I LONGOBARDI A MONTEBELLO II

[17] I LONGOBARDI A MONTEBELLO II

I Longobardi, costituito il ducato di Vicenza, insediano gruppi parentali (Fare) a presidio delle localitΓ  e delle vie di transito piΓΉ importanti. Le varie Fare di un territorio fanno a capo di un Gastaldo (1) che risiede nell’abitato piΓΉ importante, in un complesso di costruzioni denominato Curtis (Corte). In questa residenza egli amministra la giustizia, incamera i tributi ed organizza il controllo e la difesa del territorio a lui soggetto e di ciΓ² rende direttamente conto al Duca che risiede nella cittΓ .
Montebello, come attesta il Mantese, fu sede di una Curtis alla quale erano soggetti i paesi di Sorio, Gambellara, Zermeghedo e Montorso. Scarsa Γ¨ la documentazione scritta che ci consenta di dare una piΓΉ ampia informazione di ciΓ² che avvenne in questo periodo storico (secoli VII e VIII). Qualche aiuto ci perviene da quanto rimane dell’antica toponomastica. Perdurano infatti, a tutt’oggi alcuni toponimi che testimoniano la presenza dei Longobardi nel nostro territorio.

Questi sono Fara, Monticello di Fara, Gazzolo (bosco) a Zermeghedo e Sorio, Gualda (foresta) al confine tra Montebello e Montecchio, Guarda (posto di guardia o di vedetta) sopra la Selva, Sarmazza (dai Sarmati popolo al seguito dei Longobardi) posta a confine tra Gambellara e Monteforte, anche Zermeghedo sembra avere la stessa origine (Sarmaticetus = piccolo insediamento di Sarmati), Guizza (da Wiffare = porre un segno ma talora anche un segno di confine. In questo caso la localitΓ  delimiterebbe il territorio della longobarda Sorio da quello della latina Gambellara).
Anche la titolazione di alcune Chiese come San Giorgio di Sorio e San Michele di Zermeghedo e di Brendola sembra collegarsi

inscindibilmente con le tradizioni di questo popolo di guerrieri. E’ scarsa anche la documentazione archeologica poichΓ¨ i Longobardi, ad eccezione del Gastaldo, trattandosi di piccoli gruppi di persone, preferivano vivere al di fuori del centro abitato, in ampi spazi in modo da avvertire per tempo il pericolo ed essere pronti a porvi rimedio. E sΓ¬ che la Fara di Montebello doveva avere una notevole rilevanza politica e sociale se da essa sortΓ¬ quell’Attaldo che fu Vescovo di Vicenza nel VII secolo. L’importanza della locale comunitΓ  longobarda sarebbe maggiormente avvalorata se trovasse conferma l’ipotesi alquanto suggestiva, che indica come originaria del luogo Immilia la figlia dell’ultimo Conte di Vicenza (2) che andΓ² in sposa a Vitale Ugo Candiano (3). Dalla loro unione si originΓ² la stirpe dei Maltraversi. Ecco quindi spiegato l’attaccamento dei Maltraversi (che furono anche conti di Padova e Vicenza) a Montebello e trova giustificazione anche la loro “professione di legge” quando negli atti ufficiali che li riguardano dicono di vivere secondo i regolamenti della nazione Longobarda.

Note:
(1) Dignitario con funzioni amministrative per conto del Re ed amministratore di beni demaniali.
(2) Dopo la sconfitta dei Longobardi per opera di Carlo Magno alcuni duchi furono sostituiti da conti di origine Franca, altri accettarono la nuova autoritΓ  regia e furono nominati conti.
(3) Figlio del Doge di Venezia Pietro Candiano III.

Da. Luce. Li (dal NΒ° 3 di AUREOS – Dicembre 2002)

Figura:Β La localitΓ  Fara di Montebello (Foto a cura del redattore).
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I LONGOBARDI A MONTEBELLO I

[16] I LONGOBARDI A MONTEBELLO I

Per la sua posizione geografica sulla direttrice Vicenza-Verona della via Gallia Prima, e della strada Postumia dopo, Montebello o “Ad Aureos“, come veniva chiamato dai romani, fu piΓΉ volte nei secoli attraversato, conquistato ed anche distrutto dai barbari o dagli eserciti nemici.
Verso la fine del 568 Montebello venne invaso dai Longobardi nel loro percorso verso Verona. Paolo Diacono nella sua “Historia Longobardorum” cosΓ¬ inizia il racconto della migrazione dei Longobardi in Italia: “Allora i Longobardi, abbandonata la Pannonia, con mogli, figli, e tutti i loro averi, s’affrettarono verso l’Italia per impadronirsene … ciΓ² avvenne il mese d’aprile, il secondo giorno dopo la Santa Pasqua, essendo giΓ  trascorsi 568 anni dall’incarnazione del Signore“.
Inizia, cosΓ¬, un vero e proprio esodo di un intero popolo guidato dal loro re Alboino, realizzato in maniera formidabile se si considera che non si trattava solamente di un esercito in assetto di guerra ma con un’intera popolazione al seguito.

E’ stato calcolato che viaggiassero ad una velocitΓ  media di 2 Km al giorno dato che alla fine dell’anno successivo avevano conquistato gran parte dell’Italia settentrionale. L’occupazione dei territori veniva consolidata lasciando sul posto dei contingenti militari con i relativi gruppi famigliari, detti fare, a presidio armato delle terre occupate. Da qui i toponimi a noi vicini di Monticello di Fara, Fara di Montebello. Molto interessante anche il toponimo Guarda, da wart, indicante il posto di guardia disposto su una posizione dominante, che si trova a Selva di Montebello. E il toponimo Gualda da wald (bosco), la localitΓ  che si trova sulla strada per Montecchio.
In un documento datato 27 marzo 1076 e conservato nell’Archivio San Felice (Biblioteca Civica Bertoliana di Vicenza), Uguccione dei Conti Maltraverso, signori di Montebello, afferma: “qui professo Sum ex natione mea lege vivere longobardorum“. Orgogliosamente professa, quindi, le sue origini longobarde e sceglie di vivere secondo le tradizioni dei suoi antenati.
La durata del regno Longobardo in Italia si protrasse fino al 774 ed ebbe fine con la vittoria di Carlo Magno sull’ultimo re Desiderio; e alla fine della dominazione Longobarda al passaggio al Sacro Romano Impero si fa risalire l’inizio del Medioevo.
In questi 200 anni, anche se fu un periodo di continue lotte, questo popolo guerriero seppe amalgamarsi con le popolazioni venete e latine di civiltΓ  enormemente superiore da cui apprese molto, determinando una trasformazione della societΓ  italica. Anche l’adesione al Cattolicesimo, che maturΓ² lentamente, va considerato un avvenimento di grande rilevanza storica (fine della prima parte, segue sul NΒ° 3 di AUREOS).

L.A. (dal NΒ° 2 di AUREOS – Giugno 2002)

Figura:Β Il ‘monticello’ dove oggi Γ¨ situata la villa Favorita, puΓ² aver dato il nome di Fara alla localitΓ , in epoca longobarda (Foto a cura del redattore).
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