VIVERE IN AUSTRALIA

[212] VIVERE IN AUSTRALIA
LINO TIMILLEROCONISTON – Nuovo Galles del Sud (AUSTRALIA)


LINO TIMILLERO, montebellano emigrato in Australia nel 1967, ci ha inviato un nuovo articolo sulle sue esperienze in quel lontano Continente:
« Cari amici, ho pensato di farvi sapere come ci si può trovare quando si vive per molti anni in una lontana nazione, dove si parla un’altra lingua e dove le usanze della popolazione sono ben diverse da quelle a cui si era abituati. Certo, vi potrò dire di come io mi trovo! Non degli altri, perché ognuno ha le proprie esperienze ed il proprio modo di vivere! Ma c’è sempre una similitudine nei nostri rapporti con la realtà che ci circonda. Vi voglio parlare della mia esperienza con la lingua Inglese e di come essa possa influire sul nostro modo di percepire le quello che c’è attorno a noi. La cosa più difficile è la pronuncia! Se si arriva in Australia da bambini, si frequenteranno le Elementari, fino alla sesta. Poi, obbligatoria c’è l’equivalente delle Medie e per chi vuole, il Liceo, dove si può scegliere quali rami di studio seguire. Fino alla pubertà non ci sarà alcuna differenza sulla pronuncia dei bambini! Detto questo, avrete già capito che, più vecchi si arriva in questa terra, più sarà difficile parlare pronunciando l’Inglese nel giusto modo. Ancora adesso, dopo più di 50 anni, faccio arrabbiare mia moglie (venuta da bambina). Il bello è che lei pensa che io sbagli apposta!!! La cosa più difficile è il ricordarsi di pronunciare la H!!! Tutte le parole che sono scritte con la lettera H davanti devono far sentire la H nella pronuncia perché ci sono parole simili senza la H e quindi si viene fraintesi! Voi sapete chi era la Maestra Carlotto! La mia Maestra di prima elementare! Ebbene, ricordo ancora adesso come Lei insisteva, … A,B,C,D,E,F,G,H, ci diceva! Ed aspirava quella H come si dovrebbe fare con l’Inglese!!! La seconda cosa che io, ancora oggigiorno, non pronuncio a giusto modo e la S finale delle parole che terminano con la S!!! La S, nella maggior parte dei casi, ci dà la quantità: Dog = Cane; Dogs = Cani! Si capisce che, se non si pronuncia la Esse, si rimane con un Cane invece di 2 Cani o di molti Cani!!! Con la S si definisce il plurale delle cose! Comprendete ora la difficoltà, per le persone anziane, e non tanto anziane, ad impadronirsi dell’Inglese!!!??? Ma, una volta che si riesce a leggerla nei giornali o sui libri, ed a capirla propriamente, la lingua Inglese dà grandi soddisfazioni! Leggere l’Inglese non ha niente a che fare con la pronuncia! Si può pronunciare, mentalmente, una parola. L’importante è capire il significato di tale parola. Quando si è capaci di LEGGERE l’Inglese, si apre davanti la Letteratura, non solo dell’Inghilterra, ma degli Stati Uniti, dell’Irlanda, con James Joyce, della Scozia con Sir Walter Scott (Ivanhoe), dell’Australia, del Sud Africa e di molte altre Nazioni dove si usa l’Inglese!!! Di certo capirete che non sono qui a scrivervi, per sembrarvi un sapientone!!! Come ti ho accennato, scrivo solamente per darvi una idea di come, noi Italiani, ci possiamo trovare qui, in Australia. Se poi si va sul mondo del lavoro, anni or sono, chi sapeva parlare bene l’Inglese diventava, in molti casi, capo-squadra, perché la manovalanza aveva bisogno di essere guidata da chi poteva dir loro quello che la direzione voleva fosse fatto! Detto questo, posso tornare alla mia esperienza con la Lingua. Essendo noi una famiglia religiosa, frequentavamo la Cappella del Sacro Cuore, dove erano presenti i Missionari Scalabriniani. I nostri due figli frequentavano la scuola elementare cattolica della Parrocchia di ‘Saint Francis Xavier(San Francesco Saverio ndr). Quando fu ora per loro di prepararsi alla Prima Comunione, ci fu suggerito di andare in Chiesa nella Parrocchia. Cosa a cui, noi genitori, essendo coinvolti nell’andamento della Scuola stessa, aderimmo immediatamente. Fu allora, andando alla Santa Messa, celebrata ovviamente in Inglese, che mi accorsi della vastità degli Inni Sacri cantati dai fedeli! E li imparai con gioia! Specialmente perché c’erano Inni come ‘Pange Lingua’, o ‘Adoro te Devote’ ed ‘Anima Christi’, che io conoscevo in Latino da quando andavo, bambino, in Chiesa a Montebello. La stessa melodia con parole in Inglese!!! Una meraviglia!!! (Mia moglie era su col coro che cantava). In special modo l’Inno del tempo di Avvento: “Veni Veni Emanuel, Captivum Solve Israel…” E, certe volte, a seconda dei Sacerdoti Australiani, veniva anche cantata in Latino!! Ed io cantavo! Beato di poter finalmente cantare quello che avevo imparato da bambino, quando Don Francesco a Montebello ci insegnava quegli Inni Sacri!! (Qualcuno mi guardava, pensando che io fossi un Prete in visita alla Parrocchia). Quando arrivò, per i nostri figli, il tempo di prepararsi alla Santa Cresima, trovai, negli inni dedicati allo Spirito Santo, un’altra sorpresa! Una Laude di Bianco da Siena: “Discendi Amor Santo…” Tradotta in Inglese con: “Come Down O Love Divine…” E la melodia è veramente magnifica. Composta da Ralph Vaugham Williams, compositore Inglese, figlio di un ‘Pastore’ protestante. Ed è stato tradotto Dante Alighieri. In un Canto del Paradiso, il Poeta dice della Madonna: “Vergine Madre Figlia del Tuo Figlio…” Che è diventato: “Blessed Virgin Mary, Daughter of Your Son…” Anche questo inno ha una bella melodia! E poi, essendo l’Inglese quasi cugina della lingua Tedesca, è ancora più facile tradurre parte degli Inni religiosi di ‘Bach’ con la splendida musica del grande Compositore. Ecco come io ho trovato un modo per perfezionare un po’ il mio Inglese, cantando in Chiesa.
Scrivere l’Inglese, è tutta un’altra cosa!!! Su trenta Italiani, in special modo se già sposati quando erano arrivati, se ne troverà uno che saprà scrivere l’Inglese!!! Prendete il mio caso. A parte il fatto che mia moglie, se dovessi scrivere in Inglese, lo farebbe per me, io potrei farlo. Ma con il dizionario accanto. E poi dovrei far leggere alla mia cara moglie ogni parola!!! Qui lo chiamano “Spelling”! Anche per gli Australiani, non è facile scrivere correttamente!! Però, perché, come ho detto, leggo molto, mia moglie si è accorta che un po’ non saprò scriverlo, ma mi fa leggere qualsiasi cosa che lei scrive. Se qualcosa non va, glielo faccio notare!! E, nella maggior parte dei casi, non sbaglio! Come capirete, a volte, l’Inglese degli Italiani parlato qui, diventa ‘Italiese’. Ne troverete vari esempi nelle mie ‘storiete’. È un Inglese mescolato in uno strano modo con l’Italiano, aggiungendo una O, una E od una A. (Esempio: ‘Bag’ = Borsa. In Italiese diventa “Bega”) Non mi allungo perché avrete già letto e capito quello che intendo dire. Nella mia terza età, sono tornato, da diversi anni, a frequentare la Cappella del Sacro Cuore. Ogni mese, il Missionario Scalabriniano celebra la Santa Messa per la Madonna di Monte Berico, colà collocata dall’Associazione dei Vicentini di Wollongong. Finisco qui. Un caro saluto ». Linus DownUnder – Lino Timillero, Coniston 10-2-2019

Foto:
1) La Cattedrale di San Francesco Saverio a Wollongong.
2) L’interno della Cattedrale di San Francesco Saverio a Wollongong.

Umberto Ravagnani

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BEVENDO UNA BIRRA

[143] BEVENDO UNA BIRRA IN AUSTRALIA SI SCOPRE CHE UN COMPAESANO CAMBIO’ LA STORIA D’ITALIA.  Di LINO TIMILLERO – Coniston (AUSTRALIA)

« Cari amici de Montebello, savì come ca la xe in giro pal mondo: se conosse jente ca vien da tute le parti. Parfin da Rotorgolo e da cuei paesi vizin a Nervesa e a Sernaglia, tuti du’ de la Battaglia! Prima ca ndasse in pension, me jero catà con `Madio. Jera passà tanto tempo da cuando ca se laorava insieme so le piataforme de Petrolio dei Mericani, xò a Berry’s Beach. Lu el fasea el boiler-maker, e mi saldavo cuel ca lu el metea insieme: tubi grandi e grosi par inbragare le ganbe dela piataforma ca ndava inpiantà sol fondo del Oceano. Insieme coi altri, lu el tribulava a pareciare le zonte dei tubi. Anca su pararia, so le inpalcadure, e mi e i altri saldaduri navimo su a saldare. Tante volte soto ai teloni ca cuerzea su tuto. Ca no se bagnasse, par carità. E se dovea sugare el fero co le fiame osidriche e tegnerlo scaldà par essar tenti ca le saldadure le vignesse bone! Co la jera finia, la ‘platform’, la vignea messa sora al ‘Barge’ e i la portava ndove ca i savea ca soto ghe jera el Petrolio, sol fondo del Oceano. Co na gru abastansa granda, forsa de dai e dai, la vignea calà xo. Cuando ca la jera ben fermà, ghe vignea messo sora el Decking, ndove ca magnava e dormiva tuti i omini ca ghe laorava sora. Done, gnente da fare! Gnanca parlarghene!  Cuatro setimane so la piataforma. Portà là co l’elicotero. E na setimana casa. Cussì jera i turni. Diese Km. in meso a l’oceano, dodese ore a laorare e dodese a magnare e dormire! Ma no nialtri! ‘Madio e mi, laoravimo sol ‘shore’, ca saria in riva al mare. I ne gavea dimandà, i Mericani, de ‘ndare a laorare a mettare i pali rento a le ganbe de la ‘platform’ e saldarli man man ca i vegnea batù xo, ma ghe ghemo dito de no! Tuti du! Jera soto Nadale e volivimo ‘ndar casa. Mi a catare la morosa, lu la so dona! ‘Madio el jera ndà in pension calche aneto vanti de mi. Col gavea finio de laorare, prima de far la domanda par la pension, el jera nà in Italia. Par far vedare al ‘Centre-Link’ (come l’INPS) cal gavea doparà schei par chesto e par cuelo, se no i ghe gavaria dito cal gavea massa schei e i ghe gavaria sbasà la pension! El jera restà al so paese cuasi on mese prima de vigner casa, cuà a Russel Vale. Co se ghemo catà da poder stare insieme par far na bela ciacolada, se ghemo sentà xo al Club. Da na parte, fora dai piè de cuei ca zugava a schei co le ‘slot-machine’. Na bela ‘scooner’ de bira, ‘new’ par lu e ‘old’ par mi (bira a la spina). Se ghemo tolto anca on sachetin de ‘cashews’, ca le xe meio de le bajiie, e ghemo scominzià a contarsela. “Co jero al me paese,” me dise ‘Madio, “go fato dò ciacole co uno da Sernaglia, ca xe poco distante, parchè el gavea da ‘ndare al Comune e el me gà dimandà ‘ndove cal jera. El xe so la via Vaccari, cuasi davanti a la Cesa, ghe digo mi. Suito lu el me fa: ma come, ghe xe na via Vaccari anca cuà?” “ Parchè no,” ghe fasso mi. “Parchè ghe xe na via Generale Vaccari anca a Sernaglia”, me dise lu! “La xe ciamà cussi da cuando ca jera finia la prima Guerra Mondiale”. Lora son saltà fora mi e go dito: “Sa gheto pena dito ‘Madio? Sito sicuro?” “Sicuro de cossa?” El me vardava come ca el gavesse dito calcossa de stranbo, ma nol savea cuando e come. “A ghe xe na Via Generale G. Vaccari anca al mio de paese. Ma el Generale Giuseppe Vaccari el xe nato e cresù al me paese: Montebello Vicentino!” ‘Madio el se ga messo a vardarme. “Come pole esarghe na roba cussì”. “Speta,” digo mi, “me sbalio, o gheto pena dito ca cuelo da Sernaglia el gavea nominà la I guera”. “Si, el gavea dito ca el nome el ghe xe sta messo ala strada suito dopo la I guera mondiale”. “Lora ghe xe tre strade in tri paesi diversi” digo mi “ca le se ciama conpagne. Du paesi i xe vizin e uno pì distante. ‘Madio, mi me ricordo, da cuando ca fasevo la seconda lementare, ca el 4 Novembre, Festa Nazionale, navo istesso a scola par fare la Marcia, cole altre classe, fin al Monumento ai Caduti de la I Guerra mondiale. Là cantavimo la Canzone del Piave prima e dopo Fratelli d’Italia! La strada, da la scola al Monumento, la se ciama via G. Vaccari. El 25 de Aprile, senpre marciando, se ndava su ala piassa, soto al municipio, par cantare ‘ncora Fratelli d’Italia par cuei de la II Guerra mondiale. Là ghe jera naltro Giuseppe medaglia d’oro, Giuseppe Cederle, caduto a Montelungo, soto a Monte Cassino. I maestri de scola, i fasea i so discorsi. Al Monumento i ne contava del Generale Vaccari, Medaglia d’Oro, Senatore a Vita e cetera. Su al Municipio, fasea el discorso, cuasi senpre on Maestro cal gavea conosesto Giuseppe Cederle! E senpre el finia disendo cuanto bravo el fusse stà da zovane! Ma el mio de maestro, nol disea mai gnente, parchè el jera Sicilian e de le robe del paese nol ghin savea on acca stracca!” ‘Madeo el me ga vardà. El ga bevù on pochetin de la so bira ‘new’e el se ga messo a dirme: “Ma lora ti no te lo sè mia parchè el Generale Vaccari el xe cussì inportante?” E mi ghe digo suito, “Ma cossa dito ‘Madeo? Inportante parchè”? Lu el se ga come fato pì grando, parchè el savea xa ca cuel cal jera drio a dirme me gavaria assà a boca verta. “Stiani, cuando ca l’Italia ga vinto la I Guerra Mondiale, ai soldà ghe ga tocà prima da traversare el Piave. De note, col Piave pien de acua ca la portava via tuto! E ghe ga tocà far su i ponti coi Crucchi ca scanonava dapartuto. Na gran parte de soldà i jera rivà de là istesso, ma i austriaci se ga messo a contro atacare, e i uficiai gavea dimandà de tornare indrio. Xe stà el Generale Vaccari, paesan tuo, cal ga comandà de no! Ca no tornasse indrio nissun! Ca suito el saria ndà de là del Piave anca lu! E cussì el ga fato! Lu e tuto el Comando de la VIII Armata. Col so ordene, tuti i soldà, i uficiai e parfin i mussi, i se ga messi a corere, a sparare s-ciopetà dapartuto par rivare a Sernaglia, Pieve de Soligo e man man, col resto de l’Esercito Italiano, fin a Vittorio Veneto! Gheto capio? A mi e a tuti a le scole del me paese, le vegnea contà le storie de la I Guerra. Te poi maginartene, i jera ani ca i cruchi i gavea messo su casa intei paesi so la riva zanca del Piave. Tuti cuei ca jera scapà via da profughi, i volea ndare casa sua, o a cuel ca jera restà de la so casa. Xe stà el to paesan, el Generale Giuseppe Vaccari, coi so soldà, a pasare de là del Piave par primo!!! I paesi cuà in giro, i lo ga fato tuti ‘Cittadino Onorario’, figurate ti!” Mi, dopo ver bevù na boconà de la me bira ‘old’ a ghe go dito: “’Madio, varda, a te ringrasio. Ma tanto!! Propio desso, ca xe cuasi 100 ani da la fine de la I Guerra Mondiale, te me ghe ingrandio l’anema. Spero tanto ca al me paese i se ricorda. E ca se ricorda anca Vicenza!” » (Lino Timillero – Vicentini nel mondo – Aprile 2019).

Umberto Ravagnani

Foto: Il Gen. Giuseppe Vaccari viene premiato, nella Loggia del Municipio di Montebello Vicentino, con la medaglia d’oro nel 1922 (APUR – Umberto Ravagnani).

 

CHI ERA LINO LOVATO?

AI LETTORI: L’Associazione Amici di Montebello sta preparando un evento per ricordare il nostro concittadino LINO LOVATO, pittore e scultore buono, generoso, sensibile, autore di molte opere artistiche. Chi avesse informazioni, aneddoti, suoi quadri, etc., è invitato a mettersi in contatto con la redazione tramite e-mail, sms o cellulare (informazioni a fondo pagina).

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