LUIGI TONELATO

[221] LUIGI TONELATO – Medaglia d’argento al valor militare

Una figura importante tra i caduti di Montebello della Ia guerra mondiale fu certamente Luigi Tonelato. Ecco in breve la sua storia:

Figlio di Gherardo e di Busato Maria, nato a Montebello Vicentino il 26 Aprile 1893, di professione studente – matricola n° 47190.
Alla visita di leva del 5 Aprile 1913 è ritenuto soldato abile di Ia Categoria. La chiamata alle armi è fissata per l’8 Settembre 1913 con la dichiarazione:
“Ammesso al volontariato di un anno nel computo del servizio prestato e quindi con decorrenza dal giorno 9 settembre 1913 (Legge 4 Agosto 1895 n° 479 – n° 3 – Circolare 336 Giornale Militare”.
Il 17 Ottobre 1913 è assegnato all’80° Reggimento Fanteria (Brigata Roma). Meno di cinque mesi dopo ottiene la promozione a Caporale e trascorsi ulteriori sei mesi diventa Sergente di Squadra. Dalle note che riguardano la sua vita da recluta si apprende che il 30 settembre 1913 aveva riportato una distorsione tibioastragolica destra per aver appoggiato male a terra il piede nel recarsi di corsa a prendere posizione col suo plotone dietro un’altura sul Monte Croson nei pressi di Verona (verbale del Consiglio d’Amministrazione del 29 Dicembre 1913).
Il 7 Settembre 1914, presso il Deposito di Verona (Vi) del Reggimento di Fanteria ottiene il congedo con la dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito con fedeltà. In seguito alla grande mobilitazione del 22 Aprile 1915 è richiamato alle armi in data 17 maggio 1915 ed il 22 è in territorio in stato di guerra. Con decreto del Comando Supremo del 5 Ottobre 1915 è nominato Aspirante Ufficiale a datare 25 Settembre ultimo scorso. Intanto nell’ambito della stessa Brigata Roma passa dall’80° al 79 Reggimento. Il 17 Dicembre 1915 è nominato Sottotenente di Complemento con anzianità assoluta, il 1° Novembre 1915, con riserva di anzianità relativa.
Nei primi mesi di guerra il suo reggimento è impegnato nelle montagne che separano il Trentino dalla Provincia di Vicenza, soprattutto in Val Terragnolo, Vallarsa, Val Posina, Monte Majo.
Ed è soprattutto sul Monte Majo che nell’estate del 1916 la Brigata Roma accusa perdite umane superiori alle mille unità tanto da indurre gli alti comandi a farla arretrare sul colle Xomo. I reggimenti 79° e 80° Fanteria rimarranno sui monti del vicentino e nel settore del Monte Pasubio fino alla primavera del 1917 e in Luglio, ripiegando su Schio, si preparerà in previsione della dodicesima battaglia dell’Isonzo. In Agosto infatti la Brigata Roma è trasferita sul Carso soprattutto sull’Altopiano della Bainsizza. Durante la dodicesima battaglia dell’Isonzo, il 22 Ottobre, i fanti della “Roma” sono schierati sulla linea arretrata di resistenza Na Gradu – Veliki Vrh sulla riva sinistra del fiume. Il giorno 25 Ottobre il 79° Reggimento con Tonelato Luigi è impiegato a protezione del ripiegamento di tutte le truppe italiane combattenti sulle alture della Bainsizza. Ed è qui che cade eroicamente il fante montebellano. Il giorno seguente la sua morte i 300 superstiti della sua brigata ripiegano su Auzza dove il corpo di Tonelato viene sepolto insieme ad altri numerosi compagni di sventura per poi ripiegare su Cividale. Alla fine della guerra le sue spoglie mortali saranno trasferite nel Sacrario di Oslavia (Gorizia).
Così l’Istituto del Nastro Azzurro Sezione di Vicenza descrive la motivazione per l’assegnazione della Medaglia d’Argento a Tonelato Luigi: “Tenente del 29° (errore! Era del 79°) Reggimento Fanteria, ricevuto l’ordine di sostenere con la propria compagnia un altro reparto, che, aggirato e duramente provato, minacciava di essere travolto da forze avversarie soverchianti di numero e di mezzi, dopo di aver tentato invano di fermare l’irruenza nemica, visto l’inutilità di ogni ulteriore difesa passiva, conscio del grave pericolo cui andava incontro, alla testa del suo reparto si spingeva con mirabile coraggio in un disperato contrattacco, durante il quale, mentre incitava i suoi uomini alla lotta, eroicamente cadeva colpito a morte. Veliki Virh (Altipiano della Bainsizza) 25 Ottobre 1917 (B.U. del 16 Aprile 1920 pagina 1917). In occasione del decimo anniversario della morte la famiglia Tonelato fece pubblicare, in un volumetto di oltre cento pagine, le lettere che l’eroe scrisse dall’inizio della sua carriera militare fino alla sua tragica scomparsa.

Quando i familiari di Luigi Tonelato, dieci anni dopo la sua morte, riuscirono a contattare l’Aspirante Ufficiale Luciano De Lai di Torino, che il 25 Ottobre 1917 aveva assistito agli ultimi istanti di vita del Tenente montebellano, completarono i documenti per dare vita ad un libretto alla memoria. Le testimonianze di Luciano De Lai dei tragici avvenimenti di guerra chiusero l’annosa ricerca e recarono rinnovato conforto ai parenti dello scomparso. Dell’esistenza di questo libretto di circa 140 pagine, curato da Adolfo Crosara e ai più sconosciuto, ne ero venuto a conoscere l’esistenza attraverso una nota apposta a fondo pagina dallo storico Bruno Munaretto nelle sue “MEMORIE STORICHE DI MONTEBELLO” del 1932 (capitolo relativo ai soldati compaesani che combatterono la Grande Guerra). La copia consultata è quella trovata nell’Archivio Parrocchiale di Santa Maria, ma pare che qui ne esistano almeno due esemplari.
Un vivo ringraziamento ai parenti che hanno acconsentito alla ripubblicazione di una ventina delle più significative lettere che il Tenente Luigi Tonelato scrisse dall’inizio del 1914, durante il servizio militare, fino all’Ottobre del 1917, anno della sua eroica morte. In esse Luigi Tonelato si rivela un provetto cronista di guerra, quando, ad esempio, racconta l’inizio delle ostilità dell’Italia contro l’Impero Austro-Ungarico, nel descrivere poi la potenza devastante del cannone nemico da 420 e l’abbattimento di un aeroplano da parte dei soldati del suo battaglione. A crude notizie di guerra alterna righe piene di nostalgia per la famiglia e per il suo paese. Non manca mai di infondere coraggio ai familiari, come se essi si trovassero in una situazione ben più pericolosa della sua.
Le sue ultime lettere, scritte il giorno prima di cadere sotto i colpi del nemico, per la loro brevità, mostrano tutto l’affanno e la concitazione delle truppe italiane che stavano andando incontro alla terribile “disfatta di Caporetto”.
(Dal libro di Ottorino GianesatoMontebello e i suoi caduti nella guerra 1915-18”, 2014)

Foto:
1) Il Tenente Luigi Tonelato durante la Grande Guerra (elaborazione grafica e restauro Umberto Ravagnani).

Umberto Ravagnani

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UN MONTEBELLANO DISPERSO

[211] DISPERSO DURANTE LA Ia GUERRA MONDIALE È STATA RICOSTRUITA LA STORIA DI FRANCESCO VERLATO

FRANCESCO VERLATO era figlio di Giuseppe e di Bevilacqua Maddalena – Nato ad Arzignano (VI) il 13 Ottobre 1883 – Professione “molinaio” – Matricola n° 18201 bis – Iscritto nel Comune di Sovizzo.
Dopo alcuni rinvii si presenta alla visita di leva il 3 Luglio 1916 (ha quasi 33 anni) ed è dichiarato soldato abile di Ia Categoria. Siamo in piena guerra per cui una quindicina di giorni dopo è chiamato alle armi per essere assegnato al 71° Reggimento Fanteria (Brigata Puglie) di stanza a Venezia, mentre il gemello 72° ha sede a Mantova. Dopo la necessaria istruzione, il 12 Novembre 1916, raggiunge il suo reggimento sul Carso. Nella precedente primavera di quell’anno la Brigata “Puglie”, che si trovava in Albania lungo il fiume Vojussa, è fatta rientrare in Italia e in autunno gode di un turno di riposo sulla linea del basso Isonzo tra le località di Chiopris, Gradisca, Viscone e Santa Maria La Longa. In questi luoghi resta acquartierata per istruzione e per un breve periodo ed è in uno di questi paesi che il fante Verlato Francesco si unisce ai compagni di reggimento. La Brigata Puglie nella tarda primavera del 1917 partecipa all’offensiva della decima battaglia dell’Isonzo a Sdraussina e a Medeazza. Dopo questa battaglia i fanti della “Puglie” vengono fatti spostare nelle retrovie a Santo Stefano, ma saranno di nuovo in prima linea il 17 Luglio a Castagnevizza in località Hudi Log (Bosco Malo). Uno degli innumerevoli vuoti nelle registrazioni dei fogli matricolari non permette di conoscere il momento del passaggio del fante Verlato al 160° Reggimento (Brigata Milano) che è pure dislocato sul Carso e sull’Isonzo sul Monte Santo, sul Monte San Gabriele e a Vodice. Si sa del suo nuovo inquadramento dall’Albo d’Oro dei Caduti che ne segnala la morte per malattia avvenuta il 14 Aprile 1918 in prigionia. I documenti del Distretto di Vicenza dicono che la sua cattura avvenne il 27 Ottobre 1917 durante i tragici avvenimenti di Caporetto (circa 300.000 soldati italiani fatti prigionieri tanto che la Brigata Milano nel Novembre 1917 fu sciolta). Al Comune di Montebello fu segnalata la sua morte, probabilmente in seguito alle numerose ricerche, solo qualche anno dopo la fine della guerra.
Morto il 14 Aprile 1918 come risulta dagli Atti di Morte del Comune di Montebello Vicentino Serie C – Vol, 1° – parte IIa – n°8 del 21 Ottobre 192(5)?
Tuttavia il paziente studio e le meticolose ricerche di Alberto Espen, nel suo libro “Cervarese S. Croce gioventù in battaglia” permettono di colmare alcuni buchi d ’archivio del soldato Verlato. Infatti la storia di Verlato Francesco è comune a quella del fante Grigolin Antonio, una delle tante narrate, per l’appunto, dall’esperto scrittore cervaresano.
In pratica il fante Grigolin Antonio, lui pure appartenente alla Brigata Puglie, al 71° Reggimento però, viene trasferito il 29 Maggio 1916 al 160° Reggimento (Brigata Milano), provvedimento che colpisce anche il fante montebellano Verlato. All’inizio di Giugno 1917 quattro battaglioni della “Milano” sono nelle trincee della selletta del Monte Kuk e del Monte Vodice, mentre i restanti sono tenuti di riserva a Zagomila. Una decina di giorni dopo la brigata Milano gode di un lungo periodo di esercitazioni nelle retrovie a Scriò. Seguono due mesi di infernali spostamenti e combattimenti per la Brigata Milano: i suoi fanti passano il fiume Anhovo, si attestano sul costone di Descla, occupano il paese di Lastivnica, con perdite di un migliaio di effettivi. Il 12 Settembre si sposta a Pod Sabotino e sul Monte San Gabriele. Il 27 Ottobre, in piena dodicesima ed ultima battaglia dell’Isonzo il 160° Reggimento del fante Verlato è sulle alture di San Nicolò a sostegno delle altre truppe italiane che stanno ripiegando. Presso la chiesetta di San Nicolò avviene uno scontro cruento durante il quale gli austro-ungarici catturano 600 prigionieri fra i quali sicuramente i fanti Grigolin e Verlato. Con la disfatta di Caporetto oltre 100.000 prigionieri non poterono far ritorno alle proprie case, finiti in chissà quale campo di concentramento dell’Austria, dell’Ungheria se non della Germania o della Bulgaria. Le autorità tedesche e austriache in molti casi non hanno saputo dare alcuna spiegazione sul destino toccato ai prigionieri italiani. Da alcuni documenti in possesso dei parenti del fante Verlato si desume che il luogo di prigionia sia stato in una imprecisata località dell’Ungheria, così almeno fa capire una richiesta di cibo e denaro inoltrata attraverso la Croce Rossa Ungherese mediante una cartolina postale con timbratura della città di Vienna.
Ringrazio i parenti del caduto in oggetto per avermi fornito queste Cartoline Postali che il loro caro scrisse alla moglie Albina il 10 Marzo e il 1° Aprile 1918. Erano passati solo quatto mesi dalla cattura quando il prigioniero Verlato Francesco, numero di matricola 021735, indirizzò alla sua famiglia questa accorata richiesta di denaro e pane. Era la terza volta che scriveva alla famiglia, probabilmente richiedendo sempre le stesse cose: denaro e alimentari. Non si sa se le due lettere precedenti siano mai arrivate a destinazione, o se pur in presenza di un riscontro da parte dei suoi parenti e da un successivo invio di soldi e cibo, questi non siano stati recapitati. Erano infatti frequenti i furti, sia in Italia che all’estero, delle missive destinate ai prigionieri di guerra, per il denaro che vi potevano contenere. Il suo luogo di prigionia era in Ungheria presso il campo di concentramento di Som… (illeggibile, forse Somorja o Somorje), peccato che il timbro di arrivo dell’Ufficio Postale di Montebello apposto proprio sopra la località di spedizione ne abbia compromessa la lettura. Da notare i due timbri triangolari apposti dalla “Zensur” (censura) austriaca della città di Vienna.1 Nelle poche righe che il prigioniero scrisse dal campo di concentramento ai suoi cari si legge tutta la sua disperazione. Il cibo scarseggiava e solo l’aiuto della propria famiglia poteva garantirgli la sopravvivenza. Pur a conoscenza che anche in patria la vita non era poi così facile, insisteva affinché la moglie trovasse in prestito i soldi che al suo ritorno avrebbe restituito. Forse non ricevette mai i pacchi che i suoi cari avrebbero incaricato la Croce Rossa di Lonigo di consegnargli. Nell’Aprile (Giugno ?) seguente purtroppo, forse a causa degli stenti patiti, Verlato Francesco moriva, ma solo qualche anno più tardi, dopo una speranzosa e vana attesa, la sua famiglia veniva informata del suo decesso.
(Dal libro di Ottorino GianesatoMontebello e i suoi caduti nella guerra 1915-18”, 2014)

Note:
1) Questa parte del libro di Ottorino Gianesato è stata scritta nel 2012/2013. Nel 2014, sono stati pubblicati su internet parecchi elenchi di prigionieri italiani deceduti all’estero. Nel caso di Verlato Francesco si è potuto conoscere il suo luogo di decesso nonché della sepoltura: la città si chiama Samorin in Slovacchia un tempo chiamata Somorja quando apparteneva all’Ungheria. Numero d’ordine dell’elenco: 1804. Numero della sepoltura nel cimitero di Samorin: 1824.

Foto:
1) Francesco Verlato durante la Grande Guerra (cortesia Gianni Verlato – Rielaborazione grafica e restauro Umberto Ravagnani).
2) La cartolina postale inviata dal campo di prigionia alla moglie Albina (cortesia Gianni Verlato).

Umberto Ravagnani

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