LA SOLENNE DEL 1955

[179] LA SOLENNE DEL 1955 A MONTEBELLO

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Siamo nel 1955, l’anno di “Marcellino pane e vino” al cinema (chi non l’ha visto?), della prima metropolitana in Italia (a Roma), della nascita della popolare Fiat 600 simbolo degli anni del boom (chi non la conosce?). A Montebello è l’anno della XV quinquennale della Madonna.
Dal diario della Parrocchia di Montebello Vicentino, tenuto da Don Antonio Zanellato che fu Prevosto dal 1919 al 1952, e continuato da Don Mario Cola, Prevosto dal 1953 al 1978, leggiamo la cronaca delle giornate dedicate alla Solenne nel 1955:

« 1955 – XV Quinquennale della Madonna di Montebello Vic.

Se ne parlò fin dalla fine di Marzo e si costituì il Comitato parr.le con gli incaricati e per gli archi e per la raccolta di offerte, etc. Tutta la relazione si può trovare nella cartella relativa: “Festa quinq. 1955”. C’è il resoconto delle offerte raccolte e della pesca. In antecedenza si pubblicò nell’Avvenire d’Italia, sulla Voce dei Berici e sull’Operaio Coll. Il seguente articolo, che ne illustrava l’origine. Sarebbe opportuno però sentire gli anziani del paese per avere delle notizie più sicure.

L’incontro a Sua Ecc.za Mr Zaffonato Vescovo di Vittorio Veneto il giovedì 28 aprile ebbe qualche cosa di fantastico. Alle Alte di Montecchio convennero circa 80 moto, 25 macchine e le autorità. L’ingresso in paese, tra la folla plaudente, la Chiesa illuminata anche esternamente, fu grandioso, e impresse alla festa quel tono solenne, fin da principio, che andò elevandosi fino alla fine. Il triduo venne predicato anche il mattino, e convenne anche il Vicariato. L’orario della festa, il suo svolgimento, e le note per un’altra Solenne le troverai nella busta che racchiude gli atti della Solenne 1955. »

DALLA VOCE DEI BERICI – 24 aprile 1955
« MONTEBELLO VICENTINO – LA QUINQUENNALE DELLA MADONNA DI MONTEBELLO

Non ha titoli speciali, ma si chiama semplicemente la festa della “Madonna di Montebello”: è tradizione che venga celebrata con la massima solennità. La sua origine risale al 1885, quando la statua della Madonna scolpita in legno di tiglio, ripristinata nei panneggiamenti e nel volto dopo un abbandono secolare, venne trasportata da una chiesa secondaria, di S. Francesco ora sede dell’Asilo, ove aveva sostato per i lavori alla Prepositurale. Senza programmi prestabiliti si fecero degli archi, si addobbarono le vie, si invitò i popolo, concorsero i vicini e il trasporto riuscì un trionfo. Alla sera spari, fiaccole, banda, ecc.
Il Prevosto di allora, Mons. Giuseppe Capovin, commosso di una manifestazione così spontanea e devota prese la parola nella Chiesa affollatissima e all’auditorio egualmente commosso, propose di rinnovare ogni cinque anni nella prima domenica di maggio quel trionfo mariano. Il nobile popolo di Montebello accolse entusiasta il desiderio del Pastore. Sorse così la cosiddetta “Solenne”, la quinquennale di Maria. E ogni cinque anni la nostra parrocchia vide il trionfo della sua Madonna, con un ritmo sempre crescente di fede, di amore alla sua gran Madre benedicente.
Per il triduo avremo quest’anno fra noi Sua Ecc. Mons. Zaffonato, che pontificherà solennemente la domenica nella Parrocchiale. Il pomeriggio, oltre a Sua Ecc. Monsignor Zaffonato, sarà presente anche Sua Ecc. Mons. Carlo Zinato, nella processione che portando in trionfo la statua della Madonna onorerà degnamente la festa. Alla sera seguirà un programma bandistico e fuochi artificiali. Durante tutta la giornata funzionerà una ricca Pesca di beneficenza. »

Alcuni avvenimenti, in Italia e nel mondo, dell’anno 1955 dal calendario di FRATE INDOVINO:

Santa Pasqua: 10 Aprile – Presidente della Repubblica: Luigi Einaudi. Da l’11 maggio Giovanni Gronchi Papa: Eugenio Pacelli con il nome di Pio XII .

 

DAL MONDO - Leggi tutto...

1 Dicembre Il 1° dicembre a Montgomery in Alabama (Stati Uniti) Rosa Parks, 42 anni, di colore, rifiuta di cedere il posto sull’autobus a dei bianchi. È il primo atto di un’azione di protesta che andrà avanti fino al pronunciamento della Corte Suprema il 13 novembre 1956.
20 Dicembre Viene firmato l’accordo italo-tedesco per il reclutamento della manodopera italiana; nei decenni successivi si trasferiranno in Germania 4 milioni di connazionali.
Costo della vita: stipendio mensile di un operaio circa £. 40.000; una tazzina di caffè costa £. 40 e il pane £. 150 al kg; la Fiat inizia a produrre la 600 con un prezzo di vendita intorno a £. 600.000.

FILM
1) Il ferroviere; 2) Le amiche; 3) Caccia al ladro; 4) Quando la moglie è in vacanza; 5) La valle dell’Eden; 6) Siamo uomini o caporali?; 7) La rosa tatuata; 8) Gioventù bruciata; 9) Le amiche; 10) Lo scapolo; 11) Il segno di Venere; 12) Marcellino pane e vino.

MUOIONO
11 Marzo Alexander Fleming, batteriologo inglese.
18 Aprile Albert Einstein, fisico e matematico tedesco.
26 Maggio Alberto Ascari, pilota automobilistico.
12 Agosto Thomas Mann, romanziere tedesco.
30 Settembre James Dean, attore americano.

NASCONO

1 Marzo Gene Gnocchi, comico e conduttore televisivo.
9 Marzo Ornella Muti, attrice.
13 Marzo Bruno Conti, calciatore.
17 Maggio Francesco Nuti, regista e attore.
20 Maggio Diego Abatantuono, attore e sceneggiatore.
3 Luglio Walter Veltroni, politico.
25 Settembre Adelmo Fornaciari, in arte Zucchero, cantautore.
28 Ottobre Bill Gates, imprenditore statunitense dell’informatica.
3 Dicembre Pier Ferdinando Casini, politico.

PREMI NOBEL
Chimica: Vincent Du Vigneaud.
Fisica: Polykarp Kusch, Willis Eugene Lamb.
Letteratura: Halldór Kiljan Laxness.
Medicina: Axel Hugo Theodor Theorell.
Pace: Non assegnato.

 SANREMO
1) “Buongiorno tristezza” Tullio PaneClaudio Villa; 2) “Il torrente”Tullio Pane – Claudio Villa; 3) “Canto nella valle” Nuccia Bongiovanni con Bruno Pallesi e Radio BoysNatalino Otto con Trio Aurora.

SPORT
Ciclismo: Maspes conquista per l’Italia il primo Titolo Mondiale nel Campionato assoluto di Velocità su Pista al Vigorelli di Milano. Fiorenzo Magni si aggiudica il Giro d’Italia.
Calcio: Viene inaugurata la Coppa dei Campioni d’Europa. Il Milan vince lo Scudetto; la seconda classificata (Udinese) e il Catania retrocedono per illecito sportivo.
Automobilismo: Fangio, sempre su Mercedes, si conferma Campione del Mondo.
Ippica: Ribot, “pluripremiato” purosangue allevato dal grande Federico Tesio, corre per la prima volta e vince l’Arc de Triomphe.

Umberto Ravagnani

Foto:
1) Il corteo della Solenne il 1° maggio 1955 con la Madonna sul carro trainato da due cavalli neri.
2) Mons. Giuseppe Zaffonato (1899 – 1988) davanti alla Chiesa di Montebello Vicentino durante la Solenne del 1955.
È stato nominato vescovo di Vittorio Veneto il 27 settembre 1945 e il 31 gennaio 1956 fu promosso arcivescovo metropolita di Udine.
(Dal diario di Don Antonio Zanellato e Don Mario Cola – Archivio Parrocchiale di MB. Foto originali in bianco/nero dello Studio Fot. Crosara. Elaborazione grafica digitale e colore Umberto Ravagnani).

Figura: La copertina del calendario di Frate Indovino del 1955 (APUR – Archivio privato Umberto Ravagnani).

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DA MONTEBELLO A WOLLONGONG

[149] DALL’ORATORIO DI MONTEBELLO A WOLLONGONG  Di LINO TIMILLERO – Coniston (AUSTRALIA)

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IL CALCIO È UNA MALATTIA DI FAMIGLIA

« A Montebello, nel 1952, il cappellano don Giuseppe ai bambini che frequentavano l’oratorio offriva una “galletta” ciascuno, verso le quattro del pomeriggio. Non c’era alcun bisogno di chiamarci! Con la coda dell’occhio, pur giocando, guardavamo la porta della canonica. Appena quella si apriva per lasciar intravedere don Giuseppe, noi già si correva verso di lui per essere i primi a ricevere la galletta. Erano americane! Una volta alla settimana don Giuseppe ci dava anche un cioccolatino gianduiotto, un pò amarognolo, ma buono con la “Galetta”. Tutte cose americane! Nessuno di noi ragazzini ha mai potuto indovinare quale fosse il giorno in cui ci sarebbe stato il gianduiotto. Se c’eri, lo prendevi. Se non c’eri lo perdevi! Nel 1954 arrivò don Francesco e gli americani avevano finite le “gallette” da darci. Già dagli ultimi sei mesi della permanenza di don Giuseppe, non venivano più distribuite. Ma il pallone c’era soltanto all’oratorio! Dove altro si poteva andare per giocare a calcio? Durante l’estate seguente, don Francesco ricominciò a distribuire le medesime “gallette”, e anche il ‘saltuario’ gianduiotto! Nessuno di noi si azzardò a chiedere il perché o il percome. Giocavamo e mangiavamo, per poi ricominciare a giocare a calcio. Non si poteva chiedere di più. Ed eravamo più che contenti. L’anno dopo finirono le gallette, ma don Francesco organizzò un torneo di calcio per ragazzi dai 10 ai 15 anni, da disputarsi durante i pomeriggi ‘infrasettimanali’ con squadre dei paesi vicini: Gambellara e Zermeghedo. Don Francesco procurò anche la maglie per le due squadre dell’oratorio, biancorosse per la Audax-Baby, la mia squadra, e bianconere per l’altra squadra, che era quella di mio fratello Albano. Entrambe le squadre erano di età mista. Mio fratello ha due anni più di me, ma con noi c’erano “Cianeto”, Renzo e Ruggero, che erano della sua età. In finale andarono le due squadre dell’oratorio, le nostre. Vinse la squadra di mio fratello. All’oratorio io continuai a giocare le solite partitelle, mentre Albano trovava lavoro alle Alte di Montecchio. E cominciò a giocare con la Ronzani di Vicenza. Da lì, ancora giovane, passò al Marzotto di Valdagno. Un giorno, infatti, dei Signori del Marzotto vennero a parlare con nostra madre per poter avere Albano con loro. Stipendiato dal Marzotto.
Anche se allora non erano grandi somme di denaro. La mamma acconsentì, e mio fratello si accordò con la ditta che lo aveva assunto: al mattino lavorava con loro e al pomeriggio andava a Valdagno per gli allenamenti. Nelle giovanili. Ma con qualche giornata da riserva in serie B. Poi dovette partire per il militare. Riuscì a giocare con il Civitavecchia, in Serie C, per tutta la naja. Intanto il Marzotto, in quei due anni, andò di male in peggio. Albano tornò dal militare per rimettersi a lavorare, ma continuò ancora con la squadra di Valdagno per qualche anno, finché Rita Pavone non si mise a cantare “La partita di pallone”. Poco dopo io partii per l’Australia. L’ultima mia partita di calcio la giocai a Whyalla, in South-Australia. Indossavo la maglia dello ‘Steel-United’, la squadra dell’acciaieria di quella città. Quando vidi che un compagno di squadra si spezzò la gamba destra, mi venne da pensare: mica son venuto qui per finire come lui. E smisi di giocare. Due domeniche prima avevo pure segnato un bel goal. In squadra eravamo cinque italiani e sei tra inglesi, scozzesi e un australiano. Sergio Balatti era il centravanti e io giocavo da ala tornante. Sergio era arrivato da piccolo con la sua famiglia, dalla Valtellina. Parlava come gli australiani e diceva a noi cosa fare. Noi ancora non parlavamo inglese. Ma la palla è rotonda! Sia che la chiami palla oppure ball, è sempre da mettere dentro la porta avversaria. Conservo ancora il piccolo articolo di giornale in cui si parla della vittoria dello ‘Steel-United’ e del goal che io segnai, e ho avuto la fortuna di poterlo mostrare al mio ‘Grand-Son’, mio nipote, che ha 15 anni e gioca bene al calcio, con il suo ‘Catholic College”. I miei due figli hanno giocato al calcio da quando il primo aveva 12 anni ed il secondo 9. Prima con il Wollongong Olimpic, club riservato soltanto agli “junior”. Quando cominciarono a frequentare l’Edmund Rice College’, famoso per le vittorie nella competizione di rugby, loro continuarono invece a giocare al “soccer” (pronunciato soccher), come qui chiamavano il calcio. Che all’epoca era considerato uno sport minore, sia a livello scolastico che a livello nazionale. Io stesso, quando i miei figli erano adolescenti, ritornai al calcio. Fu padre Nazareno, da Mussolente, e quindi vicentino, a chiedermi di aiutare il gruppo giovanile del Centro Italiano, formando una squadra per partecipare al torneo di calcio delle denominazioni cristiane dell’Illawarra. In altre parole, i figli degli Italiani di Wollongong avevano formato l’Italo-Australian ‘Youth Club’, con base al centro italiano dei padri scalabriniani, e lì dovevano giocare contro squadre di club anglicani, metodisti, battisti, luterani, presbiteriani e via dicendo. Era il 1982, Italia campione del mondo! Dopo un paio di settimane, tutto questo diventò semplicemente il Churches-Competition, che letteralmente significa il torneo delle chiese.
Ci si allenava due sere la settimana. La mia presenza era necessaria soprattutto per avere un adulto sempre nei pressi. Facevo anche da allenatore, ma più per far capire a certi giovani che avevano giocato a rugby la differenza del fuorigioco fra il calcio e il rugby. Più di qualche goal non fu segnato proprio perché la regola del fuorigioco era molto dura da comprendere per i giocatori che avevano sempre giocato al Rugby. Agli allenamenti, per fortuna vicino a casa mia, mi portavo dietro i figli. Vicino al campo da calcio abitava un loro compagno di scuola, così anche Carlo si univa ai miei David ed Anthony per la durata della seduta. Carlo, figlio di abruzzesi, era soprannominato F.C. che stava per Football Club. In quel periodo, avevamo due automobili, indispensabili per andare a lavorare. Io avevo comperato una 500 Fiat da pochi dollari per mia moglie, perché portasse i figli alla scuola cattolica. La dovetti usare io perché non riusciva a cambiare le marce senza ‘grattare’. I nostri figli ricordano quell’auto ancora adesso. Era una decapottabile. Dei giovani dello Youth Club, qualcuno divenne avvocato, altri commercialisti o impresari, altri ancora semplici operai alla ‘SteelWork’. Molti hanno bambini. Un gruppo di quei professionisti ha poi ripreso a radunarsi in un campetto da calcio semi-abbandonato, di nuovo a correre dietro un pallone. Tra di loro. Dopo una settimana chiusi dentro gli uffici. E si portavano i figli dietro. E giocavano a calcio con i loro bambini. Uno dei miei figli finì di giocare a calcio con l’Università di Wollongong. Ora, dopo il lavoro, è allenatore patentato. L’altro invece ha smesso dopo essersi fratturato la gamba destra giocando al calcio. Io ero presente quando accadde. Ma anche dopo questo mio figlio non riesce a restare lontano dal calcio, tanto che adesso è presidente del “Port Kembla Puma Amateur Club”. » (Lino Timillero – Vicentini nel mondo – Giugno 2019).

Umberto Ravagnani

Foto: Il campo sportivo dell’Oratorio di Montebello, attivo dagli anni 50 del Novecento (APUR – Umberto Ravagnani – 2015).

 

 

ATTENZIONE: abbiamo in programma per il 19 Settembre 2019 una serata con LINO TIMILLERO (scarica la locandina)

 

CHI ERA LINO LOVATO?

AI LETTORI: L’Associazione Amici di Montebello sta preparando un evento per ricordare il nostro concittadino LINO LOVATO, pittore e scultore buono, generoso, sensibile, autore di molte opere artistiche. Chi avesse informazioni, aneddoti, suoi quadri, etc., è invitato a mettersi in contatto con la redazione tramite e-mail, sms o cellulare (informazioni a fondo pagina).

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