ATTIVITA’ SVOLTE NEL 2005

[42] ATTIVITA’ DELL’ASSOCIAZIONE NELL’ANNO 2005
L’Associazione “Amici di Montebello” desidera far conoscere le iniziative e le attivitΓ  realizzate nel corso di quest’anno 2005 che sta per concludersi. Erano stati programmati incontri, visite guidate, ricerche storiche nel nostro paese: obiettivi che sono quasi del tutto raggiunti con un positivo riscontro nelle persone che hanno aderito a tali proposte. Iniziamo con l’esporre in ordine cronologico le gite e visite effettuate.
13 Febbraio 2005 – In occasione della Sagra (festa) di San Valentino escursione attraverso le colline da Montebello a Zermeghedo e salendo per i ripidi sentieri su fino all’Agugliana in visita all’antichissima chiesa dei Santi NicolΓ² e Valentino, e, rispettosi della tradizione, conclusione gastronomica nello stand allestito dalla Proloco.
8 Maggio 2005 – Visita al Santuario della Madonna dei Miracoli di Lonigo con l’assistenza della prof.ssa Nicolin Nicoletta Tonelato esperta conoscitrice dei tesori in esso contenuti e in particolare dei bellissimi ex voto su tavolette di legno.
15 Maggio 2005 – Visita alla Pieve romanica di Colognola ai Colli e alla chiesa della Madonna della StrΓ  di Belfiore (Vr).
12 Giugno 2005 – Gita sui colli Euganei e visita al Museo dei fossili di Cinto Euganeo (Pd) che espone una ricchissima collezione di reperti provenienti dall’area di Cava Bomba, accompagnati dal geologo prof. Terenzio Conterno. Il pomeriggio salita al monte Gemola ove sorge la Villa Beatrice d’Este costruita nel XVIIΒ° secolo sopra i resti dell’antico Monastero risalente al XIIΒ° secolo.
26 Giugno 2005 – La prof.ssa Alessandra Vantini ci ha guidati alla scoperta della Verona medioevale rappresentata dalle chiese di S. Fermo e di Sant’Anastasia, le Porte Borsari e dei Leoni, Piazza Erbe con i palazzi scaligeri e naturalmente la casa di Giulietta.
3 Luglio 2005 – Visita a Vicenza della mostra “La villa da Palladio a Carlo Scarpa” ospitata nel Palazzo Barbaran da Porto che illustrava l’evoluzione della villa veneta come centro economico, sociale e artistico nei secoli dal Cinquecento all’Ottocento.
11 Settembre 2005 – Visita a Cividale del Friuli per conoscere la civiltΓ  longobarda che qui ebbe un centro di primaria importanza nell’Italia dei secoli VI-VII-VIII, e con la visita al Museo archeologico, al Museo Paleocristiano, al Ponte del Diavolo, a S. Maria in Silvis e conclusione alla cittΓ  fortificata di Palmanova.
9 Ottobre 2005 – Visita al Museo della civiltΓ  paleoveneta di Adria (Ro). Questo Museo ospita una esclusivitΓ  mondiale perchΓ© espone una biga che fu ritualmente sepolta con tre cavalli per onorare la morte di un guerriero. Abbiamo ospitato in sede la conferenza del nostro socio Ottorino rag. Gianesato sul tema “L’amministrazione della giustizia durante la Repubblica di Venezia” con particolari riferimenti a fatti ed episodi accaduti in quei secoli a Montebello. L’Associazione ha poi fatto dono alla nostra Biblioteca Civica di due lavori opera della paziente ricerca nell’Archivio Notarile Vicentino del sopraccitato Ottorino Gianesato, illustrante il primo la situazione patrimoniale dei cittadini di Montebello nel 1500 dal titolo “I numeri della storia“, e il secondo aspetti del vivere quotidiano dei montebellani del 1600 riferito ad cognizione sociale dal titolo “Diario di un secolo“. Come non ricordare poi la collaborazione dell’Associazione con la Parrocchia per la pubblicazione di un opuscolo dal titolo “La religiositΓ  popolare nei capitelli e gli Oratori a Montebello Vicentino” scritto dalle nostre socieΒ Dima prof.ssa Luisa e Marchetto prof.ssa Silvana in occasione della quinquennale festa della “Solenne“. In tempo di computer e internet il socio Umberto Ravagnani ha creato il sito dell’Associazione: http://www.amicidimontebello.it Qui si possono trovare pubblicati tutti i numeri del nostro giornalino “Aureos” nonchΓ© foto di Montebello degli inizi del Novecento ed altre utili informazioni. Nel concludere questa rassegna ci piace ricordare ai nostri lettori che tutti possono partecipare con scritti e ricerche all’approfondimento della storia del nostro paese e alla salvaguardia delle nostre memorie augurandoci nel contempo di vederli accorrere numerosi alle iniziative che proporremo il prossimo anno.

(dal NΒ° 7 di AUREOS – Dicembre 2005)

Figura:Β  Silvana Marchetto, che assieme a Luisa Dima Franchetto, ha pubblicato l’opuscoloΒ “La religiositΓ  popolare nei capitelli e gli Oratori a Montebello Vicentino“, frutto di un’accurata ricerca a quattro mani (foto a cura del redattore).

AI LETTORI:
Quanti volessero collaborare per la redazione del notiziario con articoli o segnalare argomenti di particolare interesse, notizie, curiositΓ , proverbi locali, foto, cartoline d’epoca, etc., sono invitati a mettersi in contatto con l’Associazione.

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FESTE CENTENARIE (1)

[36] FESTE CENTENARIE CELEBRATE A MONTEBELLO

Con questo numero iniziamo la pubblicazione del volumetto stampato dalla Parrocchia nel 1905 in occasione del VII centenario dell’erezione della Prepositurale di Santa Maria. Questa breve sintesi di storia politica e religiosa del paese Γ¨ frutto di Mons. Giuseppe Capovin, Prevosto di Montebello dal 1877 al 1908 Mons. Capovin fu pastore d’anime esemplare in momenti sociali ed economici particolarmente difficili, era attento alle necessitΓ  di “tutti” i suoi parrocchiani, anche a quelli che osteggiavano la religione, e con affabilitΓ  sovveniva materialmente e spiritualmente i piΓΉ bisognosi. Il suo fare sincero e disinteressato, animato da una caritΓ  e spiritualitΓ  che sorgeva spontaneamente dal profondo del suo intimo, generΓ² nei suoi parrocchiani una stima ed un rispetto che si trasformarono ben presto in venerazione. Questa sua grande spiritualitΓ  non gli impedΓ¬ di prestare attenzione alle memorie storiche ed artistiche del paese. Fece ricopiare numerose cronache e documenti antichi perchΓ© non andassero perduti e si battΓ¨ a lungo per salvare dall’incuria l’antica Chiesa di San ZenoneSan Francesco, ma purtroppo poco dopo che i proprietari gli cedettero l’edificio la morte lo colse e si suoi sforzi furono vanificati. Come ben sappiamo, il suo successore la rase al suolo per dare avvio ad una filantropica istituzione (asilo infantile) che poteva senz’altro essere edificata in altri siti, considerato che a quell’epoca non mancavano gli spazi necessari.

FESTE CENTENARIE
(Prima parte)

AI SUOI DILETTI PARROCCHIANI
NEL VII CENTENARIO
DALLA EREZIONE
DELLA PREPOSITURALE DI S. MARIA
IN MONTEBELLO VICENTINO
QUESTI CENNI STORICI
CON PAZIENTE STUDIO RACCOLTI
DEDICA CON PATERNO AFFETTO
GIUSEPPE CAPOVIN
PREVOSTO

Β« Montebello, grossa borgata del Vicentino, la quale si stende ai piedi dell’ ultimo sprone delle Prealpi, su cui torreggia tuttora il Castello dei suoi antichi signori, a buon diritto vanta remotissime origini.
Ivi infatti nell’epoca del Romano Impero esisteva un vicus, ovvero borgo chiamato Β« ad Auraei o ad Auraeos Β» presso il quale I’Itinerario di Antonino del secolo IV segna Mutatio che era un aggregamento di vari fabbricati per contenere numerosi cavalli di ricambio, di buoi, muli, vetture e carri di varie forme per uso di pubblici Corrieri, dei viaggiatori e delle merci, o dove vi erano costantemente ufficiali investiti di potere e dignitΓ  per invigilare i Veredari ossia i conduttori di pubbliche o private vetture e gli schiavi o servi assunti al pubblico servizio e che erano pagati dalle Provincie, il che faceva Montebello un luogo importante (Filiasi – Storia dei Veneti).
Passava invero per esso la via Gallica, grande arteria, che metteva in comunicazione Milano con Aquileia e per l’Illirico con Costantinopoli. E Montebello con la sua Mutatione era uno dei due luoghi di fermata tra Verona e Vicenza.
Che avvenisse di Montebello nelle varie irruzioni barbariche, specialmente del secolo V, Γ¨ ovvio supporlo, ove si noti, che per il suo sito si trovava proprio sul loro passaggio ed esposto quindi alle loro devastazioni, scendendo esse in gran parte pel Friuli a desolare le nostre regioni. Fu perΓ² fortuna per gli abitanti suoi l’aver pronto e sicuro rifugio nei monti vicini coperti di boscaglie; passata indi la bufera ritornarono in buona parte a rialzare le mura delle loro, abitazioni. Per questo si trova Montebello sussistere nel secolo IX durante l’impero di Lotario I, come luogo sΓ¬ importante da essere pomo di discordia tra Vicentini, del cui territorio faceva parte, e Veronesi che si sforzavano di ammetterlo al proprio, come fecero l’anno 840, secondo narra l’antico Cronista Bonamente Aliprandi. (Castellini – Storia di Vicenza – libro III in Nota).
Al principio del secolo X vennero a desolare, dalla parte del Friuli, i nostri paesi i feroci Ungheri a varie riprese. Montebello fu uno dei più devastati, trovandosi sulla via del loro passaggio. Fu allora che a salvezza e rifugio dei pochi abitanti sfuggiti alle spade di quei barbari, si costruì il Castello, al quale più tardi se ne aggiunse un altro poco lungi.
Sino dal secolo decimo, come si ricava da documenti di quel tempo, furono signori di Montebello, i Conti di Padova e di Vicenza, discendenti dai Candiani Dogi di Venezia, i quali dal Conte Uberto Maltraverso sulla fine del secolo XII furono denominati Maltraversi di Montebello. Conservarono essi questo feudo sino all’unno 1265-1266, nei quali tanto i Maltraversi di Lozzo, come la linea di Montebello lo vendevano al Comune di Vicenza con tutti, i diritti annessi. (Dall’Archivio di Torre manoscritto del Vigna V. 8).
Quantunque il piΓΉ antico documento, riguardante Montebello, sotto il suo aspetto religioso, risalga all’anno 1205, pure da ciΓ² che Γ¨ stato premesso Γ¨ facile argomentare come i suoi abitanti fino dalla seconda metΓ  del secolo IV siano venuti a cognizione del Vangelo. Essendovi poi in esso la Mutatio, necessariamente dovevano ivi fermarsi gli Evangelizzatori di questa Provincia, e i Vescovi che si portavano dall’Illirico e dalla parte Orientale del Veneto a Milano, sede dell’Impero d’Occidente, dopo Valentiniano I, i quali animati del loro zelo, si mettevano a contatto de’ suoi abitanti per communicar loro la buona novella.
Si aggiunga che i diversi ufficiali e i numerosi servi pubblici addetti alla Mutatione, dichiarata che fu religione dello stato la Cristiana dagli Imperatori Valentiniano, Graziano e Teodosio si fecero un dovere ed un onore di abbracciarla pur essi in ossequio ai loro Sovrani Β».

Continua nel prossimo numero …

(dal NΒ° 2 di AUREOS – Giugno 2002)

Figura: Mons. Giuseppe Capovin in una cartolina dei primi anni del ‘900 (collezione privata del redattore).
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