SELVA DI MONTEBELLO

[127] BREVE STORIA DI SELVA DI MONTEBELLO E DELLA SUA CHIESA

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Ancora dal libro “Memorie storiche di Montebello Vicentino” pubblicato nel 1932 da Bruno Munaretto, in breve, la storia della Selva di Montebello e della sua Chiesa.

Quantunque la frazione di Selva di Montebello, come il villaggio di Agugliana, non abbia una storia particolare che la distingue dagli altri centri, tuttavia, da un documento del 1080 riportato dall’Orsato nella sua storia di Padova, risulta che i Maltraversi erano « Comites Montisbelli et SylvarumΒ Β», e cioΓ¨ Conti di Montebello e delle Selve. Ed invero il paesello di Selva, come dice lo stesso suo nome, fino dai tempi piΓΉ remoti fu cosΓ¬ denominato a causa delle fitte boscaglie che allora coprivano pressochΓ¨ per intero i colli circostanti, la ridente valletta in cui si adagiano le sue abitazioni.

Sul principio del secolo XVII Selva ed Agugliana, fecero alcune istanze presso la « magnifica cittΓ  di VicenzaΒ Β» e presso « l’alma et inclita cittΓ  di VeneziaΒ Β», allo scopo di svincolarsi dal comune di Montebello. Ogni tentativo peraltro riuscΓ¬ vano, per cui il 15 agosto 1624, Girolamo dei Giorii e NicolΓ² Guarda, incaricati in proposito, compresa l’inutilitΓ  di ulteriori insistenze, decisero di rinunziare alla causa. Da allora Selva ed Agugliana piΓΉ non pensarono di sottrarsi al comune di Montebello, da cui sempre dipesero per giurisdizione amministrativa.

Il primo tentativo di costruire una chiesa nella contrada di Selva, risale al principio del secolo XIX; quando cioΓ¨ un membro di un ramo, ora estinto, della famiglia Maule, provvedeva con un legato, all’erezione di un oratorio, il quale perΓ² non fu costruito, perchΓ¨ in progresso di tempo, la famiglia che ne patrocinava la causa decadde, e quel lascito andΓ² disperso. SenonchΓ¨ sulla prima metΓ  del secolo scorso, il bisogno di avere un piccolo oratorio fu manifestato dall’intera popolazione. Ma, sebbene il parroco di Agugliana, Don Benedetto Pernigotto, fosse propenso alla causa, pure bisognava rendersi ragione che, prima di costruire il Β nuovo oratorio, era necessario di restaurare la chiesa di S. NicolΓ², assai malconcia per vetustΓ . Per cui anche in quei tempi, l’idea di costruire la tanto desiderata chiesetta fu pel momento abbandonata; e solo nel 1867 ai Selvesi si offrΓ¬ l’occasione di tradurre in atto il loro proposito. Ed ecco in qual modo: Β« Ancor prima del 1866 cosΓ¬ scrive Don Domenico Casalin nelle sue memorie di Selva ed Agugliana (1) si pensava di riattare la canonica di Agugliana. Portata la cosa come di diritto e di metodo a conoscenza del Consiglio Comunale di Montebello, fu dallo stesso riconosciuto quel bisogno, e, previo tecnico progetto, fu indetta l’asta del lavoro, il quale fu levato dal M. R. Parroco Don Beniamino Rancan per fiorini austriaci 675. Sopravvennero intanto i rovesci politici del 1866 e del progetto per alcun tempo non ne fu nulla. Finalmente, riaperte le pratiche, il Commendator Giuseppe Pasetti, di grata memoria, e a quel tempo sindaco di Montebello Vicentino, volle portarsi in persona sul luogo per vedere il da farsi. Veduta la posizione e la condizione materiale della casa canonica, propendeva il Pasetti a rifarla del tutto, trasportandola dietro alla chiesa, e, nello stesso tempo, consigliava il M. R. Parroco a rinunciare all’appaltatura del lavoro, devolvendone l’incarico ad una commissione di parrocchiani. E la commissione fu eletta nelle persone di Tibaldo Domenico, Guarda GiosuΓ¨ e Benetti Marc’Antonio di Selva e di un capo delle piΓΉ importanti famiglie di Agugliana.

Fu invitata la commissione a raccogliersi sotto la presidenza del Sindaco nella Sede Municipale il 20 novembre 1867, onde venir a capo di qualche cosa. Mancava il membro della commissione appartenente all’Agugliana, per qual ragione non lo si sa, e siccome si trovava sulla piazza sottostante e dopo ripetuti inviti non volle intervenire, impazientito il Benetti esclamΓ²: S’egli, che Γ¨ il piΓΉ interessato per la comoditΓ  del luogo, non viene, devo mandare lassΓΉ le mie boarie? E se facessimo una chiesa in fondo alla valle? Magari – rispose il Sindaco -; fate una sottoscrizione di obbligazioni in denaro, ed invece che alla fabbrica della canonica di Agugliana, darΓ² i 675 fiorini a quei di Selva per la costruzione della nuova Chiesa – NΓ¨ furono parole, che ne fe’ versare dalla cassa nuova chiesa comunale ben 700 fiorini pari a lire italiane 1750 Β».

Il Casalin, il quale descrive con ricchezza di particolari la costruzione della chiesa di Selva, dice che l’elargizione fatta dal comune ai Selvesi fu come una scintilla che susciti un grande incendio. Difatti, quantunque la somma elargita fosse ben poca cosa, al confronto della mole del lavoro, pure le offerte di denaro, di legnami, di sabbia, di laterizi e la mano d’opera gratuita prestata da quei di Selva, furono tali che, in poco piΓΉ di 10 mesi, la chiesa fu compiuta. La costruzione del tempio, incominciato il 26 marzo 1868 e finito agli ultimi di gennaio dell’anno successivo, diΓ¨ luogo a questioncelle tra Selvesi ed Aguglianesi, essendochΓ¨ questi ultimi mal tolleravano la divisione delle due contrade giΓ  formanti un’unica parrocchia. CiΓ² nonostante, la contrada di Selva nel 1870, ebbe il suo primo religioso il quale fu Don Pietro Verlato di Tezze, e da quei tempi, come curazia, fu soggetta alla parrocchia di Agugliana. La chiesa di Selva, sorta su disegno del maestro muratore Guarda Giovanni, il quale riprodusse in forme piΓΉ modeste quella di Montebello, Γ¨ dedicata all’Annunciazione. Il tempio, ad una sola navata, ha cinque altari fra cui quello maggiore in marmo bianco e di stile classico, ornato da bel tabernacolo e da due statue di angeli diversi tra loro per raccolto atteggiamento di preghiera. Oltre all’altare maggiore sono pure, in marmo, quello dedicato all’Immacolata e l’altro a S.Giuseppe, mentre gli altari del SS.Crocifisso e di S.Antonio sono in legno, il primo di forme povere, il secondo di stile barocco. Accanto alla chiesa, la cui facciata incompiuta prospetta in una solatia piazzetta, sorge il massiccio campanile eretto nel 1910. Il ridente villaggio di Selva, circondato per tre parti dalla verde chiostra di colline, sparse di ulivi e festonate di viti, Γ¨ la mΓ©ta preferita delle passeggiate dei Montebellani, i quali, oltre che la tradizionale ospitalitΓ  dei Selvesi, apprezzano pure la squisitezza di quei vini frizzanti.

Note:
(1) Queste memorie si conservano manoscritte nell’Archivio Curaziale di Selva.

Foto: Selva di Montebello (foto: APUR – Umberto Ravagnani 2018).

Umberto Ravagnani

Nota: Per chi Γ¨ interessato, da parecchi anni Γ¨ stato istituito un premio letterario per scrittori di testi Poesia e Prosa nei dialetti di Lingua Veneta: si chiama “Premio letterario Raise 2019” e si tiene ad ArquΓ  Polesine nel mese di settembre. Anche il nostro Lino Timillero vi ha partecipato l’anno scorso con grande soddisfazione. E’ possibile scaricare qui il Bando 2019.

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