LA FAMIGLIA CENZATTI

[94] LA FAMIGLIA CENZATTI O CENZATO

Verso la fine del Trecento, San Vincenzo diventa Patrono di Vicenza,Β  in sostituzione dei Santi Felice e Fortunato. Questa operazione Γ¨ favorita dai Nobili Visconti di Milano, in quel periodo signori di Vicenza, che dotano la neonata Chiesa di San Vincenzo di numerosi beni, soprattutto in Montebello. Anche in Montebello questo nome prende piede nei primi decenni del Quattrocento e,Β  nel 1450, si legge di un tale Michele figlio di Vincenzo. A due transazioni notarili del 1479 partecipa β€œCenzeto” figlio di NicolΓ² dalla Selva, cosΓ¬ chiamato in una, mentre nell’altra figura come Vincenzino figlio di NicolΓ² Cenzeto. Nel 1485, in un altro rogito, appare scritto Vincenzo del fu NicolΓ² detto β€œCenzeto”. Non Γ¨ molto ben chiaro se le nove famiglie estimate nel 1544-45 siano tutte legate da vincoli di parentela. In quella rilevazione si trovano elencati piΓΉ rami con il cognome Cenzati o Zensati che sono collocati nell’omonima contrΓ  della Selva, nella contrΓ  della Piazza (nel centro di Montebello) e nella contrΓ  di Borgolecco. L’alternanza dei nomi di battesimo come Michele e NicolΓ², spesso presenti nelle famiglie dei Cenzati, sancirebbe la discendenza da un unico capostipite, pur mancando i documenti per la conferma. La suddetta rilevazione evidenzia poi lo spostamento dei Cenzati dalla Selva verso il centro abitato nel quale hanno trovato la definitiva abitazione, per scomparire poi totalmente dall’iniziale insediamento sulle colline. Figura di spicco dei Cenzati Γ¨ il Presbitero Vincenzo del fu Bernardino che alla metΓ  del β€˜500 officia nella vicina Chiesa di San Giorgio di Sorio. Nelle liste dei consiglieri comunali di Montebello stanno scrittiΒ  Pellegrino nel 1655, Domenico e Francesco nel 1682 e nuovamente Domenico nel 1689. Il notaio Paolo Cenzati (o Cenzatti) Γ¨ attivo in Montebello nella prima metΓ  del Settecento ed il figlio Domenico nella seconda, garantendo il loro operato alla comunitΓ  per circa 90 anniΒ  fino ai primi anni dell’Ottocento. Negli elenchi del Dazio Macina di fine Settecento Domenico Cenzati Γ¨ naturalmente segnato nella Prima Classe dei benestanti a capo di una famiglia di ben 11 componenti.

Ottorino Gianesato (Nome … e Cognome (2007))

Figura: Casa Cenzatti Conforti, in via Marconi. E’ considerata una delle piΓΉ vecchie case di Montebello, probabilmente risalente al Seicento (a cura del redattore).

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LA FAMIGLIA CAZZOLATO

[86] LA FAMIGLIA CAZZOLATO

Questa famiglia ha visto nascere il suo cognome in Montebello nella prima metΓ  del β€˜500. La sua origine si deve a tale Pietro detto β€œCasolo” o β€œCazolo” come piΓΉ volte scritto, vissuto alla metΓ  del β€˜400 (nel 1469 era giΓ  morto). Tale soprannome puΓ² derivare tanto dal formaggio, quanto dal mestiere del commerciante di alimentari, il β€œcasolin” appunto, come ancor oggi viene chiamato il dettagliante di cibarie e simili. La successiva trasformazione in –ato, usuale nel Veneto ed ancor piΓΉ accentuata in Montebello, lo modifica nel definitivo Cazzolato. Uno dei suoi piΓΉ vecchi componenti porta il nome di Marendolo che si perpetuerΓ  fino alla sparizione da Montebello di questa famiglia che nulla a che spartire con quella dei Marendoli notai. Domenico Cazzolato nel β€œBalanzon” (1) di metΓ  cinquecento abita nella contrΓ  di Borgolecco ed Γ¨ al secondo posto, nobili esclusi, nella scala dei piΓΉ abbienti di Montebello, proprietario di oltre 50 campi. Non sono da meno altre tre famiglie dei Cazzolato che hanno tutte circa 20 campi ciascuna ed abitano nella contrΓ  della Chiesa. L’unica famiglia a non possedere gran che Γ¨ quella di NicolΓ², vicino di casa del piΓΉ ricco Domenico, titolare di solo 4 campi. Nel 1617 Girolamo Γ¨ consigliere comunale, nel 1657 lo Γ¨ Battista. L’estimo del 1665-69 rivela che per i Cazzolato i tempi migliori sono solo un ricordo poichΓ© le loro sostanze si sono ridotte a pochi campi, pur continuando ad abitare nella contrΓ  della Chiesa. Uno di loro riscuote dal Comune un affitto per una casa data all’Arciprete di Montebello. Nessuna altra futura registrazione di documenti in mio possesso segnala la presenza dei Cazzolato in Montebello che pertanto giΓ  agli inizi del β€˜700 erano assenti dal paese di origine.

Ottorino Gianesato (Nome … e Cognome (2007))

Note:
(1) Il Balanzon o Estimo nasce con lo scopo di descrivere e stimare il valore dei beni dei cittadini ai fini fiscali (N.d.R).

Figura: L’origine piΓΉ probabile di questo cognome Γ¨ dall’antico mestiere di “casaro”, qui in una ricostruzione di fantasia (a cura del redattore).

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IL PONTE DI SANT’EGIDIO (4)

[58] IL PONTE DI SANT’EGIDIO (detto anche il ponte di S. Zilio, il ponte de’ la GuΓ , il ponte Asse) (quarta parte)

UNA INSOLITA FONTE DI FINANZIAMENTO PER LA COSTRUZIONE DEI PONTI

Come, da chi e da dove provenivano i denari necessari alla costruzione dei ponti? Per un quarto delle spese, il Senato Veneziano aveva ordinato di utilizzare le somme versate per le multe delle condanne criminali, e a tale sistema si era adeguata anche la cittΓ  di Vicenza.

STATUTO VICENTINO CARTE 412
Delibera del 26 maggio 1559 fatto dal Consiglio della Magnifica ComunitΓ  Nostra di Vicenza

β€œLe gravi e assidue querimonie (lamentele) non piΓΉ da nostri Cittadini e poveri contadini, ma etiamdio replicate a vari Nobili viandanti forestieri e da Clarissimi Magistrati del Nostro Eccelso Dominio et etiam delli Signori Nostri Rettori, de’ molti ponti nelle strade pubbliche e principali di questo Territorio talmente rotti e guasti che il transito di quelli, non solo Γ¨ difficile, ma pericoloso e tremendo con rivolta (rovesciamento) spesse volte de’ carri e morte de’ cavalli e buoi, ha dato causa a noi ancor Deputati al Governo di questa Magnifica CittΓ  ridurli in piΓΉ bella e piΓΉ stabil forma per il passaggio de’ pedoni e carri e benefizio pubblico e privato. Onde volendo provvedere che una parte delli denari delle condanne criminali siano riservati per la reparatione de’ ponti, tanto urgente e necessaria che piΓΉ esser non potria, sΓ¬ come per leggi e consuetudini statuito e NON SIANO DISPENSATE IN ALTRO USO.
L’andarΓ  parte da essere presa in questo Consiglio, e poi approbata dall’Illustrissimo ed Eccelso Dominio Nostro, CHE CETERO D’OGNI ET QUALUNQUE PARTICOLAR CONDANNASON PECUNIARIA CHE SI FARA’ NEL NOSTRO CONSOLATO (Magistratura) CONTRA LI QUERELLATORI E MALFATTORI, SI DEBBA PER NUOVO DECRETO RITRAR LA QUARTA PORTION DA ESSER DEPOSITATA SOPRA IL SACRO MONTE DELLA PIETADE, QUAL SI DEBBA SOLAMENTE SPENDERE IN FABBRICHE DI PONTI E REPARATIONI DI QUELLI FUORI DI QUESTA CITTA’, NELLE STRADE PUBBLICHE E MILITARI, CON FERMA OPINION CHE, RIDOTTA IN TAL MODO INSIEME QUALCHE BUONA QUANTITA’ DI DENARI, SI DEBBA FABBRICARE UN PONTE DI PIETRA SOPRA IL FIUME DELLA TESINA NELLA VILLA DELLE TORRE (Torri di Quartesolo – n.d.r.)

Per la veritΓ  questa decisione di utilizzare parte dei denari delle condanne per la costruzione e manutenzione dei ponti non era in assoluto una novitΓ . GiΓ  il 16 Aprile 1544 i Deputati di Vicenza imposero al Nobile Dottor Vincenzo Garzadori di versare 100 Scudi ad Antonio Volpe, Provveditore alla edificazione del ponte di Torri di Quartesolo, affinchΓ¨ li utilizzasse per la sua riparazione. I detti denari provenivano dalla cassa che i soldati di Vicenza alimentavano con le riscossioni delle multe delle condanne. Della reale consistenza dei proventi delle multe c’era molto da dubitare, dato che nel 1583 al nuovo Provveditore per il ponte menzionato, Andrea Arnaldi, vennero stanziati 50 Ducati per riparare un danno. Ma a causa dell’insufficienza del denaro assegnato per l’operazione, non gli restΓ² altro, forse per non sfigurare, che anticipare di tasca propria, una ulteriore decina di Ducati. Due anni piΓΉ tardi, nel 1585, il Comune di Vicenza si dovette rivolgere al Governo della Serenissima affinchΓ¨ concedesse, per almeno dieci anni, UN NUOVO QUARTO da prelevarsi dal fondo delle condanne da impiegare nelle riparazioni di tutti i ponti, e particolarmente in quello delle β€œTorre”. Questo nuovo stanziamento avrebbe dovuto essere depositato sopra il Sacro Monte di PietΓ  e speso solamente per fabbricare il detto ponte delle β€œTorre” in pietra, come era stato fatto per quello di Montebello. Ma la storia ci tramanda che il Ponte di pietra sul Tesina dovette aspettare alcuni decenni prima di raggiungere la percorribilitΓ  auspicata.

Continua …

Ottorino Gianesato (dal NΒ° 10 di AUREOS – Marzo 2018)

Figura: Il ponte di Sant’Egidio durante una delle piene degli ultimi anni (foto a cura del redattore).

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