LA SOLENNE DEL 1950

[183] LA SOLENNE DEL 1950 A MONTEBELLO

Dal diario della Parrocchia di Montebello Vicentino, tenuto da Don Antonio Zanellato che fu Prevosto dal 1919 al 1952, e continuato da Don Mario Cola, Prevosto dal 1953 al 1978, leggiamo la cronaca delle giornate dedicate alla XIV Solenne, nel 1950:

« Domenica 7-maggio-1950
Ore 8.30 arriva S.E. Mons. Antonio Mantiero Vescovo di Treviso (Antonio Mantiero Vescovo di Treviso dal 1936 al 1956. Originario di Novoledo di Villaverla (Vicenza) n.d.r.)
Ore 9.00 Il Vescovo entra in Chiesa e celebra la S. Messa Pontificale (messa generalmente cantata ed officiata da un vescovo n.d.r.) con discorso. I canti sono accompagnati dall’armonium e archi con ottimo effetto. Prima di mezzogiorno S.E. visita le vie Monte GrappaPerosaTrento.
Pomeriggio ore 15.30 Vesperi Pontificali, predica di P. Michelazzo e processione con l’Immagine della Madonna, con canti accompagnati dalla banda cittadina fino al di lΓ  del ponte sul Chiampo, girando intorno al distributore di benzina Aquila. Tira il vento che guastΓ² apprestamenti ornamentali di carta, ma non piovve, come avvenne in quell’ora a Vicenza, verso Verona e verso Recoaro. Grande quantitΓ  di fedeli di Montebello e paesi circonvicini; all’arrivo la gente si ammassΓ² davanti alla Chiesa, dove S.E. Mons. Vescovo rivolse la sua parola e impartΓ¬ la Benedizione. Grande movimento di gente per la strada, sul parco giochi. Alla sera programma di Banda e fuochi d’artificio. Durante il giorno fu aperta una pesca di Beneficienza che fece buoni affari. Illuminata la facciata della Chiesa e le case. La sera seguente ancora musica della banda e movimento di persone.

21-maggio-1950 Gli Alpini salgono al castello
A cura della locale sezione Alpini Γ¨ stato restaurato l’Oratorio di S. Daniele in Castello e al posto della pala di S. Daniele, portata a mano, Γ¨ stata posta l’immagine della Madonna Ausiliatrice scolpita dal concittadino Peotta Bruno. La sezione Alpini di Montebello con rappresentanze di altri paesi e della cittΓ  di Vicenza Γ¨ salita al Castello, accompagnata dalla banda cittadina, dove il Prevosto ha benedetta la nuova statua. Quindi il P. Fanin, ex Cappellano degli Alpini, ha celebrato la S. Messa e tenuto il discorso. Nel pomeriggio nuovo raduno degli Alpini presso l’Oratorio con funzione religiosa e canti. Β»

Alcuni avvenimenti, in Italia e nel mondo, dell’anno 1950 dal calendario di FRATE INDOVINO:

Santa Pasqua: 9 Aprile – Presidente della Repubblica: Luigi Einaudi.Β  Papa: Eugenio Pacelli con il nome di Pio XII .

 

DAL MONDO - Leggi tutto...

6 Gennaio Il Regno Unito riconosce la Repubblica Popolare Cinese. La Repubblica di Cina in risposta taglia le relazioni diplomatiche con i britannici
26 Gennaio l’India diventa una repubblica.
1 Aprile L’Italia, su mandato dell’ONU, assume l’amministrazione fiduciaria dell’ex colonia della Somalia.
25 Giugno Ha inizio la Guerra di Corea.
2 Ottobre Dalla penna di Charles M. Schulz, nasce il fumetto Charlie Brown.
21 Ottobre Viene varata in Italia la Legge di riforma agraria che prevede l’espropriazione di terre incolte ai latifondisti e l’assegnazione ai contadini.
4 Novembre Convenzione Europea per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle libertΓ  fondamentali (CEDU).

FILM
1) Eva contro Eva; 2) Un’estate d’amore; 3) Giustizia Γ¨ fatta; 4) I figli della violenza; 5) Giungla d’asfalto; 6) Non c’è pace fra gli ulivi; 7) La ronde; 8) TotΓ² sceicco; 9) Vita da cani; 10) Napoli milionaria; 11) Viale del tramonto; 12) Una domenica d’agosto.

MUOIONO
21 Gennaio George Orwell, scrittore e giornalista britannico.
27 Agosto Cesare Pavese, scrittore, suicida in un albergo di Torino.

NASCONO
18 Gennaio Dino Meneghin, giocatore di pallacanestro e Gilles Villeneuve, pilota canadese di β€œFormula 1”.
12 Febbraio Angelo Branduardi, cantante e compositore.
28 Giugno Marco Columbro, presentatore, attore e showman.
9 Luglio Adriano Panatta, campione di tennis.
30 Luglio Gabriele Salvatores, regista cinematografico.
20 Settembre Loredana BertΓ©, cantante.
29 Settembre Loretta Goggi, imitatrice, cantante e conduttrice tv.
30 Settembre Renato Zero, cantautore.
2 Ottobre Antonio Di Pietro, magistrato e uomo politico.
17 Novembre Carlo Verdone, regista, attore e scrittore.

PREMI NOBEL
Pace: Ralph Bunche.
Letteratura: Earl Bertrand Arthur William Russell.
Medicina: Philip Showalter Hench, Edward Calvin Kendall, Tadeus Reichstein.
Fisica: Cecil Frank Powell.
Chimica: Kurt Alder, Otto Paul Hermann Diels.

SPORT
Ciclismo: Bartali vince la Milano-Sanremo; l’asse elvetico Hugo Koblet Γ¨ il primo straniero a vincere il Giro d’Italia distaccando Gino Bartali di oltre 5 minuti; Ferdi Kubler (svizzero anche lui) si aggiudica il Tour de France.
Sci: Zeno Colò, ad Aspen, vince la Discesa Libera conquistando così il suo secondo Campionato del Mondo.
Motociclismo: Umberto Masetti vince il Titolo Mondiale nella Classe 500 su Gilera.
Calcio: La Juventus vince lo Scudetto; precede Milan e Internazionale. Dopo 12 anni, si rinnova la sfida dei mondiali di calcio intitolata per la prima volta a Jules Rimet; la IV edizione segna il trionfo dell’Uruguay contro il Brasile. I brasiliani vivono la sconfitta come dramma nazionale.
Automobilismo: Nasce il Mondiale della β€œFormula 1” strutturato su sette gare; la prima gara Γ¨ vinta da Nino Farina su Alfa Romeo che si aggiudica anche il Gran Premio d’Italia e il Titolo Iridato.

Umberto Ravagnani

XIII e XIV Solenne A Montebello (1945-50)

 

Foto: Foto di gruppo davanti all’arco dell’Aquila il 7 maggio 1950.

(Dal diario di Don Antonio Zanellato e Don Mario Cola – Archivio Parrocchiale di MB. Elaborazione grafica digitale Umberto Ravagnani).

Figura: La copertina del calendario di Frate Indovino del 1950 (APUR – Archivio privato Umberto Ravagnani).

Video: Breve estratto dal cortometraggio “Cartoline che ricordano…” di Umberto Ravagnani.

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BREVE STORIA DI ZERMEGHEDO

[130] BREVE STORIA DI ZERMEGHEDO

Dal libro “Memorie storiche di Montebello Vicentino” pubblicato nel 1932 da Bruno Munaretto, in breve, la storia di Zermeghedo e della sua Chiesa (1).

Da un atto di vendila esteso il 14 gennaio 1265 si rileva che Guidone quondam NicolΓ² da Lozzo, oltre che ai suoi beni di Montebello e della Mason, vendette pure alla cittΓ  di Vicenza quelli ch’egli teneva in Zermeghedo. Questo allora, da poco erasi costituito in libera parrocchia; pure cio nonostante, le prime notizie del suo rettore si hanno solo il 28 marzo 1351, epoca in cui nel codice F. dei feudi tra l’altro leggesi: « Vacantibus sacerdotali beneficio et prebenda in ecclesia Sancti Michaelis de Germezedo Dyoc. Vinc. per absentiam ultimi rectoris ecclesiae praedictaeΒ Β». Da questo documento si ricava inoltre che al parroco di Zerrneghedo spetta il titolo di Rettore, come infatti apparisce da vari scritti originali, e da una bolla del Pontefice Clemente X in data del 1675 in cui citasi: Β« Bartolomeo Brondin Rectori Paroehialis Ecclesiae Sancti Michaelis loci ZermeghediΒ Β». Quantunque, ancora dal principio della seconda metΓ  del secolo XIII, Zermeghedo fosse libera parrocchia, pure, nella visita pastorale fatta a questa chiesa il 30 novembre 1521 s’intitola: « Capela Prepositure de MontebelloΒ Β». CiΓ² dimostra che la parrocchia di S. Michele, sebbene allora fosse indipendente da molto tempo, pure riconosceva per matrice, la chiesa prepositurale di Montebello. Ed invero a quell’epoca il Rettore di Zermeghedo era obbligato ad assistere alla messa del Sabato Santo, nella chiesa dove pure si recava a ricevere gli Olii Sacri di Montebello. Inoltre la chiesa di S. Michele Arcangelo, nel giorno del Sabato Santo, non poteva suonare le campane prima di quelle della Matrice. A tali obblighi era pure soggetta anche l’Agugliana, di cui, come oratorio di Zermeghedo, si fa cenno nell’inventario della Parrocchia di S. Michele, esteso il 3 giugno 1444 e che cosi incomincia: « In Christi nomine amen. Inventarium omnium bonorum mobilium, et immobilium ecclesiae Sancti Michaelis de Zermegedo factum per honestum virum presbiterum Paulum Ioannis de Leonessa rectorem suprascriptae ecclesiaeΒ Β». La chiesa parrocchiale di Zermeghedo sorge sul colle ed Γ¨ di recente costruzione, come lo dice la scritta in lettere di bronzo posta sulla facciata: « Deo O.M. et S. Michaeli Arc. A.D. MCMXIIΒ Β». La facciata del tempio, sorto su disegno dell’ingegnere Borgo di Vicenza, Γ¨ stile romanico-bizantino. Essa perΓ² Γ¨ male proporzionata. L’interno semplice con quattro cappelle e l’altare maggiore, Γ¨ illuminato da varie bifore. L’altare maggiore, in marmo rosso di Piana ed in marmo lumachella di Novale, Γ¨ ornato da due angeli in pietra, eseguiti dallo scultore Federico Marzot, il quale riprodusse quelli della chiesa del Seminario di Vicenza dovuti allo Spazzi. Fra gli altri tre altari Γ¨ particolarmente ricordato il secondo, a destra di chi entra in chiesa, adorno da una pala rappresentante la Vergine in trono col Bambino ed i Santi Catterina e Michele Arcangelo. Questo lavoro viene attribuito al pittore Scabari, che fiori nel 1600. Ultimamente, e cioΓ¨ nel 1927, furono eseguiti gli stalli del coro dal falegname Silvestro Lovato di Montebello su disegno del Prof. Gianfrancesco Ghirotti di Vicenza. Oltre alla chiesa di S. Michele Arcangelo esiste tuttora la vecchia parrocchiale costruita nel secolo XVIII. Essa perΓ² non Γ¨ piΓΉ ufficiata. La stessa sorte ha serruito pure il piccolo oratorio dedicato a S. Gaetano Thiene nel 1687 dalla famiglia RegaΓΉ originaria da Zermeghedo. Questo pittoresco villaggio, durante il dominio della Veneta Repubblica, era eretto in comune e dipendeva dal Vicariato di Montebello, ma durante il predominio francese fu soppresso, e solo con la venuta dell’Austria, fu nuovamente istituito, e tale rimase anche con la venuta del Regno d’Italia. Con Regio Decreto del 28 marzo 1929 il comune di Zermeghedo fu soppresso e aggiunto a quello di Montebello. Durante la grande guerra questa frazione diede alla causa nazionale dei suoi figli, alcuni dei quali caddero sul campo, altri morirono per cause di guerra. Eccone i nomi: Albiero Giuseppe, Beggio Attilio, Bolcato Luigi, Braggion Giuseppe, Bruttomesso Rodolfo, Cecchin Giacomo, Consolaro Giuseppe, Feltre Vittorio, Pesavento Luigi, Tadiello Antonio. Zermeghedo conta pure un decorato al valor militare. Esso Γ¨ Franchetto Agostino, di cui trascrivo la motivazione: Franchetto Agostino da Zermeghedo – Sergente Maggiore 6Β° Reggimento Alpini – Medaglia d’argento. – Β« Durante un nostro contrattacco, sostituiva brillantemente e successivarnente il comandante di plotone e della compagnia caduti durante l’azione, dimostrando fermezza e coraggio mirabili – Monte Badonecche, 4 dicembre 1917. – B. U. 35 del 30 maggio 1919, pag. 2441Β Β». Alla memoria dei suoi Caduti, Zermeghedo murΓ² due lapidi, una sulla facciata dell’ex municipio con incisi i nomi dei Caduti e l’altra sul fianco sinistro della chiesa parrocchiale con la seguente Iscrizione :

PREGHIAMO
GLI ALLORI – SEMPITERNI
PEI FORTI
CADUTI SULLE CONTESE FRONTIERE
RICONQUISTATE
ALLA PATRIA COMUNE
RIAPERTE
ALLA ENERGIA MULTIFORME
DELLA NAZIONE

Note:
(1) Quando il nostro compaesano Bruno Munaretto scrisse il suo racconto, questo Comune era stato soppresso da alcuni anni e aggregato a quello di Montebello.

Foto: Zermeghedo – 1955 ca. (foto: APUR – Umberto Ravagnani).
Umberto Ravagnani


ZERMEGHEDO oggi …

 

Nota:
Per chi Γ¨ interessato, da parecchi anni Γ¨ stato istituito un premio letterario per scrittori di testi Poesia e Prosa nei dialetti di Lingua Veneta: si chiama “Premio letterario Raise 2019” e si tiene ad ArquΓ  Polesine nel mese di settembre. Anche il nostro Lino Timillero vi ha partecipato l’anno scorso con grande soddisfazione.

E’ possibile scaricare qui il Bando 2019.

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