UNA DONNA RAPINATA

[100] UNA DONNA RAPINATA

Alle ore 22 del 4 Aprile 1796, Rosa moglie di Carlo Cisco, Maddalena Cisco e Maria Castegnaro, facevano ritorno a casa dopo aver assistito alle funzioni parrocchiali nella Chiesa di Santa Maria di Montebello. Giunte davanti alla mura dei Conti Sangiovanni (nell’attuale via Borgolecco N.d.R.) furono fermate da un uomo col volto coperto da un fazzoletto e armato di un β€œpalozzo” (bastone) che era sbucato all’improvviso da un buco della mura stessa. Costui si avventΓ² contro Rosa intimandole di non muoversi e strappandole dal collo un filo di β€œperosini” d’oro (palline d’oro) se ne fuggΓ¬ scalando il muro da cui era uscito. PartΓ¬ una denuncia contro l’ignoto rapinatore e la Giustizia, in base alle tracce lasciate dal ladro, risalΓ¬ all’esecutore del maltolto. L’autore fu riconosciuto in Giuseppe Perini, stante anche il fatto che il citato aveva tentato di vendere i β€œperosini” ad una persona nota alla Giustizia per la somma di 32 Lire. Fu condannato a 18 mesi al remo su di una galera.

Ottorino Gianesato (BBVi – RASPE CRIMINALI del ‘700)

Figura: Ricostruzione di fantasia dell’episodio raccontato nell’articolo (a cura del redattore).

Nota: Per rassicurare i lettori su questi violenti fatti di cronaca voglio citare un articolo di Mind (Mente & Cervello) del mese di giugno 2018, dal titolo “Il declino della violenza” di Steven Pinker docente di psicologia alla Harvard University di Cambridge: Β« Quella in cui viviamo Γ¨ senza dubbio una delle epoche meno violente della storia … Oggi per un cittadino europeo il rischio di morire per mano di un proprio simile Γ¨ statisticamente 60 volte inferiore rispetto al 1300 … Quando consultiamo le cronache medievali dell’Europa occidentale, constatiamo che l’autocontrollo lasciava a desiderare. In quei racconti abbondano i dettagli che dimostrano che la gente veniva alle mani per un nonnulla, faceva i bisogni dove capitava o pugnalava gli altri nel bel mezzo di un pranzo, tutti segnali che la capacitΓ  di controllo della mente di controllare il comportamento era molto debole. CosΓ¬ in Cina l’uso delle bacchette Γ¨ stato imposto dall’imperatore per mettere fine al problema mortale dei litigi durante i pasti, favorito dalla presenza dei coltelli …Β Β» (a cura del redattore).

AI LETTORI:
Quanti volessero collaborare per la redazione del notiziario con articoli o segnalare argomenti di particolare interesse, notizie, curiositΓ , proverbi locali, foto, cartoline d’epoca, etc., sono invitati a mettersi in contatto con l’Associazione.

Se hai FACEBOOK e l’articolo ti ha soddisfatto metti MI PIACEΒ 
Oppure lascia un commento qui sotto …

PER QUALCHE MELONE

[89] PER QUALCHE MELONE

Nel 1589 fu istruito un processo contro Gio. Battista figlio di Jacobo de’ Lazaro ossia de’ Braghetti e Giuseppe detto β€œBianco” de’ Fasolati genero dello stesso Jacobo in seguito alla querela di Tomeo Ruzene cognato dello stesso Jacobo. Il 5 Agosto 1588, nel giorno del Santo Salvatore, Tomeo con altri uomini si era recato a tagliare l’erba nei prati del fu Gio. Batta Magistrelli nelle pertinenze di Montebello presso la β€œmelonara” del citato Jacobo. In assenza di Jacobo e di suo figlio Gio. Battista, il predetto Tomeo con i suoi compagni segatori raccolse alcuni meloni nella β€œmelonara” senza alcun permesso. Si accorse del furto Giuseppe de’ Fasolati che cominciΓ² ad altercare contro Tomeo e gli altri segatori richiamando e facendo intervenire Gio. Battista. Costui arrivato armato di pistola, sparo contrΓ² Tomeo che per le ferite gravi rimase infermo per lungo tempo. Dopo il processo β€œcon pena mitigata” Gio. Battista dovette risarcire il danneggiato con 25 Ducati.

Tra i Braghetti e Tomeo Ruzene i rapporti non erano certo idilliaci. Il 28 Settembre 1584 Tomeo querelΓ² Francesco del fu Antonio Braghetti dopo che costui lo aveva aggredito procurandogli delle ferite. In quell’occasione la rifusione dei danni fu stabilita dal giudice in 35 Lire.

Ottorino Gianesato (BBVi – RASPE CRIMINALI del ‘500 – Busta nΒ° 1140 sentenze dal 1589 al 1590)

Figura: Ricostruzione di fantasia dell’episodio raccontato nell’articolo (a cura del redattore).

AI LETTORI:
Quanti volessero collaborare per la redazione del notiziario con articoli o segnalare argomenti di particolare interesse, notizie, curiositΓ , proverbi locali, foto, cartoline d’epoca, etc., sono invitati a mettersi in contatto con l’Associazione.

Se hai FACEBOOK e l’articolo ti ha soddisfatto metti MI PIACEΒ 
Oppure lascia un commento qui sotto …

LA FAMIGLIA BRAGHETTI

[83] LA FAMIGLIA BRAGHETTI (SGREVA)

I Braghetti, al pari dei Marendoli, costituiscono senz’altro una delle piΓΉ antiche famiglie di Montebello. In particolare i primi sono citati in un atto del Trecento come confinanti dei beni dei Della Scala, a quel tempo Signori di Verona e di Vicenza. Nei documenti dell’Ufficio del Registro di Vicenza rogati nei primi decenni del Quattrocento vi si legge spesso il nome di Cristoforo detto β€œBraga” del fu Bartolomeo. Questo soprannome, con chiari riferimenti all’indumento maschile, sarΓ  accostato ai membri di questa famiglia fino ai primi anni del β€˜500, periodo in cui si trasforma in cognome, facendo chiamare β€œBraghetti” i suoi componenti.
Nel corso della sua storia questa famiglia Γ¨ sempre stata dotata di grandi risorse economiche, vantando tra i suoi appartenenti notai e persone di spicco nell’amministrazione del comune di Montebello. Verso il 1430 si incontra il notaio Giovanni detto β€œZaneto” figlio di Cristoforo del fu Bartolomeo poc’anzi citato. La sua attivitΓ  si protrae fino oltre la metΓ  del β€˜400, ma non Γ¨ conosciuto l’anno preciso in cui conclude il suo operato, poichΓ¨ la documentazione dell’Ufficio del Registro prodotta tra il 1457 ed il 1520 Γ¨ andata distrutta. Si sa che Giovanni detto β€œZaneto” ed il fratello Martino hanno l’appalto della riscossione della β€œDecima” relativa al Comune di Zermeghedo e di buona parte di quello di Montebello. La quota detenuta dai due fratelli Γ¨ del 50% mentre l’altra metΓ  Γ¨ di pertinenza dei nobili RegaΓΉ. In occasione del suo testamento Martino Braga dimostra una grande generositΓ  sia verso i poveri del paese sia verso la Chiesa di Santa Maria di Montebello, non trascurando la Chiesa di San Bernardino, cosΓ¬ chiamata prima di essere dedicata a San Francesco.
Sono numerosi i testamenti dettati dai membri della famiglia Braghetti, e questo fatto Γ¨ favorito dalla presenza di un notaio tra i componenti della stessa. In quasi tutti questi atti i Braghetti chiedono, dopo la morte, di essere messi nel sepolcro di famiglia esistente all’interno della Chiesa di San Bernardino, ed in segno di riconoscenza e di riverenza verso questo edificio sacro vi fanno costruire all’interno una cappella dedicata a Sant’Antonio.
Purtroppo anche nelle migliori famiglie Γ¨ immancabile una pecora nera, impersonata da Gaspare Braga che, nel 1503, aiutato dal padre Antonio e dal fratello NicolΓ², uccide in una rissa Bernardino e Francesco Chiarello, rispettivamente padre e figlio. L’omicida finisce al bando e la sua famiglia, previo perdono dei Chiarello, deve sborsare ai parenti delle vittime la bella somma di 100 Ducati, che a quel tempo Γ¨ piΓΉ o meno il valore di 5 campi.
Il cospicuo numero dei Braghetti rende inevitabile il ricorso ai soprannomi per distinguere l’uno e l’altro ramo, cosicchΓ© le mende β€œPanaro”, β€œBedo”, β€œMattiello” e β€œSgreva” sono spesso accostati al cognome Braghetti. Il soprannome Sgreva appare verso la metΓ  del β€˜500 ad individuare il ramo di Gio. Maria Braghetti e nel corso del β€˜600 diventa un definitivo cognome.
Il nuovo cognome Sgreva viene utilizzato quindi da questo ramo dell’antica famiglia, mentre il vecchio resiste con il notaio β€œMattiello” Braghetti, buon professionista e amabile artista della penna. CosicchΓ© tra il 1627 ed il 1630 convivono in Montebello due notai, Mattiello Braghetti e Giacomo Sgreva, che pochi decenni prima costituivano un’unica famiglia ed un unico appellativo, un altro notaio, Annibale Sgreva roga in Montebello per una decina d’anni alla metΓ  del β€˜700.
La lunga serie di consiglieri comunali degli Sgreva inizia nel 1602 con Battista e prosegue nel 1606 con Cristoforo, nel 1614 con NicolΓ², e sempre nel 1614 ricompare come consigliere uno dei Braghetti, Gio. Maria. Sempre degli Sgreva Γ¨ consigliere in Montebello nel 1644 Bartolomeo, nel 1651 Domenico, seguito da Francesco nel 1675. Cristoforo Sgreva, figlio di Gasparo Γ¨ sindaco di Montebello, nel 1610. Durante i primi mesi della grande epidemia di peste del 1630, Giacomo Sgreva (con Francesco Million e Giovanni Ponza) vince l’asta per la β€œDecima dei Minudi”, ma sarΓ  lui pure vittima del morbo. Nell’Estimo del 1544-45 le famiglie Braghetti estimate sono cinque ed in quello del 1665 diventano sette, queste perΓ² con il cognome Sgreva. A questa ultima data anche l’ultimo dei Braghetti Gio. Maria, (vivo nel 1637) era scomparso.
Nell’estimo seicentesco figura Domenico Sgreva che svolge un’insolito abbinamento di attivitΓ  di dettagliante: oste e β€œbeccaro”, insufficiente, a suo dire, a garantire sicurezza e benessere alla sua numerosa famiglia composta da 10 persone. Il 18Β° secolo mostra una minore partecipazione degli Sgreva all’amministrazione del comune cosicchΓ© si registrano gravati di questa carica solo Michele nel 1729 e Francesco nel 1760, e tra i due si intercala il notaio Annibale, come giΓ  citato in precedenza.
Il secolo si chiude con Ottavia Sgreva che fa parte dello sparuto gruppo dei benestanti Montebellani, con Battista povero colono, con Francesco e Antonio della stessa condizione, con un altro Francesco ed un altro Antonio che di mestiere fanno i postiglioni, ed infine un altro Battista, piΓΉ sfortunato, tra i questuanti.
Attualmente non figurano abitanti di Montebello, salvo errori, che portano il cognome Sgreva. Pare che gli ultimi siano emigrati nel corso del β€˜900 soprattutto verso Vicenza, nell’elenco telefonico della quale compaiono numerosi.

Ottorino Gianesato (Nome … e Cognome (2007))

Figura: Sfogliando le vecchie documentazioni notarili ci si imbatte frequentemente in lunghissimi conteggi, prove di calligrafia di apprendisti scrivani, alberi genealogici, poesie ed annotazioni che attirano spesso la curiositΓ  del lettore. Ma ciΓ² che appare sulle pagine del notaio Bernardin Mattielli Braghetti desta anche stupore ed ammirazione in chiunque abbia l’occasione di visionare i suoi carteggi. Il citato professionista, durante la stesura dei suoi rogiti, lasciava sempre un angolo di pagina in bianco che provvedeva, in seguito, a riempire con un disegno ad inchiostro, quasi sempre sono figure riprese dai libri di “devozione“. Nel caso di questo suo atto notarile redatto nel 1620 in Montebello vediamo una bella immagine di San Giovanni Battista. Questo notaio fu attivo tra il 1617 e il 1630 (a cura del redattore).

AI LETTORI:
Quanti volessero collaborare per la redazione del notiziario con articoli o segnalare argomenti di particolare interesse, notizie, curiositΓ , proverbi locali, foto, cartoline d’epoca, etc., sono invitati a mettersi in contatto con l’Associazione.

Se hai FACEBOOK e l’articolo ti ha soddisfatto metti MI PIACEΒ 
Oppure lascia un commento qui sotto …