DISORDINI A MONTEBELLO (3)

[66] DISORDINI A MONTEBELLO (ultima parte)

Infine interviene il Sindaco di Montebello, Gaetano Scevarolli, per rassicurare l’Imperial Regio Delegato Provinciale di Vicenza Giovanni Battista Ceschi (1) sulla tranquillità del proprio paese, facendosi carico di « impedire qualunque disordine » e aggingendo che « potrebbe quasi rendersi garante » che in futuro non sarebbero più avvenuti simili spiacevoli episodi.

Montebello, 20 Luglio 1865
All’Imperial Regio Delegato Provinciale di Vicenza

Al grosso interessamento di Lei, Inclito Cav. Delegato, si unisce pur quello del sottoscritto, non solo, ma eziandio della maggioranza della popolazione, desiderando tutti veder cessate una volta queste dimostrazioni, le quali senza scopo non fanno che compromettere la tranquillità del paese. Scoprire gli autori delle medesime è opera di qualche difficoltà, dopo le solenni e pubbliche pratiche adottate dall’Imperial Regio Commissario Distrettuale di Lonigo, di perquisizioni, di richiami, di chiudimento di negozi etc. etc. le quali non fecero altro che metterli in guardia, concertando e assicurando fra loro i mezzi di difesa e distruggendo ogni traccia che potesse comprometterli. Tuttavia chiunque abbia pur poca conoscenza del paese non esiterebbe ad indicazione quali autori 14 o 15 giovanotti di nessuna educazione e di una squisita leggerezza, i quali, senza capir niente, fanno tali dimostrazioni, non per altro, se non perché sentono dire che vengono fatte in altri luoghi. Molti di questi giovani furono presi di mira dall’Ill.mo Commissario Distrettuale di Lonigo, ma non si riuscirà per certo a raccogliere alcuna prova che valga a riconvincerli del fatto, onde il sottoscritto prevede che tanto il processo giudiziario, quanto il processo politico non daranno alcuna utile risultanza.
L’Imperial Regio Commissario di Lonigo nell’inserito suo rapporto manifesterebbe il sospetto che la Bottega di Caffè delle sorelle Fraccari e la Farmacia De Lorenzi fossero stati i luoghi in cui vennero fabbricati i petardi, si appoggia alle dichiarazioni di un confidente. Il sottoscritto esclude tale sospetto, solo si permette l’osservazione che ove ciò fosse anche vero, nel primo luogo ove si hanno 5 ragazze giovanissime non si può supportare una cooperazione da parte delle medesime, mentre altrettanto non potrebbe dirsi riguardo al farmacista De Lorenzi. Ma anche di questo fatto mancano le prove ed è difficile che si possano in alcuna guisa raccogliere. A carico del farmacista De Lorenzi qualche propalazione il Regio Commissario si attenderebbe da Celeste Figaro e da Santo Bevilacqua. Questi erano domestici del De Lorenzi, scacciati di casa come ladri da oltre un anno, e perciò si crede che nulla sappiano, e se anche qualche deposizione avessero a fare, le loro deposizioni non possono meritare tutta la fiducia.
Non vorrebbe il sottoscritto che il confidente a cui il Regio Commissario Distrettuale si è appoggiato fosse uno fra i tanti furbi che si trovano in questo paese, il quale nulla sapendo, e senza essere in grado di nulla scoprire, cerchi soltanto di intascare i Fiorini che il Commissario va somministrandogli. Spiace al sottoscritto di non potere offrire dati positivi sugli autori di queste dimostrazioni che ormai il buon senso della popolazione respinge e condanna.
La pubblicità del processo che da più di un mese si agita e la malattia sofferta che tutt’ora non gli permette sortire di casa, gli frapposero all’interno gravissime difficoltà. Non trascurando però il sottoscritto ogni mezzo per assicurare la tranquillità del proprio paese e, per impedire quindi qualunque disordine, potrebbe quasi rendersi garante presso la Vostra persona che in avvenire non faranno più per rinnovarsi consimili dispiacenti dimostrazioni. Di ciò lo rende sicuro la esperimentata influenza in altre occasioni sull’animo di questi giovani che si sospettano autori.

EsprimendoLe Cav. Delegato i sentimenti della più viva gratitudine per quella bontà e fiducia di cui si vede Onorato, ha il pregio di aver con tali cenni riscontrata la di Lei pregiata requisitoria del 18 corrente di cui si ritorna il comunicato.

Il Deputato Politico (Sindaco di Montebello – n.d.r.) Gaetano Scevarolli

Note:
(1) L’Imperial Regia Delegazione Provinciale fu un organo istituito in ogni provincia del Regno Lombardo-Veneto annesso all’Austria. Iniziò la sua attività nel 1816 ricoprendo perlopiù compiti di gestione amministrativa del territorio e controllo sui sudditi. Negli ultimi vent’anni di dominazione austriaca il Delegato di Vicenza, era Giovanni Battista Ceschi.

Ottorino Gianesato (dal N° 10 di AUREOS – Marzo 2018)

Figura: Moneta da 1 Fiorino (Florin in tedesco). Il Fiorino fu usato nell’Impero austro-ungarico tra il 1754 ed il 1892. Quello in figura, usato a partire dal 1860, aveva un peso di 12,34 gr., un diametro di 29 mm., uno spessore di 2 mm., era in argento 900/1000 e valeva 2,857 Lire austriache o italiane. Mostra l’effigie di Francesco Giuseppe I e l’aquila bicipite (a cura del redattore).

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I RITRATTI DI GARIBALDI

[63] I RITRATTI DI GIUSEPPE GARIBALDI

La fotografia era appena nata, nel 1840, ed era già al servizio della propaganda politica. In quel tempo nel Lombardo-Veneto non solo era proibito esporre ritratti di Giuseppe Garibaldi, ma era altresì vietato inneggiare alla sua persona nonché, per gli uomini, portare la barba acconciata alla maniera dell’eroe dei due mondi. Trovo che in quello stesso periodo il farmacista di Schio titolare della bottega detta “Alle due Colombe” fu multato di Fiorini 75 per aver esposti in vetrina 3 vasi di vetro: uno pieno di cerini verdi, uno di cerini bianchi ed uno di rossi, ossia il tricolore.
Per quanto riguarda Montebello è interessante l’episodio che qui propongo con uno scambio di informazioni tra l’Imperial Regio Commissario Superiore di Polizia (alto organo di vigilanza in epoca austriaca) e l’Imperial Regio Commissario Distrettuale (il dirigente locale del Distretto di Lonigo).

 

Vicenza, 29 Marzo 1864

All’Ill.mo Sig. Ceschi a Santa Croce
Ciambellano di S.M.I.R. di Vicenza (Sua Maestà Imperial Regia – n.d.r.)

Nella farmacia-drogheria di (De) Lorenzi a Montebello esiste esposto in pubblico il ritratto di Garibaldi. A  senso della Riverita ordinanza n. 2639 p.p. del del 28 Marzo 1862, già comunicato ai II.RR. (Imperial Regi – n.d.r.) Commissari colla circolare n. 321 del 4 Aprile 1862 ho interessato tosto quel commissariato distrettuale (Lonigo – n.d.r.) a procedere a seconda delle relative istruzioni col far ritirare tosto il detto ritratto, ciò serva a superiore doverosa conoscenza.

L’Imperial Regio Commissario Superiore di Polizia

 

Lonigo, 19 Aprile 1864

All’inclito Imperial Regio Delegato Provinciale di Vicenza

Dietro avviso dato da codesto I.R. Commissariato di Polizia, con nota del 29 Marzo n. 374 (alleg. 2) il devoto scrivente procedeva al ritiro e sequestro di 2 ritratti di Garibaldi in fotografia che esistevano nella farmacia di Vincenzo De Lorenzi di Montebello ed in seguito ad altra nota del 4 corrente pari numero dello stesso I.R. Commissariato (alleg. B) trovava di condannare il De Lorenzi medesimo alla multa di Fiorini 5 in base al regolamento della Ministeriale del 25 Aprile 1854 e previo analogo costituto (alleg. D). Non trovando il De Lorenzi di acquietarsi ad un tale giudizio ed invocandone l’annullamento, si ha l’onore sub E (?) il di lui gravame con le sue effigie di cui si tratta, all’Esimio Imperial Regio Delegato perché si degni di provocare le decisioni dell’Eccelsa Imperial Regia Luogotenenza (Venezia – n.d.r.) aggiungendosi che per debito di giustizia il reclamante fino ad oggi non ha dato alcun motivo, colla sua condotta, a sinistre osservazioni.

L’imperial Regio Commissario Distrettuale

 

Vicenza, 23 Aprile 1864

All’Imperial Regio Commissariato di Polizia in Vicenza

In relazione al rapporto del 29 p.p.Marzo 1864 n. 374 nel quale è detto che i due ritratti erano esposti in pubblico, perché riferisca se sussiste quanto il De Lorenzi rappresentò nell’annesso verbale 11 corrente che cioè i detti ritratti erano invece appesi alle vetrine dello scrittoio o banco nell’interno dell’officina. Riprodurrà gli atti. 

L’Imperial Regio Delegato Provinciale

 

Vicenza, 24 Aprile 1864

All’Inclito Imperial Regio Sig. Cav. Delegato Provinciale di Vicenza

La persona che mi fece la confidenza e che è meritevole di tutta fede vidde (sic!) al momento che mi fece la riferita, il ritratto di Garibaldi esposto in pubblico nella farmacia De Lorenzi di Montebello e quindi è falsa la di lui asserzione indicata nell’annesso verbale. Ciò serve ad evasione del riverito attergato decreto N. 318 del 23 corrente apparendo poi che il ricorso prodotto dal De Lorenzi (è) già in contravvenzione alla Legge sul Bollo.

 L’Imperial Regio Commissario Sup. di Polizia

 

Venezia, 3 Maggio 1864

All’Ill.ma Imperial Regia Delegazione Provinciale di Vicenza

In riguardo alla incensurata condotta di Vincenzo De Lorenzi, farmacista-droghiere in Montebello, attestata dal Commissario Distrettuale di Lonigo e confermata da codesta Delegazione che fa presupporre non esservi corsa gravità d’intenzione nella contravvenzione imputatagli circa alla esposizione nell’interno della sua officina di due ritratti fotografici di Garibaldi, la Luogotenenza ha con odierna deliberazione ritenuto di passare sopra alla contravvenzione medesima, con ciò riscontrato il rapporto 27 Aprile scorso N. 331 e si ritornano gli allegati per l’analoga comunicazione a chi spetta.

L’Imperial Regia Luogotenenza di Venezia

 

Ottorino Gianesato (dal N° 10 di AUREOS – Marzo 2018)

Figura: Un celebre ritratto di Giuseppe Garibaldi, l’eroe dei due mondi (a cura del redattore).

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