LA MAESTRA TERESA BERTOLA

[168] LA MAESTRA TERESA BERTOLA NICOLETTI

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La maestra Teresa Bertola Nicoletti fu una figura di riferimento per oltre 40 anni nelle scuole di Agugliana, Nogarole di Arzignano, Grossa di Gazzo Padovano, Bagnolo di Lonigo, Selva di Montebello e, infine, Montebello. Teresa Bertola nacque a Montebello Vicentino il 18 gennaio 1912, figlia di Luca e di Ortolan Vittoria. Ottenne il diploma di abilitazione Magistrale a Vicenza il 10 ottobre 1932. Vinse un concorso per maestri ordinari, a Roma, nel 1939. Fu assunta in ruolo a Nogarole Vicentino nell’ottobre del 1939.

Ancora la maestra Teresa Bertola, nell’anno scolastico 1958-59 ottenne l’assegnazione della classe VIa, sia femminile (12 alunne) che maschile (6 alunni). Tale scelta fu fatta, molto probabilmente, per la volontΓ  delle sue allieve dell’anno scolastico precedente, di avere un maggiore riconoscimento nell’ambito del lavoro (normalmente erano pochi gli alunni disposti a continuare gli studi).

Nonostante la classe VIa fosse in vigore da oltre mezzo secolo (1), a Montebello Vicentino era stata istituita solo da una decina di anni e non in modo continuativo. A dire il vero qualche esperimento lo avevano giΓ  condotto Maria Colla Lazzarini e Don Angelo Crasco negli anni dal 1921 al 1928, tenendo contemporaneamente lezioni alle classi Va e VIa. Tornando a tempi piΓΉ recenti, prima del 1958-59 con la maestra Teresa Bertola, la classe VIa fu ripresa, nell’anno scolastico 1949-50, dal maestro Pietro Dao (ruolo transitorio), nel 1950-51 da Gaetano Perticone, nel 1954-55 da Gobbo Giovanni, nel 1955-56 da Giovanni Timillero, nel 1956-57 e 1957-58 da Amelio Maggio, il quale la continuΓ² fino al 1961. Con la riforma del 1962 venne istituita la scuola media unificata e la classe VIa divenne, a partire dall’ottobre 1963, la classe Ia media unificata.

« La sua carriera scolastica Γ¨ durata 43 anni, ricevendo anche la medaglia d’oro dal sindaco del paese Giuseppe dalla Gassa, per il servizio reso alla comunitΓ . Ha vissuto accanto alle figlie e alle loro famiglie fino alla venerabile etΓ  di 104 anni, esempio indiscusso di madre, di nonna e persino di bisnonna. CosΓ¬ Le si sono rivolti i nipoti quando, festeggiata da grandi e piccini, ha compiuto i cento anni:

β€œBrava nonna, hai vissuto un secolo di Storia, quello con la S maiuscola, hai visto eventi straordinari quali conflitti mondiali, sbarco sulla luna, ascesa al soglio pontificio di papi stranieri, elezione di un presidente d’America di colore, hai assistito alla rivoluzione giovanile del β€˜68, alla rivoluzione tecnologica ed a tanto, tanto altro ancora, ma bravissima sei stata per l’amore che ci hai sempre dimostrato nella piccola storia di ogni giorno.” GRAZIE Β»

(Dal libro di Ottorino GianesatoUmberto RavagnaniMaria Elena Dalla Gassa « LA “SCUOLA VECCHIA” ELEMENTARE DI MONTEBELLO VICENTINO Β»)

Umberto Ravagnani
Maria Elena Dalla Gassa

Note:
(1) Nel 1904, su iniziativa di Vittorio Emanuele Orlando, l’obbligo della frequenza scolastica fu elevato sino all’etΓ  di dodici anni e venne istituito un corso popolare (composto dalla quinta classe giΓ  esistente e da una sesta di nuova elezione) per i ragazzi giΓ  impegnati nel lavoro, con alcuni insegnamenti facoltativi corrispondenti alle esigenze locali.

Foto: Anno scolastico 1958-59, classe VIa femminile, con la maestra Teresa Bertola. In questa classe frequentavano 12 alunne ma, questa maestra, seguiva anche una classe VIa maschile con 6 alunni (APUR Umberto Ravagnani).

 

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DISORDINI A MONTEBELLO (1)

[64] DISORDINI A MONTEBELLO (prima parte)

Il 24 Giugno 1859 le truppe franco-piemontesi comandate da Napoleone avevano inflitto una pesante sconfitta all’esercito austriaco nei pressi di Solferino. Da questi eventi era subito nata la consuetudine di festeggiare rumorosamente la ricorrenza anche nei territori ancora occupati dagli austriaci.

Venezia, 18 Giugno 1865
Al Signor Imperial Regio Delegato Provinciale di Vicenza

Nel 24 corrente mese cade l’anniversario della Battaglia di Solferino. E’ del tutto verosimile, e notizie confidenziali lo confermano, che il partito sovversivo voglia approfittarsi anche di questa occasione per far luogo alle sue solite perturbazioni della pubblica tranquillitΓ . Per di ciΓ² credo dovere ad ogni buon fine chiamare la di Lei attenzione, Signor Imperial Regio Delegato Provinciale, per sua norma, essendo del resto dalla Direzione di Polizia, giΓ  stata ingiunta agli Uffici di Polizia, l’attivazione anche in tale incontro d’una speciale sorveglianza. Essendosi giΓ  con speciali decreti chiamata l’attenzione degli Imperiali Regi Commissari Distrettuali di Lonigo, Thiene, Schio, Valdagno sulla ricorrenza del 24 corrente, e visto d’altronde che a mezzo dell’Imperial Direzione di Polizia furono quΓ¬ impartite disposizioni di sorveglianza. Accolga Signor Imperial Regio Delegato Provinciale l’assicurazione della distinta mia stima.

L’imperial Regia Luogotenenza di Venezia

Β 

Montebello, 25 Giugno 1865
Imperial Regio 3Β° Reggimento di Gendarmeria Posto di Montebello – Ala di Verona – Rapporto N. 175

Al Lodevole Imperial Regio Commissario Distrettuale di Lonigo

Essendo di pattuglia il sottoscritto in questa sera 24 corrente coi soldati Bolze Giorgio e Balador Stefano della 5Β° Compagnia – 23Β° Battaglione dei Cacciatori in questo capoluogo, e mentre mi trovai ad essere dirimpetto la Lozza (Loggia del Comune – n.d.r.) in piazza osservai ed intesero che alle ore 10 ed un quarto p. m. (pomeridiane) rimpetto alle case abitate dal Mastro Ricettore del Dazio el (sic !) Ingegner Frigo Bernardo, poco lungi dalla piazza esplosero due petardi in spazio d’un minuto uno fra l’altro. Recatomi all’istante sul luogo, ma essendoci state diverse persone del paese in quella vicinanza non fu possibile scoprire l’autore. A tale vista lo scrivente invitarono (invitΓ²) tutti gli esercenti a chiudere negozio e fu subito eseguito e tutta la gente furono (fu) pregata a recarsi alla loro (propria) casa, che anche questa eseguiva tale ordine senza difficoltΓ . Non essendo stata persona alcuna per la contrada, mi pare alle ore 11 p.m. per l’epoca di tre minuti scoppiarono altri due petardi: il primo rimpetto la casa di Guarda Antonio fabbro, abitante in piazza, ed il secondo nel comincio (sic !) (inizio) del paese venendo dalla stazione, vicino alla pubblica pesa. Il tutto furono scoppiati N. 4 petardi che furono dalla presente trovati e raccolti. Con di piΓΉ dal monte nominato Toja ? (1) sopra i palazzi della Baronessa Ermanni (Hermann) alla distanza di mezzo miglio dalla piazza, venne da ignoti individui accendiato un barile pieno di legna catramata che durava le fiamme circa un’ora di tempo e poi furono dal sottoscritto smorzato del tutto. Al quanto si verifica poi riguardo quest’ultimo (fatto) da parte di questo Cursore Comunale appare che essere un antico costume e alli scorsi anni veniva bruciato nella pubblica piazza. Dalla attivate indagini del sottoscritto in questa notte e riguardo gli autori tanto dei petardi che detto acceso barile sul monte non fu possibile verun scoprimento. Per corrispondere alle pronte partecipazioni il sottoscritto sarebbe stato in dovere di partecipare a tal fatto subito in via telegrafica, ma avendo osservato che la plebe non ha dimostrato alcun complotto di sollevazione, cosΓ¬ ne ho tardato fino alle ore 7 antimeridiane del 25, andando per la relativa partecipazione in via postale. All’atto che lo scrivente non manca di partecipare a codeste … gli si rimette anche i pezzi dei 4 petardi rinvenuti riservandosi per le continue indagini in proposito.

D’Apreve – Capoposto

 

Lonigo, 26 giugno 1865 (Prot. 134)
All’inclito Imperial Regio Delegato Provinciale di Vicenza

Neppure il giorno 24 corrente ha potuto passare tutto tranquillo in Comune di Montebello, malgrado le preventive raccomandazioni di sorveglianza da me impartite a quel Posto di Gendarmeria ed a quella Deputazione Comunale fin dal 18 detto e ripetuto in seguito agli ordini dell’Esimio Imperial Regio Cav. Delegato abbassati coll’ossequio Decreto 21 successivo N. 548. Sulle ultime ore infatti, dalle 10 alle 11 pomeridiane, nell’interno del paese scoppiarono 4 petardi e sul monte Toja (1) Γ¨ stato dato fuoco ad un barile di legna catramata senza che dell’una e dell’altra dimostrazione sia stato possibile scoprire gli autori: I particolari della cosa si desumono dalla relazione del 25 antedetto N. 175 del Capoposto di Gendarmeria che mi onoro di rassegnare in copia. Per oggi non mi Γ¨ dato di potervi riferire di piΓΉ sul delicato argomento: colla promessa di una buona mancia in denaro, ancora questa mattina mi Γ¨ riuscito di procurarmi un confidente e col di lui mezzo spero di aver tra non molto una qualche trama di quei malintenzionati che si lusingano di poter continuare a prendersi gioco delle disposizioni dell’AutoritΓ  e della quiete di un paese.

L’imperial Regio Commissario Distrettuale

Β Continua …

Note:
(1) Non esiste, nella toponomastica di Montebello, il Monte Toja. Certamente trattasi della collina del Castello indicata poi come localitΓ  a mezzo miglio dalla piazza. Il fatto che il toponimo Monte Toja figuri anche nella corrispondenza successiva, Γ¨ dovuto probabilmente al primitivo errore del rapporto del Capoposto.

Ottorino Gianesato (dal NΒ° 10 di AUREOS – Marzo 2018)

Figura: Ricostruzione di fantasia dei disordini nella Piazza di Montebello (a cura del redattore).

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