LA FAMIGLIA FERRO

[108] LA FAMIGLIA FERRO

L’origine del cognome Γ¨ inequivocabile. Resta solo il dubbio se tale soprannome, letto in un documento del 1418 in cui si nomina tale Bartolomeo detto β€œFerro” del fu Lancio, sia nato per il mestiere di fabbro esercitato dalla persona in oggetto o per altri motivi. Il nipote Bonomo (o Bonono come spesso scritto) pare aver giΓ  acquisito il nome ferro come definitivo cognome a β€˜400 inoltrato. Famiglia per niente numerosa che arriva alla metΓ  del β€˜500 con tre nuclei residenti nella contrΓ  di Vigazzolo. Dei tre solo quello di Zambono Ferro risulta godere di un certo benessere, abitando in una casa di valore e lavorando oltre 10 campi. Gregorio Ferro nel 1631 Γ¨ consigliere comunale e Santo Ferro nel 1687 viene nominato rappresentante dei montebellani in una affollata β€œConvicinia”. Francesco figlio del detto Gregorio è  l’unico β€œallibrato” (1) nell’Estimo del 1665-69 dichiarando di abitare nella contrΓ  della Pozza e di possedere oltre alla casa solo un campo e mezzo.Β  Bisogna arrivare al Dazio Macina di fine settecento per trovareΒ  altri membri della famiglia Ferro,Β  ossia Francesco del fu Giovanni, inserito nelle liste degli β€œinfimi” ed esercitante il povero mestiere di sarto rappezzatore e Antonio di professione colono. Questo cognome non figura tra quelli oggi presenti in Montebello.

Ottorino Gianesato (Nome … e Cognome (2007))

Nota:
(1) Registrato come contribuente per il pagamento delle tasse (ndr).

Figura:Β Ricostruzione di fantasia dell’antico mestiere del fabbro ferraio da cui, probabilmente, ha preso il cognome la famiglia descritta nell’articolo (a cura del redattore).

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LA STALLETTA DEL VICARIO (1)

[55] LA STALLETTA DEL VICARIO NELLA PIAZZA DEL MERCATO DI MONTEBELLO (Prima parte)

Questa modesta e breve ricerca ha preso vita soprattutto grazie alla Busta nΒ° 603 Calto nΒ° 46 esistente presso l’ARCHIVIO TORRE della Biblioteca Civica Bertoliana di Vicenza. β€œProcessetto concernente supplica della ComunitΓ  di Montebello per disfare certa stalletta vicino al Vicariato e riedificarla in altro sito”. Alcuni passi sono stati tratti da alcuni documenti esistenti presso l’Archivio Parrocchiale di Santa Maria di Montebello, in particolare la Convicinia del Consiglio dei 60 del 14 Settembre 1681 (giΓ  pubblicata nella sua forma originale a stampa nell’opera edita nel 2001 a cura di Vantini – Dainese – Agnolin β€œDalla Mansione del Tempio alla Casa di Riposo San Giovanni Battista”) e da me trascritta. Altre ulteriori particolari informazioni provengono dall’Archivio di Stato di Vicenza, ossia dal fondo Notai Defunti e dal Corpo Territoriale dello Stato.

Β Il 14 Aprile 1656 il consiglieri comunali di Montebello, facendo riferimento ad una passata sessione del Consiglio dei 60 (9 Dicembre 1650), nominarono procuratore della comunitΓ  il Rev. Gio. Maria Zanni, dottore in Sacra Teologia e predicatore. Con questa investitura Il religioso fu incaricato a recarsi nella cittΓ  di Venezia, dovendo in quella sede intercedere presso il Serenissimo Principe affinchΓ¨ fosse concesso al Comune di Montebello di tenere un mercato nei giorni di mercoledΓ¬ di cadauna settimana (dovevano essere un riconoscimento e un permesso ufficiali perchΓ©, in veritΓ  un documento della seconda metΓ  del β€˜500 fa credere che giΓ  allora si tenesse il mercato sempre nel giorno di mercoledΓ¬). Tutto lascia supporre che Il permesso sia stato concesso poichΓ¨ qualche lustro piΓΉ tardi si presentΓ² il grave problema di rendere piΓΉ spaziosa la modesta piazza per potere ospitare meglio e in maggior numero i banchi del mercato. Una delibera del 14 Settembre 1681 del Consiglio Comunale autorizzΓ² l’allargamento della piazza mediante la demolizione di alcune casette di proprietΓ  del Pio Ospitale di San Giovanni che esistevano tra la cosiddetta β€œporta grande” che portava alla chiesa ed il muro della casa del Vicariato. Proprio la corte, la stalla, la tezza, il pozzo ed il forno del Vicariato rimasero gli ultimi ostacoli presenti nella piazza ad impedire la creazione di uno spazio piΓΉ armonico e grande. Gli amministratori comunali montebellani erano consapevoli che la demolizione delle casette, se non accompagnata dal contemporaneo abbattimento dei suddetti manufatti, ben poco avrebbe giovato. Quindi per ottenere questo risultato giΓ  nel 1677 i consiglieri avevano dato inizio alla costruzione di una nuova stalla nel retro del palazzo del comune lungo la ContrΓ  di San Francesco, proprio a due passi dal β€œQuartier Piccolo” dei soldati della cavalleria veneziana. Il nuovo edificio sarebbe stato offerto al Vicario in sostituzione di quello da demolire da lui usato fino a quel momento.

Continua con la seconda parte …

Ottorino Gianesato (dal NΒ° 9 di AUREOS – Dicembre 2012)

Figura: Ricostruzione della piazza di Montebello nel 1683, con la stalletta del Vicariato al centro dell’attuale Piazza Italia (da un disegno dell’epoca, l’originale del quale si trova alla Biblioteca Bertoliana di Vicenza).

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