UNA DOMANDA DI GRAZIA

[81] UNA DOMANDA DI GRAZIA

β€œAlias” (tempo fa) nel 1516 Bartolomeo Scolaro detto β€œLoro” di Montebello, inquisito di omicidio pensato (omicidio premeditato), fu bandito in perpetuo dai territori della Repubblica di Venezia.

Il 23 Gennaio 1540 il condannato Bartolomeo Scolaro fece supplica della commutazione della pena al Giudice di Vicenza.

Il magistrato la accolse e condannΓ² Bartolomeo a passare 2 anni nel carcere di Vicenza e, trascorso questo tempo, fosse liberato dal bando. (1)

Ottorino Gianesato (BBVi – RASPE CRIMINALI del ‘500 – Busta nΒ° 1128 sentenze dal 1538 al 1541)

Note:
(1) E’ l’unico caso di richiesta di grazia inoltrata da un montebellano (ed accolta) trovato nelle segnature. La clemenza deve essere stata resa possibile in considerazione dell’etΓ  del condannato e della sua buona condotta tenuta nel luogo dove scontava la pena di bando. Aveva giΓ  trascorso 24 anni lontano dal suo paese e, supponendo che all’epoca della condanna avesse avuto 25/30 anni, per l’epoca era giΓ  anziano. Di lui si sa che nel 1540 aveva almeno due figli adulti, che abitavano a Montebello, forse nati prima di essere stato punito, ma Γ¨ verosimile che siano venuti alla luce nel luogo dove scontava la pena: frequentemente, per necessitΓ , i Β famigliari dovevano seguire il condannato nell’esilio forzato.

Figura: Ricostruzione di fantasia dell’episodio narrato nell’articolo (a cura del redattore).

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RIMEDI DEL CINQUECENTO (3)

[72] SUGGERIMENTI DELLA SECONDA META’ DEL β€˜500 PER MIGLIORARE LA VITA
DAGLI ATTI DEL NOTAIO CRISTOFANO SQUAQUARA DI BRENDOLA (1)

A guarire le maroelle: recipe faxoli et fane polvere et impastala cun melle crudoΒ  et cun quello ungiti le maroele due volte al giorno et sarai liberato – ancora Γ¨ bono l’olio de saso da ongerle – et l’olio de spigo fa el simile.

Per guarire le emorroidi: prendi dei fagioli e riducili in polvere ed impastali con miele crudo e con questo ungiti le emorroidi due volte al giorno e sarai liberato – Γ¨ altresΓ¬ buono l’olio di sasso (erba pignola detta anche riseto – Bot. Sedum acre) e l’olio di spigo (olio estratto dalla pianta della lavanda).
A guarire una stretta del petto: togli del sugo del β€œMarubio” et fane una fugaza et manzala et guarirai. Per guarire una fitta al petto: prendi del succo di β€œMarrubio” e usalo per fare una focaccia, mangiala e guarirai. (Il marrubio nella varietΓ  β€œbastarda” Γ¨ presente nei nostri paesiΒ  col nome di erba che spussa – Bot. Β Cimiciotta comune).

A chi avese l’ochio insanguinato: togli rose seche et dell’aqua rosa et fale bolir insieme tanto che resti il terzo et onzi l’ochio quando vai a dormir et guarirai.

Chi avesse un occhio arrossato: prenda rose secche e dell’acqua di rose e le faccia bollire insieme fin tanto si riducano ad un terzo, unga l’occhio quando va a dormire e guarirΓ .

A guarir il mal di stomacho: togli della mazorana et fala bogire in bono vino biancho et bevine uno goto ala note per tre note, guarirai.

Per guarire il mal di stomaco: prendi della maggiorana e falla bollire in buon vino bianco e bevine un bicchiere alla notte per tre notti, guarirai.

A guarir et fare andar via i pori: togli el schito fresco de galina et ligalo sul porro et guarirai. Per guarire ed eliminare le verruche: prendi lo sterco fresco di gallina e mettilo sopra la verruca e guarirai.

A tornar la aldida a uno che avesse perso lo aldire: togli el grasso de languilla grassa et falo bogire tanto che siΒ  disfati et posalo rafredare et togli el graso de sopra et mitilo in la aurechia cun bombaso et guarirai.

Per far tornare a sentire uno che avesse perso l’udito: prendi il grasso dell’anguilla grassa e fallo bollire finchΓ¨ non si sciolga e posalo a raffreddare, prendi il grasso che galleggia e mettilo sopra l’orecchio con un pezzo di bambagia e guarirai.

A trovar uno che avese robato: togli in scripto tuti quelli che ai suspitio uno bollettino per uno et va miti tutti quelli bollettini in laqua santa et quello che avrΓ  robato subito anderΓ  in fondo et Γ¨ probato …

Per individuare uno che avesse rubato: scrivi su un pezzetto di carta, (tanti pezzetti quanti sono i sospettati) il nome del probabile ladro e metti i bigliettini nell’acqua santa,Β  il foglio di colui che avesse rubato andrΓ  subito a fondo ed Γ¨ provato (il colpevole).

Rimedio a far tornar la lateΒ  a una dona che lavese persa:
(1) toga de lerba de Santo Zuane et la faza bogirΒ  et beva de quel brodo le tornerΓ  el late.
(2)Β  toga ancora de la bona semenza de canevo et fane polvere et tamisala et beve de ditta polvere in bono vino de matina a dizuno in 3 over 4 matine et de quella che resta sul tamiso si deba fregar li piedi.

Rimedio per far tornare il latte ad una donna che l’avesse perso:
(1) prenda dell’erba di San Giovanni e la faccia bollire e beva di quel brodo ed il latte tornerΓ .
(2) prenda dei buoni semi di canapa li riduca in polvere e li passi al setaccio e beva detta polvere sciolta in buon vino di mattina a digiuno per 3 o 4 mattine, Β e di quello che resta sul setaccio si unga e massaggi i piedi.

NOTA

In provincia di Vicenza il vegetale conosciuto come erba di San Giovanni indica spesso piante diverse: in quel di Breganze, l’erba de san DuaneΒ  Γ¨ la salvia dei prati detta anche spuaci de prΓ , nella Val Leogra Γ¨ l’erba da cali. In altri posti Γ¨ la camomilla, in altri ancora Γ¨ la verbena edΒ  il cacciadiavoli (Botanica – Hipericum perforatum).

Continua nel n. (4) …
Ottorino Gianesato
(Miscellanea 2018)

CuriositΓ : Per quanto riguarda il miele, esso ebbe una enorme diffusione fino a quando, nel Cinquecento, fu sostituito dallo zucchero di canna che poteva essere conservato piΓΉ facilmente e aveva un sapore del tutto originale, ma si continuΓ² comunque ad usareΒ il miele come rimedio.

Note:
(1) Il notaio Cristofano Squaquara di Brendola (ma rogava anche a Montebello) inserΓ¬ questi appunti tra gli atti che vanno dall’anno 1556 al 1574.

Figura: Il miele e lo zucchero di canna (a cura del redattore).

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