LA SOLENNE DEL 2015

[223] LA SOLENNE DEL 2015 A MONTEBELLO


Nel mese di Maggio si nota una particolare devozione mariana tra i fedeli, ma a Montebello assume un carattere straordinario; ogni 5 anni la I domenica di questo mese, per tener fede ad un impegno preso 130 anni fa dai nostri predecessori, la Vergine Santa che troneggia su un altare nella nostra chiesa parrocchiale viene portata solennemente in processione. La festa pertanto, quinquennale, si chiama “LA SOLENNE” in onore di Colei che amiamo chiamare Madonna di Montebello. Ed ecco che oggi, tra un tripudio di folla (circa 6000 persone) si è svolta la tradizionale Processione, un trionfo della nostra Mamma Celeste, al culmine dei tanti preparativi che hanno preceduto cotanto avvenimento! Montebello offre oggi uno spettacolo stupendo creato dall’amore, dalla fede e dalla devozione dei suoi abitanti. In tutte le contrade, anche le più lontane, si vedono estensioni di festoni, sventolio di bandiere, balconi addobbati e a sera luci ovunque che rendono quasi magica l’atmosfera, frutti di impegno e un lavoro collettivo. Sarebbe però tutto fatuo se la devozione a Maria si fosse limitata ad una apparente esteriorità, ecco pertanto che questo bel giorno è stato preceduto da celebrazioni liturgiche e culturali per un grande arricchimento spirituale di cui far tesoro per il proseguo della vita personale e comunitaria. È importante, a detta dei sacerdoti e dei relatori, di continuare a vivere quei valori di unità, di relazione personale, di fede, di altruismo, di generosità di cui la Solenne è portatrice e fa emergere abbondantemente nel nome della Madre nostra Maria. Se ce ne fosse necessità: a ricordare una tale festa, i propositi formulati, gli impegni presi, ci sarà sempre l’immagine della Madonna di Montebello impressa su marmo e consegnata a tutte le famiglie perché sia esposta in ogni casa, ma non solo, è stata pure messa a disposizione delle persone che l’hanno richiesta per parenti o amici lontani, ed inoltre una corona del Rosario che riporta, nella crociera, l’immagine di Maria con la scritta “MADONNA DI MONTEBELLO – SOLENNE 2015”. Ecco dunque che gli occhi fissi al marmo e le mani strette al Rosario aiuteranno a non dimenticare. Anche se ho la certezza che per ogni montebellano, così pure per i nostri sacerdoti, questa data del 3 Maggio 2015, 26a Festa della Solenne resterà impressa nel cuore come un ricordo indimenticabile, per aver vissuto un avvenimento non comune, sempre atteso e sempre diverso dalle precedenti Solenni. Che ci aiuti la Vergine Santa a conservare a lungo i frutti di questa bellissima SOLENNE! (M.R.T.)

Vergine Madre, Figlia del Tuo Figlio…
Quante volte abbiamo sentito questo concetto bello, misterioso, sì, perché è mistero, non lo possiamo dimostrare con la ragione, ma solo farlo nostro con la fede. Che incontri magici! Possiamo dire a cerchi concentrici di emozioni che, man mano i versi venivano scanditi, sempre più salivano ad abbracciare la nostra mente e il nostro cuore. Maria esaltata in tutto il suo umile splendore, nostra soccorritrice in quanto divina creatura, nostra consolatrice in quanto madre premurosa. Grazie Nicoletta Nicolin, per questi incontri iniziati l’8 marzo in oratorio con una relazione su “Vita di Maria” e proseguendo poi con altri il 29 marzo con “Maria e la Morte di Gesù” concludendo con domenica 17 maggio con l’argomento molto interessante di “Maria nelle icone di Palazzo Montanari di Vicenza. Un grazie anche alla biblista, ormai di casa nella nostra Unità Pastorale, Antonella Anghinoni anche lei a parlare della Madonna con delle serate a tema. La prima tenuta il mercoledì 18 marzo con l’argomento “Madri sotto la Croce”. Altra serata dedicata a Maria con Antonella Anghinoni con l’argomento “Maria, donna del quotidiano”. Tutti i grandi, da sempre hanno creduto in Maria come colonna portante della fede, donna di intima preghiera. Tutti l’hanno pensata porta del cielo, giardino di delizie, seno dello Spirito di Dio. Che la Madonna ci aiuti a “Farci prossimo”, a toccare con mano ciò che Le è stato promesso, come ha fatto Lei con il grande annuncio della sua maternità. Anche noi intraprendiamo ogni giorno il nostro viaggio, affidiamoci a Lei, ci porterà a toccare con mano, a vedere chi ci sta vicino, a fare comunione con tutti.

Presentazione del libro del prof. Disconzi Luciano “A Te Solenne Montebello”
Quello di oggi è un momento meraviglioso che vede protagonisti Voi, ragazzi di quinta, le vostre insegnanti ed il prof. Luciano Disconzi… Mi complimento con il professore per la sua geniale intuizione di coinvolgere i ragazzi per la preparazione alla Solenne mediante disegni vari della Madonna, la chiesa, i luoghi più significativi di Montebello. I disegni ed i versi del professore restano un documento per la storia grazie alla pubblicazione del libro che oggi viene presentato e distribuito. La Solenne 2015 sarà per sempre legata a questa pubblicazione, elegante e piacevole da vedere, piacevole da sfogliare. Grazie a voi ragazzi, grazie a voi insegnanti e alla scuola, grazie a lei professore.
(Dal periodico dell’Unità Pastorale di Agugliana – Selva – MontebelloNOI 3” – Edizione speciale per la Solenne 2015).

  LA SOLENNE - MONTEBELLO 3-5-2015 
  LA SOLENNE - MONTEBELLO 3-5-2015 
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  LA SOLENNE - MONTEBELLO 3-5-2015 

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SOLENNE 2015: La benedizione del Vescovo Beniamino Pizziol - Mostra il VIDEO

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Alcuni avvenimenti, in Italia e nel mondo, dell’anno 2015 dal calendario di FRATE INDOVINO:

Santa Pasqua: 5 Aprile – Presidente della Repubblica: Giorgio Napolitano. Dal 3 febbraio Sergio Mattarella. Papa: Jorge Mario Bergoglio con il nome di Francesco


DAL MONDO - Leggi tutto...

7 Gennaio A Parigi, in Francia, il secondo attentato alla sede di Charlie Hebdo, un settimanale satirico, causa dodici vittime, fra cui alcuni noti fumettisti francesi.
14 Gennaio Giorgio Napolitano si dimette dalla carica di Presidente della Repubblica Italiana.
13 Marzo Papa Francesco annuncia il Giubileo straordinario che avrà inizio con l’apertura della Porta Santa della Basilica di San Pietro l’8 dicembre 2015, a 50 anni esatti dalla chiusura del Concilio Ecumenico Vaticano II, e terminerà il 20 novembre 2016 nella Solennità di Cristo Re.
1 Maggio Inizio dell’Expo 2015 a Milano, in Italia. L’esposizione si protrarrà fino al 31 ottobre.
20 Luglio Gli Stati Uniti pongono fine all’embargo con Cuba ristabilendo le loro relazioni diplomatiche dopo 54 anni, con la riapertura delle proprie ambasciate nelle rispettive capitali.
21 Ottobre La casa automobilistica Ferrari si quota alla Borsa di New York con il proprio titolo azionario.
13 Novembre Una serie di attacchi terroristici nel centro di Parigi, rivendicati dall’ISIS, causano 130 morti[16] e oltre 300 feriti.
8 Dicembre Apertura del Giubileo straordinario indetto da Papa Francesco e dedicato alla Misericordia.

MUOIONO
4 Gennaio Pino Daniele, cantautore e chitarrista italiano.
10 Gennaio Francesco Rosi, regista e sceneggiatore italiano.
11 Gennaio Anita Ekberg, attrice svedese.
14 Febbraio Michele Ferrero, imprenditore italiano.
14 Maggio B.B. King, chitarrista e cantante statunitense.
7 Giugno Christopher Lee, attore, doppiatore e cantante britannico.
22 Giugno Laura Antonelli, attrice italiana.

NASCONO
2 Maggio Charlotte di Cambridge, principessa britannica.

PREMI NOBEL
Medicina: William C. Campbell (Irlanda), Tu Youyou (Cina), Satoshi Omura (Giappone).
Fisica: Takaaki Kajita (Giappone), Arthur B. McDonald (Canada).
Chimica: Tomas Lindahl (Svezia), Paul Modrich (Stati Uniti), Aziz Sancar (Turchia).
Letteratura: Svjatlana Aleksievic (Bielorussia/Ucraina).
Pace: Quartetto per il dialogo nazionale in Tunisia (Tunisia).
Economia: Angus Deaton (Svezia).

SANREMO
Grande amore (Il Volo); 2° Fatti avanti amore (Nek); 3° Adesso e qui (nostalgico presente) (Malika Ayane).

SPORT
Ciclismo: il Giro d’Italia 2015, novantottesima edizione della “Corsa Rosa”, si è svolto in 21 tappe dal 9 al 31 maggio 2015, per un totale di 3 481,8 km. È stato vinto dallo spagnolo Alberto Contador della Tinkoff-Saxo in 88h22’25”, con 1’53” di vantaggio sul secondo classificato, l’italiano Fabio Aru. Il Tour de France 2015, centoduesima edizione della Grande Boucle, si è svolto dal 4 luglio al 26 luglio, su un totale di 3 360,3 km suddivisi in 21 tappe. È stato vinto dal britannico Chris Froome, al suo secondo successo nella competizione, davanti al colombiano Nairo Quintana, che si è aggiudicato anche la maglia bianca di miglior giovane, e allo spagnolo Alejandro Valverde.
Calcio: l’UEFA Champions League 2014-2015 è stata la 60ª edizione (la 23ª con la formula attuale) di questo torneo organizzato dall’UEFA. Il torneo è stato vinto dal Barcellona che ha battuto in finale la Juventus per 3-1. Il campionato di Serie A 2014-2015 è stato il centotredicesimo campionato italiano di calcio e l’ottantatreesimo a girone unico, vinto dalla Juventus, al suo trentunesimo titolo.
Tennis: US Open 2015, Flavia Pennetta ha battuto in finale Italia Roberta Vinci col punteggio di 7-65, 6-2.
Formula 1: il titolo di campione mondiale piloti è stato vinto per la terza volta, dopo il 2008 e il 2014, da Lewis Hamilton, mentre quello di campione mondiale costruttori è stato vinto per la seconda volta dalla Mercedes, già campione nel 2014, squadra con la quale ha corso lo stesso Hamilton. Inoltre, il medesimo pilota britannico, con 11 partenze dalla prima piazza, si è aggiudicato il trofeo al pilota che ha ottenuto il numero maggiore di pole position durante l’anno.
Motociclismo: l’edizione 2015 del motomondiale è stata la 67ª dalla sua istituzione nel 1949. Il vincitore è stato Lorenzo su Yamaha seguito da Valentino Rossi.

Umberto Ravagnani

Foto: La processione durante la celebrazione della Solenne del 3 maggio 2015 (APUR – Archivio privato Umberto Ravagnani).
Slide: Alcune foto della Solenne del 3 maggio 2015 (APUR – Archivio privato Umberto Ravagnani).
Video: La benedizione del Vescovo della Diocesi di Vicenza Beniamino Pizziol (APUR – Archivio privato Umberto Ravagnani).
Figura: La copertina del calendario di Frate Indovino del 2015 (APUR – Archivio privato Umberto Ravagnani).

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UN DERAGLIAMENTO SOSPETTO

[209] DERAGLIAMENTO SOSPETTO


Nella brulla campagna estiva, appena fuori dal centro di Montebello Vicentino, la notte tra sabato 4 e domenica 5 giugno 1921 passava tranquilla come tante altre. Il periodo storico era piuttosto travagliato a causa del fatto che la prima guerra mondiale, da poco tempo terminata, aveva creato molte difficoltà economiche e generato un profondo malessere sociale. Una pesante inflazione e una produzione agricola ridotta al minimo peggioravano ancora di più la già grave situazione.
Poco dopo l’una e mezza, mentre il treno diretto 184 proveniente da Vicenza, oltrepassata la stazione di Montebello si dirigeva verso quella di Lonigo, il suo caratteristico ritmico rumore cambiò improvvisamente e si tramutò in uno sferragliare anomalo, assordante, che non prometteva nulla di buono. Qualcosa o qualcuno aveva provocato un disastro: il treno, uscito dai binari, era deragliato finendo in parte sulla scarpata, alta in quel punto una decina di metri rispetto alla campagna circostante.
Su alcuni giornali di quel periodo viene riportata la notizia dell’accaduto con interpretazioni diverse. Amelio Maggio nel suo libro Montebello Novecento riporta che un quotidiano vicentino (non indica quale) così dava la notizia:
Il treno ebbe un arresto fulmineo. La macchina fu travolta sul fianco sinistro lungo la scarpata sottostante. Fortunatamente, la vettura letto di testa più pesante si era affondata fino a metà delle ruote nella ghiaia, servendo da poderoso cuscinetto alle vetture che venivano dopo. Senza questo provvidenziale ostacolo, il disastro avrebbe assunto, certamente, proporzioni più grandiose. Le rotaie per molti metri erano state strappate e lanciate lontano. Il fuochista, essendo precipitato con la macchina, vi rimase letteralmente schiacciato; altri cinque passeggeri rimasero gravemente feriti. Fu posta una taglia di ventimila lire sugli attori del delitto”.
Quindi, secondo quel quotidiano, si pensò subito ad un atto di sabotaggio e considerando il periodo che vedeva contrapposte forze politiche che spesso si confrontavano duramente non c’è da meravigliarsi.
Ecco come il quotidiano cattolico Il Corriere Veneto raccontava i fatti:
La notte tra il sabato e la domenica, verso le ore una e mezza di notte il treno diretto 184 che parte da Vicenza alle 0.37, giunto nel tratto di linea Montebello-Lonigo e precisamente tra le fattorie Benetti e Farina, sbalzava improvvisamente fuori dalle rotaie tra il panico dei viaggiatori. La macchina, il tender1, il carro bagagli e la vettura postale precipitarono da una scarpata nella discesa del Guà, rovesciandosi. Il macchinista, con un balzo, si portò fuori dalla macchina rimanendo miracolosamente incolume. Il fuochista, invece, Ferrara Guido di Milano, che trovavasi alla sinistra della macchina, si ebbe il corpo tagliato in due. Le altre vetture del treno sbalzarono dalle rotaie sprofondando nella ghiaia. […] I viaggiatori scesi dalle vetture, al lume di qualche lanterna, avevano già cominciato a prestare i primi soccorsi ai feriti”. Non veniva fatto alcun cenno sulle possibili cause del deragliamento.
La Provincia di Vicenza riportava altri particolari dell’accaduto senza attribuire ad alcuno specifiche responsabilità sull’incidente. Secondo il quotidiano « lime, mazze, dadi, bulloni, chiavi inglesi » rinvenuti in prossimità delle rotaie, probabilmente, erano stati lasciati, al termine della giornata, da una squadra di lavoranti che avevano l’incarico di riparare un tratto di binario. Conclude affermando che “È inammissibile che i lavori siano stati troncati con la rotaia in istato di inefficienza. Probabilmente, se il treno fosse passato in quel punto a più lenta velocità, nulla sarebbe accaduto”. Questa affermazione è un po’ ambigua e non chiarisce il pensiero del giornalista.
Infine il Prevosto Mons. Antonio Zanellato, a Montebello dal 1919 al 1952, nel suo diario dove registrava i fatti più salienti che accadevano in paese, così raccontava l’episodio:
Alle ore 2 del mattino alquanto oltre il sottopassaggio della Fracanzana verso Verona, un treno diretto deragliava sulla sua sinistra precipitando la macchina sulla sua sinistra ai piedi della scarpata. Si ruppero le catene. Il vagone della posta rimase inclinato sulla sommità della scarpata, gli altri rimasero sul binario. Rimase morto il fuochista Ferrara, che dopo dalla cella mortuaria del cimitero fu solennemente portato alla stazione per essere trasferito al suo paese. Alla stazione si tennero parecchi discorsi con carenza di cenno cristiano. Accompagnò il funebre corteo il Prevosto.
L’incidente fu assodato [essere] doloso e fu posta la taglia di L. 20.000 sugli autori del delitto, che tuttavia rimasero sconosciuti.2 La fotografia seguente fu presa la mattina seguente nel luogo del disastro”.
Nella stessa pagina con la cronaca dell’incidente, il Prevosto Zanellato annotava il risultato delle elezioni politiche di tre settimane prima a Montebello Vicentino:
15 maggio 1921 – Dati statistici: Popolazione 4472 – Assenti 213 – All’estero 319 – Totale 5004
Iscritti:  I Sez. 729 – II Sez. 715 – III Sez. (Selva) 304 – Totale: 1748
Votanti:  I Sez. 422 – II Sez. 583 – III Sez. (Selva) 199 – Totale: 1104
Elezioni politiche che danno per Montebello il seguente risultato:

15-5-1921 Popolari Comunisti Fascisti Blocco3 Socialisti Indip.
I Sezione4 92 160 55 104 10
II Sezione4 254 141 45 134 8
III Sezione 105 26 56 11 1
Totale 451 327 156 149 19

In conclusione, considerando il periodo piuttosto confuso a causa del malessere sociale e delle recenti elezioni politiche, il cui esito non prometteva nulla di buono, non è da escludere che nel caso del disastro ferroviario si sia trattato di un atto criminoso. I risultati delle votazioni a livello nazionale consacrarono l’ascesa del fascismo. Vennero eletti tre deputati fascisti Farinacci, Grandi e Bottai. A Roma venne fondato il Partito nazionale fascista. Mussolini, in quell’occasione, dichiarò di voler arrivare al governo con la forza. Erano certo momenti difficili e alcune organizzazioni clandestine, che la pensavano diversamente, erano disposte a tutto pur di riportare la situazione secondo il loro punto di vista. A sostegno dell’ipotesi attentato, oltre alla situazione politica e alla taglia di 20.000 Lire emessa dalle autorità, vi è anche il fatto che negli elenchi ufficiali degli incidenti ferroviari non è riportato l’episodio. Come regola interna non vengono considerati gli atti intenzionali, quali attentati o suicidi, in quanto tali eventi sono espressamente esclusi dalla definizione di incidente ferroviario (che viene precisato come evento improvviso indesiderato e non intenzionale). Purtroppo la reale causa del disastro non è mai stata accertata.

Umberto Ravagnani

Foto:
Una rara cartolina postale, emessa a ricordo del disastro ferroviario di Montebello (Foto Leone Verlato – 1921. Rielaborazione digitale Umberto Ravagnani).

Note:
1) È definito tender il veicolo destinato a trasportare il combustibile e l’acqua necessari per il funzionamento di una locomotiva a vapore.
2) La cronaca è stata scritta qualche giorno dopo l’accaduto e le indagini sulle responsabilità erano appena iniziate.
3) I Blocchi Nazionali furono un’aggregazione politica italiana di destra realizzata su proposta di Giovanni Giolitti in occasione delle elezioni politiche italiane del 1921.
4) È riportato un piccolo errore dei conteggi in questa sezione ma questo non cambia il risultato.

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LA SOLENNE DEL 1980

[190] LA SOLENNE DEL 1980 A MONTEBELLO

Dal “Giornale di Vicenza” del 25-04-1980

Il Quinquennale della Madonna cinque giorni di festeggiamenti
Dal primo al 5 maggio, per celebrare degnamente un’antica tradizione molto sentita dai fedeli – In programma funzioni religiose, concerti e spettacoli vari

Domenica 4 maggio si celebra il quinquennale in onore della Madonna, una festa nata 95 anni fa, ed è viva l’attesa della popolazione: con fervore si sta già lavorando per celebrare degnamente la tradizionale ricorrenza. Un comitato ha preparato il programma delle manifestazioni, dal primo al 5 maggio, che si preannunciano ricche di iniziative religiose e spettacoli pubblici. Nella chiesa prepositurale si svolgeranno diverse cerimonie, con la partecipazione di tre vescovi; è prevista anche una concelebrazione di tutti i cappellani che si sono alternati nella parrocchia.
Grandi e piccoli intanto stanno lavorando per preparare i festeggiamenti. Un gruppo di ragazze si è incaricato di allestire il carro regale, sul quale verrà portata per le vie del paese la statua della Vergine, trainato da due cavalli bianchi. Donne e ragazze tagliano e ricuciono fiori e festoni per addobbare le strade che saranno percorse dalla processione. Gli uomini alzano gli archi trionfali all’ingresso del paese. La facciata della chiesa e il campanile saranno illuminati e le otto campane chiameranno in pellegrinaggio i fedeli che in queste occasioni accorrono anche da molti paesi vicini.
Ed ecco il programma delle funzioni religiose e dei festeggiamenti. S’incomincia il primo maggio alle 14, con una ginkana di moto organizzata dal Moto club; alle 20 una concelebrazione presieduta dal vescovo Onisto, con i sacerdoti nati a Montebello e quelli che servirono la parrocchia. Venerdì alle 20 altra concelebrazione: il vescovo ausiliare mons. Fanton amministrerà la cresima. Sabato alle 14 ginkana ciclistica per ragazzi, alle 16 messa per anziani e ammalati celebrata da mons. Muccin, già vescovo di Feltre e Belluno. Alle 19 la messa prefestiva, alle 21 un grande concerto lirico nella chiesa prepositurale, con la partecipazione del tenore Padre Angelico, del baritono Giuseppe Scandola e di altri cantanti dell’Arena di Verona. Ricca di manifestazioni la giornata di domenica 4 maggio. Alle 10,30 la solenne mese sa pontificale celebrata da mons. Muccin, con la Schola cantorum; alle 15,30 i vespri, la processione con l’immagine della Madonna, l’omelia del Vescovo sul piazzale della chiesa e la benedizione. Alle 17 musica e folklore del complesso bandistico di Selvazzano, in piazza e per le vie del paese; alle 21 si esibirà invece il complesso strumentale « V. E. Marzotto » di Valdagno, in piazza Italia; alla fine l’immancabile spettacolo pirotecnico. Lunedi alle 8,30 messa per i ragazzi delle scuole, alle 14,30 benedizione dei bambini e loro consacrazione alla Vergine; alle 21 spettacolo di varietà. In primo tempo per la serata di sabato era previsto un concerto dell’orchestra della Fenice; è stato spostato al sabato successivo, 10 maggio, per celebrare il centenario della nascita dei musicista Arrigo Pedrollo.

Da “La Voce dei Berici” del 10-05-1980

MONTEBELLO VICENTINOFolla alle Feste Quinquennali

Superando ogni previsione e nonostante il cattivo tempo, migliaia e migliaia di persone si sono ritrovate a Montebello Vicentino in occasione delle solenni celebrazioni mariane che la cittadina riserva, ogni cinque anni, alla antica e gloriosa immagine della Vergine custodita nella chiesa parrocchiale. E stato un autentico trionfo, una manifestazione corale di fede che ha occupato cinque giorni interi coinvolgendo la popolazione locale e quella dei paesi confinanti oltre a centinaia e centinaia di ex-concittadini ora residenti altrove. La cittadina per l’occasione si è presentata con addobbi, archi e festoni fin nelle contrade più lontane. La chiesa, preparata come per le occasioni più solenni, è sempre stata gremita di gente accorsa alle celebrazioni e in particolare ai riti presieduti dai vescovi diocesani e da mons. Muccin che ha officiato la Messa pontificale accompagnata magistralmente dalla schola cantorum. Folla straripante alla processione del pomeriggio che ha potuto essere effettuata grazie ad una provvidenziale interruzione della pioggia. L’immagine della Madonna, sul tradizionale carro tirato da cavalli bianchi ha fatto giro per le vie del paese, accolta dovunque da grande folla. Il programma religioso è stato accompagnato dalle esecuzioni del complesso bandistico-folkloristico di Selvazzano che nella serata ha tenuto un applauditissimo concerto. Grandioso lo spettacolo pirotecnico conclusivo delle manifestazioni (APMB – Archivio parrocchiale di Montebello Vicentino).

Alcuni avvenimenti, in Italia e nel mondo, dell’anno 1980 dal calendario di FRATE INDOVINO:

Santa Pasqua: 6 Aprile – Presidente della Repubblica: Alessadro PertiniPapa: Karol Wojtyla con il nome di Giovanni Paolo II.


DAL MONDO - Leggi tutto...

1 Gennaio Viene istituito il Servizio Sanitario Nazionale.
21 Marzo Il presidente Jimmy Carter annuncia il boicottaggio degli Stati Uniti ai Giochi olimpici a Mosca in segno di protesta contro l’invasione sovietica in Afghanistan.
28 Aprile L’ex brigatista Corrado Alunni e il criminale Renato Vallanzasca guidano altri 14 detenuti in un’evasione dal carcere di San Vittore.
10 Maggio Inizia in Giappone la commercializzazione del fortunatissimo videogioco Pac-Man.
2 Agosto Una bomba esplode nella sala d’attesa della stazione di Bologna, il bilancio è di 85 morti e 200 feriti.
30 Settembre Cinque tv private si uniscono per dare vita alla nuova rete televisiva Canale 5.
23 Novembre Terremoto dell’Irpinia (decimo grado della scala Mercalli) provoca 2.750 morti e ingenti danni tra Campania e Basilicata.
Umberto Eco pubblica “Il nome della Rosa”.

FILM
1) Gente comune; 2) The Blues Brothers; 3) Saranno famosi; 4) Il tempo delle mele; 5) Un sacco bello; 6) L’impero colpisce ancora; 7) Toro scatenato; 8) The Elephant Man; 9) Superman II; 10) Il bisbetico domato.

MUOIONO
1 Gennaio Nenni, politico e senatore a vita.
26 Gennaio Peppino de Filippo, attore.
1 Febbraio Romolo Valli, attore.
14 Aprile Gianni Rodari, scrittore e giornalista.
29 Aprile Alfred Hitchcock, regista britannico.
4 Maggio Josip Broz Tito, dittatore e uomo politico jugoslavo.
24 Luglio Peter Sellers, attore britannico.
8 Dicembre John Lennon, cantante britannico.

NASCONO
21 Febbraio Tiziano Ferro, cantautore.
21 Marzo Ronaldinho, calciatore brasiliano.
18 Dicembre Christina Maria Aguilera, cantante USA.

PREMI NOBEL
Pace: Adolfo Pérez Esquivel.
Letteratura: Czeslaw Milosz.
Medicina: Baruj Benacerraf, Jean Dausset, George D. Snell.
Fisica: James W. Cronin, Val L. Fitch.
Chimica: Paul Berg, Walter Gilbert, Frederick Sanger.
Economia: Lawrence R. Klein.

 SANREMO
1) “Solo noi” Toto Cutugno; 2) “Ti voglio bene” Enzo Malepasso; 3) “Su di noi” Pupo.

SPORT
Olimpiadi: Nella XXII Olimpiade di Mosca, boicottate da USA, Canada, Germania Ovest, Norvegia, Kenia, Giappone, Cina e altri Paesi, l’Italia guadagna 8 ori, 3 argenti e 4 bronzi.
Ciclismo: Moser vince la sua terza Parigi- Roubaix. Hinault, il Giro d’Italia e il Mondiale su strada disputato in Francia.
Calcio: In una stagione travagliata dal calcio-scommesse, l’Inter si aggiudica lo Scudetto. A Roma, la Germania ovest è Campione d’Europa.
Automobilismo: Jones su Williams-Ford è Campione del Mondo di “Formula 1”. Da ricordare l’incidente a Clay Regazzoni che gli costerà l’uso delle gambe.

Umberto Ravagnani

Foto: Il corteo della Solenne il 4 maggio 1980 con la Madonna sul carro trainato da due cavalli dal bianco mantello (Rielaborazione digitale Umberto Ravagnani).

Figura: La copertina del calendario di Frate Indovino del 1980 (APUR – Archivio privato Umberto Ravagnani).

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IL MAESTRO AMELIO MAGGIO

[170] IL MAESTRO AMELIO MAGGIO

Amelio Maggio è nato a Montebello l’8-3-1921 da una famiglia tra le più vecchie del paese e ivi risiede. Ha insegnato nella Scuola Elementare di Montebello dal 1945 al 1966. In seguito a concorso, è stato inviato dal Ministero Affari Esteri ad insegnare nelle scuole Italiane del Cairo – Egitto. Si è laureato in materie letterarie all’Università di Padova con la tesi in francese su uno scrittore contemporaneo egiziano. Al suo rientro in Italia ha continuato l’insegnamento nella Scuola Media di Montebello fino al quarantesimo anno di servizio. (1)

 

Ecco un ricordo di Amelio Maggio da uno dei fondatori della nostra Associazione:

«… Dopo breve malattia, è scomparso Amelio Maggio, il Presidente degli “Amici di Montebello”. Il professor Maggio o “maestro”, come veniva ancora affettuosamente chiamato da quanti erano stati suoi scolari, ha coltivato lo studio della storia locale come memoria collettiva, insegnando l’amore per il paese natale e l’attenzione ai “segni” che sono rimasti a testimoniare il rapporto tra la comunità di Montebello e il suo territorio. I titoli delle sue pubblicazioni e collaborazioni testimoniano questi intenti fin dal primo lavoro, “Il mio paese. Esplorazioni e ricerche per lo studio dell’ambiente” (1968) che, in chiave didattica, proponeva aspetti fisici, idrografici e storici del territorio comunale, così come erano stati “scoperti” dai suoi alunni attraverso lezioni, testimonianze ed “uscite sul campo”. Il suo contributo “Cronache e ricordi” al volume di G. PieropanIl Generale Giuseppe Vaccari (1866-1937)”, pubblicato nel 1989, e “Montebello Novecento”, scritto a quattro mani con L. Mistrorigo, sono la dimostrazione di come egli fosse diventato un riferimento indispensabile, in quanto testimone diretto e conoscitore delle fonti storiche locali. L’attenzione alle tradizioni locali lo portava a ricostruire, attraverso i documenti dell’archivio parrocchiale, la storia della celebrazione quinquennale della Solenne “La Madonna di Montebello nel centenario dell’istituzione della Festa Quinquennale” (1985) e la costante preoccupazione per la salvaguardia e la valorizzazione dei monumenti storici ed artistici di Montebello lo induceva ad accompagnare o a sollecitare iniziative di restauro con pubblicazioni come quelle su “L’ospizio e l’oratorio di S. Giovanni Battista di Montebello Vicentino” (1988) o su “Il castello di Montebello e la famiglia dei conti Maltraverso” (2000). Un suo sogno era che a Montebello potesse esserci un museo a testimonianza delle antiche origini del nostro paese. Nell’ambito della nostra associazione di cui era stato socio fondatore, ha promosso iniziative volte ad approfondire e a divulgare l’impegno preso fin dagli anni dell’insegnamento. L’attività dell’associazione è stata fortemente legata a queste due figure (2) che non ci sono più, e gli “Amici di Montebello” condividendo le finalità e prendendo il loro esempio intendono portare avanti il loro impegno.» (3)

Note:
(1) A. MAGGIO – Il mio paese, Gambellara, 1968
(2) Nel luglio 2001 era deceduto anche Bruno Cisco, socio degli Amici di Montebello e appassionato di storia del paese, ricordato nello stesso articolo di Sandra Vantini nel N° 2 di AUREOS.
(3) SANDRA VANTINI, AUREOS N° 2 – Giugno 2002.

Foto: Anno scolastico 1962-63, classe IIIa maschile (in quell’anno scolastico era formata da 27 alunni), con il maestro Amelio Maggio (rielaborazione digitale – APUR Umberto Ravagnani).

(Dal libro di Ottorino GianesatoUmberto RavagnaniMaria Elena Dalla Gassa « LA “SCUOLA VECCHIA” ELEMENTARE DI MONTEBELLO VICENTINO »)

Umberto Ravagnani

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UN SOLARIO A MONTEBELLO

[169] IL SOLARIO DI MONTEBELLO

Di LINO TIMILLERO – Coniston (AUSTRALIA)

LINO TIMILLERO ci ha inviato questo interessante articolo sul periodo nel quale, a Montebello, venne istituito il ‘Solario‘ per le cure elioterapiche dei bambini, sfruttando la vasta area dietro le Scuole Elementari:

« Purtroppo, non mi è ancora arrivato il libro LA “SCUOLA VECCHIA” ELEMENTARE DI MONTEBELLO VICENTINO. La lontananza è molta: Italia – Australia! Montebello – Coniston! Ho premesso questa scusa per cominciare a scrivere quel che io ricordo della Scuola senza essere influenzato, al momento, da nessuna lettura sull’argomento.
Quando si è vecchi come lo sono io, è molto facile scordare le cose. Perciò metto subito su carta parole che potrei dimenticare, cose che mi ritornano brevemente e che ritengo interessanti per altri, che magari le potranno conoscere solamente se io le rendo note. Debbo dire che i miei ricordi precedono la Prima Elementare. E già entravo a Scuola. Non durante l’anno scolastico, ma nei mesi più caldi dell’Estate. Come ricorda la Nonna di Maria Elena Dalla Gassa nel Libro della nipote (« IL TEMPO DEL FILÒ » n.d.r.), nella Scuola, durante i mesi più caldi, cominciava “Il Solario”. Per i bambini delle famiglie bisognose.
La mia famiglia abitava nella casa che, ancora attualmente, ha un bel cancello tra due grosse colonne, sul lato destro dei Giardinetti. Da quella casa, all’entrata della “Scuola Vecchia”, saranno poco più di cento metri. Nel millenovecento e quarant’otto, non esisteva nulla che si potesse chiamare traffico stradale! Piccolo com’ero, non avevo alcun bisogno di essere accompagnato. La mamma mi diceva che era ora, sapevo dove andare ed andavo.
L’ultima volta che tornai a Montebello fu nel 1988, per visitare i familiari. Con la Tecnologia odierna, ho potuto vedere come è, adesso, il Paese. Ed ho notato subito i cambiamenti nelle vicinanze della “Scuola Vecchia”. È rimasto solamente l’Edificio!!! Sia a destra che a sinistra, non c’è più niente! Non c’è più la casa di Vittore Campanaro! Tutto aperto, fino a Via Brenta! Se non erro, gli alberi sono rimasti! Li ho riconosciuti! A questo punto, vorrei far notare, a chi legge, che, nel Libro “Montebello Novecento” dei Signori Maggio e Mistrorigo, a pagina 112 e 113, ci sono tre fotografie che mostrano le scolaresche al tempo dell’era fascista, mentre si dedicano agli esercizi ginnastici. Si può facilmente notare il muro di cinta della Scuola, e gli alberi a cui ho accennato. La fotografia a pagina 112, mostra un gruppo misto, di bambini, bambine ed adulti, formanti quattro linee ascendenti. Nella prima fila, i bambini sono seduti per terra, a gambe incrociate. I bambini della seconda fila, sono seduti sul muretto di calcestruzzo che conteneva la sabbia della “spiaggia” fascista. Dietro questi, in piedi, ancora bambini. E poi gli adulti. Quando io, bambino, andavo al “Solario”, il fascismo non c’era più. Anche il muro di cinta non esisteva più. Non c’era più! E non c’erano nemmeno i sassi che lo formavano. Tutto sparito! Quello che dicevano i bambini più grandi, non so se si potesse credere. Dicevano che il muro era stato rotto a pezzi e portato via dai Tedeschi, in tempo di Guerra. Per costruire le difese. Quali? Nessuno sapeva!!! Gli alberi sono gli stessi. Spero qualcuno degli “Amici di Montebello”, avendoli sotto gli occhi ogni volta che vanno in ‘Sede’ se ne ricordino, e, all’occorrenza, li difendino! La sabbia della ‘spiaggia’ del “Solario”, era contenuta da un muretto di calcestruzzo a forma quadrata, di una quindicina di metri per lato. C’erano tre scalini per salire, dalla parte della Scuola e dall’altra parte. A levante ed a ponente, per scendere, bisognava saltare! Il calcestruzzo era molto ruvido! Lo posso testimoniare io stesso. Ancora ricordo quando mi sbucciavo le ginocchia od i gomiti, cadendo su di esso quando giocavo! L’edificio della “Scuola Vecchia” sembra sia stato costruito in due periodi. Da come ricordo le aule della quarta e quinta classe, dalla parte dov’erano i gabinetti, si poteva notare, anche da noi scolari, la differenza. Proprio il corridoio delle aule dove avevo frequentato la IVa e la Va classe, veniva usato come la stanza dove si mangiava a mezzogiorno.
Dopo avere giocato durante tutta la mattinata, arrivava l’ora del pranzo. Le tavole avevano una serie di buchi per mettere i piatti ‘fondi’ per la minestra o la pasta asciutta. Erano le stesse tavole che usavamo all’Asilo. Come erano uguali le panche su cui ci sedevamo! Ad altezza di bambino! Dopo aver mangiato, si tornava a giocare sulla sabbia! Mi ricordo solamente di due persone che ci seguivano mentre eravamo bambini al “Solario”. Due donne. Ci portavano da mangiare. Non interferivano mai. Prelevavano i piatti quando si era terminato di mangiare. Nel pomeriggio, quando era l’ora di andare a casa, bisognava mettersi in fila per essere lavati. Guardando la facciata della “Scuola Vecchia” com’è ora, dietro la finestra sulla sinistra, al tempo di cui parlo, c’era una stanza. Con delle docce che a noi bambini sembravano altissime. Era come se l’acqua cadesse dal cielo! Le due donne a cui ho accennato, ci lavavano tutti. Via uno! Sotto l’altro! Ci lavavano tutti!!! E, anche loro, saranno state ben bagnate! Eravamo parecchi bambini bisognosi. Ma felici come non so dire quanto!!! Ricordo che le due donne erano sorelle. Come non so, perché non ho mai visto due donne così differenti una dall’altra nell’aspetto. E ricordo che erano le figlie di Vittore Campanaro. Abitavano nella casa che non c’è più! Sulla destra della “Scuola Vecchia”. Tre anni dopo, ogni Sabato, andavo in casa loro a prendere “Il Vittorioso”, giornale un po’ a fumetti, per ragazzi. L’Edificio accanto alla casa che non c’è più, esiste ancora. Là abitava Bruna, con i suoi Genitori, le sue sorelle ed il fratello. Come ho scritto, il muro di cinta della “Scuola Vecchia” non esisteva. Quando Bruna frequentava la VIa classe mista, c’ero anch’io. Suonata la campana dell’inizio delle lezioni, venivano chiusi i due portoni delle entrate. Appena si usciva, verso le 10, Bruna correva a casa per il cortile esterno. Il muro non c’era, e poteva andare a casa per prendersi un panino od un paio di biscotti. A casa sua c’era anche l’Osteria. Con la Televisione!!! Nel 1954, il Maestro portò tutta la VIa classe a casa di Bruna. Era il mattino in cui i Bersaglieri entrarono, di corsa e suonando le loro trombe, a Trieste, che finalmente tornava ad essere Italiana. Ed assistemmo alla Cerimonia! Guardando la Televisione appena nata! Allora, però, il “Solario” non c’era più! Era già entrata in funzione la ‘Colonia Alpina’. Aria vera di Montagne nostrane, invece di ‘spiaggia’ dove il sole scaldava noi bambini. In ambedue i casi, sempre bambini bisognosi. Ma a noi, bambini bisognosi, non importava se c’era o non c’era il fascismo. Come non pesava di essere bisognosi! Con poco eravamo felici! E ci lavavano le due sorelle! Cosa voleva dire: “bisognoso”? Sapevamo chi erano i ‘Bisognin’. Brava gente!!! » (Lino Timillero Coniston 5-5-2019)

Umberto Ravagnani

Foto: Bambine delle Scuole Elementari di Montebello al Solario nell’estate del 1938 (Archivio Valentino Crosara – rielaborazione digitale di Umberto Ravagnani).

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LA MAESTRA TERESA BERTOLA

[168] LA MAESTRA TERESA BERTOLA NICOLETTI

La maestra Teresa Bertola Nicoletti fu una figura di riferimento per oltre 40 anni nelle scuole di Agugliana, Nogarole di Arzignano, Grossa di Gazzo Padovano, Bagnolo di Lonigo, Selva di Montebello e, infine, Montebello. Teresa Bertola nacque a Montebello Vicentino il 18 gennaio 1912, figlia di Luca e di Ortolan Vittoria. Ottenne il diploma di abilitazione Magistrale a Vicenza il 10 ottobre 1932. Vinse un concorso per maestri ordinari, a Roma, nel 1939. Fu assunta in ruolo a Nogarole Vicentino nell’ottobre del 1939.

Ancora la maestra Teresa Bertola, nell’anno scolastico 1958-59 ottenne l’assegnazione della classe VIa, sia femminile (12 alunne) che maschile (6 alunni). Tale scelta fu fatta, molto probabilmente, per la volontà delle sue allieve dell’anno scolastico precedente, di avere un maggiore riconoscimento nell’ambito del lavoro (normalmente erano pochi gli alunni disposti a continuare gli studi).

Nonostante la classe VIa fosse in vigore da oltre mezzo secolo (1), a Montebello Vicentino era stata istituita solo da una decina di anni e non in modo continuativo. A dire il vero qualche esperimento lo avevano già condotto Maria Colla Lazzarini e Don Angelo Crasco negli anni dal 1921 al 1928, tenendo contemporaneamente lezioni alle classi Va e VIa. Tornando a tempi più recenti, prima del 1958-59 con la maestra Teresa Bertola, la classe VIa fu ripresa, nell’anno scolastico 1949-50, dal maestro Pietro Dao (ruolo transitorio), nel 1950-51 da Gaetano Perticone, nel 1954-55 da Gobbo Giovanni, nel 1955-56 da Giovanni Timillero, nel 1956-57 e 1957-58 da Amelio Maggio, il quale la continuò fino al 1961. Con la riforma del 1962 venne istituita la scuola media unificata e la classe VIa divenne, a partire dall’ottobre 1963, la classe Ia media unificata.

« La sua carriera scolastica è durata 43 anni, ricevendo anche la medaglia d’oro dal sindaco del paese Giuseppe dalla Gassa, per il servizio reso alla comunità. Ha vissuto accanto alle figlie e alle loro famiglie fino alla venerabile età di 104 anni, esempio indiscusso di madre, di nonna e persino di bisnonna. Così Le si sono rivolti i nipoti quando, festeggiata da grandi e piccini, ha compiuto i cento anni:

Brava nonna, hai vissuto un secolo di Storia, quello con la S maiuscola, hai visto eventi straordinari quali conflitti mondiali, sbarco sulla luna, ascesa al soglio pontificio di papi stranieri, elezione di un presidente d’America di colore, hai assistito alla rivoluzione giovanile del ‘68, alla rivoluzione tecnologica ed a tanto, tanto altro ancora, ma bravissima sei stata per l’amore che ci hai sempre dimostrato nella piccola storia di ogni giorno.” GRAZIE »

(Dal libro di Ottorino GianesatoUmberto RavagnaniMaria Elena Dalla Gassa « LA “SCUOLA VECCHIA” ELEMENTARE DI MONTEBELLO VICENTINO »)

Umberto Ravagnani
Maria Elena Dalla Gassa

Note:
(1) Nel 1904, su iniziativa di Vittorio Emanuele Orlando, l’obbligo della frequenza scolastica fu elevato sino all’età di dodici anni e venne istituito un corso popolare (composto dalla quinta classe già esistente e da una sesta di nuova elezione) per i ragazzi già impegnati nel lavoro, con alcuni insegnamenti facoltativi corrispondenti alle esigenze locali.

Foto: Anno scolastico 1958-59, classe VIa femminile, con la maestra Teresa Bertola. In questa classe frequentavano 12 alunne ma, questa maestra, seguiva anche una classe VIa maschile con 6 alunni (APUR Umberto Ravagnani).

 

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LA MASON DI MONTEBELLO

[124] BREVE STORIA DELLA MASON DI MONTEBELLO

Il nostro concittadino Bruno Munaretto nel suo libro “Memorie storiche di Montebello Vicentino” pubblicato nel 1932, ci fa un breve, ma completo, resoconto sulle vicende della Mansione del tempio o, come viene chiamata oggi, Mason.
« La contrada della Mason, che al tempo dei Romani fu tappa militare, oltre che nelle antiche liste del 1262, del 1264 e del 1311, è ricordata, più particolarmente, in un atto di vendita esteso il 14 gennaio 1265, epoca in cui Guidone, figlio di quondam (del fu ndr) Nicolò di Lozzo, vendeva tra l’altro alla città di Vicenza i beni da lui posseduti “in villa et pertinentiis Mansionis Templi de Montebello“. Come apparisce da quel documento, allora la Mason chiamavasi col nome più corretto di Mansione del tempio, e ciò perchè a quell’epoca ivi sorgeva una chiesetta con annesso un piccolo ospitale eretto, come quella, dai Cavalieri Templari, i quali ivi accoglievano ed ospitavano i pellegrini diretti a visitare la Terra Santa. Quando nel 1312 papa Clemente V soppresse l’ordine dei Templari, la Mason passò ai Cavalieri di Malta che la eressero in Commenda dotandola di vari beni e privilegi, e destinando inoltre alla sua chiesetta un religioso per la Messa festiva e per le officiature del Giovedì e del Sabato Santo e di certi altri giorni. Ancora dal 1189 questa contrada formava comune, come infatti apparisce da alcuni documenti. Più tardi però, la Mason appartenne in parte a Sorio ed in parte a Montebello, e tale rimase fino ai nostri giorni. La chiesetta della Mason nel 1806 fu chiusa e demaniata con tutte le altre fabbriche, campagne e livelli che possedeva. I ministri del Demanio, in quell’occasione, asportarono il calice, la campana e l’orologio che, a comodità di quella contrada, il signor Pietro Garzetta, ancora dal 17 aprile 1776, aveva posto sul campanile della medesima. Da allora il piccolo oratorio già dei Cavalieri di Malta, rimase chiuso fino al 29 maggio 1817, giorno in cui fu riaperto e benedetto dal Prevosto di Montebello Pier Antonio Dai Zovi (1). La sanguinosa battaglia dell’otto aprile 1848, che in parte si svolse su questa altura, arrecò danni ben gravi all’intera contrada, la quale fu data alle fiamme ed al saccheggio dalle soldatesche croate. Alcune case rimasero talmente danneggiate che col tempo caddero in rovina. Anche la chiesetta ebbe a soffrire danni rilevanti, ma nonostante questo, non fu restaurata; per cui col tempo andò vieppiù rovinando fintantochè, circa il 1875, la famiglia Malfatti, proprietaria della casa attigua e dei terreni annessi, ottenuta la dispensa dalla S. Sede, la faceva demolire. La chiesetta della Mason, detta anche della Commenda, era dedicata a S. Giovanni ed a S. Macario Vescovo Gerosolimitano. Essa godeva di alcune indulgenze ed aveva un solo altare in legno, sulla cui pala, dipinta da ignoto autore, oltre che ai Santi titolari, figuravano la Vergine ed il Bambino Gesù.
Tanto la chiesa demolita, come il fabbricato attiguo che tuttora esiste, un tempo non erano soggetti ad alcuna giurisdizione parrocchiale, per cui coloro i quali abitavano in quella casa potevano ricevere i Sacramenti e la sepoltura tanto a Sorio che a Montebello.
La contrada della Mason, già Mansio o tappa militare al tempo dei Romani, sorge sulle ultime propaggini di una fertile collina, presso le rive del torrente Chiampo ed a breve distanza dalla strada padana superiore ».

Note:
(1) Da un manoscritto del Prevosto Dai Zovi si rileva che anche nel 1803 il Gran Priore di Malta, dava l’elemosina al sacerdote che nelle feste celebrava la Messa nell’Oratorio della Mason.

Figura: Mappa austriaca del 1818 (Mapire – The Historical Map).

Umberto Ravagnani

Nota: Per chi è interessato, da parecchi anni è stato istituito un premio letterario per scrittori di testi Poesia e Prosa nei dialetti di Lingua Veneta: si chiama “Premio letterario Raise 2019” e si tiene ad Arquà Polesine nel mese di settembre. Anche il nostro Lino Timillero vi ha partecipato l’anno scorso con grande soddisfazione. E’ possibile scaricare qui il Bando 2019.

AI LETTORI:
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I RITRATTI DI GARIBALDI

[63] I RITRATTI DI GIUSEPPE GARIBALDI

La fotografia era appena nata, nel 1840, ed era già al servizio della propaganda politica. In quel tempo nel Lombardo-Veneto non solo era proibito esporre ritratti di Giuseppe Garibaldi, ma era altresì vietato inneggiare alla sua persona nonché, per gli uomini, portare la barba acconciata alla maniera dell’eroe dei due mondi. Trovo che in quello stesso periodo il farmacista di Schio titolare della bottega detta “Alle due Colombe” fu multato di Fiorini 75 per aver esposti in vetrina 3 vasi di vetro: uno pieno di cerini verdi, uno di cerini bianchi ed uno di rossi, ossia il tricolore.
Per quanto riguarda Montebello è interessante l’episodio che qui propongo con uno scambio di informazioni tra l’Imperial Regio Commissario Superiore di Polizia (alto organo di vigilanza in epoca austriaca) e l’Imperial Regio Commissario Distrettuale (il dirigente locale del Distretto di Lonigo).

 

Vicenza, 29 Marzo 1864

All’Ill.mo Sig. Ceschi a Santa Croce
Ciambellano di S.M.I.R. di Vicenza (Sua Maestà Imperial Regia – n.d.r.)

Nella farmacia-drogheria di (De) Lorenzi a Montebello esiste esposto in pubblico il ritratto di Garibaldi. A  senso della Riverita ordinanza n. 2639 p.p. del del 28 Marzo 1862, già comunicato ai II.RR. (Imperial Regi – n.d.r.) Commissari colla circolare n. 321 del 4 Aprile 1862 ho interessato tosto quel commissariato distrettuale (Lonigo – n.d.r.) a procedere a seconda delle relative istruzioni col far ritirare tosto il detto ritratto, ciò serva a superiore doverosa conoscenza.

L’Imperial Regio Commissario Superiore di Polizia

 

Lonigo, 19 Aprile 1864

All’inclito Imperial Regio Delegato Provinciale di Vicenza

Dietro avviso dato da codesto I.R. Commissariato di Polizia, con nota del 29 Marzo n. 374 (alleg. 2) il devoto scrivente procedeva al ritiro e sequestro di 2 ritratti di Garibaldi in fotografia che esistevano nella farmacia di Vincenzo De Lorenzi di Montebello ed in seguito ad altra nota del 4 corrente pari numero dello stesso I.R. Commissariato (alleg. B) trovava di condannare il De Lorenzi medesimo alla multa di Fiorini 5 in base al regolamento della Ministeriale del 25 Aprile 1854 e previo analogo costituto (alleg. D). Non trovando il De Lorenzi di acquietarsi ad un tale giudizio ed invocandone l’annullamento, si ha l’onore sub E (?) il di lui gravame con le sue effigie di cui si tratta, all’Esimio Imperial Regio Delegato perché si degni di provocare le decisioni dell’Eccelsa Imperial Regia Luogotenenza (Venezia – n.d.r.) aggiungendosi che per debito di giustizia il reclamante fino ad oggi non ha dato alcun motivo, colla sua condotta, a sinistre osservazioni.

L’imperial Regio Commissario Distrettuale

 

Vicenza, 23 Aprile 1864

All’Imperial Regio Commissariato di Polizia in Vicenza

In relazione al rapporto del 29 p.p.Marzo 1864 n. 374 nel quale è detto che i due ritratti erano esposti in pubblico, perché riferisca se sussiste quanto il De Lorenzi rappresentò nell’annesso verbale 11 corrente che cioè i detti ritratti erano invece appesi alle vetrine dello scrittoio o banco nell’interno dell’officina. Riprodurrà gli atti. 

L’Imperial Regio Delegato Provinciale

 

Vicenza, 24 Aprile 1864

All’Inclito Imperial Regio Sig. Cav. Delegato Provinciale di Vicenza

La persona che mi fece la confidenza e che è meritevole di tutta fede vidde (sic!) al momento che mi fece la riferita, il ritratto di Garibaldi esposto in pubblico nella farmacia De Lorenzi di Montebello e quindi è falsa la di lui asserzione indicata nell’annesso verbale. Ciò serve ad evasione del riverito attergato decreto N. 318 del 23 corrente apparendo poi che il ricorso prodotto dal De Lorenzi (è) già in contravvenzione alla Legge sul Bollo.

 L’Imperial Regio Commissario Sup. di Polizia

 

Venezia, 3 Maggio 1864

All’Ill.ma Imperial Regia Delegazione Provinciale di Vicenza

In riguardo alla incensurata condotta di Vincenzo De Lorenzi, farmacista-droghiere in Montebello, attestata dal Commissario Distrettuale di Lonigo e confermata da codesta Delegazione che fa presupporre non esservi corsa gravità d’intenzione nella contravvenzione imputatagli circa alla esposizione nell’interno della sua officina di due ritratti fotografici di Garibaldi, la Luogotenenza ha con odierna deliberazione ritenuto di passare sopra alla contravvenzione medesima, con ciò riscontrato il rapporto 27 Aprile scorso N. 331 e si ritornano gli allegati per l’analoga comunicazione a chi spetta.

L’Imperial Regia Luogotenenza di Venezia

 

Ottorino Gianesato (dal N° 10 di AUREOS – Marzo 2018)

Figura: Un celebre ritratto di Giuseppe Garibaldi, l’eroe dei due mondi (a cura del redattore).

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