IL FURTO COME SECONDO LAVORO

[120] IL FURTO COME SECONDO LAVORO

Nel 1770 CosimoΒ  Pegoraro detto β€œNapoli” di professione β€œmolinaro”, da Arzignano, era solito passare le feste in osteria β€œda consumar l’intero suo guadagno”.
Per meglio supplire, o meglio arrotondare, si recava al ponte di Zermeghedo in compagnia di altre persone, cosa che fece anche la sera del 25 Febbraio mettendosi sull’argine sinistro del Chiampo ad aspettare i passanti per derubarli. Al passar di Stefano Garzetta che se ne stava tornando a Montebello, uscì  da sotto il ponte dove si era nascosto e,Β  con la minaccia di uno stilo,Β  lo derubΓ² di 6 Lire. Voleva togliergli anche il gabbano (pastrano, soprabito – ndr) e le fibbie, ma desistette perchΓ© giudicΓ² il tutto di scarso valore. La stessa sera transitΓ² anche Giacomo Timinello da Montebello, ed i malviventi usciti allo scoperto lo costrinsero a cedere i denari, circa 70 Lire. Nella borsa teneva anche un mandato di Licenza Vescovile ed un altro cappello che i lestofanti volevano sottrargli. Cedendo alle insistenti proteste del derubato vi rinunciarono.
Il 28 Febbraio, sempre al Ponte di Zermeghedo, passΓ² il chirurgo di Montebello Antonio Mariotti che, assalito da quella masnada, fu minuziosamente palpato ed infine l’ammanco fu di 8 o 9 LireΒ  di β€œpetizze” (monetine) ed un fazzoletto d’Indiana turchina del valore di 4 Lire.
Cosimo Pegoraro in seguito alle numerose denunce fu riconosciuto ed arrestato. Fu bandito dalla Serenissima per 10 anni.

Ottorino Gianesato (BBVi – RASPE CRIMINALI del ‘700)

Figura: Ricostruzione di fantasia dell’episodio raccontato (a cura del redattore).

Nota: Per rassicurare i lettori su questi violenti fatti di cronaca voglio citare un articolo di Mind (Mente & Cervello) del mese di giugno 2018, dal titolo “Il declino della violenza” di Steven Pinker docente di psicologia alla Harvard University di Cambridge: Β« Quella in cui viviamo Γ¨ senza dubbio una delle epoche meno violente della storia … Oggi per un cittadino europeo il rischio di morire per mano di un proprio simile Γ¨ statisticamente 60 volte inferiore rispetto al 1300 … Quando consultiamo le cronache medievali dell’Europa occidentale, constatiamo che l’autocontrollo lasciava a desiderare. In quei racconti abbondano i dettagli che dimostrano che la gente veniva alle mani per un nonnulla, faceva i bisogni dove capitava o pugnalava gli altri nel bel mezzo di un pranzo, tutti segnali che la capacitΓ  di controllo della mente di controllare il comportamento era molto debole. CosΓ¬ in Cina l’uso delle bacchette Γ¨ stato imposto dall’imperatore per mettere fine al problema mortale dei litigi durante i pasti, favorito dalla presenza dei coltelli …Β Β» (a cura del redattore).

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SPEDIZIONE PUNITIVA

[84] SPEDIZIONE PUNITIVA CONTRO STEFANO GUALDO

Domenica 21 novembre 1540 i sottoscritti sediziosi uomini, suscitatori di tumulti, in vilipendio del magistrato della Giustizia, convocati dal Decano e dai consiglieri, querelati con altri parecchi uomini di Montebello. PoichΓ© suonata la campana a martello e armati con armi di vario genere si recarono in certe terre di Stefano Gualdo (contrΓ  dei Vegri e delle Isole) nelle pertinenze di Montebello sul torrente GuΓ . (Qui) il Gualdo aveva fatto costruire un argine per riparare le sue proprietΓ  che fu distrutto dai sediziosi.

Il processo fu istruito il 26 Novembre 1541 contro:

Jacobo del Prete giΓ  DecanoΒ (1) di Montebello,
Mio Repele, consigliere
Jacobo Nardi, consigliere
Tomeo Pissolato, consigliere
Iseppo Zardo, consigliere,

e gli uomini: NicolΓ² Vivian, Gio. Maria Braghetti, NicolΓ² Miolato, Jacobo Chiarello, Vincenzo Prosdocimi, Petrino Reguxi, Jeronimo Grattonato, Clemente Miolato, Mio Cazzolato, Zanino Bacho, Battista Bedo (Braghetti), Francesco Contessa, Battista Grattonato, Menego Gallo, Guglielmo Zugador.

Mio Repele e Tomeo Pissolato furono banditi per 10 anni.
NicolΓ² Vivian, Gio. Maria Braghetti, NicolΓ² Miolato, Mio Cazzolato, Menego Gallo furono banditi per 5 anni. La rifusione del danno fu stabilita in 100 Ducati.

Ottorino Gianesato (BBVi – RASPE CRIMINALI del ‘500 – Busta nΒ° 1129 sentenze dal 1541 al 1545)

Note:
(1) Il Decano era la persona piΓΉ anziana per etΓ  o per nomina nelle assemblee comunali (N.d.R).

Figura: Ricostruzione di fantasia dell’episodio, successo vicino a villa Gualda, allora di proprietΓ  di Stefano Gualdo (a cura del redattore).

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