UN CASO DI FEMMINICIDIO

[114] SONO SEMPRE GLI INNOCENTI A PAGARE

Carlo Ruzini del fu Giuseppe di Montebello era solito abitare in cittΓ  a Vicenza. S’invaghΓ¬ della giovane cittadina Anna Perini di soli 14 anni, tanto che la ottenne in sposa nel 1783, andando in seguito ad abitare presso Anna Scabari, ava materna della ragazza. Datosi spesso ad una vita sfaccendata ed oziosa, coltivando i suoi vizi e qualche β€œimpura amicizia”, scialaquΓ² in poco tempo non solo quanto egli aveva, ma anche ciΓ² che alla detta Perini era stato dato a titolo di dote assegnata e perfino qualche capitale della citata.
Avendo a ragione deluso le due donne, decise di trasferirsi a Montebello, sua patria, cosa che fece il 4 di Giugno unitamente alla moglie, stabilendosi nella casa paterna. QuΓ¬, dopo qualche tempo, sollecitΓ² un suo cognato a recarsi a Vicenza dalla Scabari per pregarla di voler riprendere con sΓ© lui e la moglie e, in caso negativo, di farsi consegnare i suoi vestiti che erano rimasti lΓ . Il cognato si portΓ² a Vicenza, ma la Scabari affermΓ² di non voler assolutamente riprendere con sΓ© i due coniugi, vista la cattiva direzione del Ruzini. Anzi disse che avrebbe restituito i vestiti solo quando le fosse stata pagata la β€œdozena” (vitto e alloggio – n.d.r.) per tutto il tempo che i due colΓ  avevano vissuto. Il 5 Giugno il Ruzini ebbe la brutta risposta dal cognato. Quest’ultimo, mosso a compassione, lo consigliΓ² di trasferirsi a Conegliano (Treviso), in una casa di una persona religiosa, per procurarsi un impiego e, nel frattempo, di collocare a β€œdozena” la giovane moglie in un certo luogo di Vicenza. Non contento di questo possibili accomodamento bestemmiΓ² e replicΓ² due volte: β€œpur che il reo si salvi il giusto pera”. ChiamΓ² a sΓ© la moglie che stava seduta a tavola a pranzare e la invitΓ² ad appartarsi con lui perchΓ© desiderava parlarle lontano da orecchi indiscreti.. Allo scopo salirono in una stanza del piano superiore di quella casa e con un coltello colpΓ¬ la donna numerose volte lasciandola esanime sil pavimento. Discese al piano terra gridando ciΓ² che aveva fatto, s’impadronΓ¬ quindi di uno schioppo e si diede alla fuga. Subito i domestici raggiunsero il piano superiore dove trovarono la vittima con il coltello conficcato tra un braccio ed una manica che dava ancora flebili segni di vita. La donna morΓ¬ pochi minuti dopo. Il Ruzini fece perdere le sue tracce ed il Tribunale lo condannΓ² in contumacia al bando perpetuo dai territori della Serenissima.

Ottorino Gianesato (BBVi – RASPE CRIMINALI del ‘700)

Figura: Ricostruzione di fantasia dell’episodio raccontato (a cura del redattore).

Nota: Per rassicurare i lettori su questi violenti fatti di cronaca voglio citare un articolo di Mind (Mente & Cervello) del mese di giugno 2018, dal titolo “Il declino della violenza” di Steven Pinker docente di psicologia alla Harvard University di Cambridge: Β« Quella in cui viviamo Γ¨ senza dubbio una delle epoche meno violente della storia … Oggi per un cittadino europeo il rischio di morire per mano di un proprio simile Γ¨ statisticamente 60 volte inferiore rispetto al 1300 … Quando consultiamo le cronache medievali dell’Europa occidentale, constatiamo che l’autocontrollo lasciava a desiderare. In quei racconti abbondano i dettagli che dimostrano che la gente veniva alle mani per un nonnulla, faceva i bisogni dove capitava o pugnalava gli altri nel bel mezzo di un pranzo, tutti segnali che la capacitΓ  di controllo della mente di controllare il comportamento era molto debole. CosΓ¬ in Cina l’uso delle bacchette Γ¨ stato imposto dall’imperatore per mettere fine al problema mortale dei litigi durante i pasti, favorito dalla presenza dei coltelli …Β Β» (a cura del redattore).

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