SPEDIZIONE PUNITIVA

[84] SPEDIZIONE PUNITIVA CONTRO STEFANO GUALDO

Domenica 21 novembre 1540 i sottoscritti sediziosi uomini, suscitatori di tumulti, in vilipendio del magistrato della Giustizia, convocati dal Decano e dai consiglieri, querelati con altri parecchi uomini di Montebello. PoichΓ© suonata la campana a martello e armati con armi di vario genere si recarono in certe terre di Stefano Gualdo (contrΓ  dei Vegri e delle Isole) nelle pertinenze di Montebello sul torrente GuΓ . (Qui) il Gualdo aveva fatto costruire un argine per riparare le sue proprietΓ  che fu distrutto dai sediziosi.

Il processo fu istruito il 26 Novembre 1541 contro:

Jacobo del Prete giΓ  DecanoΒ (1) di Montebello,
Mio Repele, consigliere
Jacobo Nardi, consigliere
Tomeo Pissolato, consigliere
Iseppo Zardo, consigliere,

e gli uomini: NicolΓ² Vivian, Gio. Maria Braghetti, NicolΓ² Miolato, Jacobo Chiarello, Vincenzo Prosdocimi, Petrino Reguxi, Jeronimo Grattonato, Clemente Miolato, Mio Cazzolato, Zanino Bacho, Battista Bedo (Braghetti), Francesco Contessa, Battista Grattonato, Menego Gallo, Guglielmo Zugador.

Mio Repele e Tomeo Pissolato furono banditi per 10 anni.
NicolΓ² Vivian, Gio. Maria Braghetti, NicolΓ² Miolato, Mio Cazzolato, Menego Gallo furono banditi per 5 anni. La rifusione del danno fu stabilita in 100 Ducati.

Ottorino Gianesato (BBVi – RASPE CRIMINALI del ‘500 – Busta nΒ° 1129 sentenze dal 1541 al 1545)

Note:
(1) Il Decano era la persona piΓΉ anziana per etΓ  o per nomina nelle assemblee comunali (N.d.R).

Figura: Ricostruzione di fantasia dell’episodio, successo vicino a villa Gualda, allora di proprietΓ  di Stefano Gualdo (a cura del redattore).

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FURTI SACRILEGHI REITERATI

[62] FURTI SACRILEGHI REITERATI

MARCO figlio di BATTISTA VECCHIO e BORTOLAMIO figlio di FRANCESCO VISENTIN, entrambi di Montorso, formavano una bella lega dedita ai furti e alle ruberie di ogni genere. Il 13 Settembre 1769 Marco Vecchio, salito con una scala sopra il tetto della Parrocchiale del suo paese, tolse alcuni coppi ed attraverso il varco si calΓ² con una corda all’interno della Chiesa seguito subito dal compare. Dall’altare di San Carlo asportarono tre tovaglie, altre tre da quello di San Giuseppe, due da quello del Rosario ed una da quello di San Rocco. Da un β€œarmaretto” presero vari fili di perle false e due anelli d’argento.
Due o tre giorni dopo tentarono di rubare nella Chiesa di Agugliana di Montebello. Con la stessa tecnica entrarono nel luogo sacro, ma rubarono solo la corda che stava attaccata alla campana. Il 18 Settembre penetrarono nella Chiesa di Sarego dalla quale sottrassero due tovaglie fornite di merli, tre ghirlande d’argento, tre fili di perle due dei quali falsi, una corona di vetro con un Cristo, tre medaglie d’argento, una rosetta e due anelli con pietre buone, il tutto dall’altare della Beata Vergine del Rosario. Dall’altare del Nome di GesΓΉ altre tre tovaglie, pure tre tovaglie da quello di Santa Maria Maddalena, una dall’altare di San Pietro ed una sopraccoperta di persiana dall’altare del Santissimo. Con la refurtiva si portarono a Verona e Marco Vecchio passΓ² poi a Mantova, da dove tornΓ² senza aver potuto vendere nemmeno una tovaglia. Pensarono allora di portare tutto nella Chiesa di Montorso, e cosΓ¬ in seguito lasciarono le tovaglie davanti alla porta del campanaro. Poco tempo dopo Bortolamio Visentin fu incarcerato nelle prigioni di Verona. Il compagno Battista Vecchio, anche lui scoperto, passΓ² nelle mani della Giustizia. Il Giudice li condannΓ² entrambi a tre anni di galera.

Ottorino Gianesato (dal NΒ° 10 di AUREOS – Marzo 2018)

Figura: Ricostruzione di fantasia del furto sacrilego nella Chiesa di Agugliana di Montebello (a cura del redattore).

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