DAL PROF. TERENZIO CONTERNO (3)

[54] L’ORIZZONTE DI RONCA’ (Tra le valli d’Illasi e del Chiampo)

L’argomento Γ¨ lo studio geologico-paleontologico dell’orizzonte Calcareo a Nummulites brongniarti nei Lessini centro orientali. Quest’orizzonte che si trova nella parte sommitale dell’Eocene medio (42 milioni di anni fa) Γ¨ stato chiamato nel 1960 piano Biarritziano perchΓ© affiora bene, oltre che a RoncΓ , anche nella nota localitΓ  turistica di Biarritz in Spagna. Esso Γ¨ caratterizzato dalla presenza di un β€œfossile guida” ben preciso: il Nummulites brongniarti (vedi disegno), un animale unicellulare che si Γ¨ evoluto e sviluppato in poco tempo e poi si Γ¨ estinto come specie. Teniamo presente che nelle zone che stiamo descrivendo c’era un mare piΓΉ o meno profondo (la Tetide) che si estendeva dalla Spagna alla Cina. Il fossile guida era un animale marino ed ha lasciato i propri resti dei gusci calcarei in tutto questo mare dove si era espanso; quindi lo troviamo dalla Spagna, alla Francia, in Italia, in Ungheria, ecc.
Dobbiamo quindi pensare al piano Biarritziano come ad una pagina di un quaderno sul fondo di questo mare con lo spessore che varia dai 3 ai 6 metri, con facies (aspetto) per lo piΓΉ calcarea, ma anche tufitica (tufo con inglobati vari fossili). Noto ancora che la deposizione degli organismi poi divenuti fossili, non Γ¨ stata omogenea in tutta l’estensione del mare. In particolare nella zona che stiamo studiando esistevano molti vulcani sottomarini che culminavano nell’apparato principale e cioΓ¨ il Monte Calvarina, l’unico che emergeva sopra l’acqua, da Santa Margherita in su. Questa che abbiamo chiamato pagina fossile sottomarina ora Γ¨ in facies calcarea, ora con tufi e fossili, ora manca perchΓ© al suo posto esistono poderose colate di lava sottomarine (come avviene nel comune di Montebello). Questa viene detta β€œeteropia di facies” e cioΓ¨ aspetti diversi di una stessa etΓ . Nel nostro Comune si trova certamente sotto gli strati di Agugliana che appartengono all’Eocene Superiore datati da un altro fossile guida, il Nummulites Fabiani (40 – 36 milioni di anni fa). A Nord di Agugliana il punto piΓΉ vicino dove emerge lo strato Γ¨ presso le frazioni di Bellimadore, Ponte Cocco, San Marcello ma siamo giΓ  nel comune di Montorso. In conseguenza del sollevamento alpino avvenuto a cominciare da 70 milioni di anni fa per azione della spinta della zolla africana contro la zolla europea, il mare Tetide Γ¨ man mano scomparso e sono emersi i terreni sottomarini come un libro le cui pagine testimoniano le varie etΓ . La morfologia attuale creata dagli eventi atmosferici in tanti milioni di anni, ha poi tagliato asportato, messo in luce lo strato di cui stiamo parlando, tra le valli esaminate.
In breve dirΓ² che il biarritziano compare ad occidente proprio sotto il castello di Illasi. Venendo verso oriente lo troviamo su tutta la dorsale di Colognola ai Colli; poi a Castelcerino, sopra il castello di Soave, a Montecchia di Crosara, a RoncΓ , a Ponte Cocco, a San Marcello per finire esattamente sotto i fondamenti della chiesa di San Bortolo di Arzignano e il retrostante campo di calcio. Fra tutti questi affioramenti occupa una particolare importanza quello di RoncΓ , zona classica per giacimenti fossiliferi giΓ  studiati all’inizio del secolo scorso. Infatti il geologo R. Fabiani aveva descritta nel 1915 la stratigrafia in corrispondenza delle Case Tessari stabilendo la serie tipo di RoncΓ . Affiorano inglobati nel tufo o nei calcari magnifici esemplari di Strombus Fortisii, Ampullina Vulcani, Ostree, Corbis Major, Velates, vari tipi di cerizi tra cui il Piramidato ed altri molluschi nonchΓ© resti di piante e di coccodrilli. E’ da notare che l’abbondanza di vita marina Γ¨ dovuta soprattutto alla presenza dell’attivitΓ  vulcanica sottomarina che arricchiva le acque di sostanze adatte per il ciclo della vita. Noto ancora che nella zona di RoncΓ  e dintorni ho rinvenuto vere e proprie spiagge fossili, ossia l’arenile con molti fossili che finiva direttamente contro il basalto: erano antiche spiagge poco profonde adatte alla vita dei molluschi. Noto in fine come ultima osservazione che tra gli strati biarritziani di Bellimadore – Ponte Cocco ed Agugliana col suo Priaboniano ci sono vulcanitiΒ  per 150 mt. di spessore, il che significa che c’è stata una intensa attivitΓ  vulcanica sottomarina poi cessata con successiva deposizione degli strati calcarei di Agugliana.

Terenzio ConternoΒ (dal NΒ° 8 di AUREOS – Dicembre 2007)

Foto: Terenzio Conterno durante la passeggiata culturale organizzata dagli Amici di Montebello il 21 maggio 2006 a Camposilvano di Velo Veronese (foto a cura del redattore).
Figura: Il fossile guida Nummulites brongniarti.

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DAL PROF. TERENZIO CONTERNO (1)

[28] CENNI GEOLOGICO-STRATI-GRAFICI DEL TERRITORIO DI MONTEBELLO VICENTINO
I territori del nostro comune che affiorano dai depositi alluvionali della pianura, appartengono al Semigraben (fossa) dell’Alpone – Chiampo. Essi sono di etΓ  EOCENICA MEDIA e SUPERIORE cioΓ¨ vanno da 52 a 36 milioni di anni fa.
Dobbiamo pensare ad un mare non molto profondo il cui fondo si Γ¨ abbassato in seguito alle falde di Castelvero e del Chiampo. In questa fossa tettonica si sono riversate lave basaltiche sottomarine spesso trasformate dal rapido raffreddamento in ialoclastiti; abbiamo poi la presenza di tufi sottili (localitΓ  Boccara), ma soprattutto di brecce esplosive dei neks che sono brandelli di lava cementati fra loro e danno origine ad una roccia che poi si frattura facilmente (come possiamo osservare lungo le mura che circondano la zona Gamba).
Questo mare Eocenico era meno profondo verso il Nord, com’Γ¨ naturale, perchΓ© la spinta della zolla africana dava origine all’orogenesi alpina creando delle anticlinali (pieghe) che man mano emergevano dal mare stesso fino a raggiungere le altezze attuali. L’unica parte del territorio che in questo periodo emergeva dal mare era la cima del Monte Calvarina ed il terreno circostante fin poco sopra l’abitato di S.Margherita. LΓ  possiamo osservare che le lave sono piΓΉ rossicce che non verso RoncΓ  perchΓ© si sono ossidate al contatto con l’ossigeno dell’aria ed il ferro in esse contenuto si Γ¨ parzialmente trasformato in limonite (ruggine rossa). Col dott. De Zanche ho studiato l’orizzonte di RoncΓ  “Biarritziano” che Γ¨ la parte finale dell’Eocene Medio e che passa dal castello di Illasi, al vecchio castello di Soave, RoncΓ , Ponte Cocco, San Bortolo di Arzignano. Era una specie di spiaggia dove pullulava la vita che e sempre rigogliosa intorno a zone di attivitΓ  vulcanica. Parlo di questo piano perchΓ© Ponte Cocco Γ¨ poco a Nord di Montebello e proprio sotto al versante Nord dell’Agugliana. Dunque il pacco di vulcaniti compreso tra il Biarritziano e l’Eocene Superiore di Agugliana Γ¨ certamente dell’Eocene Medio. L’affioramento sedimentario di Agugliana (Eocene Superiore detto PRIABONIANO il cui fossile guida Γ¨ il Nummulites Fabiani) ha un’etΓ  compresa tra 40 e 36 milioni di anni ed Γ¨ il residuo di un piΓΉ vasto orizzonte asportato dall’erosione. CiΓ² si puΓ² vedere in tutta la sua potenza proprio presso il passo di Priabona, strato che per la sua completezza ha dato il suo nome a questo periodo geologico. Dobbiamo pensare che, una volta terminata l’attivitΓ  vulcanica circa 40 milioni di anni fa, sul fondo marino in quiete ricominciarono a depositarsi calcari, ricci di mare, nummuliti, discocicline, pecten, tutti fossili oggi facilmente rintracciabili e che hanno dato origine ad uno strato di circa 50 metri di spessore massimo. In questi calcari in gran parte asportati si Γ¨ verificato il solito fenomeno del Carsismo che ha dato origine al locale “Buso del gatto” nel territorio di Agugliana, una lunga cavitΓ  con stalattiti e stalagmiti, che permette il deflusso delle acque della polije sovrastante (chiamata la Campagnola) che altrimenti diventerebbe un lago come era un tempo passato. Questo antico lago aveva una superficie di circa 0,5 Km2 ed era di forma ellittica; dopo la bonifica ha dato origine ad ottime coltivazioni agrarie. Noto che alcuni lembi dello strato Priaboniano sono franati fino nei pressi del ristorante “La Marescialla” a quota notevolmente inferiore. Evidentemente il torrente Rio con gli anni ha scavato la valle che poi ha causato il crollo di questi lembi.
Per quanto riguarda i terreni alluvionali della pianura, essi sono composti da ghiaie piΓΉ o meno grossolane depositate dai torrenti GuΓ  e Chiampo. Queste ghiaie sono perΓ² interrotte da depositi argillosi che permettono la formazione della 1A – 2A – 3A etc. falda acquifera. Ho notato questo fenomeno quando Γ¨ stato fatto il carotaggio nel “Bacino” in occasione della realizzazione del diaframma di rinforzo della diga, sopra la quale corre la statale 11, che crea l’invaso di espansione del GuΓ . Il nuovo sbarramento in cemento armato Γ¨ stato fatto arrivare fino alla prima stratificazione argillosa sotto la ghiaia. Prima di questo lavoro le acque del bacino passavano attraverso i ciottoli sotto la statale 11 e riemergevano al Borgo, con il fenomeno dei fontanazzi, preannunciando preoccupanti pericoli. Ora trovano l’argilla (impermeabile) sul fondo e la barriera di cemento armato di fronte e pertanto non filtrano piΓΉ. Osservo che questi strati argillosi sono la nostra fortuna perchΓ© riportano in superficie le acque piovane di montagne che appunto danno origine alle risorgive (vedi Trissino, Vicenza, Brendola, Almisano, e Milano che Γ¨ nato proprio in quel luogo per l’abbondanza di acqua risorgiva). E’ tutta una linea che dal Piemonte va fino in Friuli. Attingendo alle falde piΓΉ profonde l’acqua Γ¨ meno inquinata ma piΓΉ ricca di calcare perchΓ© compie un percorso piΓΉ lungo attraverso le ghiaie depositate dai nostri fiumi che traggono origine da bacini imbriferi caratterizzati da molti calcarei.

Prof. Terenzio ConternoΒ (dal NΒ° 5 di AUREOS – Dicembre 2004)

Figura: Terenzio Conterno durante una passeggiata culturale il 13 febbraio 2005 (foto a cura del redattore).
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