giuseppe Capovin 1905 – Ultima parte)

Tali lavori furono compiuti dal Prevosto Pier-Antonio Dai Zovi, e la spesa totale per la sola costruzione della Chiesa fu di 40.000 ducati. Nel 1805 furono costruiti in noce i panchi a spese delle varie famiglie della Parrocchia.
Nel Marzo 1811 fu acquistato dal R. Demanio l’Altare Maggiore della soppressa Chiesa del Corpus Domini di Vicenza per il prezzo di 1000 ducati. L’Altare qui trasportato fu dedicato alla Madonna della Concezione, Esso è lavorato in marmo di Carrara con colonne ed intarsi di diaspro di Sicilia. Il lavoro fu diretto dal celebre scultore Orazio Marinali, e Giovanni Cassetta, suo parente, scolpì gli Angeli che posano sul frontone ed anche le due statue in marmo di Carrara rappresentanti i Santi Agostino e Francesco di Sales che ora stanno ai lati dell’Altare Maggiore di questo Coro. Il parapetto del suddetto altare ora adorna quello del SS. Crocifisso. Si crede sia opera esclusiva del Marinali. Nel giorno 16 Settembre 1819 il Prevosto Dai Zovi coll’intervento delle autorità comunali benediceva e faceva la posa della prima pietra per il nuovo Campanile sulla quale sta  scolpito:

D.O.M. — A. D. — MDCCCXIX die XVI Sept. — Praepositus Petrus Antonius Dai Zovi — P. H. L.

Il disegno del Campanile è dell’ architetto Antonio Zimello di Vicenza e fu compiuto soltanto nel 1848, stante le tristissime condizioni dei tempi, giacché le popolazioni erano state dissanguate dai passati Governi. Sino, all’anno 1833 si erano spese per erigere il Campanile lire austriache 24.000 e mancavano ancora la cella e la cupola. A due vecchie campane se ne sostituirono tre di nuove. Nel 1845 è pavimentata con quadri in marmo rosso e bianco la Chiesa, a spese delle famiglie della Parrocchia, ciascuna delle quali s’addossò il pagamento di uno o più dei 1067 quadri che occorrevano. Il costo fu di 5.000 lire austriache. Nel 1850 fu costruita in noce dal nostro ancora rinomato falegname Antonio Zufelato la Bussola della porta maggiore sopra disegno di Giovanni Gasparoni. Nel 1852 lo stesso Zufelato lavorava in noce le spalliere del Coro, disegno del prof. Lazzari di Venezia, e nel 1853 i Confessionali in noce, disegno dell’ing. Paolo Cenzatti. Nel 1852 fu costruito in marmo di Carrara l’Altare del Coro su disegno del prof. Lazzari, ed eseguito dal bravo scultore Pietro Spira di Venezia. Costò lire austriache 4.000. L’Altare e il Tabernacolo costarono lire austriache 3.000. Contemporaneamente furono lavorati il pavimento del Coro e la balaustrata.
1852 Paolo Cenzatti — Pel pavimento legava — Altare e Balaustri — Soccorrente la Confraternita — Ricostruiva del proprio — Il Praeposito — L’anno 1852. Nel 1854 furono sostituite quattro campane nuove a quelle del 1833 e costarono lire austriache 4.548. Nel 1865 Giovanni Gasparoni di Vicenza scolpì l’immagine del S.S. Crocifisso, lavoro pregiatissimo. Nel 1866. — Costruzione di un Organo nuovo: lavoro del rinomato Gio. Batta De Lorenzi di Vicenza. Costò lire austriache 12.000, e l’orchestra fu eseguita da Giovanni Gasparoni. Nel 1874. — Erezione della nuova facciata, disegno dell’arch. Antonio Zimello. Costò lire italiane 48 mila. Questa Chiesa fu consacrata da Mons. Antonio Farina Vescovo di Vicenza nella IV Domenica di Ottobre dell’anno 1874. Nel 1876. — Erezione di un nuovo altare a S. Giuseppe. Lavoro di Pietro Fusoro di Pove. La Pala fu dipinta dal cav. Busato di Vicenza. È molto pregiata. Nel 1885. — Ridotto a miglior forma l’Altare dell’Immacolata Concezione. Lavoro di Francesco Cavallini di Pove. Fu inaugurato il 26 Agosto, e nello stesso giorno fu istituita la festa Quinquennale ad onore di Maria S.S. Nel 1886. — II 13 Giugno fu inaugurato il Quadro del soffitto incominciato da Valentino Pupin, ma prevenuto dalla morte il compimento fu affidato al pittore Tomaso Pasquotti di Cohegliano. Nel 1887 fu eretto e compito il nuovo Oratorio ad onore della S. Famiglia. Disegno del compianto Giuseppe Guarda di Montebello. Ad onta del gratuito lavoro in gran parte prestato dai muratori del paese e del trasporto tutto gratuito dei materiali, costò in danaro lire 18.000. Nel 1894 il 16 Dicembre furono inaugurati i due splendidi Quadri del Coro dipinti ad eucausto da Ermolao Paoletti di Venezia. Nel 1899 furono costruite cinque nuove campane ed orologio. Nel 1900 alla mezzanotte del secolo che tramontava e del nuovo che sorgeva, fu  inaugurata la nuova statua del SS. Redentore, scolpita da Pietro Dalla Vecchia di Santorso.
Si è qui riportata la lunga lista dei lavori eseguiti nel corso di poco più di questo ultimo secolo per questa Chiesa Prepositurale per porre in luce come questa popolazione si sia ognora mostrata generosa nel promuovere il decoro della Santa Casa del Signore: testimonio indubitato della sua viva fede e della sua sincera pietà. Ed ora mi faccio a darle uno sguardo dopo gli abbellimenti aggiuntivi nella occasione di commemorare il settimo Centenario di questa Parrocchia. Chi si fa dinanzi per la prima volta a questa Chiesa non può non ammirare la sua elegante e grandiosa facciata, la quale se qualche cosa oggidì lascia a desiderare egli è a motivo dei guasti che le pioggie e le bufere spesso le arrecarono, stante la poco favorevole e fortunata sua posizione. Ma varchiamone l’ingresso che in essa ci conduce. E chi è mai che nel primo entrarvi non sia sorpreso alla vista delle sue architettoniche forme in ogni e singola sua parte e non si senta costretto ad esclamare, come spesso fu ripetuto da persone cui sono famigliari le arti del bello, oh che bella? che meravigliosa Chiesa? E quindi non provi in sé quel senso che piace, che soddisfa e che nulla disarmonizzi, nè colla mente, nè col cuore di un’anima credente, cristiana? Anche gli ultimi lavori di abbellimento che il pennello sobrio, intelligente, del bravo e modesto Domenico Cavedon le ha testé aggiunti con nuove tinte e nuovi colori, la Chiesa non ha perduto nulla, come si direbbe, della primitiva e naturale sua bellezza, ma invece concorsero mirabilmente a mettere in mostra tutto quanto di bello un tempo all’occhio facilmente sfuggiva.
Ed ora eleviamo a Dio un inno di ringraziamento e di gratitudine, perché qui nel luogo stesso ove un tempo forse si diffondevano le pagane dottrine (*) ora invece si sparge la indefettibile, consolatrice luce del Vangelo di G.C. che moralmente e civilmente ha riscattata l’umana famiglia, ed un inno altresì di amore si elevi anche a te, o Maria, cui fu qui sacrata la prima Chiesa e il primo Altare.

(*) Sotto il pavimento del Coro nel 1805 fu scoperta la lapide di un Sesviro Augustale.

SERIE CRONOLOGICA DEI RR. PREVOSTI

Nel secolo XIII i Sacerdoti che avevano la cura di anime della Parrocchia di Montebello si chiamavano talora Presbyteri, cioè Parrochi, e talora Archipresbyteri. Fin dal principio però del secolo XIV essi assunsero il titolo di Praepositus e poi volgarmente detto Prevosto, essendocchè erano ad un tempo anche Presidenti o Capi della Collegiata. Infatti « Praepositus proprie dicitur ubi adest Collegiata » (V. Esame delle pretensioni di Asolo Sez. I). Nelle Collegiate ufficio precipuo dei Preposti era di amministrare le rendite della Chiesa e distribuirle ai Chierici che vivevano in comunità (Esam. sud.) Onde erano come gli economi dei Canonici. Se alla Chiesa officiata dalla Collegiata era insieme annessa la cura di anime, il Prevosto essendo egli la prima dignità, era insieme il Rettore e governatore della Parrocchia. Così fu del Prevosto di Montebello, il quale era insieme il Parroco del luogo. Cessata la Collegiata non cessò però il titolo fino ai tempi presenti, come si vedrà dall’elenco che si riporta con quelle note che si è potuto raccogliere a dilucidazione.

(dal N° 5 di AUREOS – Dicembre 2004)

Figura: La Chiesa Prepositurale di Montebello da una cartolina di inizio Novecento (collezione privata del redattore).

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FESTE CENTENARIE (3)

[43] FESTE CENTENARIE CELEBRATE A MONTEBELLO
(Mons. Giuseppe Capovin 1905 – Terza parte)

Nell’anno seguente 1266 anche Gilberto dei Maltraverso Conti di Montebello vendette col fondo e signoria anche il giuspatronato (per usare l’espressione dell’atto allora esteso) al Comune di Vicenza. Non cedettero però allora da parte loro i diritti di patronato i Signori di Carturo, ma solamente circa il 1290 vendendola ancor essi al Comune di Vicenza. Non tardò punto il Comune di Vicenza a far valere gli acquisiti diritti di patronato sulla Chiesa di S. Maria di Montebello, giacchè il giorno 17 Maggio 1290, per incarico del Podestà di detta Città Giovanni de Jadi qui arrivava Nicolò detto Smareglo, Notaio, per compire l’affidatagli missione.
Era la Vigilia della festa dell’Ascensione e lo Smareglo si presentò a questa Chiesa nel momento che il Parroco Tomaso e i Canonici stavano per uscire colla processione per le Rogazioni verso la campagna, preceduti dal Gonfalone e dalla Croce e seguiti dal popolo. Lo Smareglo senza far cenno a chicchessia prende tra le mani Croce e Gonfalone, protestando ad alta voce che egli voleva camminare innanzi a tutti a nome del Comune di Vicenza in segno che questo aveva il diritto di patronato sopra la Chiesa di S. Maria di Montebello. Pronunciate tali parole si pone alla testa della Processione procedendo per la via comune attraverso l’abitato, seguito dagli astanti altamente stupiti per questo fatto. Nel Venerdì poi della stessa settimana il Notaio Uguccione del fu Alberto pubblico Notaio, nella piazza di Montebello, presenti il Parroco Tomaso, i Canonici e moltissime persone, estendeva l’atto solenne di quanto avea compiuto il Notaio Smareglo in nome del Podestà e del Comune di Vicenza, di cui riconfermava i diritti che le spettavano sopra questa Chiesa (Archivio di Torre Vol. 8).
Dopo gli eventi narrati ed in capo a breve tempo pare che la cosa non sia riuscita troppo piacevole a questi abitanti, e poiché il Comune di Vicenza non ommetteva occasione per sostenere con esagerata fierezza i propri diritti, particolarmente a danno della Chiesa e dei suoi Canonici, contro i quali si permise frequenti arbitrari, non ommesso quello di volere nuovamente prender possesso di questa Chiesa, anche con forme non permesse alle autorità secolari e più ancora per le opposizioni che sempre muoveva nella elezione dei nuovi Canonici, tutto questo stancava la pazienza della Collegiata, la quale ricorse al Podestà ed al Consiglio di Padova, da cui allora dipendeva anche il Comune di Vicenza, affinchè le fosse resa giustizia. Il ricorso non fu inutile, a questi Canonici furono riconosciuti i diritti fin allora esercitati, e per quello che riguarda l’elezioni nuove, in caso di vacanza, si conchiuse che i Canonici di Montebello per scegliere coloro che riconoscevano idonei, ciò non lo potessero fare nella propria Chiesa, bensì nella Cattedrale di Vicenza, alla presenza di alcuni incaricati da quel Comune.
Sembra che la Collegiata non cessasse colla venuta del Dominio Veneto 1404, ma piuttosto circa il 1450 non restando di essa altra memoria che il titolo della dignità principale del Proposito o Prevosto che si conserva anche ai nostri giorni nei rettori della Parrocchia di Montebello. La Chiesa di S. Maria, sino alla fine del secolo XIV per le tristi vicissitudini a cui fu esposta nelle frequentissime guerre e più ancora per la edacità del tempo era ridotta in misero stato. Nel secolo seguente passate le bufere politiche del primo quarto di esso, si vide la necessità non di ristauri che troppo era malconcia, ma di una completa riedificazione. La nuova Chiesa fu costruita nel 1447 a spese del Comune e degli abitanti di Montebello, come fa fede l’Iscrizione posta nel pilastro sinistro del coro e che qui si riporta: « MCCCCXLVII. Com. et homines de MB. fec. fieri hanc Ecclesiam. »
Sembra però che il lavoro di costruzione sia stato compiuto solamente nel 1454, giacché nell’interno della facciata vi era questa scritta: « Zanantonio F. 1459 Maistro Manferdin da Ravena di B.nd F. » i quali devono essere stati probabilmente i due Capimaestri che diressero il lavoro. Conviene però notare che per questa nuova Chiesa si cambiò del tutto la posizione dell’anteriore. Il Coro cioè fu costruito prospettante ad oriente e la facciata verso tramontana. Oltre la navata principale ne ebbe una seconda a sinistra con tre arcate, ossia cappelle. Oltre l’altare maggiore posto nel coro v’erano tre Altari: il primo, cioè per chi entra in Chiesa, dedicato a S. Brigida Vergine dell’ Ordine del SS. Salvatore; il secondo a Santa Maria della Concezione; il terzo a San Martino Vescovo di Tours. E qui è da ricordare, come subito dopo il 1476 in cui il Pontefice Sisto IV aveva permesso che in tutte le Chiese dell’Orbe si celebrasse nel giorno 8 Dicembre di ogni anno la festa della Concezione, che egli chiamava Immacolata, qui sia sorta una Congregazione sotto il titolo di S. M. della Concezione, che in breve addivenne fìorentissima per il numero grande di coloro che vi si ascrissero e che poscia unita alla Confraternita della Madonna della Cintura per godere di maggiori privilegi, altri di nuovi ed affatto speciali ne otteneva da S. S. Paolo V nell’Aprile 1617. Questa Congregazione ebbe sempre vita rigorosa. Si istituirono Legati, Livelli ed ebbe molte ricche donazioni e ciò sino all’anno 1807, quando cioè per una legge del Regno Italico, fu soppressa e demaniati tutti i suoi beni con grande lamento di tutti questi abitanti. Circa l’anno 1499 aumentata di nuovo la popolazione, fu necessario di allungare la Chiesa costruita nel 1447 e si aggiunsero due nuove Arcate ossia Cappelle e due Altari: uno dedicato a San Giuseppe sposo di Maria, l’altro a S. Francesco di Paola. In seguito venne eretto un altro altare ad onore della S. Croce, e questo fu costruito sul lato sinistro del Coro prospiciente la Chiesa. Nel 1575, abbattuto l’antico campanile, se ne rifece uno di nuovo con mattoni di cotto e guglia accuminata e questo fu costruito ove oggidì sorge il fianco destro della facciata della Prepositurale. Poco dopo la famosa battaglia di Lepanto combattuta e vinta felicemente dalle armi cristiane il 7 ottobre 1571 sotto la invocazione della Madonna del S. Rosario, anche qui si istituiva una Congregazione a di lei onore, che pari a quella della Concezione, ebbe numerosissimi ascritti e possedette altresì legati, livelli e beni propri, ma che purtroppo per la legge del 1807 dovette vedere demaniati e perduti. Fu merito però di questa Congregazione l’aver fatto eseguire a proprie spese nel 1583 in onore della celeste sua Patrona, dal celebre e rinomato Gio. Batta Maganza di Vicenza, la Pala che la rappresenta e che tuttora qui si possiede ed assai ammirata dagli intelligenti del bello. Anche Montebello nel 1630 travagliato orribilmente dalla pestilenza, vide in pochi mesi morire oltre un terzo dei suoi abitanti. Ma ne ebbe conforto e sollievo quando questa Comunità ad onore di S. Rocco erigeva una Cappella con altare nell’Oratorio di S. Francesco, obbligandosi di visitarla solennemente in ogni anno nel dì della sua festa. Da vario tempo si vagheggiava ed era desiderio assai comune di questa popolazione che una nuova Chiesa si sostituisse all’antica troppo angusta, spoglia di ogni gusto d’arte, di coro, povera di luce, schiacciata quasi per il tetto assai basso, con cappelle ed altari male proporzionati, in una parola la Santa Casa del Signore nella più triste e nuda miseria. Ma dove costruire la nuova Chiesa? Pareri ed opinioni le une colle altre non mancavano, e si disputò per vario tempo; ma fortunatamente il Prevosto D. Francesco Scortegagna che da 15 anni con amore, zelo e carità reggeva questa Parrocchia e con lui consociati in uno stesso pensiero il Nob. U. Girolamo Bruto-Revese e il N. U. Giuseppe Regan che l’uno e l’altro coprivano con onore e dignità l’ufficio di Vicarii di questa Comunità, non esclusa una parte notevole degli stessi Consiglieri che risiedevano alla pubblica amministrazione, prevalse il loro desiderio, anzi la loro volontà, che cioè la nuova Chiesa fosse riedificata sul luogo stesso dove tante generazioni si erano succedute a glorificare Iddio e ad implorare le sue benedizioni e dove pure tanta parte di esse dormivano in pace il sonno di una morte cristiana.
Dietro questa ed altre ragioni ispirate parte dalla fede e parte dal cuore, sparì ogni idea di contrarietà e di opposizioni, ed il popolo fattosi una cosa sola col suo Pastore e coi suoi Reggitori, si risolvette senz’alto di affidare l’incarico per il disegno della nuova Chiesa all’Architetto Giorgio Massari di Vicenza, che in quella città ed altri luoghi aveva di sé già elevata e nobilissima fama. Approvato il disegno da una Commissione all’uopo eletta, si incominciavano a raccogliere i mezzi necessari per la nuova fabbrica e la Comunità sopra il fondo delle colte che annualmente riscuoteva una parte, l’erogava generosamente per la Chiesa, e nel giorno 18 Ottobre 1776 colle cerimonie che prescrive il sacro rito, si fece la posizione della prima pietra per la costruzione del Coro e delle Sacristie.
Annuente Marco Cornelio — Episcopo Vicentino — Franciscus Scortegagna — Prsepositus
Hunc posuit lapidem — Die XVIII Octobiis — Anno salutis MDCCLXXVI.
Qui è da ricordare che alla nuova Chiesa si diede una posizione affatto diversa dall’ antecedente. Vale a dire il Coro e le Sacrestie si fabbricarono al di là ed anzi il primo, quasi poggiato alla facciata dell’antica Chiesa, e la facciata della nuova che prospitasse a mattina colla Borgata, e ciò con generale approvazione, giacché al di là della Chiesa più non esistevano da oltre 200 anni né le abitazioni né le case di un tempo che formavano una grossa contrada incendiata e distrutta pe ragioni di guerra. Durante la erezione del Coro e delle Sacristie il popolo continuò usufruire della vecchia Chiesa, per entrare nella quale, oltre la porta già esistente sul lato sinistro, se ne aperse allora una nuova anche nel lato sinistro del vecchio Coro. La erezione del Coro, delle Sacristie fu compiuta nel 1784 e il 15 agosto fu benedetto e messo in comunicazione colla vecchia Chiesa e si incominciò ad officiare. Il Coro e le Sacristie costarono 17.000 ducati. Nel dì 11 Luglio 1791 si pose mano a togliere dalla vecchia Chiesa gli Altari e quindi si passò alla, totale sua demolizione, compiuta il 22 Dicembre dello stesso anno. Il 6 Luglio la Commissione eletta per la fabbrica, con scrittura legale conchiudeva col sig. Vincenzo Squarcina di Vicenza il contratto di affidargli il lavoro di costruzione per 17.000 ducati, ed egli s’impegnava, di dare il lavoro compiuto in greggio nel corso di 5 anni, ma chiese e gli fu concesso di poter usure i materiali della Chiesa demolita. Qui è da deplorare che non si abbia collo Squarcina fatta eccezione di rispettare e conservare le antiche lapidi che coprivano numerose tombe delle principali e più benemerite famiglie e quindi che andassero smarrite tante care e preziose memorie. Una sola però di quelle lapidi fu conservata e fortunatamente quella del Rev. Prevosto Pietro dott. Caprini che lasciò ricordi di straordinaria santità.
Nel dì 24 Luglio dello stesso anno fu trasportato con processione di numeroso popolo il S.S. Sacramento all’oratorio di S. Francesco che servì ad uso di Parrocchia fino al 14 Gennaio 1798, in cui un’altra volta con devota processione il Divin Sacramento venne riportato nella nuova Chiesa che aveva solennemente benedetta il M. R. D. Celestino Bonvicini qui nato, ma da alcuni anni Arcipr. Vicar. Foraneo di Montorso. Il Rev. Prevosto D. Francesco Scortegagna che era stato il primo ed il più fervente ispiratore della nuova Chiesa, tra il compianto dell’ intera Parrocchia era morto tranquillo e sereno nell’Agosto dell’anno stesso 1798. Fu seppellito nel nuovo Coro e bene lo ha meritato; egli fu l’ultimo dei defunti inumati in Chiesa, giacché dopo d’allora le leggi lo vietarono. La costruzione della Chiesa importò la spesa di 20.000 ducati.
Quando si inaugurava la nuova Chiesa le mancavano il soffitto, la stabilitura e il pavimento. Il primo compreso il quadro che allora lo adornava importò la spesa di 4.000 ducati e la stabilitura e pavimento provvisorio alla Veneziana altri 4.000.

Continua nel prossimo numero …

(dal N° 4 di AUREOS – Dicembre 2003)

Figura: La Solenne, Festa quinquennale istituita da Mons. Giuseppe Capovin il 26 Aprile1885 (foto a cura del redattore).

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PER NON DIMENTICARE

[24] “UT LUCEAT” (Per non dimenticare)
FRANCESCO BONOMO nasce il 30 ottobre 1736 a Montebello da Domenico e Lucia Simonato, primo di sette figli. Dopo aver frequentato la scuola pubblica perfeziona la sua formazione sotto la guida del dotto Prevosto Don Pietro Caprini, “dottore in ambo le leggi” (1), per il quale il Bonomo conserverà una profonda stima ed una devozione filiale. Completata la sua istruzione, assume l’incarico di Cancelliere (2) della Comunità, compito che assolverà sino alla caduta della Serenissima Repubblica Veneta. E’ un fedele figlio della Serenissima, un amante della sua civiltà e delle sue tradizioni, accoglie con freddo distacco le novità rivoluzionarie giacobine, mentre accetta volentieri l’ordinata amministrazione asburgica, anche perché questa dimostra un atteggiamento rispettoso verso la religione. Nonostante ciò rimpiange fino all’ultimo giorno della sua vita l’amata Repubblica.

Egli è abitualmente ricordato per la “Cronaca” nella quale annota con meticolosa precisione gli avvenimenti che si sono succeduti a Montebello dal 1797 al 1815 in conseguenza delle guerre napoleoniche. Questa cronaca, ai più sconosciuta, verrà pubblicata per stralci nel nostro notiziario. Nessuno ha ricordato che il Bonomo, come cancelliere della Comunità ha avuto l’opportunità di consultare l’archivio del Comune e del Vicariato che fino al 1807 conservava tutta la sua documentazione a partire dal 1437 ed anche qualche documento più antico scampato all’incendio della casa della comunità avvenuto in quell’anno. La conoscenza di quanto conservato nell’archivio fa crescere in lui l’interesse per la memoria degli avvenimenti, che hanno significativamente influito sulle vicende della comunità di Montebello e lo avvia con scrupolosa attenzione alla ricerca dei documenti che confermano ed avvalorano storicamente i fatti narrati dagli anziani del paese.
Inizia quindi la stesura delle “Memorie manoscritte di Montebello” che, per quanto ci è rimasto, testimoniano una ricerca precisa, non conclusa, che doveva fornire un’analitica narrazione documentata delle vicende del paese dal X° secolo in poi. A queste “Memorie” hanno attinto a piene mani, dopo di lui, quanti hanno indagato sulla storia del paese, a partire dall’Abate Maccà, a Don Giobatta Dal Prà, a Mons. Antonio Capovin e via, via a seguire fino ai giorni nostri. Il Maccà, nella sua “Storia del territorio Vicentino” tomo VI, cita quasi costantemente la fonte alla quale attinge le notizie. Gli altri citano l’autore solo per gli avvenimenti a lui contemporanei, mentre si appropriano indebitamente del suo certosino ricercare negli anni più dimenticati del medioevo. Alla luce dei documenti consultati si può tranquillamente affermare che nessuna delle “Storie di Montebello” fino ad ora pubblicate, sarebbe stata possibile senza il contributo determinante del nostro Cancelliere.
Il Bonomo invecchia serenamente nell’avita dimora (3), confidando nella Provvidenza, avendo come unico rimpianto, mai assopito, l’ingloriosa fine dell’amata Repubblica. Egli muore il 15 febbraio 1830 e nel registro dei morti della parrocchia il sacerdote così ne fa memoria: “… fu Cancelliere del Comune e scrisse la cronaca di Montebello « integer vitae sclerisque purus » cristiano esemplarissimo, sia pace alla sua anima benedetta“.

Note:
(1) Diritto civile ed ecclesiastico
(2) Addetto alla redazione, registrazione e spedizione di documenti
(3) L’abitazione delle signorine Zonato in Via Gen. Vaccari ora di proprietà della Parrocchia

Da. Luce. Li. (dal N° 4 di AUREOS – Dicembre 2003)

Figura: Uno stralcio delle memorie del Bonomo dove, alla data del 4-5 novembre 1796, riporta l’arrivo di Napoleone a Montebello e, il 15-16-17 successivi ricorda la famosa battaglia di Arcole (Verona) dove Napoleone ebbe la meglio sugli Austriaci (composizione a cura del redattore).
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